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«l’Unità» da tre mesi in silenzio
Da tre mesi (7 luglio 2026) «L’Unità» non è più in edicola. Ancora un’interruzione alle pubblicazioni per il quotidiano diretto (da tre anni, fin dalla riapertura) da Piero Sansonetti. Fino a quel momento Sansonetti dirigeva «Il Riformista», poi transitato per una breve parentesi a Matteo Renzi, successivamente ad Alessandro Barbano e ora tornato a Claudio Velardi, che quel quotidiano aveva contribuito a fondarlo. Ora l’incontro-scontro in essere è tra l’editore (Romeo editore) e il Partito democratico, interessato a rilevare la testata un tempo organo del Pci, poi del Pds nonché del Pd, infine quotidiano d’area democratica. Che poi, non può neanche chiamarsi scontro dato che tra le parti vige un paludoso silenzio. Stop that train Non sappiamo se questa interruzione delle pubblicazioni sia preludio ad una nuova chiusura definitiva o se davvero vi sia una base interlocutoria concreta tra il Partito democratico e l’editore Romeo. Per un verso o per l’altro, registriamo la quarta chiusura, a seguito di riapertura, degli ultimi vent’anni. La segretaria del Partito democratico Schlein aveva cercato un’interlocuzione col gruppo Romeo già prima della chiusura di luglio, l’imprenditore aveva risposto al gruppo dirigente democratico di poter cedere la testata «ad un prezzo puramente simbolico» per far sì che la testata tornasse alla sua «casa naturale». Il Pd ha preferito interrompere i colloqui in quanto il gruppo editoriale, stando a quanto riportava «Il Sole 24 Ore», avrebbe avuto l’intenzione di mantenere una partecipazione di minoranza e la trattativa per l’eventuale cessione s’era interrotta. Di fatto un nuovo “alt” alle pubblicazioni a cui la testata storica fondata da Antonio Gramsci non è purtroppo nuova. Perdite, dati, vendite Il Gruppo Romeo, ancora citando il comunicato stampa diffuso al momento della sospensione delle pubblicazioni del quotidiano, aveva fatto riferimento alle «ulteriori perdite di esercizio», che avrebbe portato la decisione dell’interruzione obtorto collo, sebbene i dati aggregati non siano noti. I quotidiani del gruppo, infatti, non sono monitorati da Accertamenti diffusione stampa, cioè la società che si occupa di certificare e monitorare i dati relativi alla tiratura e diffusione della stampa quotidiana e periodica italiana. Giornale… La fenice sembra non riuscire a rinascere: da una parte il gruppo editoriale che mette le mani avanti sulla possibile interlocuzione saltata con il Partito democratico, dall’altra un’organizzazione politica che vorrebbe a tutti i costi recuperare un’immagine non solo nei confronti di un elettorato che sta mutando pelle, ma anche nei confronti di chi ha deciso di orientare altrove il proprio voto. Eppure commentatori e opinionisti, nonché l’implacabilità dei dati, raccontano di un mondo che procede velocemente sui binari della connessione e della atomizzazione. Più gli utenti generano connessioni virtuali, meno ne generano nel mondo virtuale, finendo così per fare in modo che internet viva di bolle alimentate dalle reti sociali, di comunicazione rapida e sensazionalistica senza contribuire ad un’analisi o ad una elaborazione critica dei fatti. Ma allora cosa se ne fa il Partito democratico di un giornale? Uno slancio naif o una volontà concreta? …o scontro tra fazioni? Forse la segreteria ha davvero un piano per il futuro a lungo termine de «l’Unità» o forse la vicenda che c’è stata del ritorno di «Rinascita» ad opera di Goffredo Bettini e del gruppo romano Smeriglio-Zingaretti ha proverbialmente messo i bastoni fra le ruote dell’iniziativa del Partito, riportando il tutto ad una lotta fra correnti. Certo è che in un presente in cui i quotidiani soffrono le vendite delle singole copie, per cui il saldo è sempre al negativo, sarebbe stato interessante capire in cosa si fosse sostanziata la proposta democratica, al di là della riacquisizione del quotidiano del fu Pci. Cosa sarà de «l’Unità» lo scopriremo. Di certo ora rimane un sito fermo al 7 luglio 2026 (in cui sovente refusi ed errori non venivano corretti, come accadde quando si scambiò il giornalista Giancarlo Siani col comico Alessandro Siani) e un silenzio spettrale sul futuro di una testata che non si è limitata a parlare ad una parte politica ma ha avuto il pregio di raccontare un Paese intero. Ora scomparso. Marco Piccinelli
September 7, 2026
Pressenza
Gramsci nella Cuba che resiste
L’intensificarsi dell’aggressione statunitense contro Cuba, nel contesto dell’attacco frontale al Venezuela bolivariano, non è un accidente della storia né una deviazione momentanea della politica estera di Washington. È l’espressione coerente di una crisi organica dell’imperialismo capitalistico, che – come avrebbe detto Gramsci – non riesce più a governare attraverso l’egemonia […] L'articolo Gramsci nella Cuba che resiste su Contropiano.
January 17, 2026
Contropiano
Evoluo de la partioj.
La krizoj de la politiko: suvereneco, reprezentado, gvidado, organizo. de M. Minetti La partio kiu mankas Mi plene konsentas kun la sociologo Lorenzo Viviani kiam, en sia eseo Sociologio de la partioj (Carocci 2015), li asertas ke la partioj estas … Continua a leggere→
July 7, 2025
Rizomatica
BRESCIA: “LE NOSTRE VITE O I LORO PROFITTI”, TESTIMONIANZE E PROSPETTIVE DI LOTTA PER FERMARE LE STRAGI SUL LAVORO. SABATO 24 MAGGIO INCONTRO A SAN POLO
“Ogni giorno sul posto di lavoro muoiono lavoratori e lavoratrici. Una strage infinita con una media quotidiana di 4 vittime; emblema del sistema capitalista che in nome del profitto sacrifica la vita e la sicurezza della classe lavoratrice”. Inizia così il comunicato che invita a partecipare all’incontro “O le nostre vite o i loro profitti” di sabato 24 Maggio, ore 16, alla Casa delle Associazioni di via Cimabue 16 nel quartiere San Polo a Brescia. Organizzano l’appuntamento Laboratorio Politico Antonio Gramsci, Fronte della Gioventù Comunista, Fronte Comunista e Unione di Lotta per il Partito Comunista. Tra le persone che interverranno c’è Maruska Ambrosini, mamma di Mirko Serpelloni, ragazzo di 27 anni morto sul lavoro a Manerbio nel 2023, un caso di omicidio sul lavoro cui processo entrerà presto nel vivo;  un’altra donna che porta avanti una battaglia di verità e giustizia e che sarà presente all’incontro è Monica Michelin, mamma di Mattia Battistetti morto a 23 anni a Montebelluna in provincia di Treviso, nel 2000; infine ci saranno anche i familiari delle 32 vittime della strage di Viareggio, in provincia di Lucca, dove è avvenuto il disastro ferroviario del 2009 e che da ormai oltre 15 anni portano avanti una lotta di verità e di giustizia. Il processo, diversi gradi di giudizio, è arrivato in Cassazione; in questo caso tra gli imputati e condannati ci sono alcune delle figure apicali dello Stato, all’epoca massimi dirigenti delle Ferrovie. Le macabre statistiche delle morti di e sul lavoro riportano “1.421 vittime nel 2024” il che conferma “un fenomeno sistemico e strutturale”, che coinvolge sempre più anche le generazioni più giovani all’interno dei progetti dell’alternanza scuola-lavoro. Per questo all’iniziativa di sabato “si ragionerà su quale iniziative di lotta portare avanti a partire dalle preziose testimonianze”, come spiega a Radio Onda d’Urto Alessandro Scattolo, del Laboratorio Politico Antonio Gramsci. Ascolta o scarica      
May 22, 2025
Radio Onda d`Urto
Evoluzione dei partiti.
Le crisi della politica: sovranità, rappresentanza, leadership, organizzazione. di M. Minetti Il partito che manca Concordo pienamente con il sociologo Lorenzo Viviani quando, nel suo saggio Sociologia dei partiti (Carocci 2015), afferma che i partiti sono tutt’altro che superati come … Continua a leggere→
February 25, 2025
Rizomatica