Tag - confederalismo democratico

«Favole del reincanto. Molteplicità, immaginario, rivoluzione»
Daniele Barbieri sul libro di Stefania Consigliere (*). A seguire cinque lunghe citazioni che da sole meriterebbero un bel po’ di riflessioni collettive. E’ uscito nel dicembre del 2024 e da allora ha avuto pochissime recensioni. Si tratta invece di una delle letture più appassionanti degli ultimi anni che si aggira – come spiega il sottotitolo – fra «molteplicità, immaginario,
Per un’immaginazione femminista anticoloniale: intrecciare le …
… le radici contro capitalismo e patriarcato Riprendiamo, per gentile concessione di autrice e editore, un interessante “saggio” di Alice Salimbeni da Machina  C’è una rimozione che attraversa l’Europa – e l’Italia – come una ferita mal cicatrizzata: l’idea di essere «oltre» il colonialismo, di averlo relegato altrove, in un tempo e, soprattutto, in uno spazio che non ci riguarda
S’Atobiu: Incontrarsi e ascoltarsi sono già atti di ribellione
Gianluca Carmosino su Comuneinfo.net Incontrarsi e ascoltarsi sono già atti di ribellione I margini sono da sempre al tempo stesso luoghi di repressione ma anche spazi di creazione di possibilità. Per bell hooks il margine è “un luogo capace di offrirci la possibilità di una prospettiva radicale da cui guardare, creare, immaginare alternative e nuovi mondi… in cui ritroviamo noi stessi
Terra e memoria della terra: S’Atobiu 2026
Arriva alla V edizione il Festival dell’editoria indipendente che si tiene in Sardegna fra Selargius e Tertenia: “Per immaginare un percorso di transizione dal capitalismo” S’Atobiu, prima parte, Selargius (CA) 8, 9 e 10 maggio 2026 “S’Atobiu” (L’Incontro, in Iingua sarda), è il festival della piccola editoria indipendente, nato nel novembre del 2022 dall’esigenza di costruire uno spazio di confronto
Curdi: appuntamenti a Torino e a Cagliari
Riprendiamo due appuntamenti su lla storia e le lotte del popolo curdo programmati questa fine settimana a Torino e a Cagliari   TORINO I curdi sono spesso visti attraverso una lente problematica: talvolta (dall’Occidente) come un popolo “buono” che, unito e coeso, è implicito di incarnare valori superiori a quelli degli altri (in particolare in Medio Oriente). In altri casi
“THE KURDISTAN FREEDOM MOVEMENT AT A CROSSROADS”: DUE GIORNI DI CONFERENZA ALL’UNIVERSITÀ DI TORINO
Giovedì 26 e venerdì 27 marzo 2026, al Campus Luigi Einaudi dell’Università di Torino, si svolgerà la conferenza accademica “The Kurdistan freedom movement at a crossroads. Historical roots, ideological shifts and reconfiguration processes” (cioè “Il movimento di liberazione (o per la libertà, ndr) del Kurdistan a un bivio. Radici storiche, cambi ideologici e processi di riorganizzazione”). L’evento è organizzato dalla Rete Italiana di Studi Curdi (RISC), una rete interdisciplinare di studiosi con sede in Italia che si occupano di studi curdi in diversi campi scientifici, insieme – tra gli altri – all’Università di Kobane, all’Università del Rojava, all’Università di Garmian (Kurdistan iracheno) e alla rivista online The Amargi. Sulle frequenze di Radio Onda d’Urto abbiamo presentato l’appuntamento di studio e approfondimento insieme a Davide Grasso, ricercatore dell’Università di Torino al dipartimento Culture, Politica e Società, tra gli organizzatori e i relatori del convegno. Ascolta o scarica. A questo link potete consultare il programma completo della conferenza.        
March 24, 2026
Radio Onda d`Urto
LUNEDÌ 30 MARZO: PRESENTAZIONE DEL LIBRO “L’ARTE DELLA LIBERTÀ” CON HAVIN GUNESER AL CSA MAGAZZINO 47 DI BRESCIA
Lunedì 30 marzo 2026, alle ore 18.30, il centro sociale Magazzino 47 (via Industriale 10, Brescia) ospiterà la presentazione del libro L’arte della libertà. Breve storia del movimento di liberazione curdo (Meltemi, 2025) di Havin Guneser. Sarà presente l’autrice, Havin Guneser, ingegnera, giornalista e cofondatrice di The Academy of Social Science, già ospite di Radio Onda d’Urto per alcune interviste rilasciate alla nostra emittente. Dialogherà con lei Anna Clara Basilicò,  traduttrice e curatrice dell’edizione italiana del libro. Lo spot per pubblicizzare l’iniziativa sulle frequenze di Radio Onda d’Urto: Ascolta o scarica. Dai canali social del CSA Magazzino 47: “Lunedì 30 marzo 2026, ore 18.30 al C.S.A. Magazzino 47 – Via Industriale 10 Brescia Presentazione del libro “L’arte della libertà – Breve storia del movimento di liberazione curdo” con l’autrice Havin Guneser (Cofondatrice di Academy of Social Science) In dialogo con Anna Clara Basilicò traduttrice e curatrice del libro. IL LIBRO: Jin, jiyan, azadî: “donna, vita, libertà”. Queste tre parole risuonano nelle piazze di tutto il mondo, animando le lotte di milioni di donne, dal Medio Oriente all’Europa, dall’Iran all’Italia. Nato in una regione liminale tra quattro Stati – Iran, Iraq, Siria e Turchia – questo grido libertario è espressione di una rivoluzione femminista, ecologista e democratica che da dieci anni fiorisce in Kurdistan, tentando di riportare luce in una parte del mondo oscurata da ingiustizie e violenze. Ma cosa alimenta questa rivoluzione che sta scuotendo la società globale? Attraverso le parole di Havin Guneser conosciamo il movimento che ha ispirato decine di attivisti/e italiani/e: da Lorenzo Orsetti, caduto combattendo contro lo Stato islamico, a Maria Edgarda Marcucci, protagonista delle forze di autodifesa femminili e perseguitata in patria. Un saggio che si configura come una lettura imprescindibile per chi crede che la libertà, la democrazia e il cambiamento profondo siano ancora possibili e che, nel mondo di oggi, solo una rivoluzione che metta al centro le donne e il pianeta possa spezzare le catene del capitalismo. L’AUTRICE: Havin Guneser Ingegnera, giornalista e attivista per i diritti delle donne. Da anni è portavoce della rivoluzione in Rojava e contribuisce a diffondere il pensiero di Abdullah Öcalan, di cui ha tradotto numerosi libri. È parte attiva dell’iniziativa internazionale “Libertà per Abdullah Öcalan – Pace in Kurdistan” e fondatrice dell’Academy of Social Science. Il suo impegno per la libertà e la giustizia ha fatto di lei una figura centrale del movimento di liberazione. Durante l’iniziativa saranno disponibili le copie del libro.”
March 23, 2026
Radio Onda d`Urto
ROJAVA: È MORTO SALIH MUSLIM, EX CO-PRESIDENTE DEL PYD, TRA I LEADER DELLA RIVOLUZIONE CONFEDERALE
È morto Salih Muslim, ex co-presidente del Partito dell’Unione Democratica (Pyd), tra le personalità più importanti nella leadership della rivoluzione confederale. Nato a Kobane il 3 marzo 1951, studiò in Rojava e in Siria fino al liceo. In seguito frequentò l’Università Tecnica di Istanbul, dove si laureò nel 1977. Per un periodo, lavorò in Arabia Saudita. Incontrò e conobbe Abdullah Öcalan nel 1983. Dopo il massacro di Qamishlo, in Rojava, del 2003, fu arrestato e imprigionato per sette mesi a causa di una lettera di protesta che scrisse all’allora presidente siriano Bashar al-Assad. Dopo il rilascio dal carcere, nel 2003 si unì al neonato Partito dell’Unione Democratica (Pyd) e divenne membro del suo consiglio esecutivo. Nel 2010, Salih Muslim era stato eletto co-presidente del partito che guida il processo rivoluzionario del confederalismo democratico nella Siria settentrionale e orientale. Dal 2017, poi, aveva ricoperto il ruolo di responsabile delle relazioni estere del Tev-Dem, il Movimento della Società Democratica del Rojava. Nel 2022 il nono congresso del Pyd lo aveva ri-eletto co-presidente, ma due anni dopo – nel 2024 – aveva ceduto l’incarico, continuando comunque a partecipare al Consiglio dei co-presidenti. Svolgendo questi incarichi era diventato un attore di spicco a livello nazionale siriano e a livello internazionale. È morto la sera di mercoledì 11 marzo 2026, all’età di 75 anni, in un ospedale di Erbil, nel Kurdistan iracheno, dov’era stato trasferito e ricoverato a causa dell’insufficienza renale della quale soffriva. La sua salma, accolta da una folla di persone, è arrivata stamattina, giovedì 12 marzo, in Rojava. Sarà sepolto a Kobane accanto al figlio Shervan, caduto nel 2013 combattendo – nelle fila delle Unità di protezione del popolo (Ypg) – contro Daesh a Tal Abyad. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto è intervenuta Benedetta Argentieri, giornalista di Turning Point Magazine, documentarista, che si è occupata a lungo della rivoluzione del Rojava, dove si è recata in diverse occasioni, e del movimento di liberazione curdo. Ascolta o scarica.
March 12, 2026
Radio Onda d`Urto
IRAN: IL PJAK LANCIA L’APPELLO AD “AUTOGOVERNO E AUTODIFESA” NEL KURDISTAN ORIENTALE. “FALSA LA NOTIZIA SU UN’OFFENSIVA DI TERRA CURDA A FIANCO DEGLI USA”
Nell’ambito dell’aggressione israelo-statunitense che da sabato 28 febbraio ha portato guerra e bombardamenti in tutto l’Iran, nelle ultime ore diverse agenzie di stampa, tutte legate alla destra trumpiana Usa o alla destra israeliana, hanno riportato la notizia di una presunta offensiva via terra, contro l’esercito iraniano, di “migliaia di combattenti curdi” che sarebbero stati “armati dalla CIA” allo scopo. Anche alcune testate italiane hanno ripreso la notizia. Il Corriere della Sera l’ha addirittura scelta come notizia di apertura della sua edizione cartacea uscita stamattina, 5 marzo 2026, nelle edicole. Tutte le organizzazioni politiche del Rojhelat (Kurdistan iraniano) – alcune delle quali da fine febbraio hanno formato una coalizione – hanno smentito la notizia. “Lavoriamo all’interno di una coalizione formata da forze del Rojhelat. Qualsiasi movimento sarà annunciato da questa coalizione e nessuna forza può scavalcarla”, riferisce per esempio una fonte del Partito per la Libertà del Kurdistan (PAK), legato ai partiti conservatori e nazionalisti curdi della regione del Kurdistan in Iraq, da sempre vicini politicamente agli Usa. Non solo, anche il ministro della Guerra di Trumo, Pete Hegseth, e la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, hanno negato di aver armato gruppi armati curdi e organizzato offensive via terra. “Finora nessuno dei partiti curdi iraniani ha accettato di essere il proxy di terra per l’attacco israelo-statunitense”, commenta su Radio Onda d’Urto Mattia Berera dell’Accadema della modernità democratica. “Non è detto che questo non avverrà in futuro dal momento che tra loro ci sono diversi alleati storici degli Stati Uniti, ma ad oggi questa è una notizia falsa”, specifica Berera. Quel che è vero, invece, è che il Partito per la vita libera in Kurdistan, il Pjak (che fa parte del movimento di liberazione e confederalista curdo ispirato alle idee di Abdullah Öcalan) ha diffuso un appello alla popolazione del Kurdistan iraniano. Il Pjak – che riveste un ruolo trainante all’interno della Coalizione di recente formazione – invita gli abitanti delle aree a maggioranza curda dell’Iran a “istituire l’autogoverno e l’autodifesa”. L’appello invita i giovani a prendere le armi e la popolazione a formare comitati di autodifesa per proteggersi dagli attacchi, anche da quelli israelo-statunitensi, che in Rojhelat hanno fatto centinaia di vittime. L’appello chiama poi all’istituzione di comitati di autogoverno locali e invita i soldati del regime presenti sul territorio a disertare e unirsi alla popolazione. “Questo appello va nella direzione del volersi costituire come una terza via contro i piani di Israele e Stati Uniti di ristrutturazione del Medio oriente, e anche contro la Repubblica Islamica, che da sempre attacca, arresta, uccide i curdi in Iran, in particolare i militanti del Pjak”, spiega Mattia Berera nell’intervista. “Si tratta di non soccombere alle guerre imposte sulla testa del proprio popolo e rafforzare le proprie autodifese sociali in tutti i sensi: dai servizi, all’autodifesa locale, alla gestione delle proprie comunità”, aggiunge. L’approccio del Pjak, i cui dirigenti hanno più volte ribadito di essere a favore di una sollevazione contro il regime di Teheran che parta dalla società curda e iraniana, ma di essere contrari all’intervento militare delle potenze egemoniche dall’esterno, si rifà alla lettura dell’attuale fase imperialista e di escalation bellica nel capitalismo del movimento di liberazione curdo e al paradigma elaborato da Abdullah Öcalan, in particolare rispetto al ruolo che un movimento socialista, internazionalista e anti-capitalista dovrebbe avere rispetto a questo scenario. “È importante cogliere il fatto che questa non è più la Guerra fredda. Nessuno stato al mondo oggi rappresenta, come l’Unione Sovietica in passato, l’afflato e il desiderio di miliardi di persone per la libertà e l’uguaglianza. Oggi ogni scontro tra stati è in realtà solo una contrattazione all’interno di un sistema unico per chi deve pesare di più e chi di meno”, afferma l’esponente dell’Accademia della modernità democratica ai nostri microfoni. Quello che sta facendo il Pjak è di “non scegliere l’uno o l’altro stato ma scegliere se stessi come popolo, come struttura e come società“. Secondo Mattia Berera, quella tra lo “schierarsi con la Repubblica Islamica o con gli Stati Uniti e Israele non è, in realtà, una vera scelta: se si sta in questa polarizzazione si sta da un’unica parte, quella della ristrutturazione capitalista e imperialista”. L’intervista di Radio Onda d’Urto a Mattia Berera, esponente dell’Accademia della modernità democratica, struttura internazionale nata su impulso del movimento curdo e si occupa di diffondere la proposta politica e il paradigma del movimento curdo nel mondo. Ascolta o scarica.  
March 5, 2026
Radio Onda d`Urto
IRAN: LA COALIZIONE DEI PARTITI CURDI TRA LA REPRESSIONE DI TEHERAN E L’AGGRESSIONE ISRAELO-STATUINTENSE
A fine febbraio 2026 i principali partiti e movimenti politici del Kurdistan iraniano (Rojhelat) hanno annunciato la fondazione della “Coalizione dei partiti politici del Kurdistan iraniano”, nota anche come “Kurdistan Alliance”. L’intesa è il risultato di un lungo percorso di confronto tra organizzazioni politiche curde iraniane con storie e orientamenti ideologici differenti, iniziato ai tempi del movimento di massa “Jin, Jyian, Azadi” (nel 2022) con l’obiettivo di consolidare le forze dell’opposizione curda in Iran e rafforzarne la collaborazione davanti alla repressione del regime degli Ayatollah da un lato, all’aggressione e alla guerra portata da potenze esterne come Israele e Stati Uniti dall’altro. L’accordo, infatti, è stato siglato alla vigilia dell’inizio della nuova aggressione israelo-statunitense contro l’Iran – i cui bombardamenti stanno interessando in maniera importante anche le province del Kurdistan iraniane – da cinque organizzazioni: il Partito della Vita Libera in Kurdistan (PJAK, che si ispira al paradigma del confederalismo democratico e alle idee di Abdullah Öcalan); il Partito della Libertà del Kurdistan (PAK); il Partito Democratico del Kurdistan – Iran (PDKI); l’organizzazione Xebat e una delle fazioni dell’organizzazione comunista Komala. Il testo con cui queste organizzazioni hanno annunciato la nascita della coalizione è la bozza, ancora molto generica, di un documento programmatico in quindici punti che parla di autogoverno, autodeterminazione, diritto all’autodifesa, sostegno alla lotta delle donne e costruzione di istituzioni democratiche sugli altopiani del Kurdistan iraniano. Secondo la dichiarazione d’intenti congiunta, questi obiettivi devono essere raggiunti tramite una lotta congiunta con le altre nazioni e movimenti di opposizione che porti alla costruzione, in Iran, di un sistema politico “democratico, decentralizzato e laico che garantisca i diritti di tutte le componenti nazionali, religiose ed etniche”. “Non si tratta di separatismo quanto, piuttosto, del progetto di costruzione dell’autonomia democratica all’interno di uno stato iraniano decentralizzato”, spiega Tiziano Saccucci ai microfoni di Radio Onda d’Urto. “Parliamo, fondamentalmente, delle richieste che fa il movimento confederalista. E da questo possiamo capire il peso che ha il Pjak all’interno di questa coalizione”, aggiunge Saccucci. L’alleanza tra organizzazioni curde, tuttavia, non significa alleanza con chi oggi attacca l’Iran bombardando le città, i villaggi e la popolazione civile, cioè Stati Uniti e Israele. “Chi tenta di bollare questa coalizione, o in generale i partiti curdi, come forza collaborazionista nei confronti dell’aggressione sta facendo un errore che, devo dire, spesso non viene fatto in buona fede”, commenta ai nostri microfoni l’esponente dell’Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia. “I dirigenti del Pjak, per esempio, hanno più volte parlato di sostegno totale del partito a un movimento di massa che nasca all’interno dell’Iran e dalla società iraniana, ma hanno ripetuto all’infinito che sono contrari a qualsiasi mira imperialistica esterna“, aggiunge. “Dopodiché – conclude Saccucci – è chiaro che la guerra è destinata a coinvolgere anche i movimenti curdi presenti in Iran, che hanno la responsabilità di dover studiare una strategia per il periodo della guerra, per il post e per tutto ciò che una guerra comporta. Non possono restarne fuori, ma non la stanno appoggiando“. L’intervista di Radio Onda d’Urto a Tiziano Saccucci, dell’Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia e autore dell’articolo “Nasce l’alleanza dei partiti curdo-iraniani, tra repressione e attacco Israele-USA”, pubblicato su Dinamo Press. Ascolta o scarica.
March 4, 2026
Radio Onda d`Urto