BRACCIANTI: LE BARACCHE DI TORRETTA ANTONACCI SOMMERSE DA ACQUA E FANGO, UN LAVORATORE AGRICOLO TROVATO IMPICCATO
Le baracche dove vivono centinaia di braccianti a Torretta Antonacci, nella zona
di San Severo (Foggia), sono sommerse da acqua e fango, rimaste isolate per
diverse ore, con strade impraticabili. Un comunicato del sindacato di base USB
nella serata di giovedì ha lanciato l’allarme: “Le baracche dell’insediamento
informale e i container della limitrofa foresteria regionale per i lavoratori
agricoli sono sommersi. L’unica strada di collegamento con il sito è
completamente impraticabile, trasformata in un fiume di fango: Torretta
Antonacci è di fatto isolata, irraggiungibile, senza qualsiasi forma di soccorso
e aiuto”.
Nel corso della giornata di venerdì un bracciante, ha raccontato il delegato di
USB Francesco Caruso, è stata trovata impiccata. Al momento le indagini sono in
corso. Alagie Singathe, 29 anni compiuti ieri, viveva da anni nell’insediamento
e da anni cercava di avere i documenti che gli avrebbero permesso di uscire
dalle condizioni terribili di vita a Torretta Antonacci.
Quella che si sta vivendo in questi giorni non è semplicemente causa del meteo
disastroso. “Non si tratta di una calamità naturale imprevedibile. Si tratta di
una catastrofe politica annunciata, voluta, perpetuata”, ha scritto USB nel suo
comunicato. “Ricordiamolo con chiarezza: per il superamento dei ghetti della
Capitanata – Torretta Antonacci compresa – erano stati stanziati oltre 100
milioni di euro. Cento milioni. Fondi pubblici destinati a restituire un minimo
di dignità abitativa a chi vive in condizioni che l’Europa del 2026 non dovrebbe
nemmeno poter concepire”. Invece, dato che i progetti non sono nemmeno
cominciati, dopo la fine di giugno quei soldi dovranno essere restituiti.
Ascolta l’intervista con Francesco Caruso, delegato di USB. Ascolta o scarica