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Al via in Malesia il Global Sumud Congress
Kuala Lumpur (Malesia) – Duecento, tra persone rappresentanti delle varie delegazioni e dell’organizzazione della Global Sumud Flotilla, provenienti da oltre 45 paesi di tutto il mondo, si sono riunite in Malesia per l’apertura del Global Sumud Congress. Il Congresso, della durata di cinque giorni, segna un passaggio fondamentale, fungendo da ponte per la transizione della rete internazionale della società civile, catalizzata dalla Global Sumud Flotilla, verso un movimento permanente di solidarietà globale con la Palestina. Quella che era iniziata come un’azione diretta decentralizzata in mare ha riunito migliaia di partecipanti provenienti da ogni angolo del globo. L’incontro in Malesia mira a stabilire un quadro istituzionale più stabile per unificare queste coalizioni internazionali. I delegati stanno seguendo un programma giornaliero strutturato per definire la governance a lungo termine del movimento, stabilire le priorità strategiche e concordare i meccanismi operativi fino al 2027 e oltre. Per Maria Elena Delia, “Essere qui oggi, a poco più di un anno dalla prima missione della Global Sumud Flotilla, insieme a rappresentanti di Paesi di tutto il mondo, ha un significato politico straordinario. Purtroppo, le ragioni che ci hanno spinto ad agire, sono ancora oggi davanti ai nostri occhi: l’assedio, la negazione dei diritti fondamentali del popolo palestinese e l’impunità di cui continua a godere il regime sionista. In un momento in cui i governi continuano a sottrarsi alle proprie responsabilità, sentiamo ancora più forte la necessità di costruire una risposta collettiva, globale e duratura, ed esporre le complicità con le violazioni sioniste, rompere l’assedio di Gaza e sostenere i diritti del popolo palestinese. Se un anno fa abbiamo dimostrato di essere capaci di mobilitarci insieme, oggi vogliamo dimostrare di essere capaci di trasformare la straordinaria mobilitazione in un movimento internazionale sempre più solido, organizzato e capace di incidere sulle scelte politiche.” Il Congresso si è aperto con una straordinaria convergenza politica, intellettuale e comunitaria. I delegati hanno partecipato a un’assemblea di solidarietà insieme alla coalizione Sumud Nusantara, rafforzando i legami tra gli organizzatori internazionali e i movimenti di base del Sud-Est asiatico. Le sedute plenarie di apertura prevedono interventi programmatici di figure di spicco dei movimenti, insieme a eminenti studiosi internazionali e pensatori anticolonialisti. L’assemblea si concentrerà sulla trasformazione dell’azione diretta della flottiglia in una forza di pressione globale strutturata, di lunga durata, e diffusa a livello territoriale, in contrasto alla sistematicità dell’oppressione in corso. “Il genocidio si produce nelle nostre fabbriche, decolla dai nostri aeroporti, salpa dai nostri porti – è quanto riportato da Tony La Piccirella. E aggiunge – Questo è un genocidio strutturato e diffuso quanto il modello economico che lo sostiene. Nel nostro movimento e a bordo della flotilla ci sono persone da ogni parte del mondo: in questi giorni in Malesia sentiamo il dovere di essere unite per opporci al sistema genocida sostenuto dall’inazione e complicità dei nostri governi”. Nel corso delle sessioni di lavoro, le delegazioni partecipanti stanno definendo i valori organizzativi condivisi, adottando un modello di governance e stabilendo una strategia per integrare le future missioni con campagne più ampie della società civile, con la responsabilità giuridica e con attività di sensibilizzazione pubblica. Per fondare la strategia del movimento su una rigorosa responsabilità giuridica, il Congresso si concluderà mercoledì 14 ottobre 2026 con un simposio giuridico internazionale dal titolo «La Palestina e l’architettura del genocidio». All’evento parteciperanno eminenti studiosi di diritto ed esperti di diritti umani provenienti da tutta la regione e dal resto del mondo per affrontare le violazioni sistematiche del diritto internazionale e delineare meccanismi di tutela giuridica a livello globale. Global Sumud Flotilla
October 12, 2026
Pressenza
BERLINO: “LE MISURE DELLA LINKE CONTRO LA SPECULAZIONE IMMOBILIARE ATTUABILI ANCHE IN ITALIA”. L’ANALISI DEL PROF. ALESSANDRO VOLPI
Su crisi abitativa e soluzioni proposte nella città di Berlino dal partito che ha vinto le elezioni, abbiamo registrato l’analisi di Alessandro Volpi, docente di Storia contemporanea al dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Pisa e collaboratore di Altreconomia, rivista sulla quale si è occupato delle misure pratiche per mettere fine all’oligopolio dei fondi immobiliari nella capitale tedesca. Alessandro Volpi sostiene che misure quali l’esproprio indennizzato alle società immobiliari e la leva tributaria “per disincentivare la rendita al fine di reperire risorse fresche da destinare ai servizi essenziali”, sia attuabile anche in Italia. Nel caso della città di Berlino, le misure proposte nel programma di governo, se attuate, potrebbero portare sotto controllo pubblico circa 220 mila appartamenti, portando la quota di immobili in mano pubblica dal 20 al 30 %. Intanto in seguito alle elezioni di domenica 20 settembre, Merz ha definito ‘drammatica’ la sconfitta della Cdu alle elezioni locali tra Berlino e Meclemburgo, ma rifiuta le dimissioni. La sua poltrona però resta in bilico. I dati definitivi lasciano i cristiano-democratici sotto shock, essendo rimasti – in Pomerania – per la prima volta fuori dal Parlamento locale sotto lo sbarramento del 5% nel land del nordest. Qui vince Afd, al 38,2% e 32 seggi, ma senza i numeri per governare da sola; possibile alleanza tra Spd (35,5%), Linke (6,5%) e Verdi (5,7%), che assieme hanno 39 seggi. Proprio oggi la presidente del governo del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Manuela Schwesig (Spd) ha detto di voler avviare la prossima settimana i colloqui con La Sinistra (Linke) e i Verdi per la formazione di una coalizione di governo rosso-rosso-verde. Lo ha affermato a margine della prima riunione del gruppo parlamentare dell’Spd dopo le elezioni regionali. Disastro Cdu pure nella capitale Berlino, dove il partito del cancelliere Merz esprimeva il borgomastro, in coalizione con l’Spd. Nella capitale i cristiano conservatori fanno – 8%. Stravince a Berlino la sinistra della Linke, con il 25,7%, il doppio del voto precedente, grazie alle proposte radicali di fronte al dramma abitativo della città, compreso l’esproprio per i grandi fondi. Un tema che ha fatto molto presa in particolare sui giovani, i più colpiti da turistificazione, finanziarizzazione immobiliare e gentrificazione; secondo le analisi post voto, la Linke – arrivata nel complesso al 25% – tra gli under 24 vola sopra il 40% dei consensi complessivi. Alla Linke 47 seggi; con i 26 dei Verdi (14,3%) e i 22 dell’Spd (12,1%), si arriva a 95 seggi su un totale di 158, ampiamente sufficienti per governare. Su questo oggi la Linke ha invitato le altre due forze a colloqui politici preliminari. Da vincere le resistenze interne ai Socialdemocratici: la destra del partito, non esclude la possibilità, politicamente in realtà piuttosto remota, di ri-allearsi con la Cdu (fermatasi 18,8%) imbarcando anche Verdi, con un’ipotetica maggioranza a 82. Fuori dai giochi Afd, arrivata comunque al 16,3%, ma con punte del 40% nei quartieri di Berlino Est. Sulle elezioni berlinesi e sul piano per il diritto all’abitare della Linke, il commento di Alessandro Volpi, docente di Storia contemporanea al dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Pisa e collaboratore di Altreconomia. Ascolta o scarica
September 22, 2026
Radio Onda d`Urto
Note in tema di lavoro subordinato nel tempo presente – di Gianni Giovannelli
Poiché il lavoro vivo - mediante lo scambio tra capitale e operai - è incorporato al capitale e appare come un’attività che gli appartiene, tutte le forze produttive del lavoro sociale, non appena ha inizio il processo lavorativo, si presentano come forze produttive del capitale, esattamente nello stesso modo in cui la forma generalmente [...]
September 18, 2026
Effimera
DIRITTO ALL’ABITARE: IL GOVERNO ESULTA PER ALLOGGI UNIVERSITARI A 850 EURO AL MESE, SABATO CORTEO NAZIONALE A ROMA
Il governo si vanta di aver raggiunto il target di 63.200 nuovi posti letto universitari finanziati con i fondi del PNRR: 33mila sono già pronti, gli altri saranno a disposizione l’anno prossimo. I dati sono stati forniti da Manuela Manenti, Commissaria straordinaria per gli alloggi universitari, in audizione alla Camera in commissione Cultura e Istruzione. Ma di che posti letto si tratta? I dati mostrano prezzi da capogiro con il 70% di questi che potranno essere dati a 850€ al mese. Solo il 30% di questi infatti è riservato al diritto allo studio a tariffe sociali (200-250€). Per di più solo per 12 anni: poi libera tutti. Secondo l’associazione degli affittacamere, gli studentati sono nuovi ma non per tutti. Chi entra nella quota protetta riceve un sostegno reale. Chi resta fuori, pur appartenendo spesso a famiglie con redditi normali e stipendi erosi dall’inflazione, deve affrontare un costo annuale vicino agli ottomila euro soltanto per dormire e studiare. “Così l’accesso all’università torna a dipendere dal reddito della famiglia”. Sabato 19 settembre Spin Time, sgomberato lo scorso 29-30 luglio, promuove a Roma un corteo nazionale “per il diritto all’abitare, alla città e contro la finanziarizzazione immobiliare”. L’appuntamento con il corteo è fissato in piazza della Repubblica alle ore 14.  Il giorno seguente, domenica 20, un’assemblea chiamerà a raccolta reti civiche, movimenti sociali, sindacati, istituzioni locali, organizzazioni religiose e partiti per continuare la mobilitazione e rilanciare la campagna politica sull’abitare. L’assemblea inizierà alle ore 10 davanti allo stabile di via Santa Croce in Gerusalemme 55. Abbiamo chiesto a Giovanna Cavallo di Spin Time Labs un commento sui dati riguardanti gli alloggi universitari. Ascolta o scarica  Pubblichiamo il comunicato di Spin Time Labs ricevuto in redazione.  Assemblea Nazionale  Dalle vertenze alla costruzione di una politica comune di diritto all’abitare e alla città. Domenica 20 settembre, davanti a Spin Time, via di Santa croce in Gerusalemme 55, Roma, ore 10:00. La vicenda di Spin Time parla a tutte e tutti perché, a partire da un’esperienza concreta, mette in discussione il modo stesso in cui immaginiamo la città e il diritto di abitarla. Partendo da ciò che vogliamo trasformare, vogliamo fare della solidarietà costruita attorno a Spin Time uno spazio di convergenza politica e sociale, capace non solo di difendere il diritto all’abitare, ma di promuovere modelli alternativi di città, fondati sulla partecipazione, sui diritti, sul mutualismo e sulla costruzione di comunità, in contrasto con la rendita, la speculazione, il razzismo e l’idea della città come semplice spazio di valorizzazione economica. Abbiamo promosso questo momento di confronto con le realtà sociali, sindacali, associative, territoriali, studentesche per rispondere ad alcune domande: cosa è cambiato e cosa sta ancora cambiando nelle nostre città e quale città vogliamo costruire? Come possiamo costruire la città che vogliamo e come possiamo farlo insieme? Per iniziare a rispondere parleremo di come coniugare il diritto all’abitare con il diritto alla città, a partire dalle pratiche di mutualismo e partecipazione. Da un lato, il riuso sociale degli spazi come pratica concreta di riappropriazione e trasformazione di luoghi sottratti alle logiche della rendita; dall’altro, la sperimentazione di nuove forme di infrastrutture civiche e comunitarie, capaci di produrre tutele, cultura, relazioni, partecipazione. Con questo primo confronto ci proponiamo di iniziare un percorso comune capace di mettere in relazione le esperienze, competenze e le lotte territoriali per valorizzarne le pratiche, di consolidare e ampliare una campagna nazionale per il diritto all’abitare, contro la rendita e la speculazione e per un’idea diversa di città, fondata sulla giustizia sociale, sulla partecipazione e sulla capacità delle comunità di produrre interesse pubblico. Dopo il corteo del 19 settembre, continuiamo a costruire insieme il percorso. 20 settembre | ore 10:00 | Spin Time, Roma. Alle 14 circa pranziamo assieme. Per difendere ciò che esiste, costruire ciò che manca e conquistare la città che vogliamo. Nei prossimi giorni invieremo un programma più dettagliato e un possibile metodo di lavoro per la giornata. 
September 15, 2026
Radio Onda d`Urto
No, Israele non ha “il diritto di esistere”. Anzi, tutt’altro
A differenza dell’affermazione sionista secondo cui “Israele ha il diritto di esistere”, la mia asserzione si fonda sul diritto internazionale. Naturalmente, data la propensione di Israele a violare tali leggi, non sorprende che continuino a rivendicare un diritto privo di fondamento nella realtà. La notizia che, nel pieno del genocidio […] L'articolo No, Israele non ha “il diritto di esistere”. Anzi, tutt’altro su Contropiano.
July 19, 2026
Contropiano
La malattia mentale – di Marco Ciambellini
La malattia mentale costituisce il nucleo critico dei saperi psy, ed è al centro di dispute riguardanti i criteri di demarcazione della psicopatologia. La malattia mentale pone problemi sulla relazione tra cultura e biologia, tra cervello e fenomenologia, tra coscienza e sociale, tra esistenziale e linguaggi possibili. Finora, nonostante la grande quantità di letteratura [...]
July 11, 2026
Effimera
Gemellaggio Asola (MN) Al-Amal School in Gaza Strip: Il diritto di andare a scuola senza essere eroi
> In questi giorni nascono tra noi scintille > per inventarci strade nuove nel buio > e trovare tutti insieme quei rapporti creativi > in cui ci si può davvero arricchire reciprocamente. > D. Dolci, Dal trasmettere al comunicare. Questo anno scolastico è ormai terminato; fra i corridoi vuoti di scuole soffocanti per l’afa restano gli ultimi giorni di esame, i corsi di recupero e qualche attività estiva. In molti, studenti, studentesse e docenti, abbiamo forse salutato le aule, contenti di archiviare verifiche, circolari, colloqui, scartoffie e campanella. La scuola con le sue aule, immaginiamo, sarà pronta ad accoglierci a settembre (che speriamo lontano) quando si ripartirà. Il diritto umano fondamentale e universale all’istruzione ci sembra così scontato che qui ci possiamo permettere, talvolta, anche di dimenticarlo. Tuttavia, lo sappiamo, vi sono molti luoghi nel mondo dove l’istruzione è negata e ogni centro educativo sottoposto ad una sistematica distruzione con l’obiettivo di impedire lo sviluppo e il futuro delle nuove generazioni. Vi sono terre in cui la scuola, di conseguenza, non è più nemmeno un edificio, ma una tenda sottoposta alle intemperie meteorologiche (sole cocente, venti e piogge) come umane (raid, bombardamenti, confini e linee di demarcazione ondivaghe). Così in queste terre gli studenti e le studentesse non sanno se il giorno dopo potranno ritrovarsi insieme nella tenda, montata con tanta fiducia, o se un colpo di vento avrà strappato la scuola, facendola vorticare tra le macerie delle macerie, descrivendo l’ennesima ingiuria per bambini e bambine a cui resta solo l’oggi, il dies fugace, l’adesso, inesorabilmente destinato ad essere il momento in cui continuamente ricominciare. Ricominciare a cercare un riparo e del cibo. Ricominciare ad avere paura, stanchezza, fiducia. Sempre e sempre ricominciare. Uno di questi territori è la Palestina. Noi, docenti del comprensivo “A. Schiantarelli” e dell’Istituto Superiore “G. Falcone” di Asola (MN), abbiamo conosciuto alcuni di questi bambini, bambine, ragazze e ragazzi con i loro instancabili maestri e maestre. Nei mesi di aprile e maggio abbiamo avviato con loro un progetto di gemellaggio che, nutrito dalla convinzione che quello all’istruzione sia un diritto inderogabile di ogni bambina e bambino, si è arricchito nella creatività costruttiva ed è diventato realtà viva in continua evoluzione. Insieme ai nostri colleghi gazawi, contagiati dall’incredibile loro forza di volontà, con passione abbiamo progettato e collaborato, scoprendo l’inconsistenza di distanze e differenze linguistiche. Ne sono germogliati incontri, scambi, condivisione e, naturalmente, amicizie. Sono ormai nostri colleghi. Con la loro resistenza creativa ci dicono che la Striscia di Gaza non è morta, ma è ancora viva. E lo testimoniano con la passione con cui inventano modi per fare lezione o sopperiscono alla mancanza di tutto. Lo testimoniano con il loro sguardo, ancora e sempre limpido, diretto al domani. Lo testimoniano con le loro parole che sanno di vita, fiducia, speranza. Speranza, Al-Amal, è il nome dato alla loro scuola, quella con cui siamo gemellati, nel sud della Striscia. Una scuola che all’improvviso può svolazzare, ma anche esplodere, collassare, sparire. La sua peculiarità, tuttavia, è che rinascerà nuovamente. È ingiusto, lo sappiamo. Insieme ai nostri studenti sentiamo l’ingiustizia di dover sempre ricorrere alla categoria degli “eroi” riferendoci a loro, perché in realtà sono bambini, bambine, ragazze e ragazzi, coetanei dei nostri, ma rischiano, e talvolta perdono, la vita mentre vanno a sostenere un esame. Sono uomini e donne che volontariamente si impegnano a ridare fiducia e istruzione fra sabbia e macerie. Noi vorremmo solo sentirli “compagni e compagne di classe” e “colleghi e colleghe” con cui continuare a scambiare ricette, disegni e musica, con cui confrontarci di adolescenza, letteratura, arte. Questo ci nutre davvero. Questo ci aiuta a rompere le barriere e creare ascolto dove si vorrebbe censura, creare saperi dove si vorrebbe ignoranza, creare speranza dove si vorrebbe rassegnazione, solidarietà dove si vorrebbe isolamento, interesse dove si vorrebbe indifferenza, amore dove si vorrebbe odio. Alessandra, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Mantova -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Gaza. Il TAR conferma il diritto di sapere se i nostri porti hanno alimentato la macchina bellica di Israele
Il Tribunale amministrativo di Bologna ha dichiarato illegittimo il rifiuto delle Dogane di rendere pubblici i dati sulla quantità di materiale bellico transitato dal porto di Ravenna. Una sentenza che rafforza il diritto dei cittadini alla trasparenza mentre cresce il dibattito sul ruolo dell’Italia nei rifornimenti militari destinati a Israele […] L'articolo Gaza. Il TAR conferma il diritto di sapere se i nostri porti hanno alimentato la macchina bellica di Israele su Contropiano.
July 6, 2026
Contropiano
Minacciosa relazione contro il diritto di sciopero della Commissione di Garanzia
È stata presentata la Relazione Annuale sull’attività svolta nel 2025 dalla Commissione di Garanzia dell’attuazione della legge sul diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali (CGSSE) e, come era prevedibile, tanto la Relazione quanto l’intervento della presidente prof.ssa Bellocchi hanno completamente ignorato la bocciatura che la legge 146 del 1990 […] L'articolo Minacciosa relazione contro il diritto di sciopero della Commissione di Garanzia su Contropiano.
June 24, 2026
Contropiano
La sanità è diritto inalienabile di tutti
Il segnale evidente di come stia andando la sanità in Sardegna non sono solo le denunce della mancanza di medici o delle chiusure di reparti, o i tempi delle liste di attesa o il mancato rispetto di accordi sindacali che, nel nord Sardegna giusto oggi venerdì 29 maggio è sfociato […] L'articolo La sanità è diritto inalienabile di tutti su Contropiano.
May 30, 2026
Contropiano