Tag - guerra cognitiva

La scuola dentro la guerra: l’esercito di Crosetto non…
… non si ferma alle caserme. Articoli ripresi da Osservatorio repressione e Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ..   Non chiamatelo semplicemente “ritorno della leva”. La formula è efficace, ma rischia persino di nascondere la dimensione della trasformazione in corso. Quello che sta prendendo forma intorno al ministero della Difesa è un progetto molto più ampio:
September 28, 2026
La Bottega del Barbieri
Dossier “Dalla difesa all’attacco”: la riforma della Difesa attualmente in corso è una minaccia per la società
CON IL DOSSIER “DALLA DIFESA ALL’ATTACCO: QUANDO UNA RIFORMA DELLA DIFESA DIVENTA UN ATTACCO DELLA SOCIETÀ”, PUBBLICATO IN FONDO A QUESTO ARTICOLO, CONDIVIDIAMO UN AGGIORNAMENTO DEL NOSTRO LAVORO DI RICERCA. IL TEMA SU CUI CI SIAMO FOCALIZZATE E FOCALIZZATI NEGLI ULTIMI MESI È STATO LA RIFORMA DELLA DIFESA ATTUALMENTE IN CORSO IN ITALIA. UNA DELLE CONCLUSIONI PIÙ IMPORTANTI È CHE TALE PROCESSO NON SI LIMITA AL “RITORNO DELLA LEVA”, PUNTO DA CUI ERAVAMO IN UN CERTO SENSO PARTITE, MA È MOLTO PIÙ GRANDE E MINACCIA DI AVERE PESANTI CONSEGUENZE NON SOLO SULLA SCUOLA O LE UNIVERSITÀ MA SULLA DEMOCRAZIA STESSA. L’ultima notizia, anche se non ha avuto molta risonanza mediatica, è del 10 settembre: è stata annunciata in Senato la presentazione del disegno di legge S.2028 approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 4 agosto. Ma queste “Disposizioni per il rafforzamento e l’adeguamento della capacità di difesa nazionale” sono solo un passo di una riforma della difesa attualmente in corso in Italia. Il percorso di ammodernamento dello strumento militare italiano infatti include: 1. l’iter legislativo per incrementare gli organici (il cosiddetto “ritorno della leva”). Questo non è ancora iniziato ufficialmente: a giugno è stato pubblicato uno schema di disegno di legge che ora attende la legge di bilancio di ottobre per continuare l’iter. 2. l’iter legislativo per abilitare l’esercito alla guerra ibrida (“spazio cibernetico di interesse nazionale”). Questo è iniziato il 4 agosto con l’approvazione del Consiglio dei Ministri di uno schema di disegno di legge. Lo schema di ddl è già pubblico, il testo del ddl no. 3. le vie di riforma non legislative, come l’istituzione di nuovi percorsi accademici e fondi di ricerca volti a produrre sapere (sia scientifico che umanistico) a fini bellici. Sul “ritorno della leva”, sebbene queste analisi andranno verificate al momento dell’effettiva pubblicazione del testo del disegno di legge, riportiamo che le modifiche anticipate sono principalmente tre: 1. un incremento complessivo degli organici delle forze armate pari a quarantamila soldati entro il 2033. Questo dato va confrontato con l’obiettivo tedesco. Mentre la Germania punta ad arrivare ad avere un soldato ogni 320 abitanti, il Ministero della Difesa italiano chiede di peggio: un soldato ogni 295 abitanti. Il dato però è ancora più pesante se si tiene conto delle differenze regionali che caratterizzano la penisola italiana e le isole. Per avere un’idea, ad oggi la media italiana è di un soldato ogni 369 abitanti, la media piemontese è di uno ogni 1200 abitanti circa e la media campana è di uno ogni 120 abitanti, dieci volte più alta. 2. l’istituzione di tre diverse riserve di militari “pronti all’uso”. Di queste, segnaliamo la riserva territoriale, che porterebbe ad avere soldati su tutti i territori italiani, pronti a intevenire a sostegno (e perché no, anche gestione) della Protezione Civile e della Polizia. 3. una delega al governo, che avrebbe 12 mesi per stabilire le modalità d’attuazione delle richieste della Difesa. Incluso come convicere ad arruolarsi quarantamila giovani in più. Fra le tante misure portate nel ddl del 4 agosto invece, ne citiamo qui solo una: l’intenzione di istituire quella che è di fatto una nuova forza armata. Il ddl attualmente annunciato in Senato infatti (S.2028) definisce lo spazio cibernetico di interesse nazionale: un dominio che comprende non solo internet e tutti i siti del world wide web, ma anche tutti i mezzi di informazione online, le banche dati, i social networks e… Le “menti delle persone”. Si tratta della guerra cognitiva: una dottrina militare secondo cui chi è in grado di influenzare le opinioni pubbliche delle “proprie” e “altrui” popolazioni avrà un vantaggio tale da vincere i conflitti ancora prima di combatterli, a tavolino, contro chiunque sia carente di questa competenza manipolatoria. Tatticamente, si tratta di un analogo moderno della bomba atomica. Il ddl S.2028 punta a dotare lo strumento militare italiano di questa competenza. Di conseguenza, dopo aver introdotto questo “spazio cibernetico” così definito, istituisce di fatto una nuova forza armata. Tramite un nuovo tipo di soldato (lo specialista cyber militare), il relativo percorso di addestramento (cinque anni più uno) e la relativa catena di comando, verrà creata una quinta forza armata, una specie di “cyberesercito” che si affiancherebbe a Esercito, Marina e Aeronautica. Le operazioni militari annovererebbero tanto la cybersicurezza quanto la diffusione della Cultura della Difesa nelle scuole e le campagne sui social networks e punterebbero a influenazare la percezione di cosa è reale e le reazioni emotive delle persone. Nel dossier, dopo aver analizzato i punti sopra citati, avanziamo l’ipotesi che tale riforma non sia che un tassello di quello che sembra essere, di fatto, un attacco alla società attraverso la scuola. Altri segnali di questo attacco sono il continuo tentativo di militarizzare le scuole, le intimidazioni per indurre i docenti all’autocensura e il ddl antisemitismo, la legge 104 del 9 giugno 2026 sull’educazione sessuo-affettiva, i metal detecor all’entrata delle scuole (e il corrispondente ddl del 14 luglio 2026 sulla criminalizzazione minorile), le nuove linee guida per l’educazione civica e i “Solo l’Occidente conosce la Storia”. Il tentativo di “ammodernare la difesa” si inserisce a nostro avviso in questo disegno d’insieme e comporterebbe conseguenze davvero minacciose per scuole, università e società stessa. Il lavoro dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università indica che la “minaccia imminente” arriva da molto più vicino di quanto i mezzi di comunicazione di massa insistano a dire. Ma chiudiamo con un’apertura, quella del paradosso del mazzo di chiavi: il primo ostacolo per trovare un’alternativa è credere che l’alternativa non esista. Possa questo dossier contribuire a una presa di coscienza. Una presa di coscienza che si trasformi in obiezione e quindi costruzione di un futuro. Evitando così il cosiddetto inevitabile. riforma-difesa_pt1Download Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Per partecipare a uno dei nostri gruppi di lavoro, trovi i link per iscriverti alla pagina Adesioni e Contatti. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Come arruolare l’informazione, e limitarne la libertà, in nome delle guerre ibride
A Roma si è tenuto un seminario le cui ambizioni e conseguenze indicano una seria minaccia alla libertà dell’informazione nel nostro paese e in Europa. La cornice, ovviamente, è quella delle guerre ibride nelle quali la manipolazione delle notizie e la guerra cognitiva sono ormai ritenute un arma di combattimento […] L'articolo Come arruolare l’informazione, e limitarne la libertà, in nome delle guerre ibride su Contropiano.
May 28, 2026
Contropiano
La propaganda LEGO dell’Iran rivela come funziona la guerra cognitiva
La Narrazione Un piccolo studio in Iran con meno di dieci persone ha prodotto quotidianamente video di propaganda AI in stile LEGO. I clip dicono ad alta voce ciò che i media americani si rifiutano di dire. Come il fatto che i bombardamenti sono crimini di guerra. Che i funzionari […] L'articolo La propaganda LEGO dell’Iran rivela come funziona la guerra cognitiva su Contropiano.
April 22, 2026
Contropiano
Apocalisse Epistemica
Estratto dalla puntata del 13 aprile 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia Sta sparendo il dato di realtà? A prescindere dalle opinioni su un fenomeno, stiamo osservando lo stesso fenomeno? AI generativa e chatbots onnipresenti, immagini e video artefatti divenuti rapidamente indistinguibili da riprese sul campo, propaganda politica che riplasma la grammatica dei costumi istituzionali, pornografia prodotta via prompting e nuove nicchie estetiche; sono solo alcuni degli elementi riconoscibili all’interno di quella perturbazione cognitiva che ci sta coinvolgendo a livello di specie. In compagnia di Francesco De Collibus, che ha iniziato a definire questa fase “Apocalisse Epistemica”, ci lanciamo in una lunga riflessione che spazia dai tecno-oligarchi a un nuovo processo di addomesticamento dell’umanità, dalle esecuzioni di ICE in Minnesota ai tentativi di autenticazione di un reale evanescente:
April 15, 2026
Radio Blackout - Info
Le sconfitte della guerra cognitiva contro Cuba
Cubainformaciòn ha attivato un nuovo programma della sezione Miami Fake nel quale smonta ancora una volta la macchina della disinformazione che, dai media con sede a Miami — e le loro filiali a Madrid e in altre città —, cerca di costruire una narrazione unica contro Cuba. Una narrazione allineata […] L'articolo Le sconfitte della guerra cognitiva contro Cuba su Contropiano.
April 8, 2026
Contropiano
Infowar e AI – Sentenza violenze al carcere di Ivrea – Germania/Israele – Automazione vs Diserzione@0
Estratti dalla puntata del 30 marzo 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia AI, INFOWAR E DISTRUZIONE DEL DATO DI REALTA’ Tra finte soldatesse influencer generate con AI e JD Vance che sostiene che gli UFO siano Demoni, oscilliamo tra fenomeni artificiali e fenomeni implausibili. Ma gli eserciti sono reali, così come le guerre del Board of Peace. Mentre oltre 200 soldati statunitensi hanno denunciato alla Military Religious Freedom Foundation (MRFF) che i loro comandanti inquadrano le operazioni militari in scenari biblici, mentre la narrazione da “Fine dei Tempi” permea i discorsi delle leadership sioniste-evangeliste, dopo la normalizzazione del concetto operativo di “Grande Israele” si fa largo quello di “Grande Nord America”. Ma tornando all’AI generativa e all’introduzione di livelli di ingegneria sociale senza precedenti, tanto nelle truffe, quanto nella infowar, osserviamo la storia di due fratelli israeliani che avrebbero venduto all’Iran finti dati di intelligence spacciandosi per figure vicine alla Unit 8200. GUERRA COGNITIVA E LE CORRENTI DELLA INFOWAR Partiamo osservando la centralità del ruolo della comunicazione in tempi di guerra, dai volantini lanciati dal cielo allo hacking delle app per la preghiera in Iran, per arrivare a Sakara AI: azienda giapponese che sviluppato tecniche per delineare i flussi della guerra di informazione online. l’AI genera e veicola gli attacchi nel campo della Guerra Cognitiva, ma allo stesso tempo ne analizza i flussi: AUTOMAZIONE: ISTRUZIONE, GUERRA, DISERZIONE Melania Trump ha fatto ingresso al summit di Fostering The Future accompagnata da un androide Figure 3, quindi si è lanciata in un intervento sulla centralità salvifica dell’intelligenza artificiale per risolvere il problema del mancato accesso all’istruzione per milione di bambine e bambini. Assuefare fin dall’infanzia a relazionarsi con entità cognitive artificiali, inquadrarle come “adulti di riferimento”, obbedire alle loro consegne. Ma la sostituzione insegnate/robot ci rimanda a una questione cruciale, soprattutto di fronte a un incremento del 1000% * delle obbiezioni di coscienza tra i militari americani: gli umani possono ammutinarsi e disertare, le macchine no. * fonte: Mike Prysner, ex-militare, direttore del Center on Conscience and War e cofondatore di March Forward SENTENZA DEL PROCESSO PER LE VIOLENZE NEL CARCERE DI IVREA Sono passati 10 anni dalla lettera di denuncia pubblicata su infoaut.org che consentì l’emersione delle violenze nel carcere di Ivrea. La Procura locale aveva subito provato ad archiviare il tutto, i rallentamenti tecnici hanno portato alla prescrizione delle accuse di violenza e lesioni, ma il quadro che emerge descrive molto efficacemente la violenza strutturale dell’apparato detentivo italiano e una connivenza che va ben oltre quella “di corpo”, endemica nella polizia penitenziaria. Ne parliamo con l’avvocata Simona Filippi: RELAZIONI GERMANIA-ISRAELE: REPRESSIONE, CYBER E ARMI Le scaramuccie attorno al mancato supporto tedesco per la guerra israelo-americana contro l’Iran non devono distrarci dalla solida rete di cooperazione repressiva, cyber e militare-industriale tra Berlino e Tel Aviv… e il recente accordo tra VolksWagen e Rafael ne è solo il fenomeno più visibile:
March 31, 2026
Radio Blackout - Info
Infowar e AI – Sentenza violenze al carcere di Ivrea – Germania/Israele – Automazione vs Diserzione@1
Estratti dalla puntata del 30 marzo 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia AI, INFOWAR E DISTRUZIONE DEL DATO DI REALTA’ Tra finte soldatesse influencer generate con AI e JD Vance che sostiene che gli UFO siano Demoni, oscilliamo tra fenomeni artificiali e fenomeni implausibili. Ma gli eserciti sono reali, così come le guerre del Board of Peace. Mentre oltre 200 soldati statunitensi hanno denunciato alla Military Religious Freedom Foundation (MRFF) che i loro comandanti inquadrano le operazioni militari in scenari biblici, mentre la narrazione da “Fine dei Tempi” permea i discorsi delle leadership sioniste-evangeliste, dopo la normalizzazione del concetto operativo di “Grande Israele” si fa largo quello di “Grande Nord America”. Ma tornando all’AI generativa e all’introduzione di livelli di ingegneria sociale senza precedenti, tanto nelle truffe, quanto nella infowar, osserviamo la storia di due fratelli israeliani che avrebbero venduto all’Iran finti dati di intelligence spacciandosi per figure vicine alla Unit 8200. GUERRA COGNITIVA E LE CORRENTI DELLA INFOWAR Partiamo osservando la centralità del ruolo della comunicazione in tempi di guerra, dai volantini lanciati dal cielo allo hacking delle app per la preghiera in Iran, per arrivare a Sakara AI: azienda giapponese che sviluppato tecniche per delineare i flussi della guerra di informazione online. l’AI genera e veicola gli attacchi nel campo della Guerra Cognitiva, ma allo stesso tempo ne analizza i flussi: AUTOMAZIONE: ISTRUZIONE, GUERRA, DISERZIONE Melania Trump ha fatto ingresso al summit di Fostering The Future accompagnata da un androide Figure 3, quindi si è lanciata in un intervento sulla centralità salvifica dell’intelligenza artificiale per risolvere il problema del mancato accesso all’istruzione per milione di bambine e bambini. Assuefare fin dall’infanzia a relazionarsi con entità cognitive artificiali, inquadrarle come “adulti di riferimento”, obbedire alle loro consegne. Ma la sostituzione insegnate/robot ci rimanda a una questione cruciale, soprattutto di fronte a un incremento del 1000% * delle obbiezioni di coscienza tra i militari americani: gli umani possono ammutinarsi e disertare, le macchine no. * fonte: Mike Prysner, ex-militare, direttore del Center on Conscience and War e cofondatore di March Forward SENTENZA DEL PROCESSO PER LE VIOLENZE NEL CARCERE DI IVREA Sono passati 10 anni dalla lettera di denuncia pubblicata su infoaut.org che consentì l’emersione delle violenze nel carcere di Ivrea. La Procura locale aveva subito provato ad archiviare il tutto, i rallentamenti tecnici hanno portato alla prescrizione delle accuse di violenza e lesioni, ma il quadro che emerge descrive molto efficacemente la violenza strutturale dell’apparato detentivo italiano e una connivenza che va ben oltre quella “di corpo”, endemica nella polizia penitenziaria. Ne parliamo con l’avvocata Simona Filippi: RELAZIONI GERMANIA-ISRAELE: REPRESSIONE, CYBER E ARMI Le scaramuccie attorno al mancato supporto tedesco per la guerra israelo-americana contro l’Iran non devono distrarci dalla solida rete di cooperazione repressiva, cyber e militare-industriale tra Berlino e Tel Aviv… e il recente accordo tra VolksWagen e Rafael ne è solo il fenomeno più visibile:
March 31, 2026
Radio Blackout - Info
Infowar e AI – Sentenza violenze al carcere di Ivrea – Germania/Israele – Automazione vs Diserzione@2
Estratti dalla puntata del 30 marzo 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia AI, INFOWAR E DISTRUZIONE DEL DATO DI REALTA’ Tra finte soldatesse influencer generate con AI e JD Vance che sostiene che gli UFO siano Demoni, oscilliamo tra fenomeni artificiali e fenomeni implausibili. Ma gli eserciti sono reali, così come le guerre del Board of Peace. Mentre oltre 200 soldati statunitensi hanno denunciato alla Military Religious Freedom Foundation (MRFF) che i loro comandanti inquadrano le operazioni militari in scenari biblici, mentre la narrazione da “Fine dei Tempi” permea i discorsi delle leadership sioniste-evangeliste, dopo la normalizzazione del concetto operativo di “Grande Israele” si fa largo quello di “Grande Nord America”. Ma tornando all’AI generativa e all’introduzione di livelli di ingegneria sociale senza precedenti, tanto nelle truffe, quanto nella infowar, osserviamo la storia di due fratelli israeliani che avrebbero venduto all’Iran finti dati di intelligence spacciandosi per figure vicine alla Unit 8200. GUERRA COGNITIVA E LE CORRENTI DELLA INFOWAR Partiamo osservando la centralità del ruolo della comunicazione in tempi di guerra, dai volantini lanciati dal cielo allo hacking delle app per la preghiera in Iran, per arrivare a Sakara AI: azienda giapponese che sviluppato tecniche per delineare i flussi della guerra di informazione online. l’AI genera e veicola gli attacchi nel campo della Guerra Cognitiva, ma allo stesso tempo ne analizza i flussi: AUTOMAZIONE: ISTRUZIONE, GUERRA, DISERZIONE Melania Trump ha fatto ingresso al summit di Fostering The Future accompagnata da un androide Figure 3, quindi si è lanciata in un intervento sulla centralità salvifica dell’intelligenza artificiale per risolvere il problema del mancato accesso all’istruzione per milione di bambine e bambini. Assuefare fin dall’infanzia a relazionarsi con entità cognitive artificiali, inquadrarle come “adulti di riferimento”, obbedire alle loro consegne. Ma la sostituzione insegnate/robot ci rimanda a una questione cruciale, soprattutto di fronte a un incremento del 1000% * delle obbiezioni di coscienza tra i militari americani: gli umani possono ammutinarsi e disertare, le macchine no. * fonte: Mike Prysner, ex-militare, direttore del Center on Conscience and War e cofondatore di March Forward SENTENZA DEL PROCESSO PER LE VIOLENZE NEL CARCERE DI IVREA Sono passati 10 anni dalla lettera di denuncia pubblicata su infoaut.org che consentì l’emersione delle violenze nel carcere di Ivrea. La Procura locale aveva subito provato ad archiviare il tutto, i rallentamenti tecnici hanno portato alla prescrizione delle accuse di violenza e lesioni, ma il quadro che emerge descrive molto efficacemente la violenza strutturale dell’apparato detentivo italiano e una connivenza che va ben oltre quella “di corpo”, endemica nella polizia penitenziaria. Ne parliamo con l’avvocata Simona Filippi: RELAZIONI GERMANIA-ISRAELE: REPRESSIONE, CYBER E ARMI Le scaramuccie attorno al mancato supporto tedesco per la guerra israelo-americana contro l’Iran non devono distrarci dalla solida rete di cooperazione repressiva, cyber e militare-industriale tra Berlino e Tel Aviv… e il recente accordo tra VolksWagen e Rafael ne è solo il fenomeno più visibile:
March 31, 2026
Radio Blackout - Info