LAVORATORE MUORE PER IL FREDDO NEI CANTIERI DELLE OLIMPIADI A CORTINA. “LO SPECCHIO DEL LAVORO TOSSICO E NOCIVO DEI GRANDI EVENTI”
È morto per il freddo all’età di 55 anni Pietro Zantonini, originario di
Brindisi, durante un turno di vigilanza notturna nel cantiere delle olimpiadi
Milano-Cortina.
Emergono in queste ore interrogativi pesanti su sicurezza, turni e condizioni di
lavoro: l’uomo infatti svolgeva la sorveglianza da solo, nei pressi di un
gabbiotto riscaldato con una stufetta, con temperature esterne oltre 10 gradi
sotto lo zero. Ogni due ore usciva per effettuare la ricognizione nei pressi del
cantiere dello stadio del ghiaccio. La notte tra il 7 e 8 gennaio, però, ha
chiamato i colleghi per segnalare che si sentiva male. Arrivati i soccorsi,
l’uomo era già morto.
Secondo quanto riferito dai familiari, Pietro Zantonini aveva più volte
manifestato “preoccupazione e lamentele in merito alle condizioni di lavoro, ai
turni notturni prolungati e alla mancanza di adeguate tutele”. “Elementi – è
stato spiegato dall’avvocato della famiglia – che rendono necessario un
approfondimento giudiziario e che riportano al centro dell’attenzione il tema
della sicurezza e delle condizioni di lavoro nei cantieri e nei servizi
collegati ai grandi eventi, in particolare in vista delle Olimpiadi Invernali
del 2026”.
Intanto proseguo le proteste e le iniziative di sensibilizzazione contro le
“insostenibili” Olimpiadi di Milano-Cortina, a meno di un mese dal loro inizio.
Luca, del Collettivo Off Topic e del CIO – Comitato Insostenibili Olimpiadi di
Milano, ai microfoni di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica.