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Ungheria. Magyar invita Netanyahu. Tutto come prima
Il nuovo leader ungherese Peter Magyar ha confermato l’alleanza strategica con Israele ed ha formalizzato l’invito a Netanyahu per una visita di Stato in occasione delle celebrazioni della rivolta antisovietica del 1956. Lo si apprende da un comunicato del 15 aprile rilasciato dal gabinetto di governo israeliano e pubblicato dall’agenzia […] L'articolo Ungheria. Magyar invita Netanyahu. Tutto come prima su Contropiano.
April 19, 2026
Contropiano
Furundulla 316 – AD-After Donald…
…metteteci una croce sopra (o sotto) di Benigno Moi Assodato che le vignette non vanno spiegate… ma sono un sasso buttato come spunto di riflessione, per ogni vignetta almeno un link (forse) ADda veni’…   *vedi nota finale Orbèn?   Circoli: viziosi, esclusivi o aperti a tutti? *NOTA MOIOSA Capita, soprattutto su fatti particolari e clamorosi, che vignettisti (e non solo)
Ungheria. Tra peste e colera
Il nuovo Parlamento di Ungheria sarà così composto. La maggioranza a un partito di estrema destra nazionalista, guerrafondaio contro la Russia e amico di Ursula Von der Leyen e Merz. La minoranza a un partito di estrema destra nazionalista che sta con le guerre di USA e Israele e subisce […] L'articolo Ungheria. Tra peste e colera su Contropiano.
April 14, 2026
Contropiano
UNGHERIA: PETER MAGYAR “EUROPEISTA PER NECESSITÀ”, NON È GARANZIA PER GLI ANTIFA IN CARCERE
Vittoria elettorale schiacciante per Peter Magyar, leader del partito conservatore “del rispetto e della libertà – Tisza“, che con il 53,2% dei voti ottiene i due terzi dei seggi in parlamento e potrà quindi modificare la Costituzione; secondo classificato e grande sconfitto Viktor Orbán che, con la lista Fidesz-KDNP, riceve 55 seggi grazie al 38,2% dei voti. Terzo e ultimo partito ad entrare in parlamento è la destra radicale del “Movimento patria nostra”, che con il 5,8%, ottiene 6 seggi. Dentro le istituzioni ungheresi “nulla rimane della sinistra” della Coalizione Democratica di Klára Dobrev, che non ha superato il 5% di sbarramento previsto dalla legge elettorale. Escluso anche il Partito del Cane a Due Code (Mkkp). L’Ungheria si è recata alle urne mentra affronta “una grave crisi economica” ed è alle prese con un pesante deficit pubblico, pari a 9 miliardi di euro. Sono questi i fattori principali che hanno spinto il partito vincitore alle elezioni “Tisza”, quello “del rispetto e della libertà” di Peter Magyar, ad assumere un atteggiamento filo europeista. Per far fronte al pesante indebitamento del paese, il nuovo governo dovrà necessariamente riuscire a sbloccare i finanziamenti provenienti dall’Unione Europea, bloccati dalle strategie “veto non veto” messe in pratica per anni da Orbán. Da non dimenticare però che il leader Peter Magyar resta esponente della destra conservatrice, “un patriota che vuole fare gli interessi del suo paese, che in questo momento storico coincidono con quelli dell’Unione Europea”. Tutto da capire anche l’evolversi delle relazioni Ungheria-Russia, dato che il paese magiaro è restato, a livello energetico, fortemente dipendente dalla Russia. Nonostante le sanzioni imposte da Bruxelles infatti, Budapest continua ad importare “gas e petrolio per circa il 92% del proprio fabbisogno”. Abbiamo intervistato Aurora Floridia, senatrice dei Verdi del Sudtirolo – Alto Adige e osservatrice elettorale in Ungheria per il Consiglio d’Europa. Ascolta o scarica Altra analisi del voto con Simona Nicolosi docente di storia delle relazioni internazionali e dottoranda per l’Università di Seghedino, in Ungheria. Ascolta o scarica Quali cambiamenti reali possiamo attenderci? Si apriranno spazi di agibilità nuovi per la sinistra e per gli e le antifascisti ungheresi? Le riflessioni di Elia Rosati, ricercatore di Storia contemporanea alla Statale di Milano, studioso delle destre europee e nostro collaboratore Ascolta o scarica In contemporanea alla sconfitta di Orban, arriva la parola fine sulla vicenda giudiziaria che vede imputata a Budapest l’eurodeputata di Avs Ilaria Salis. Il tribunale ungherese le ha comunicato l’archiviazione del processo a suo carico. “Questa archiviazione avviene a seguito del voto sull’immunità e non da un cambio di orientamento dei giudici”, chiarisce la campagna Free All Antifas. “Nulla è cambiato quindi per i processati in tutta Europa, per Maja T in carcere da oltre 600 giorni e per le richieste di estradizione di Gino e Zaid. Paradossalmente, aggiungono compagne e compagni, “il fatto che Magyar sia più gradito all’UE potrebbe rendere più facili le estradizioni”. Per questo, prosegue il comunicato, oggi è “ancora più importante rilanciare il percorso di solidarietà per tutte le persone coinvolte a partire dall’udienza di mercoledì 15 aprile a Parigi”. In conclusione, “la notte è ancora lunga”, come titola un articolo pubblicato dal blog Free All Antifas, di cui fa parte anche un compagno che ci espone la loro analisi sulla sorte di antifasciste e antifascisti rinchiusi nelle carceri ungheresi ed europee e rilancia con le prossime iniziative di piazza. Ascolta o scarica  
April 13, 2026
Radio Onda d`Urto
UNGHERIA: MAGYAR NUOVO PRESIDENTE, FINISCE L’ERA ORBÀN
Il partito di Péter Magyar, Tisza, si aggiudica 138 seggi con il 53,2% dei voti, ottenendo così i due terzi del Parlamento (“kétharmados”), necessari per imporre cambiamenti alla Costituzione del paese. Il grande sconfitto Viktor Orbán con la lista Fidesz-KDNP riceve 55 seggi, avendo ottenuto il 38,2% dei voti. Terzo e ultimo partito ad entrare in parlamento è Mi Hazánk di László Toroczkai con 6 seggi, 5,8%. Esclusi, perché non hanno superato la soglia del 5%, la Coalizione Democratica (DK) e il Partito del Cane a Due Code (MKKP). Il primo a parlare è stato Viktor Orbán. In serata davanti al suo pubblico, riunitosi nel centro congressi Bálna a Budapest, ha riconosciuto la sconfitta: «Il risultato elettorale è comprensibile e chiaro, e per noi doloroso». Ha inoltre annunciato che Fidesz continuerà il suo lavoro dai seggi dell’opposizione. Vengono così smentiti definitivamente i sospetti di un mancato riconoscimento dei risultati elettorali. Un ora dopo Péter Magyar dal palco di piazza Batthyány ha esordito con un: «ce l’abbiamo fatta!». Ringraziando i suoi sostenitori, Magyar ha anche aggiunto che «da oggi questo paese torna a vivere» e «tornerà ad essere un alleato forte, che difende gli interessi ungheresi, perché il posto del nostro Paese era, è e sarà sempre in Europa». Lavorerà per essere il presidente di tutti gli ungheresi, ma chiede senza mezzi termini le dimissioni delle più alte cariche dello Stato, compresa quella del presidente dell’Ungheria, e l’assunzione di responsabilità di quanti hanno derubato il paese e fomentato l’odio. Da Budapest Massa Marta redattrice del giornale online della sinistra ungherese Merce Ascolta o scarica 
April 13, 2026
Radio Onda d`Urto
Ungheria. Orban defenestrato dal voto. Vince la destra “europeista”
Il partito di centro-destra Tisza di Peter Magyar ha conquistato i 2/3 dei seggi parlamentari nelle elezioni di ieri in Ungheria. Con questo risultato, caratterizzato anche dall’aumento della partecipazione elettorale degli ungheresi, esce di scena dopo 16 anni il premier Orban, leader dell’altro partito di centro-destra Fidesz, da cui però […] L'articolo Ungheria. Orban defenestrato dal voto. Vince la destra “europeista” su Contropiano.
April 13, 2026
Contropiano
L’Ungheria contesa tra due destre. La risibilità del “meno peggio”
Dalla padella alla brace. Due destre si contendono il potere a Budapest. Una nazionalista che interloquisce con Usa e Russia, l’altra europeista che guarda a Bruxelles e alla Nato. Chiunque avesse una visione progressista in Ungheria domenica si troverà di fronte ad una alternativa del diavolo, niente affatto compensata dalla logica […] L'articolo L’Ungheria contesa tra due destre. La risibilità del “meno peggio” su Contropiano.
April 11, 2026
Contropiano
Bastioni di Orione 09/04/2026
IL VOTO IN UNGHERIA E LA TREGUA NEL GOLFO La “democrazia illiberale” di Orban che governa l’Ungheria da 16 anni rischia di essere messa in discussione dall’esito delle elezioni di domenica 12 aprile. Nonostante l’inedito e fragoroso endorsement di Vance ,volato a Budapest per sostenere il campione dell’onda nera sovranista ,i sondaggi sono sfavorevoli al leader del partito Fidesz .L’architettiura di controllo sociale e la gabbia legislativa costruita negli anni da Orban sembrano non reggere più di fronte al malcontento delle classi borghesi ed urbane che soffrono l’isolamento del paese e la crisi economica. L’alternativa è il pallido conservatore Magyar che è stato nel partito di governo per una ventina d’anni per poi fuoriuscirne e presentarsi alle elezioni con un programma fortemente reazionario rispetto all’emigrazione quasi sovrapponibile con quello di Fidesz ,ma che si distingue sulla questione del sostegno all’Ucraina e l’acquiescenza ai diktat di Bruxelles. Gli Stati Uniti sostengono un governo Orban che costituisce un cuneo nell’Europa ,un punto di rottura in grado di disarticolare le politiche di Bruxelles a sostegno dell’Ucraina ma al contempo non rinunciano a mantenere aperto il fronte ucraino nell’ottica di logorare la Russia. L’esito elettorale ungherese potrebbe incrinare il fronte sovranista che si è schierato compatto con Orban,ma l’alternativa costituita da Magyar appare molto simile alla parabola di Tusk in Polonia. Ne parliamo con Francesco Dall’Aglio esperto di Europa orientale con il quale ci confrontiamo anche sugli scenari aperti dalla tregua apparente nella guerra israelo americana contro l’Iran .
April 10, 2026
Radio Blackout - Info