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Pozzuoli. Per i senza casa una mattinata di lotta a Napoli
La protesta degli sfollati di Pozzuoli ha raggiunto, di nuovo, il centro di Napoli. Una folta delegazione delle famiglie che hanno subito danni – a seguito del terremoto dello scorso 31 luglio – si è portata sotto la sede dell’ ACER (Agenzia Campana per l’ Edilizia Residenziale) per un incontro […] L'articolo Pozzuoli. Per i senza casa una mattinata di lotta a Napoli su Contropiano.
September 24, 2026
Contropiano
Senza casa di Pozzuoli: un mattinata di lotta a Napoli
La protesta degli sfollati di Pozzuoli ha raggiunto, di nuovo, il centro di Napoli. Una folta delegazione delle famiglie che hanno subito danni – a seguito del terremoto dello scorso 31 luglio – si è portata sotto la sede dell’ ACER (Agenzia Campana per l’ Edilizia Residenziale) per un incontro […] L'articolo Senza casa di Pozzuoli: un mattinata di lotta a Napoli su Contropiano.
September 24, 2026
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Campi Flegrei: a oltre un mese dal terremoto sono più di 4mila gli sfollati
È passato più di un mese da quando, la sera del 31 luglio, la terra ha tremato violentemente ai Campi Flegrei, colpendo soprattutto la città di Pozzuoli. La scossa, di magnitudo 4.7, è stata la più forte degli ultimi 40 anni. Ha danneggiato centinaia di edifici — interessati da crolli parziali e crepe — che ancora oggi risultano inagibili. Ciò ha comportato lo sgombero di più di 4mila persone, costrette a dormire per strada, in auto, o in appoggio ad amici e familiari. Con il contributo offerto dallo Stato, le famiglie non riescono infatti a coprire le spese per un alloggio, scontrandosi con la realtà di un mercato immobiliare ormai alla deriva. La rabbia dei cittadini è stata portata in piazza durante tutto il mese di agosto. Lunedì i comitati hanno partecipato al tavolo in prefettura guidato dal ministro degli Interni Matteo Piantedosi, denunciando a margine un generale disinteresse da parte delle istituzioni. Un lungomare preso d’assalto da auto parcheggiate e brandine arrangiate, 217 edifici dichiarati inagibili, oltre 4mila sfollati e servizi che funzionano a singhiozzo. Così si presenta Pozzuoli a un mese dalla scossa del 31 luglio scorso, la più forte degli ultimi 40 anni — un “record” aggiornato soltanto lo scorso anno con due terremoti, uno a marzo e l’altro a giugno, entrambi di magnitudo 4.6. Nel 2024 altre due scosse con una magnitudo superiore a 4. A riprova della strutturalità del bradisismo flegreo, cresciuto in termini di frequenza e intensità negli ultimi anni. I cittadini pretendono pertanto risposte adeguate, non più interventi sconnessi tra loro. Lo hanno ribadito anche lunedì scorso, al tavolo in prefettura con cui Piantedosi ha raccolto le richieste provenienti dal territorio in vista della conversione del decreto-legge Campi Flegrei — l’ennesimo provvedimento d’emergenza. Gli abitanti hanno chiesto sostegno a lavoratori e imprese colpiti dalle conseguenze del sisma; congelamento delle tasse e soprattutto un piano di messa in sicurezza idrogeologica del territorio, «perché qui siamo nati e qui vogliamo vivere». Lo scetticismo è alto, soprattutto considerando i precedenti. Nell’ultimo decreto-legge, il governo Meloni ha previsto un sostegno parziale alle ristrutturazioni, che oscilla tra il 50 e il 70 per cento della spesa sostenuta. I cittadini attendono però ancora il rimborso degli interventi effettuati a seguito dei terremoti del 2024. La messa in sicurezza degli edifici sgomberati resta invece a carico degli abitanti, alimentando la loro frustrazione. A questi ultimi è stato offerto un contributo statale di 200 euro a persona — più eventuali integrazioni per anziani e bambini — per cercare una soluzione abitativa altrove. Cittadini e comitati denunciano l’inadeguatezza della misura, incapace di coprire gli affitti imposti da un mercato immobiliare che, tra Napoli e provincia, risulta sempre più in balia di turistificazione e gentrificazione. L’associazione Pozzuoli esiste ancora riporta annunci da 1000 euro mensili per un bilocale in zona Varcaturo, a dieci minuti di auto dal centro flegreo. Ciò ha portato gli sfollati ad arrangiarsi, rivolgendosi ad amici e familiari. C’è chi dorme ancora in auto o su una brandina sul lungomare. La protezione civile ha allestito un centro a Monterusciello, mentre un centinaio di persone sono state sistemate in strutture alberghiere della provincia napoletana, lasciando ai cittadini l’onere della spola tra famiglia e lavoro. Negli ultimi due anni, i cittadini flegrei si sono mossi da un disagio all’altro, senza poter contare su risposte strutturali delle istituzioni. C’è l’emergenza, a cui segue il clamore mediatico e politico, infine si staglia graduale l’abbandono senza soluzioni definitive: quella di Pozzuoli, e in generale dell’intera area dei Campi Flegrei, è una storia che racconta la modalità, tutta italiana, di affrontare problemi e storture. Pertanto si ripete altrove. Lo sanno bene anche ad Amatrice, che di recente ha “celebrato” i dieci anni dal violento terremoto dal 2016. Il paese è ancora tutto un cantiere, gli abitanti vivono nella precarietà, con servizi a singhiozzo e un sentimento generale di abbandono dello Stato. The post Campi Flegrei: a oltre un mese dal terremoto sono più di 4mila gli sfollati appeared first on L'INDIPENDENTE.
September 2, 2026
L'INDIPENDENTE
Pozzuoli, la rabbia degli sfollati sotto la Prefettura: nessuna risposta dal tavolo con Piantedosi
Centinaia di cittadini dei Campi Flegrei, sfollati a causa dell’emergenza bradisismica, hanno dato vita oggi a un partecipato presidio di protesta in Piazza del Plebiscito, davanti alla Prefettura. Una mobilitazione che si è svolta sotto un caldo soffocante e che ha portato nel cuore della città la voce di chi […] L'articolo Pozzuoli, la rabbia degli sfollati sotto la Prefettura: nessuna risposta dal tavolo con Piantedosi su Contropiano.
September 1, 2026
Contropiano
Pozzuoli. La protesta degli abbandonati
Venerdì 14 agosto è stato il secondo giorno di mobilitazione per abitanti di Via Napoli a Pozzuoli che hanno bloccato le strade del loro quartiere e del centro storico per chiedere soluzioni abitative dignitose. Molti di loro sono senza un tetto già dal 2024, quando le abitazioni di Pozzuoli hanno […] L'articolo Pozzuoli. La protesta degli abbandonati su Contropiano.
August 16, 2026
Contropiano
Pozzuoli. Esplode la rabbia delle famiglie colpite dal bradisisma
Siamo gli abitanti di via Napoli. Dopo la tremenda scossa del 31 Luglio abbiamo passato intere giornate fuori dalle nostre case, al riparo solo sotto i gazebo della protezione civile. Abbiamo case lesionate e danneggiate e in moltissimi abbiamo avuto lo sgombero. Cosa vogliamo? Una soluzione immediata, delle tende dove […] L'articolo Pozzuoli. Esplode la rabbia delle famiglie colpite dal bradisisma su Contropiano.
August 14, 2026
Contropiano
Pozzuoli, la terza protesta in cinque giorni: la lotta paga
In pochi giorni una mobilitazione nata dal basso ha già ottenuto risultati concreti. È questa la notizia politica più importante che arriva da Pozzuoli, dove oggi si è svolta la terza manifestazione di protesta in appena cinque giorni. POZZUOLI – Tre manifestazioni in cinque giorni. Un’escalation di iniziativa popolare che […] L'articolo Pozzuoli, la terza protesta in cinque giorni: la lotta paga su Contropiano.
August 9, 2026
Contropiano
A Pozzuoli: tra bradisismo, mancanze istituzionali e mobilitazioni popolari@0
A seguito dell’ultimo episodio bradisistico, avvenuto venerdì 31 luglio, i Campi Flegrei e Pozzuoli in particolare stanno vivendo una rinnovata ondata di emergenze. Dopo il terremoto, sono tante le famiglie in situazione di emergenza abitativa, gli esercizi commerciali chiusi e diventa ancora più pesante l’assenza (strutturale) di adeguamenti per garantire risposte anche solo ai bisogni primari degli abitanti. Si parla di più di 1000 persone sfollate, zone senza acqua e aumenta ogni giorno il numero di edifici dichiarati inagibili. Prima della visita di Piantedosi di mercoledì 5 agosto, il silenzio istituzionale è stato assordante. Allo stesso modo, retorica mediatica e il tenore del dibattito pubblico nazionale è stato per lo più infimo e viziato da stereotipi. Di fronte a tutto ciò, la resistenza popolare non è mancata e si è fatta sentire più forte che in altre occasioni: contestazioni, blocco del porto al grido di “blocchiamo tutto” e assemblee per tentare di giungere a uno stato di mobilitazione permanente. L’assemblea cittadina di mercoledì 5 agosto, ad esempio, ha visto la partecipazione di oltre mille persone e lo svilupparsi di una posizione unitaria di fronte alle parole di Piantedosi. Si parla infatti di una probabile terzo decreto Campi Flegrei che non prevede novità rispetto ai decreti precedenti: i 100 milioni, considerati insufficienti, generano un moto di indignazione se paragonati alle grandi opere inutili che concentrano finanziamenti ingenti, come il progetto dell’America’s Cup. Cittadine e cittadini e le realtà organizzate sul territorio continueranno a monitorare da vicino la situazione e chiedere a gran voce case, messa in sicurezza e sostegno economico a lavoratrici e lavoratori. Una rassegna della cronaca nazionale e dei comunicati dell’ultima settimana: Ci parla in modo approfondito di questi giorni Dario Bellaveglia, abitante e parte dell’assemblea di Potere al Popolo di Pozzuoli. In una seconda intervista, abbiamo raccolto la testimonianza di un’abitante del centro di Pozzuoli. Un racconto diretto di questi giorni di paura ma anche una prospettiva storica, aiutandoci a ricostruire, come è necessario fare, le diverse fasi di crisi e riassestamento di una comunità rimasta spesso disgregata dalle conseguenze della cattiva amministrazione.
August 7, 2026
Radio Blackout - Info
A Pozzuoli: tra bradisismo, mancanze istituzionali e mobilitazioni popolari@1
A seguito dell’ultimo episodio bradisistico, avvenuto venerdì 31 luglio, i Campi Flegrei e Pozzuoli in particolare stanno vivendo una rinnovata ondata di emergenze. Dopo il terremoto, sono tante le famiglie in situazione di emergenza abitativa, gli esercizi commerciali chiusi e diventa ancora più pesante l’assenza (strutturale) di adeguamenti per garantire risposte anche solo ai bisogni primari degli abitanti. Si parla di più di 1000 persone sfollate, zone senza acqua e aumenta ogni giorno il numero di edifici dichiarati inagibili. Prima della visita di Piantedosi di mercoledì 5 agosto, il silenzio istituzionale è stato assordante. Allo stesso modo, retorica mediatica e il tenore del dibattito pubblico nazionale è stato per lo più infimo e viziato da stereotipi. Di fronte a tutto ciò, la resistenza popolare non è mancata e si è fatta sentire più forte che in altre occasioni: contestazioni, blocco del porto al grido di “blocchiamo tutto” e assemblee per tentare di giungere a uno stato di mobilitazione permanente. L’assemblea cittadina di mercoledì 5 agosto, ad esempio, ha visto la partecipazione di oltre mille persone e lo svilupparsi di una posizione unitaria di fronte alle parole di Piantedosi. Si parla infatti di una probabile terzo decreto Campi Flegrei che non prevede novità rispetto ai decreti precedenti: i 100 milioni, considerati insufficienti, generano un moto di indignazione se paragonati alle grandi opere inutili che concentrano finanziamenti ingenti, come il progetto dell’America’s Cup. Cittadine e cittadini e le realtà organizzate sul territorio continueranno a monitorare da vicino la situazione e chiedere a gran voce case, messa in sicurezza e sostegno economico a lavoratrici e lavoratori. Una rassegna della cronaca nazionale e dei comunicati dell’ultima settimana: Ci parla in modo approfondito di questi giorni Dario Bellaveglia, abitante e parte dell’assemblea di Potere al Popolo di Pozzuoli. In una seconda intervista, abbiamo raccolto la testimonianza di un’abitante del centro di Pozzuoli. Un racconto diretto di questi giorni di paura ma anche una prospettiva storica, aiutandoci a ricostruire, come è necessario fare, le diverse fasi di crisi e riassestamento di una comunità rimasta spesso disgregata dalle conseguenze della cattiva amministrazione.
August 7, 2026
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A Pozzuoli: tra bradisismo, mancanze istituzionali e mobilitazioni popolari@2
A seguito dell’ultimo episodio bradisistico, avvenuto venerdì 31 luglio, i Campi Flegrei e Pozzuoli in particolare stanno vivendo una rinnovata ondata di emergenze. Dopo il terremoto, sono tante le famiglie in situazione di emergenza abitativa, gli esercizi commerciali chiusi e diventa ancora più pesante l’assenza (strutturale) di adeguamenti per garantire risposte anche solo ai bisogni primari degli abitanti. Si parla di più di 1000 persone sfollate, zone senza acqua e aumenta ogni giorno il numero di edifici dichiarati inagibili. Prima della visita di Piantedosi di mercoledì 5 agosto, il silenzio istituzionale è stato assordante. Allo stesso modo, retorica mediatica e il tenore del dibattito pubblico nazionale è stato per lo più infimo e viziato da stereotipi. Di fronte a tutto ciò, la resistenza popolare non è mancata e si è fatta sentire più forte che in altre occasioni: contestazioni, blocco del porto al grido di “blocchiamo tutto” e assemblee per tentare di giungere a uno stato di mobilitazione permanente. L’assemblea cittadina di mercoledì 5 agosto, ad esempio, ha visto la partecipazione di oltre mille persone e lo svilupparsi di una posizione unitaria di fronte alle parole di Piantedosi. Si parla infatti di una probabile terzo decreto Campi Flegrei che non prevede novità rispetto ai decreti precedenti: i 100 milioni, considerati insufficienti, generano un moto di indignazione se paragonati alle grandi opere inutili che concentrano finanziamenti ingenti, come il progetto dell’America’s Cup. Cittadine e cittadini e le realtà organizzate sul territorio continueranno a monitorare da vicino la situazione e chiedere a gran voce case, messa in sicurezza e sostegno economico a lavoratrici e lavoratori. Una rassegna della cronaca nazionale e dei comunicati dell’ultima settimana: Ci parla in modo approfondito di questi giorni Dario Bellaveglia, abitante e parte dell’assemblea di Potere al Popolo di Pozzuoli. In una seconda intervista, abbiamo raccolto la testimonianza di un’abitante del centro di Pozzuoli. Un racconto diretto di questi giorni di paura ma anche una prospettiva storica, aiutandoci a ricostruire, come è necessario fare, le diverse fasi di crisi e riassestamento di una comunità rimasta spesso disgregata dalle conseguenze della cattiva amministrazione.
August 7, 2026
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