Pozzuoli, i cittadini bloccano il porto e ottengono le prime risposte dopo il terremoto
Ai Campi Flegrei la terra trema e i suoi abitanti tornano in piazza. A quattro
giorni dalla scossa più violenta degli ultimi quarant’anni, più di un migliaio
di persone hanno sfidato il caldo, riversandosi tra le strade di Pozzuoli per
chiedere il rispetto dei propri diritti. Dal terremoto di venerdì mancano acqua
e corrente nelle case, i controlli sull’agibilità procedono a rilento e
centinaia di persone sono costrette a vivere da sfollati. Al grido di “la terra
trema e le istituzioni dormono”, il corteo ha raggiunto il porto cittadino,
occupandolo. Grazie alla mobilitazione, i cittadini hanno ottenuto un primo
risultato: la partecipazione al tavolo in prefettura alla presenza del ministro
dell’Interno Matteo Piantedosi. Contestualmente, il governo Meloni ha approvato
un primo stanziamento da 100 milioni di euro per far fronte ai danni del
terremoto.
La scossa di magnitudo 4.7 registrata venerdì scorso poco prima delle 20 ha reso
inagibili oltre 50 edifici, portando allo sgombero di centinaia di famiglie
dalle proprie abitazioni. Il numero cresce man mano che le operazioni di
controllo vanno avanti. Intere porzioni del territorio puteolano sono senz’acqua
e corrente, mentre il bilancio dei feriti riporta ancora cinque persone
ricoverate, di cui due in condizioni serie.
Ieri mattina comitati, movimenti politici e residenti hanno portato la loro
esasperazione tra le strade di Pozzuoli, di fronte all’ennesima scossa che rende
poco puntuali i discorsi sull’emergenza. Il fenomeno del bradisismo flegreo è
strutturale, mai come negli ultimi anni ha mostrato una continuità così intensa,
e pertanto richiede una risposta adeguata, non più interventi sconnessi tra
loro. È ciò che denunciano le quasi duemila persone riunitesi in Piazza della
Repubblica. Da lì è partito un corteo in direzione del porto cittadino, che è
stato occupato dai manifestanti per circa un’ora, fino a ottenere un incontro
con Piantedosi. Oggi, infatti, una delegazione cittadina ha preso parte
all’incontro convocato in prefettura, alla presenza del ministro dell’Interno.
Tra le richieste avanzate dagli abitanti figurano: il ripristino della rete
idrica ed elettrica nell’intero territorio di Pozzuoli; soluzioni abitative per
gli sfollati e, soprattutto, la realizzazione di «un piano di messa in sicurezza
idrogeologica e degli edifici a carico dello Stato», come scrive il Laboratorio
Politico Iskra, tra i promotori del corteo. Essendo «consapevoli che questi
tavoli istituzionali sono nient’altro che fumo davanti agli occhi», Iskra ha
invitato gli abitanti dei Campi Flegrei a non calare l’attenzione, convocando
per le 18 un nuovo presidio in Piazza della Repubblica.
Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci ha
annunciato ieri un primo stanziamento da 100 milioni di euro destinati a
finanziare gli interventi di riparazione degli edifici danneggiati dal
terremoto. Questa mattina, durante un’informativa urgente al Senato, Musumeci è
tornato sulla questione, dichiarando che per i Campi Flegrei «siamo tutti
chiamati a ridurre i disagi alla popolazione colpita e a mitigarne l’esposizione
al rischio. Sì, perché chi parla di messa in sicurezza sui Campi Flegrei dice
una grande bugia». Secondo Musumeci, i residenti sono ormai assuefatti al
rischio: «se il cittadino non percepisce il rischio, qualunque intervento
dall’alto rischia di non essere efficace».
Questo scaricabarile di responsabilità, duramente criticato dai banchi
dell’opposizione, pare funzionale a un cambio di percezione tra gli abitanti,
portandoli verso l’abbandono della convivenza con il bradisismo, a differenza di
quanto avevano fatto le generazioni precedenti, quando — dice ancora Musumeci —
«il cittadino affidava il rapporto fra sé e il rischio al fato, o al dio
cattolico, o al dio greco o, se volete, al destino». La risposta degli abitanti,
pronti a riscendere tra pochi minuti in piazza, è altrettanto chiara: «Qui siamo
nati, qui vogliamo restare».
The post Pozzuoli, i cittadini bloccano il porto e ottengono le prime risposte
dopo il terremoto appeared first on L'INDIPENDENTE.