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Tutta la scuola italiana al “No Meloni Day”
Gli studenti piacciono se protestano in paesi “nemici”. In quel caso i giornali se ne riempiono le pagine, e gridano ala dittatura se la polizia – altrove – li carica e li arresta. Quelli di casa nostra (italiani, francesi, spagnoli, tedeschi, ecc) invece “disturbano il traffico”, “danneggiano le scuole”, “bruciano […] L'articolo Tutta la scuola italiana al “No Meloni Day” su Contropiano.
October 16, 2026
Contropiano
GIORNATA DI SCIOPERO PER STUDENTI E STUDENTESSE. AL CENTRO DELLE PROTESTE CAROVITA, DECRETO VALDITARA, REPRESSIONE, CLIMA, ASSENZA DI PROSPETTIVE
E’ giornata di sciopero studentesco, lanciata da diverse realtà, dai Collettivi autonomi e locali a Osa, contro caroscuola, carovita, repressione, decreto Valditara, precarietà abitativa, sociale e di vita. Manifestazioni da nord a sud, come a Torino, Genova, Venezia, Padova, Vicenza, Bologna, Livorno, Napoli e Roma. Non sono mancate le provocazioni di polizia e digos alla vigilia delle proteste di questo venerdì 16 ottobre. Perquisizioni e diffide a studenti e studentesse padovani sono arrivate nella notte “per sospetta istigazione a delinquere”. Sarebbero scattati anche daspo e convocazioni in questura, come denunciato dal Coordinamento Studenti Medi di Padova. “Ancora una volta, quando gli studenti protestano per le condizioni vergognose delle scuole, l’unica risposta del governo è quella di mettere tensione e paura per provare a dividerci”. Da Padova Yuki, studente del Coordinamento Studenti Medi dal corteo di questa mattina alla presenza di oltre 2mila persone. Ascolta o scarica. Sempre oggi, in alcune città, in piazza anche lo sciopero per il clima con i Fridays For Future nel tentativo di unire la lotta per la giustizia climatica a quella sociale ed economica. Nelle piazze di molte città d’Italia e di centinaia città nel mondo si torna a marciare per il clima e la tutela del pianeta. Lo sciopero per il clima, che tradizionalmente veniva convocato in questi mesi, quest’anno ha luogo dopo un’estate insopportabile. Da Torino Simona, di Fridays For Future dove la mobilitazione climatica si è unita alla protesta studentesca, con la partecipazione di migliaia di persone. Ascolta o scarica. Tra queste piazze anche Milano, dove la Questura ha prescritto piazza Scala, dirottando il presidio “Un clima per tutti, tutti per il clima” in piazza San Babila, ore 17.30. Radio Onda d’Urto ne ha parlato qui.
October 16, 2026
Radio Onda d`Urto
Accoglienza non integrazione. Ma infuria il polverone…
… infuria il polverone di governo e cattivo giornalismo su scuola, burqa, nulla e tutto. La mitologica sinistra però non sa bene che dire. Giuseppe Faso interviene sul decreto-legge 170 del 30 settembre 2026 (*) . Il fine non giustifica mai i mezzi (figuriamoci quando lui è menzognero e loro violenti)     Proviamo a mettere al centro dell’attenzione l’acquisizione
October 14, 2026
La Bottega del Barbieri
La prima attività di Valditara: denunciare chi lo critica
Sono stato denunciato alla Procura della Repubblica di Roma dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Lo stesso ministro ha anche intentato nei miei confronti un’azione legale in sede civile per ottenere da me un risarcimento di danni patrimoniali e non patrimoniali. La motivazione di queste cause penali e […] L'articolo La prima attività di Valditara: denunciare chi lo critica su Contropiano.
October 8, 2026
Contropiano
SCUOLA: CRESCE LA MOBILITAZIONE NEGLI ISTITUTI SUPERIORI. SALGONO A 6 LE OCCUPAZIONI. “FACCIAMO COME IN FRANCIA”
Si affaccia anche in Italia l’orizzonte di una nuova mobilitazione studentesca che, sull’onda delle proteste francesi, promette di estendersi per un rinnovato protagonismo giovanile verso una scuola pubblica, laica, multietnica e adeguatamente finanziata per tutte e tutti. Ad accendere la miccia nel nostro Paese è stato un paio di giorni fa il collettivo Osa – Opposizione studentesca d’alternativa che, soprattutto a Torino, ha trainato l’occupazione dell’Istituto magistrale Regina Margherita e del Carlo Ignazio Giulio. Due istituti superiori a cui si è aggiunto ieri mattina, martedì 6 ottobre, l’Istituto Lagrange di via Genè. Tre gli istituti occupati anche a Roma. Studenti e studentesse hanno occupato ieri, tra striscioni e fumogeni, il liceo scientifico Cavour, a cui questa mattina si sono aggiunti l’Istituto Tullio Levi Civita e il Di Vittorio Lattanzio. Al centro della protesta, sostenuta da molti insegnanti, il dl Valditara e il Decreto Scuola oggi incardinato in Commissione Cultura al Senato – che introduce, tra l’altro, il tetto agli alunni migranti nelle classi, senza inserire alcun finanziamento concreto per la scuola pubblica, sempre più disastrata. Ma non solo. “Abbiamo deciso di occupare per lanciare un messaggio forte: contro il razzismo, la guerra e una scuola che il governo vuole trasformare sempre più in una caserma! – scrive Osa Torino sulle proprie pagine social – Vogliamo che i soldi vengano spesi per risolvere i veri problemi, non per la guerra!” Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, abbiamo fatto il punto con Zeno, coordinatore dell’Osa di Torino, in collegamento con noi dall’Istituto magistrale Regina Margherita di Torino, il primo ad esser stato occupato Ascolta o scarica
October 7, 2026
Radio Onda d`Urto
Contro il nuovo Decreto Scuola
Con l’ultimo decreto l’opera di distruzione della scuola pubblica compie un ulteriore, inquietante passo. E’ evidente che le misure del nuovo Decreto Scuola varato dal governo Meloni non abbiano alcuna intenzione di risolvere i problemi veri della scuola, ma hanno piuttosto le scopo di individuare un nuovo nemico pubblico: gli studenti “stranieri” e le loro famiglie.  Questo governo sin dai primi giorni ha intrapreso una ampia azione politica volta alla criminalizzazione dei giovani: partendo dal decreto antirave, passando dal decreto Caivano e dal ddl Antimaranza fino ad arrivare a quest’ultimo decreto sulla scuola. Il modus operandi è quasi sempre lo stesso: sfruttare casi di cronaca particolarmente efferati per introdurre nuove misure repressive. L’intento non è solo quello di criminalizzare i giovani (soprattutto se razzializzati o abitanti delle periferie), ma anche di consolidare l’idea di un nemico pubblico interno per distrarre l’opinione pubblica da sanità al collasso, crisi economica sempre più feroce e il dirottamento dei fondi pubblici verso il riarmo. Un altro obiettivo è sicuramente quello di strizzare l’occhiolino a una certa destra populista e esplicitamente razzista, utilizzando termini che ben solleticano le coscienze italiche: “burqa”, “sostituzione etnica”, “bambini italiani che diventano la minoranza”. Il fatto che sia stato utilizzato lo strumento legislativo del decreto legge e non quello di un ordinario disegno di legge, aumenta la percezione dell’essere di fronte a un’emergenza. In realtà ad oggi gli studenti considerati stranieri sono appena l’11%; questo dato diventa ancora più significativo se si considera che in questa fetta sono compresi anche gli studenti nati e cresciuti in Italia, ma che grazie alle legge razziste  di questo paese (un* bambin* nat* sul suolo italiano deve aspettare il compimento dei 18 anni per richiedere la cittadinanza”) la maggior parte di loro compie tutto il percorso scolastico senza avere la cittadinanza italiana. Ciò dà la misura di quanto gli interventi di questo decreto siano non solo inutili e non rispondano alle necessità dell scuola, ma anche impossibili da applicare poichè nelle scuole dei quartieri popolari, dove le persone razzializzate costituiscono la maggior parte degli abitanti, sicuramente il tetto del 30% non potrà essere rispettato. La ghettizzazione dei quartieri e la segregazione scolastica sono problemi reali, ma che non possono certo essere risolti deportando bambin* in scuole che distano km dalla loro abitazione per rispettare i decreti legge. E’ innegabile che la scuola italiana stia attraversando una fase di transizione data dai cambiamenti sociali e demografici che si stanno verificando in buona parte dei paesi europei; è altrettanto innegabile però che le misure di questo decreto non saranno risolutive, ma anzi aumenteranno il divario fra gli studenti di origine italiana e quelli di altre provenienze. Questo decreto contiene misure studiate a tavolino per escludere sempre più gli studenti razzializzati e le loro famiglie dal sistema scolastico, ne è un esempio lampante il divieto del niqab a scuola, che altro effetto non avrà se non quello di rafforzare l’islamofobia di stato, che ancora una volta utilizza il corpo delle donne per attuare politiche razziste e xenophobe.  Ne parliamo con Docenti per Gaza e con un’insegnante di italiano L2.
October 6, 2026
Radio Blackout - Info
Genova. Centinaia di persone in presidio davanti alla scuola Daneo
È in corso il presidio di fronte alla scuola Daneo a Genova dove si sono concentrate centinaia di persone tra genitori, studenti e lavoratori. Tre giorni fa due agenti di polizia avevano tolto dall’entrata della scuola lo striscione con la scritta “Qui nessun* è stranier*” suscitando l’indignazione e le proteste […] L'articolo Genova. Centinaia di persone in presidio davanti alla scuola Daneo su Contropiano.
September 28, 2026
Contropiano
Montecitorio. Blitz di docenti e studenti contro il “ddl razzismo”
Blitz di USB Scuola a Montecitorio con gli studenti di OSA e Cambiare Rotta per dire no alla scuola razzista di Valditara e Meloni. Tetto agli alunni stranieri per classe, bambine e bambine deportate da una scuola ad un’altra in caso di raggiungimento del limite, corsi di Italiano obbligatori come […] L'articolo Montecitorio. Blitz di docenti e studenti contro il “ddl razzismo” su Contropiano.
September 25, 2026
Contropiano
Proteste e scioperi immediati nelle scuole contro il “ddl razzismo”
La scuola non resta a guardare! Meloni e Valditara si mettano l’anima in pace: pensavano di far passare il loro schifo razzista senza una reazione, invece le scuole hanno già risposto. Assemblee e scioperi di massa nelle scuole questa mattina, indetti dall’OSA, hanno lanciato un grido di lotta e rabbia […] L'articolo Proteste e scioperi immediati nelle scuole contro il “ddl razzismo” su Contropiano.
September 25, 2026
Contropiano
Educazione sessuo-affettiva nelle scuole: 26-27 settembre incontro nazionale a Napoli
Educare alle Differenze è la rete nazionale di associazioni che lavora nella formazione con bambin*, adolescenti e adulti per promuovere la libertà di essere se stess*, costruire immaginari e culture aperte, contrastare ogni forma di discriminazione e decostruire gli stereotipi. Il 26 e 27 settembre 2026, all’Istituto Superiore Alfonso Casanova di Napoli, ci sarà il meeting nazionale di Educare alle Differenze: due giornate di formazione, confronto e partecipazione dedicate a chi ogni giorno costruisce una scuola aperta, libera e capace di contrastare violenze e discriminazioni. Il programma ospiterà 30 laboratori, insieme a tavole rotonde, presentazioni di libri e toolkit educativi, mostre, teatro, approfondimenti politici, banchetti. il titolo di questa edizione è Fuori controllo. Un nome scelto per raccontare il tempo che stiamo attraversando e, insieme, la posizione politica ed educativa da cui Educare propone di attraversarlo. La partecipazione è gratuita e si possono trovare qui maggiori informazioni: https://www.educarealledifferenze.it/educare-alle-differenze-xii/ Ne abbiamo parlato con Margherita, una compagna di Educare che rilancia l’appuntamento. Ci confrontiamo in modo più ampio sugli ultimi attacchi alla scuola di Valditara, le dichiarazioni di Futuro Nazionale (che sceglie anche la scuola come campo di battaglia ideologico), ragionando su quello che è e deve diventare un lavoro educativo all’opposto, nella pratica, nelle scuole di tutto il territorio.
September 21, 2026
Radio Blackout - Info