Espropiare i fondi immobiliari: a Berlino vince Die LinkeLa questione centrale a Berlino è l’accesso alla casa, il carovita e i
trasporti. E questo è al centro del programma elettorale della Die Linke. Un
programma radicale che parla di esproprio delle grandi società immobiliari,
calmierazione degli affitti, congelamento dei prezzi del trasporto pubblico,
miglioramento della raccolta dei rifiuti, poltiche sociali ed educative.
«Rendere Berlino accessibile» lo slogan principale della campagna elettorale
della candidata sindaca Elif Eralp. L’hanno chiamata la Mamdani berlinese, i
genitori sindacalisti sono scappati dalla Turchia dopo il colpo di stato del
1980 per arrivare a Berlino, Elif Eralp è un’avvocata, militante, ha portato al
centro della competizione elettorale l’aumento esponenziale del prezzo degli
affitti, in una città dove l’85% delle persone non ha una casa di proprietà, e
negli utlimi dieci anni ha visto raddoppiare il canone di locazione.
ABGEORDNETENHAUSWAHL · BERLINO · 20 SETTEMBRE 2026
IL VOTO DI BERLINO
Risultati secondo la proiezione pubblicata da Tagesschau alle 21:48 del 20
settembre 2026.
Quote di voto · % Affluenza: 75,0%
Die Linke
25,3%
CDU
19,0%
AfD
16,3%
Grüne
14,4%
SPD
12,1%
BSW
4,8%
FDP
2,5%
Fonte: tagesschau / ARD, Hochrechnung, 20.09.2026 · 21:48 Grafica elaborata da
Dinamopress
«Der Kampf für ein bezahlbares Berlin endet nicht am Wahlabend. Dann fängt er
erst richtig an». La lotta per una Berlino accessibile non finisce la sera delle
elezioni — è allora che inizia davvero. Così è scritto nel programma di Die
Linke.
Più di trecento pagine divise in 17 sezioni tematiche, dall’urbanistica ai
traspoti, dalle politiche femministe e queer alle politiche sociali, da cultura
e scienza alle politiche per l’inclusione e la diversità. Mentre lo stato
federale tedesco, guidato da un governo di grande coalizione a trazione
cristiano-democratica, promuove il ritorno alla leva militare obbligatoria,
aumenta le spese nella difesa e taglia le politiche sociali, la Die Linke a
Berlino punto tutto su un programma sociale, chiaro, semplice e senza
compromessi.
Punto centrale l’attuazione del referendum popolare tenutosi in città nel
settembre del 2021 “Deutsche Wohnen & Co enteignen” per l’esproprio dei grandi
proprietari immobiliari. L’idea di fondo è riportare in mano pubblica gli
alloggi di fondi immobiliari o imprese commerciali con più di 3.000 appartamenti
a Berlino, concedendo un indennizzo minore del prezzo di mercato, con
l’obiettivo di ridurre la speculazione e calmierare il mercato degli affitti,
tornando ad avere un buon numero di appartamenti di proprietà pubblica, ma senza
costruire troppe cubature. Accanto a questo, si vuole creare un’autorità per il
controllo degli affitti illegali, il blocco del canone per i prossimi sei anni,
ed eliminare gli aumenti programmati nei contratti.
> L’obiettivo è aumentare il controllo pubblico sul mercato immobiliare che
> negli ultimi dieci anni è stato al centro di mire speculative dei grandi fondi
> immobiliari internazionali, trasformando una città “povera ma sexy”, in una
> capitale gentrificata, cara e dove le persone non riescono più a vivere.
In più i tagli alla cultura a livello regionale e nazionale stanno mettendo in
crisi tutto il settore culturale e musicale della città, e mentre i club della
musica techno, che hanno reso famosa la città, iniziano a chiudere, anche la
Berlino delle start-up è in crisi, sotto la stretta dell’intelligenza
artificiale, della competizione cinese, e del costo dell’energia sempre più
alto.
A Roma, la scelta di Die Linke risuona forte e chiara. Siamo appena scese in
piazza per Spin Time, palazzo pubblico, praticamente regalato a un fondo
immobiliare grazie alle cartolarizzazioni del governo Berlusconi, fondo che lo
aveva lasciato vuoto, fino all’occupszione per tredici anni. In agosto, nel
pieno di un’ondata di calore, è stato sgomberato, e il Sindaco – dopo un
fallimentare tentativo di trattativa – invece di espropiare il palazzo, ha
parlato di “fondi immobiliari senza cuore”. Intanto la destra tuona contro le
persone migranti, prepara le ronde anti-degrado nelle periferie, e schiera i
suoi youtubber in prima fila.
> Per sconfiggere il programma della destra incentrato su degrado e razzismo,
> bisogna denunciare la speculazione urbana, lo sfruttamento nel mercato del
> lavoro, limitare la turistificazione e costruire la possibilità di tornare a
> vivere nei centri storici delle nostre città.
Lo scontro è aperto, ed è profondo. E mentre la Die Linke convince a Berlino
proprio grazie al suo programma socio-economico per una vita accessibile,
ragionato per parlare alle fasce più deboli della popolazione, e in particolare
migranti, madri sole e persone queer, succede esattamente il contrario in
Mecleburgo-Pomerania, dove il primo partito è l’AfD, con il suo programma di
odio contro le persone migranti e di origine straniera. La SPD è poco al di
sotto, ed è probabile che riesca a formare un governo con Die Linke e Verdi.
In ultimo, in Germania per come è strutturato il sistema politico e grazie a una
legge elettoriale mista, si governa in coalizione, sia a livello federale che
regionale, Die Linke Berlino ha già dichiarato durante la campagna elettorale
che non parteciperà a governi che promuovano privatizzazioni dei servizi
essenziali o tagli al welfare. Quindi non è contraria ad alleanze con l’SPD o
con i Verdi, ma ha creato le condizioni per essere il partito più importante
della coalizione e ha posto le basi per un lavoro comune trasparente. Alcune
dichiarazioni dei Verdi fanno comprendere che la composizione del governo del
lander non sarà semplice e che ci sarà molto da negoziare. Ma per ora una cosa è
chiara: con un programma radicale la sinistra può tornare a vincere. Deve solo
provarci.
Immagine di copertina dal facebook di Die Linke novembre 2025
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