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Appunti Resistenti per la libertà d’insegnamento
L’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ INSIEME A DOCENTI PER GAZA HA ELABORATO UN LIBRETTO, CHIAMATO IN MANIERA EVOCATIVA APPUNTI RESISTENTI PER LA LIBERTÀ D’INSEGNAMENTO, CON LO SCOPO DI RICORDARE AI COLLEGHI E ALLE COLLEGHE I DIRITTI CHE POSSIAMO RIVENDICARE DAVANTI AI TENTATIVI DI CENSURA, REPRESSIONE E INTIMIDAZIONE NEL CASO DI INIZIATIVE CHE NON PIACCIONO AL GOVERNO, COME QUELLE LEGATE ALLA QUESTIONE PALESTINESE CHE ULTIMAMENTE HA VISTO ANCHE L’INTERVENTO DEGLI ISPETTORI IN ALCUNE SCUOLE. SI INVITANO I/LE DOCENTI A SCARICARE IL PDF E A FAR CIRCOLARE IL MATERIALE PER UNA MAGGIORE CONSAPEVOLEZZA DELLA LIBERTÀ D’INSEGNAMENTO GARANTITA DAL DETTATO COSTITUZIONALE. PARTE PRIMA – INTRODUZIONE E MOTIVAZIONI DELL’OPUSCOLO Le recenti ispezioni ministeriali che hanno interessato alcune scuole, “colpevoli” di aver invitato Francesca Albanese a parlare di Palestina, rappresentano un ulteriore salto di qualità della repressione nel nostro Paese. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e Docenti per Gaza crediamo che sia molto importante reagire in modo coordinato e visibile a questo attacco alla libertà di insegnamento, anche perché niente possono gli ispettori di fronte alla normativa che ci tutela pienamente. Questo opuscolo è pensato sia come strumento politico e guida normativa che come proposta concreta sul piano della didattica: se vogliono colpire la libertà di insegnamento, come docenti abbiamo il dovere di difendere tale norma di rango costituzionale e rivendicarla all’interno del nostro lavoro quotidiano; se rinunciamo a parlare di Palestina, a scegliere autonomamente gli esperti che devono entrare nelle nostre scuole, allora avranno avuto ragione a “colpirne uno per educarne cento”. LA SITUAZIONE Contro il genocidio del popolo palestinese si è sviluppata una mobilitazione come mai nel recente passato. La scuola, in tutte le sue componenti, ha svolto un ruolo fondamentale, contribuendo a formare quel senso comune generale di condanna di fronte a una massima ingiustizia. Si è così evidenziata una enorme distanza fra il Parlamento italiano, quasi tutto schierato per la guerra e il riarmo, e la maggioranza dell’opinione pubblica che, in un’ottica antimilitarista, vuole una vera pace in Palestina e la fine del conflitto russo-ucraino. A conferma di questa enorme distanza si veda l’immediata reazione popolare rispetto alle gravissime vicende in corso in Venezuela. Le mobilitazioni popolari contro le guerre hanno fatto e fanno paura. Invece di ascoltarne le ragioni, maggioranza e buona parte dell’opposizione, appoggiate da quasi tutti i media, hanno amplificato singoli episodi, del tutto marginali rispetto al quadro generale, per iniziare un’opera di delegittimazione delle proteste e, conseguentemente, di repressione. Denunce, multe, arresti, negazione degli spazi per discutere, assalti squadristici per impedire i dibattiti: la cronaca di questi giorni testimonia della gravità della situazione. Solo chi non vuole vedere non si accorge del cosiddetto “doppio standard” messo in atto da chi ci governa (ciò che ritengo legittimo per la mia parte, diventa intollerabile se compiuto dai miei “nemici”) e non si accorge del tentativo di rendere “normale” la guerra e necessari il riarmo e la leva militare. A SCUOLA In questo quadro, ispettori ministeriali sono stati inviati nelle scuole per controllare l’operato di docenti, studentesse e studenti, in nome di un supposto diritto al contraddittorio, che dovrebbe impedire la strumentalizzazione dell’istruzione. La nota ministeriale n. 6545 del 12 dicembre 2025, paradossalmente, afferma il ruolo formativo, democratico, pluralistico della scuola, ma di fatto lo vìola, criminalizzando proprio quelle attività che sono pluralistiche, democratiche e formative, in quanto forniscono dati di informazione e studiano criticamente la situazione palestinese. Si tratta quindi di una intimidazione politica nei confronti di dirigenti scolastici, docenti, studenti e studentesse, che però non ha una base normativa. * In primo luogo, va ricordato che la Scuola pubblica statale è per sua natura “pluralistica”, in quanto il personale viene reclutato non in base a una specifica appartenenza ideologica (come avviene nelle scuole private “di tendenza”), ma attraverso una pubblica selezione, e ciò fa sì che studentesse e studenti e le stesse famiglie incontrino docenti e personale sicuramente di diversa formazione e orientamento politico e culturale. * In secondo luogo, va ricordato che esiste il Testo unico, tuttora in vigore (Decreto Legislativo n. 297/1994) che, attraverso gli organi collegiali, regola la vita democratica della scuola. Un testo che devono rispettare anche i dirigenti scolastici, visto che, secondo il Decreto Legislativo n. 165/2001, questi ultimi devono operare «nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici». * Infine, è utile ribadire quanto previsto nell’art. 33 della nostra Costituzione: «L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento», concetto ribadito anche nel CCNL. Ma torniamo alle ispezioni. Si è, innanzitutto, determinato un clima di paura e di intimidazione, che ha portato dirigenti scolastici zelanti ad annullare iniziative già programmate, mentre diversi docenti hanno dovuto giustificare il loro operato, dimostrando così che l’obiettivo del ministro non era certo quello di garantire il pluralismo/contraddittorio, ma, molto più banalmente, di impedire che si discutesse del genocidio del popolo palestinese. Un intento confermato dal fatto che ciò è avvenuto unicamente sulla Palestina, mentre in passato il ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, non ha mai invocato il criterio del pluralismo/contraddittorio rispetto alla presenza nelle scuole di esperti esterni. COME REGOLARSI IN QUANTO DOCENTI A nostro avviso basterebbe seguire la normativa che regola il mondo della scuola. Proviamo a ricapitolare: * ogni scuola approva un proprio PTOF. All’interno di questo documento, coerentemente con i nostri principi costituzionali, vengono esplicitati gli orientamenti generali e le priorità rispetto all’azione educativo-didattica. * tutto ciò che viene programmato coerentemente col PTOF è pienamente legittimo. Addirittura la normativa vigente prevede anche (art. 3, comma 2, d.P.R. n. 275/1999, come modificato dall’art. 1, comma 14, della l. n. 107/2015) il rispetto delle cosiddette opzioni di gruppo minoritario. * negli ultimi anni una programmazione unitaria è inoltre prevista rispetto all’Educazione Civica e all’Orientamento. Tale programmazione unitaria va articolata all’interno dei singoli Consigli di Classe. * per quanto riguarda l’Educazione Civica (l. n. 92/2019 e Linee Guida d.m. n. 183/2024) i consigli di classe possono individuare le tematiche trasversali e, per esempio, potrebbero indicare come centrale (come è avvenuto in alcune realtà) il tema della pace e della guerra. * per quanto riguarda l’Orientamento (Linee Guida d.m. n. 328/2022 e successive Note di attuazione), esso viene definito come un processo che accompagna tutto il percorso scolastico, con l’obiettivo di formare cittadini consapevoli, capaci di scegliere e di riprogettarsi in un mondo in rapido cambiamento. Conoscere e saper comprendere i conflitti non vi è dubbio che aiuti a formare cittadini consapevoli. QUINDI UN PROGETTO SULLA PACE E SULLA GUERRA, INDIVIDUALE E/O COLLETTIVO, È DEL TUTTO LEGITTIMO E PREVISTO DALL’ATTUALE ORDINAMENTO SCOLASTICO. LA FUNZIONE DOCENTE Spetta al/alla singolo/a docente articolare il lavoro, grazie alla propria professionalità, durante le ore di lezione e utilizzare, nei modi che ritiene più opportuni, l’eventuale contributo di esperti esterni, con l’unica condizione che questi ultimi non esprimano idee contrarie alla Costituzione. Del resto, è del tutto impossibile pensare a un “contraddittorio permanente”, modello mutuato dai talk show televisivi e orientato a generare tifoserie invece che sviluppare il pensiero critico dei discenti a partire dai processi di ricerca. Infine, per quanto riguarda gli/le esperti/e esterni eventualmente invitati/presenti nelle assemblee studentesche di istituto (scuola secondaria di secondo grado), anche in questo caso basta rispettare la normativa vigente, d.lgs. n. 297/1994 e Statuto delle studentesse e degli studenti. In particolare l’art. 13, comma 6, del d.lgs. n. 297/1994 prevede che: «Alle assemblee di istituto svolte durante l’orario delle lezioni, ed in numero non superiore a quattro, può essere richiesta la partecipazione di esperti di problemi sociali, culturali, artistici e scientifici, indicati dagli studenti unitamente agli argomenti da inserire nell’ordine del giorno. Detta partecipazione deve essere autorizzata dal Consiglio d’Istituto». Se questi passaggi normativi risultano rispettati, qualsiasi ispezione non potrà fare altro che constatare la correttezza dell’operato di quelle docenti e quei docenti che hanno ritenuto formativo ed essenziale per il loro lavoro educativo portare studenti e studentesse a conoscenza non solo degli aspetti economici, ideologici, geopolitici, etici, ma anche del coinvolgimento altissimo delle popolazioni civili – fino ad arrivare alla volontà genocida – che caratterizza le guerre a noi contemporanee. FAQ 1. Se ho deciso di invitare un/a esperto/a nelle mie ore di lezione, devo per forza passare dal Consiglio di Classe? No. Durante la propria ora di lezione in caso in cui si segua la propria programmazione disciplinare, che può essere modificata nell’effettivo percorso di insegnamento-apprendimento, possono essere invitati esterni per approfondimenti; il passaggio per il consiglio di classe può essere un’ulteriore tutela, ma non un obbligo. La comunicazione alla D.S. è d’obbligo solo per quello che riguarda la faq n. 2. * Se ho deciso di invitare un/a esperto/a nelle mie ore di lezione, devo per forza comunicarlo al dirigente? Si, ma solo se l’esperto viene in presenza per motivi di sicurezza e assicurazione; un intervento on line non ha bisogno di autorizzazione; qualora il Dirigente scolastico sollevi problemi, rivolgersi al proprio sindacato.   * Cosa devo scrivere sul registro? Ogni docente ha l’obbligo di tenere aggiornato il registro elettronico con le attività svolte (art. 41 del R.D. 30/04/1924 n. 965). È sufficiente scrivere l’argomento della lezione. * Sono obbligata/o a comunicare ai genitori preventivamente la presenza di un esperto? No, se svolto all’interno della propria programmazione e della propria ora di lezione (così come non si comunica la visione di un film, la scelta di un documento o qualsiasi approfondimento disciplinare[1] [2] [3] ); si può prevedere, tuttavia, di inserire nel registro l’eventuale incontro proprio anche al fine di sottolineare la libertà di insegnamento. Se il progetto rientra nella programmazione del consiglio di classe consigliamo di scrivere sul registro l’attività che si svolgerà. * Quali sono brevemente e precisamente i passaggi che consigliate di fare in modo da essere blindati da un punto di vista normativo? a) Nella propria ora di lezione, se si tratta un argomento inerente la disciplina insegnata e la programmazione prevista, il docente non ha alcun obbligo da rispettare, se non eventualmente quello di informare preventivamente il dirigente scolastico che nel giorno e nelle ore stabilite sarà presente nei locali della scuola un esperto esterno. b) Nella propria ora di lezione, se si tratta un argomento non inerente la disciplina insegnata, ma previsto nel PTOF o nella propria programmazione come attività di educazione civica o orientamento, il/la docente non ha alcun obbligo da rispettare, se non eventualmente quello di informare preventivamente il dirigente scolastico che nel giorno e nelle ore stabilite sarà presente nei locali della scuola un esperto esterno. * Possono gli studenti chiamare un/una esperto/a esterno/a durante l’assemblea? Si, per un totale di 4 volte l’anno (art. 13, comma 6, del d.lgs. n. 297/1994) con la delibera del Consiglio di istituto. In molte scuole i consigli di istituto, per accelerare la procedura, ad ogni inizio di anno scolastico, delegano con specifica delibera, la Giunta esecutiva o addirittura il dirigente scolastico a valutare la congruità dell’intervento esterno con le norme di legge le regole interne alla scuola e autorizzare l’intervento. Si sconsiglia di non concedere tale delega al DS in difesa del ruolo degli organi collegiali. * Anche se non sono di materie umanistiche posso affrontare argomenti di attualità storico-politica? Si, inserendoli nelle ore di orientamento e di educazione civica; se diverso da quanto previsto nella programmazione del consiglio di classe questo va coinvolto. * Quali sono brevemente e precisamente i passaggi che consigliate di fare in modo da essere blindati da un punto di vista normativo? Vedi faq n.1. TABELLA DI SINTESI PER APPROVAZIONE PROGETTI RESISTENTI A QUALUNQUE ISPEZIONE periodoorgano collegialecose da faresuggerimentiAgosto/ settembrecollegio docenti• Controllo della conformità del progetto con il PTOF  punti da attenzionare: • Obiettivi Educativi: Definisce gli obiettivi generali e specifici, in linea con le indicazioni nazionali e le esigenze locali. • Progettazione Curricolare: -Dettaglia i percorsi disciplinari, i curricoli, le metodologie didattiche e i criteri di valutazione per ogni materia e classe. • Progettazione Extracurricolare: Include attività extra, come laboratori, progetti speciali, scambi culturali, viaggi di istruzione, che arricchiscono l’offerta.  settembreDipartimenti    e poi     Collegio docenti         consiglio di classe: prime intese sulla programmazione di classe•durante  la elaborazione del PTOF o del suo aggiornamento annuale ad opera dei dipartimenti;   inserimento del progetto/attività nel punto all’o.d.g       • inserimento del progetto/attività nel punto all’o.d.gessere generici (tipo “attività di interesse formativo riguardo i diritti umani”)     essere generici (tipo “attività di interesse formativo riguardo i diritti umani”)ottobre /novembreconsiglio di classe• inserimento del progetto/attività nel punto all’o.d.g “programmazione della classe”;   • inserimento del progetto/attività in uno di questi “scatoloni”: –orientamento; -ed. civica; -FSL.Se non si ha già il progetto specifico da inserire, essere generici, e far mettere a verbale gli obiettivi educativi del PTOF che si intendono valorizzare con le proprie proposte; lo “scatolone” Orientamento è il più flessibile e modificabile nel corso dell’anno scolastico, quindi puntare su questo se si vuole avere la possibilità di inserire una attività specifica successivamente; riguardo alla Formazione Scuola Lavoro, ricordiamo che anche le scuole in quanto enti pubblici possono essere struttura ospitante.dicembre/febbraio                         fino a fine annoconsigli di classe o scrutini• inserimento del progetto/attività nel punto all’o.d.g “ulteriore eventuali intese sulla programmazione della classe” o in alternativa segnalazione dell’attività al cdc e al Tutor per l’orientamento;   • se il progetto/attività non può essere comunicato per la breve tempistica, in un cdc: avvisare i membri del consiglio di classe, e p.c. la dirigenza tramite mail istituzionale;A.A.A. per ogni progetto/attività deliberato va data pronta comunicazione tramite la funzione “agenda” del registro elettronico. In tal modo, infatti, saranno avvisati tutti i soggetti coinvolti, direttamente o indirettamente, nell’attività della classe (docenti del C.d.C., alunni, genitori).     N.B.: anche nei casi in cui si è soliti comunicare tramite whatsapp et similia, dopo le comunicazioni e le adesioni mandare comunque una mail all’intero consiglio, e p.c. alla dirigenza, in cui si formalizza l’adesione al progetto, iniziando la mail con la seguente dicitura “Come anticipato e deciso per le vie brevi…” A.A.A. Se il dirigente, nonostante l’approvazione del C.d.C avesse da eccepire, rispondete allegando il verbale dove avete fatto inserire gli obiettivi educativi del PTOF a cui si rifanno le vostre proposte progettuali. A.A.A. Anche se il progetto / attività dovesse svolgersi esclusivamente nella propria ora, in caso di coinvolgimento di figure esterne alla scuola (come nel caso del webinar di Francesca Albanese), ed essendo la programmazione di classe una attività interdisciplinare, sentire comunque prima il parere del C.d.C. nello specifico per ed. civica e orientamentoTutto l’annoNessuno• attività nelle proprie ore di lezione e per le proprie discipline, come approfondimento, ad esempio, di uno specifico tema anche con la presenza di un esperto esterno;Durante la propria ora di lezione in caso in cui si segua la propria programmazione disciplinare (per esempio, sono una insegnante di storia e sto spiegando la colonizzazione spagnola in seguito alla scoperta dell’America e faccio un confronto con il colonialismo del Novecento parlando del conflitto in Palestina del 1936-39 proponendo Ilan Pappé),  possono essere invitati esterni per approfondimenti. La comunicazione alla D.S. è d’obbligo solo se l’esperto è in presenza, per motivi di sicurezza e assicurazione. SCARICA GLI APPUNTI RESISTENTI PER LA LIBERTÀ D’INSEGNAMENTO IN PDF. appunti resistentiDownload -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Per la libertà di insegnamento, per Gaza, contro tutte le guerre. Iniziative LAS “Selvatico” Padova
IN SOLIDARIETÀ CON LE ATTIVITÀ PROPOSTE  DAL LAS MARCO POLO DI VENEZIA E MESSE SOTTO ACCUSA DA RAFFAELE SPERANZON CAPO GRUPPO DI FDL, RILANCIAMO QUANTO FATTO E SOTTOSCRITTO NEL LICEO ARTISTICO SELVATICO (PD), CONTANDO CHE TANTE, TANTE, TANTE INIZIATIVE DI APPROFONDIMENTO E DISCUSSIONE SI SIANO, SI STIANO SVOLGENDO NELLE SCUOLE DI QUESTO BISTRATTATO PAESE. 1. Iniziative di Istituto – Vicenza, Istituto Rossi, 19 maggio 2025: partecipazione di alcune classi all’incontro con Paola Caridi su “Guerra e Pace. Proteggere i diritti e costruire la democrazia”; – Padova, 27 maggio 2025: tutte le classi quarte dell’istituto assistono alla proiezione del docufilm premio Oscar No Other Land, a seguire le classi hanno partecipato al dibattito nato spontaneamente dopo la visione; – Padova, Cortili dell’istituto, 24 maggio 2025: flashmob a scuola (adesione all’iniziativa di Ultimo giorno per Gaza, 50.000 sudari per Gaza); – Padova, Cortile dell’istituto, 26 maggio 2025: incontro delle classi del triennio con due artisti palestinesi, Ola Al Sharif e Hamada M Elkept, a Padova per la Biennale di Gaza; gli artisti erano fuggiti da Gaza e rifugiati in Europa; – Padova,14 giugno 2025: approvazione a larghissima maggioranza di una mozione dedicata alla situazione di Gaza in Collegio Docenti Mozione del Collegio Docenti per Gaza | L.A. Pietro Selvatico; – Padova, 6-18 ottobre 2025: la nostra scuola, grazie alla collaborazione con l’associazione Rete per la Pace della Riviera del Brenta, ha ospitato per circa 2 settimane lo studente palestinese di Betlemme Rophael Majdi,18 anni; – Padova, Biblioteca di Istituto, 6 novembre 2025: incontro dedicato alla questione palestinese nell’ambito del progetto Libri Galeotti; questi i libri presentati: Joe Sacco, Palestina, una nazione occupata; Susan Abulhawa, Ogni mattina a Jenin; Ilan Pappè, La pulizia etnica in Palestina; – Padova,10 dicembre 2025: collegamento su Zoom di alcune classi all’incontro con le scuole di Francesca Albanese, Quando il mondo dorme; il webinar è stato organizzato e promosso da Docenti per Gaza Webinar con Francesca Albanese – Docenti per Gaza. 2. Corso di Formazione dedicato ai Docenti Su sollecitazione del Collegio Docenti, il nostro istituto ha realizzato il seguente corso di formazione aperto anche a colleghi di altri istituti. Il percorso è stato seguito da una trentina di docenti. La questione israelo-palestinese Primo Incontro on line, martedì 4 novembre 17.00-19.00 Prof. Arturo Marzano, Storia contemporanea, Università di Roma Tre Il conflitto israelo-palestinese. Il caso di Gaza Secondo incontro in presenza, lunedì 10 novembre 15.00-17.00 Prof. Emanuele Zinato, Letteratura italiana contemporanea, Università di Padova La letteratura italiana e la Palestina: Franco Fortini e Primo Levi Terzo incontro in presenza, mercoledì 12 novembre 14.45- 16.45 Incontro di autoformazione tra i partecipanti: costruzione di una bibliografia condivisa; scambio/riflessione su materiali per la didattica 3. Aggiornamento del Curricolo di Istituto per l’insegnamento dell’Educazione civica La Commissione che lavora alla definizione del Curricolo di Istituto per l’insegnamento di Educazione civica ha lavorato, su sollecitazione del Collegio Docenti, ad un aggiornamento del Curricolo che tenesse conto delle contraddizioni e delle sfide che il nostro tempo impone di affrontare e approfondire. A seguire alcuni passaggi dal Curricolo rinnovato e approvato dal Collegio Docenti. Teniamo a sottolineare che il rinnovamento del curriolo è stato realizzato coerentemente ai traguardi del D.M. 35/2020 (allegato C, Secondo ciclo di istruzione), nello specifico considerando e valorizzando i seguenti traguardi: 1. Partecipare al dibattito culturale. 3. Conoscere i valori che ispirano gli ordinamenti comunitari e internazionali, nonché i loro compiti e funzioni essenziali. 6. Cogliere la complessità dei problemi esistenziali, morali, politici, sociali, economici e scientifici e formulare risposte personali argomentate. 13. Rispettare e valorizzare il patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni. A seguire alcune delle integrazioni al Curricolo di Istituto: “COMPETENZE TRASVERSALI PER L’URGENZA DI QUESTI ULTIMI ANNI CHE VEDONO I DIRITTI UMANI CALPESTATI ANCHE NELLE DEMOCRAZIE 1. Conflitti e pace: Comprendere che la pace non è semplicemente assenza di conflitto, ma un impegno attivo a costruire relazioni giuste, fondate sul dialogo e sulla cooperazione. Acquisire la competenza necessaria a promuovere il dialogo, la cooperazione e la risoluzione non violenta dei conflitti nella vita scolastica e sociale. 2. Sviluppare la competenza civica di partecipare attivamente alla vita democratica, difendendo le istituzioni democratiche e riconoscendo i rischi delle derive antidemocratiche. 3. Diritti umani: Sviluppare la competenza civica del rispetto della dignità umana e della promozione delle libertà individuali e collettive.” Questa breve e semplice rassegna – sicuramente incompleta poiché non tiene conto di tutte le lezioni che i singoli docenti, nell’ambito della loro programmazione disciplinare, hanno deciso di dedicare alla tragedia del popolo palestinese nel corso di questo e del precedente anno scolastico – dimostra quanto la nostra Scuola, spontaneamente e con grande slancio, ha fatto ad oggi per cercare di capire che cosa sta succedendo nella Striscia di Gaza e per manifestare solidarietà al popolo palestinese. Vogliamo chiarire con forza la nostra totale e radicale condanna rispetto a quanto accaduto il 7 ottobre 2023 affinché nessuno possa sminuire o strumentalizzare l’impegno e la sensibilità che il nostro istituto ha dimostrato in questo terribile frangente. Il 7 ottobre è e rimarrà un terribile attacco terroristico che ha determinato la morte di 1200 persone e la cattura di oltre 250 ostaggi. Evidenziamo inoltre che da sempre la nostra scuola è impegnata in molteplici iniziative volte a combattere ogni forma di razzismo, discriminazione, discorso d’odio verso chiunque e verso ogni popolo; da sempre aderiamo e organizziamo iniziative e percorsi di approfondimento che mirano a combattere l’antisemitismo e ad onorare la Memoria della Shoah e, proprio oggi, ci sembra fondamentale continuare a farlo proprio per distinguere la ricchezza e il valore inestimabili del popolo ebraico, come di ogni popolo, dalla politica genocidiaria del governo di Israele. Dopo aver condiviso e chiarito queste fondamentali premesse, vogliamo invitare tutti a riflettere su una serie di fatti accaduti negli ultimi mesi: – intervento Usr Lazio sulla possibilità nei CD di discutere la questione palestinese, “Nei collegi docenti non si parla di attualità geopolitica”, la comunicazione dell’USR Lazio. Poi il chiarimento – Orizzonte Scuola Notizie – proposta del DDL 1627, “ddl Gasparri” in corso di discussione, DDL S. 1627 – sospensione da parte del MIM di un corso di formazione per docenti (4 novembre, La scuola non si arruola) promosso da un ente accreditato presso la piattaforma S.o.f.i.a., La scuola non si arruola: annullato dal Mim il corso di formazione del 4 novembre – Notizie Scuola – pubblicazione della nota ministeriale 2d9b891c-4f5c-093d-6f0e-d83f8581868d che disciplina l’organizzazione di eventi/manifestazioni nelle scuole – l’intervento del Ministro Valditara che ha richiesto l’ispezione in due scuole che hanno partecipato ad un webinar con Francesca Albanese, relatrice speciale Nazioni Unite (Valditara chiede ispezioni in due scuole in cui ha parlato Albanese – Notizie – Ansa.it; a seguire la risposta di Docenti per Gaza https://www.docentipergaza.it/2025/12/comunicato-di-docenti-per-gaza-sulla-partecipazione- delle-scuole-al-webinar-con-francesca-albanese/) – da ultimo: Vicenza, bufera al liceo Fogazzaro: cancellata l’assemblea sulla Palestina. La preside: «Manca pluralità» | Corriere.it Venezia: LAS Marco Polo, intimidatorio intervento pubblico di Raffaele Speranzon e preannuncio di ispezione ministeriale | lanuovavenezia.it Noi docenti del LAS P. Selvatico, alla luce delle iniziative realizzate e degli ultimi eventi – soprattutto alla luce delle ispezioni richieste per gli istituti Cattaneo Dall’Aglio di Castenovo e Mattei di San Lazzaro e di quanto accaduto al liceo Fogazzaro di Vicenza – vogliamo segnalare pubblicamente quanto abbiamo realizzato e chiediamo che anche la nostra scuola sia oggetto di ispezione ministeriale. Sollecitiamo inoltre tutte le scuole italiane, di ogni ordine e grado, a fare lo stesso: condividere pubblicamente una breve rassegna di tutte le iniziative realizzate ad oggi su e per Gaza e richiedere un’ispezione ministeriale. Noi docenti siamo fieri delle iniziative che abbiamo realizzato con e per i nostri studenti e anche per noi stessi: siamo consapevoli di lavorare a Scuola in un tempo che ci mette al muro e che ci costringe a guardarlo dritto in faccia. Come potremmo, di fronte alle domande e agli sguardi smarriti degli studenti, non fare tutto quanto è in nostro potere per restare umani? Come potremmo, conoscendo quanto è accaduto nel Novecento e quanto sta accadendo sotto agli occhi del mondo intero, non reagire? ERNST BLOCH INSEGNAVA CHE UNA SOLA PATRIA ESISTE, QUELLA IN CUI “NESSUNO DI NOI È MAI STATO”; NON LA PATRIA DELLA TERRA E DEL SANGUE, DELLE RAZZE E DEL FANATISMO NAZIONALISTA, MA LA PATRIA DELL’UOMO. Dichiariamo, allora, le nostre scelte, il nostro operato, il nostro impegno; lo dichiariamo a voce alta in questi giorni di festa che si faticano a festeggiare perché sappiamo che dal primo gennaio 2026, nella Striscia di Gaza, dove ancora tutto è distrutto e tutto manca, numerose organizzazioni non governative (tra queste Medici Senza Frontiere e Save the Children) rischiano di non poter più accedere e dare il loro vitale contributo Msf, a rischio la nostra presenza a Gaza per le regole israeliane sulle ong – Notizie – Ansa.it DICHIARIAMO IL NOSTRO TENTATIVO DI RESTARE UMANI 58 Docenti del liceo artistico “P. Selvatico” Fonte: www.cesp-cobas-veneto.eu -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! 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Armamenti Nucleari: conoscenze di base per comprendere la complessità del tema
Come siamo arrivati alle armi nucleari? Quali Paesi le possiedono oggi? E quali termini è importante conoscere per orientarsi in questo complesso scenario? Nel primo incontro del corso di formazione organizzato da WILPF con la collaborazione dell’Associazione Nazionale Per la Scuola della Repubblica ODV e dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università dal titolo Abolire il nucleare con i Saperi, la Memoria, le Reti, i Territori Seconda edizione, svoltosi l’8 gennaio 2026, il professor Franco Dinelli ha ricostruito la storia del nucleare e analizzato il ruolo dell’Italia nel sistema di condivisione nucleare dell’Alleanza Nord Atlantica. Durante l’incontro, inoltre, è stato presentato il volume di IALANA Italia, “Parere giuridico sulla presenza di armi nucleari in Italia”. Di seguito condividiamo il materiale messo a disposizione dai relatori. Storia Armi Nucleari_Wilpf Gennaio 2026Download Storia Guerra e Armi_WILPF Gennaio 2026Download Appunti su Guerra e Armi_WILPF Gennaio 2026Download Intervento LauDownload -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Prenota la tua copia: Scuole e Università di Pace. Fermiamo la follia della guerra, Atti II Convegno Nazionale Osservatorio
Tra pochi giorni sarà disponibile in tutte le librerie fisiche e online il volume che raccoglie gli Atti del II Convegno Nazionale dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università dal titolo Scuole e Università di Pace. Fermiamo la follia della guerra, Aracne, Roma 2025. Indice Revisionismo, controllo e militarizzazione: sulla progressiva fascistizzazione e israelizzazione della scuola italiana Michele Lucivero La scuola del ReArm Europe: insegnare le competenze di guerra Anna Angelucci Il sistema guerra. Ideologia e pratica dello sterminio nell’età del turbocapitalismo Angelo d’Orsi L’industria della difesa italiana tra mito occupazionale ed export Futura D’Aprile La nostra posizione teorica e politica su anticapitalismo e anticolonialismo Lorenzo Perrona La mia esperienza con la Freedom Flotilla. Tra israelizzazione e militarizzazione Antonio Mazzeo Decolonizzare la scuola Antonino De Cristofaro Per una pace disarmata e disarmante Roberta De Monticelli La fanfara del neoliberismo. Il ritorno della leva in Europa e in Italia Serena Tusini Sguardi coloniali. Il genocidio nella didattica della storia Marco Meotto Il Disegno di Legge Gasparri: Hasbara e israelizzazione per l’assimilazione delle coscienze e la repressione del dissenso Maria Teresa Silvestrini Bilancio e prospettive per rilanciare l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Roberta Leoni Prenota la tua copia e sostieni l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università con una donazione a partire da 16 euro (libro+spese di spedizione) e ti invieremo direttamente a casa la tua copia oppure 20 euro (libro+vademecum+spese di spedizione). Invia il tuo contributo sul Conto Corrente di Banca Etica intestato all’Osservatorio oppure fai una donazione sul format in basso con causale “Libro Comprendere i conflitti. Educare alla pace” e poi scrivi i tuoi dati alla mail stampa.osservatorionoms@gmail.com e provvederemo a inviarti direttamente a casa la copia. IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure dona ora nel modulo in basso. Se come associazione o scuola vuoi organizzare una presentazione del libro con gli autori e le autrici sul tuo territorio per sensibilizzare al tema della militarizzazione delle scuole e delle università, scrivi a stampa.osservatorionoms@gmail.com e proveremo ad organizzare l’evento. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Primo Levi e il Genocidio: proposte didattiche per il Giorno della Memoria 2026
NESSUNO DEI FATTI È INVENTATO GIORNATA DI STUDIO PRIMO LEVI 27 GENNAIO 2026 Nel Giorno della Memoria 2026 l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e La scuola per la pace Torino e Piemonte propongono alle/i docenti di dedicare una giornata di studio a Primo Levi, perché dalla sua cristallina e integra figura di scrittore e testimone abbiamo imparato e interiorizzato che cosa sono stati i campi di distruzione, il genocidio, la disumanizzazione. Il risuonare della sua voce pacata e delle sue alte parole nelle nostre aule, come da molti decenni già avviene, è un antidoto alla macabra politica della sistematica distruzione dei popoli, all’idea che “ogni straniero è nemico”, alle pulsioni identitarie e alla logica eliminatoria nei confronti dell’”Altro”, che ha molti altri tragici esempi nella storia moderna del colonialismo e nell’attualità contemporanea. Primo Levi (1919-1987) era di Torino e coloro che ne hanno avuto la fortuna lo hanno ascoltato quando andava nelle scuole a parlare: proprio dall’incontro con lui molte/i hanno cominciato a sviluppare una coscienza politica antifascista. E moltissime/i di noi hanno imparato dai suoi libri, e hanno poi instancabilmente insegnato, che cosa è stata la disumanizzazione nei “campi di distruzione”. Scrive Primo Levi: «Si immagini ora un uomo a cui, insieme con le persone amate, vengano tolti la sua casa, le sue abitudini, i suoi abiti, tutto infine, letteralmente tutto quanto possiede: sarà un uomo vuoto, ridotto a sofferenza e bisogno (…) tale quindi, che si potrà a cuor leggero decidere della sua vita o morte, al di fuori di ogni senso di affinità umana». In altri termini, deprivati della loro cultura, gli esseri umani sono vuoti simulacri alla mercé dei loro aguzzini. Perché appunto noi esseri umani siamo esseri sociali e culturali, la cultura è la nostra natura, è la nostra umanità, e deprivare della cultura è disumanizzare. Ma come si arriva al Lager? Una limpida risposta di Primo Levi è nella breve introduzione a Se questo è un uomo: «A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che “ogni straniero è nemico”. Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all’origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager. Esso è il prodotto di una concezione del mondo portata alle sue conseguenze con rigorosa coerenza: finché la concezione sussiste, le conseguenze ci minacciano. La storia dei campi di distruzione dovrebbe venire intesa da tutti come un sinistro segnale di pericolo». Primo Levi vuole dirci che quando ogni straniero diventa nemico per un’intera società, quando si affermano fascismo e nazismo, la logica conseguenza è il lager, il genocidio. In un breve e pregnante video del 1975 egli infatti individua un filo conduttore tra le azioni delle squadre d’azione fasciste dei primi anni Venti a Torino e in Italia con i campi di concentramento e con il fascismo attuale, «a cui manca soltanto il potere per ridiventare quello che era, cioè la consacrazione del privilegio e della disuguaglianza». Questo pericolo non era scongiurato per sempre e Levi non si stancava di ripetere nelle scuole e ovunque: «Fate attenzione, alla fine del fascismo c’è il Lager». Invitiamo dunque docenti delle scuole di ogni ordine e grado a dedicare il 27 gennaio 2026 a riflettere e ripensare, costruendo i propri originali percorsi didattici in base alle loro classi, quanto Primo Levi ha insegnato, consapevoli che già molto lavoro didattico è stato fatto nel tempo. PER QUESTO CHIEDIAMO A COLORO CHE DISPONGONO DI MATERIALI DIDATTICI, BIBLIOGRAFIE O RIFLESSIONI ORIGINALI DA CONDIVIDERE DI INVIARLI AL SEGUENTE INDIRIZZO EMAIL: OSSERVATORIONOMILI@GMAIL.COM. SARANNO INSERITI IN UN DRIVE, INSIEME CON I MATERIALI QUI DI SEGUITO ELENCATI, E MESSI A DISPOSIZIONE DI TUTTE/I A SCOPO DI CONOSCENZA E ISPIRAZIONE. Un importante approfondimento e aggiornamento storiografico sul Genocidio nella didattica della storia è l’intervento di Marco Meotto al convegno dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università tenuto online il 4 novembre 2025, che consente di rileggere criticamente “il genocidio come un fenomeno strutturale e ricorrente nella modernità”. Qui il link al video (dal minuto 27’): https://www.youtube.com/watch?v=hDRJ__CI2Vs Materiali audio e video Se questo è un uomo (1947), Audiolibro, https://www.youtube.com/watch?v=ypfCf2vRUJI Documentari di Rai Cultura, Primo Levi. L’uomo, lo scrittore, il testimone https://www.raicultura.it/webdoc/primo-levi/index.html#welcome Contiene tre documentari: Gad Lerner racconta Primo Levi (1997); Gli sci di Primo Levi; La storia editoriale di Se questo è un uomo; Numerose interviste a Primo Levi, tra cui: Levi si racconta; Il mestiere di raccontare: Se questo è un uomo, EP 1, EP 2, EP 3; Scrivere sul campo di concentramento, 25 gennaio 1975; Auschwitz, la lunga ombra, 16 maggio 1979; Il veleno di Auschwitz, 1984; Ritorno ad Auschwitz, 1983. Francesco Remotti. Letteratura e antropologia: la lezione di Primo Levi Moni Ovadia racconta Primo Levi. Incontro organizzato dall’Istituto storico della Resistenza in Toscana svoltosi a Firenze il 5 dicembre 2012, nella sede del Consiglio Regionale della Toscana. Conferenza centrata su I sommersi e i salvati Materiale didattico Primo Levi di Gabriella Giudici (docente di Scienze umane e filosofia): ttps://www.gabriellagiudici.it/primo-levi/ Per la scuola primaria:  Federico Gregotti, Sara Not, Primo Levi, una voce per non dimenticare, EdizioneEl, 2023. Per la scuola secondaria: fumetti e libri illustrati Matteo Mastragostino, Alessandro Ranghiasci, Primo Levi,, Becco Giallo, 2023 (nuova edizione). Giovanna Carbone, Franco Portinari, Deportato: Primo Levi, La Meridiana, 2019 Carlo Greppi, Le scarpe di Lorenzo, Polo Castaldi, Rizzoli, 2025. Primo Levi, Storie naturali, Einaudi, 2023. Bibliografia integrativa Primo Levi, Appendice del 1976 per l’edizione scolastica di Se questo è un uomo https://www.vocedellasera.com/arti/libri/primo-levi-se-questo-e-un-uomo-appendice Giorgio Agamben, Quel che resta di Auschwitz. L’archivio e il testimone, Bollati Boringhieri, 1998. Mario Barenghi, Marco Belpoliti, Anna Stefi, a cura di, Primo Levi, Milano, Marcos y Marcos, 2017. Marco Belpoliti, Primo Levi, Bruno Mondadori, 1998. Norman G. Finkelstein, L’industria dell’Olocausto. Lo sfruttamento della sofferenza degli ebrei, Meltemi linee, 2024. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Corso di Formazione: La scuola tra Resistenza e Pace
CORSO DI AGGIORNAMENTO E FORMAZIONE PER IL PERSONALE DELLA SCUOLA, APERTO ALLA CITTADINANZA L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università in collaborazione con Scuola e Società, ente di formazione riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, ha messo a punto una proposta di formazione e aggiornamento gratuita e online di 12 ore in totale. Finalità del percorso di formazione è quella di fornire un aggiornamento e strumenti didattici per una scuola culturalmente smilitarizzata. Il corso si svolgerà nel periodo gennaio-maggio 2026. La scelta degli argomenti è in linea con quanto l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università porta avanti da anni per opporsi alla “cultura della difesa”, alla “cultura della sicurezza”, alla normalizzazione della guerra e alla crescente deriva militarista. I temi prescelti vertono su: 1. Diserzione come rifiuto della guerra contro la visione di tradimento della Patria; 2. Leva le nuove norme europee sul reclutamento e la nuova concezione del servizio civile come parte integrante del sistema difesa; 3. Il colonialismo dal punto di vista di chi lo ha subito; 4. La Palestina come laboratorio di negazione dei diritti;  5. Per una didattica della pace: 4 ore di attività laboratoriale. Ad ogni tema saranno dedicate 2 ore da svolgere con un/una esperto/a.  All’analisi dei temi seguiranno 4 ore di laboratorio volte a preparare insieme percorsi, materiali e pratiche attraverso un momento di confronto tra i/le docenti che parteciperanno. Il laboratorio partirà da esperienze già svolte a cui segue una condivisione di esperienze su base volontaria e preparazione di percorsi didattici che saranno pubblicati sul sito come materiale da mettere a disposizione per altre/i docenti. Anche l’eventuale realizzazione in classe dei percorsi potrebbe essere pubblicata come condivisione di “buone pratiche”.  La proposta è rivolta anche all’assolvimento delle possibili ore di formazione “obbligatorie”  (vd. obbligo formativo del CCNL). PROGRAMMA Mercoledì 21 gennaio 2026, ore 17:00-19:00 Marco Rossi, Libero ricercatore e autore di lavori sulla I guerra mondiale La diserzione come forma di resistenza alla guerra            Mercoledì 18 febbraio 2026, ore 17:00-19:00 Serena Tusini, Docente di scuola superiore, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università La nuova leva in Europa e in Italia Venerdì 13 marzo 2026, ore 17:00-19:00 Miguel Mellino, Antropologia culturale, Università di Napoli “Orientale” Colonialismo. La storia del colonialismo visto dai colonizzati Mercoledì 8 aprile 2026, ore 17:00-19:00 Rosita Di Peri, Dipartimento di Culture, Politica e Società Università di Torino Palestina, storia e diritti negati Mercoledì 29 aprile e lunedì 4 maggio 2026, ore 17:00-19:00 Laboratori a cura dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Per una didattica della pace  PER ISCRIZIONE FINO AD ESAURIMENTO POSTI CLICCA QUI (MAX 100). AL CORSO DI FORMAZIONE SI POTRÀ PARTECIPARE DA REMOTO CLICCANDO SU QUESTO LINK. IL CORSO DI AGGIORNAMENTO È COMPLETAMENTE GRATUITO E I/LE RELATORI/TRICI ACCETTANO DI FARE FORMAZIONE A TITOLO GRATUITO, TUTTAVIA PER UN CONTRIBUTO VOLONTARIO ALL’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ SI POSSONO USARE L’IBAN E IL MODULO DI DONAZIONE IN BASSO. GRAZIE A CHI VORRÀ CONTRIBUIRE! -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Dalla Banca d’Italia l’alternativa alla Guardia di Finanza in classe
Allo stand della Banca d’Italia presso la fiera “Più libri più liberi“, la recente kermesse organizzata all’EUR dedicata alla piccola e media editoria, abbiamo scoperto con piacere uno dei tanti possibili esempi di formazione-formatori e di formazione rivolta ai giovani delle scuole, alternativo alle divise in classe. Da anni, infatti, la Guardia di Finanza si presenta presso le scuole per proporre la cosiddetta “educazione finanziaria” adottando, con più i/le piccoli/e, la forma di comunicazione del fumetto con le avventure della mascotte “Finzy” mentre con i/le più grandi si affrontano gli stessi temi, ma sempre nell’ottica poliziottesca da “guardie e ladri”. Il personaggio del grifone dei fumetti della Guardia di Finanza è stato creato per educare i bambini e le bambine soprattutto sui compiti del Corpo in modo divertente, attraverso le avventure che lo vedono combattere evasori, contraffattori e criminali con varie specializzazioni delinquenziali. Il grifone cui si ispira il personaggio è un animale mitologico che simboleggia la vigilanza e la protezione delle ricchezze in questo caso dello Stato. Ai/alle più piccolei7 vengono spiegati concetti come l’evasione fiscale, la contraffazione, il concetto di legalità: l’ottica, quindi, come più volte abbiamo sottolineato è quella della deterrenza e della repressione in un mondo popolato di ladri e criminali dove la divisa si presenta sempre come l’angelo custode della tranquillità civile. Si parte quindi sempre dai danni causati dai truffatori, da un elemento di negatività presente indubbiamente nella società, ma spesso enfatizzato ad arte sempre nell’ottica del “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio” partendo dal presupposto che il prossimo, se può, è tendenzialmente portato a fare del male. D’altra parte, molto spesso, sembra quasi che non vi sia affatto l’intenzione di parlare, in modo accessibile a tutti/e di economia politica o di modelli economici, da quello capitalistico a quello socialista o a quello di grande attualità definito “socialismo di mercato” adottato dalla Cina. A farla da padrone è sempre la lotta al crimine anche col sempreverde cavallo di battaglia della lotta al traffico di droga. Proponiamo solo a titolo di esempio queste due recenti iniziative, una a La Spezia e l’altra a Villafranca di Verona.  Al contrario la Banca d’Italia, propone anche fondamentali momenti di formazione dedicati agli/alle insegnanti, peraltro sempre trascurati dalla galassia del Ministero della Difesa che li relega quasi sempre in un ruolo marginale di “accompagnatori”. Gli/le insegnanti, infatti, a loro volta, riporteranno in classe, con il loro personalissimo metodo e con dinamiche discente-insegnante ben consolidate, i concetti-chiave dell’economia più che gli esempi criminali da evitare o da combattere concepiti come focus della ipotetica lezione. Questo aspetto vale per tutti gli ambiti di cui l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università si occupa, ma nell’ambito economico sarebbe fondamentale presentare il mercato e i concetti fondamentali che lo regolano a livello micro e macro-economico anche al di fuori di un modello di economia capitalistica basato sul profitto. Una volta messo in chiaro quali possono essere i modelli di riferimento per l’economia politica di una società, si possono poi affrontare tutti gli altri temi, ma sempre con un’ottica che abbracci diverse modalità di gestione delle ricchezze e delle proprietà di ognuno e sicuramente lontani dalla dicotomia legale-illegale come se la legge fosse immutabile e piovuta da una dimensione divina imperscrutabile.  Nel manuale per il docente che la Banca d’Italia propone vengono proposti diversi temi dai concetti-chiave dell’economia, ai principi-cardine del risparmio spiegati in modo diverso a seconda delle fasce di età (QUI POTETE TROVARE LE RISORSE DIDATTICHE DA USARE IN CLASSE). Si passa dall’economia politica alle politiche economiche fino ai fondamenti dell’attuale modello economico in cui siamo immersi dandogli così un senso e sviluppando la consapevolezza nei discenti. Gli studenti e le studentesse, a loro volta, hanno un loro libro di testo molto approfondito, ma allo stesso tempo particolarmente divulgativo e accattivante affrontando temi di grande complessità in maniera mai pesante o, per ciò che sta a cuore a noi mai in modo terroristico o manicheo. Il mondo esterno certamente non va dipinto come “rose e fiori”, ma da qui a presentarlo da sempre popolato da evasori fiscali, da violentatori o pedofili, truffatori e rapinatori, contraffattori non ci sembra l’approccio pedagogico funzionale alla crescita di individui consapevoli dei propri diritti e doveri e della complessità del mondo che li circonda: non ci sono e mai ci saranno solo il bianco o il nero, il buono o il cattivo, ma tante sfumature tutte altrettanto degne di approfondimenti e di spiegazioni. Per concludere, vorremmo porre questa domanda che può instillare quantomeno un dubbio rispetto alla buona o cattiva fede delle iniziative sedicenti formative del Ministero della Difesa in tutte le sue declinazioni: come mai in queste iniziative le forze armate e le forze dell’ordine non propongono mai momenti di formazione destinati ai docenti? Forse la presenza scenica in classe di una divisa corredata di pistola ha più valore del processo formativo cui si dovrebbe tendere?  Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! 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Didattica: due proposte cinematografiche per il Giorno della memoria
CONDIVIDIAMO LA NECESSITÀ DI ARTICOLARE PROGETTI NON CONSUETUDINARI E RIPETITIVI SULLA GIORNATA DELLA MEMORIA DEL 27 GENNAIO, PER CUI RILANCIAMO L’INIZIATIVA DI BLOOM DISTRIBUZIONE DI FARLO CON DUE PROPOSTE CINEMATOGRAFICHE DI CUI UNA, COME OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ, NE ABBIAMO ASSUNTO ANCHE IN PATROCINIO. > “L’uso cinico e spregiudicato che Netanyahu fa della Shoah ha messo a rischio > anche quello su cui tanto si era costruito, per cui i testimoni dei campi > hanno parlato nelle scuole con tutto il loro dolore, nel cui insegnamento, > ‘mai più a nessuno’, volevamo costruire il nostro futuro. Come possiamo > celebrare la memoria della Shoah oggi, senza parlare del 7 ottobre e di Gaza?” > Anna Foa, Il suicidio di Israele Per celebrare la prossima Giornata della memoria non sarà possibile non riflettere su quanto accaduto negli ultimi drammatici tempi. Eventi che inevitabilmente hanno cambiato la percezione di questa celebrazione. Partendo proprio da questi spunti Bloom Distribuzione vi propone due idee alternative per la vostra programmazione. Opere per discutere costruttivamente, parlare di pace e di dialogo tra i popoli. INNOCENCE­ DI GUY DAVIDI DAN/ISR/FIN/ISL, 2022 – DURATA 100′ ­“Fino a che punto la narrazione dell’Olocausto è storia e quando diventa invece uno strumento politico?” Con questa domanda, tanto provocante quanto attuale, il regista candidato all’Oscar Guy Davidi interroga il suo Paese e realizza Innocence, un durissimo atto di accusa contro le politiche che educano al culto delle armi e della guerra. Un film dirompente, brutalmente concreto, incredibilmente poetico ed estremamente attuale.­ SCARICA IL PRESSBOOK GUARDA IL TRAILER Innocence _ PressbookDownload HIGH MAINTENANCE ­DI BARAK HEYMANNISR, 2020 – DURATA 66′ ­L’israeliano Dani Karavan è stato uno dei più grandi artisti internazionali del ‘900: ha creato numerose installazioni in tutto il mondo, capaci di dialogare con la natura circostante e alla cui base ci sono i concetti di memoria, di comunione e di pace. Ma ora l’età comincia a farsi sentire e una nuova commissione dedicata ai “Giusti di Polonia”, lo porterà a vivere un grave conflitto etico, politico ed artistico.­ SCARICA IL PRESSBOOK GUARDA IL TRAILER High Maintenance _ PressbookDownload PER INFORMAZIONI E CONTATTI: DISTRIBUZIONE@BLOOMNET.ORG -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Progetto educazione civica: “Sbellichiamoci. Un’altra scelta è possibile”
PUBBLICHIAMO SU GENTILE CONCESSIONE DI UNA SCUOLA SUPERIORE DI PADOVA UN PROGETTO DI EDUCAZIONE CIVICA CHE POTREBBE ESSERE UTILIZZATO IN ALTRE SCUOLE PER SENSIBILIZZARE I RAGAZZI E LE RAGAZZE AI TEMI DELLA PACE. SBELLICHIAMOCI – UN’ALTRA SCELTA È POSSIBILE Percorso di Educazione Civica – classi del triennio (10 ore) Temi: Articolo 11 della Costituzione, pace, diritti umani, libertà di coscienza, informazione e propaganda 1. Introduzione al percorso (2 ore) ● Presentazione del progetto e dei suoi obiettivi educativi. ● Lettura e analisi guidata dell’Articolo 11 della Costituzione Italiana: cosa significa “ripudiare la guerra” nel linguaggio costituzionale? ● Riflessione su come l’Italia promuove la pace e la cooperazione internazionale. ● Ruolo degli organismi internazionali. Obiettivi formativi: ● Comprendere i principi costituzionali legati alla pace. 2. L’obiezione di coscienza: storia e diritto (2 ore) ● Definizione giuridica di obiezione di coscienza. ● Cenni storici: dal servizio militare obbligatorio alla legge 230/1998 e oltre. ● Visione di brevi materiali storici e testimonianze di obiettori italiani (collaborazione con il dott. Carlo Ridolfi, presidente dell’associazione “Rete di cooperazione educativa”) Obiettivi formativi: ● Conoscere le basi giuridiche e storiche dell’obiezione di coscienza in Italia. ● Riflettere su libertà, dovere e responsabilità civica. 3. Esercizi di cittadinanza attiva: dall’uso del linguaggio come strumento di propaganda bellica alle esperienze internazionali di giovani per la pace (3 ore) ● Il linguaggio della propaganda: definizione, obiettivi, tecniche retoriche, simboli, stereotipi. ● Esempi storici e contemporanei di propaganda in tempi di guerra (es. propaganda durante la prima e seconda guerra mondiale e nei conflitti moderni). ● Testimonianze di obiettori di coscienza di diversi Paesi (Israele/Palestina, Bielorussia): dialogo con gli studenti sul tema della scelta nonviolenta in contesti di conflitto. Obiettivi formativi: ● Comprendere il ruolo della propaganda nei conflitti. ● Sviluppare capacità di analisi critica relativamente ai media e ai messaggi manipolativi. ● Conoscere esperienze di cittadinanza attiva e nonviolenza in contesti diversi. ● Promuovere empatia e consapevolezza interculturale. 4. Arte e pace: linguaggi creativi nei contesti di conflitto (2 ore) ● Incontro/laboratorio con un’artista palestinese che presenterà le proprie opere in collaborazione con Biennale Gaza (rassegna di opere d’arte a cura dell’associazione Coristi per caso) Obiettivi formativi: ● Comprendere il ruolo dell’arte come linguaggio universale di pace. 5. Conclusione e restituzione finale (1 ora) I ragazzi e le ragazze partecipanti al progetto saranno sollecitati a produrre a casa un elaborato grafico/artistico/fotografico (a seconda degli indirizzi) sulle tematiche affrontate; i docenti poi ne selezioneranno tre o quattro tra i più significativi e gli autori/autrici li presenteranno ai compagni di classe. Questionario di gradimento (facoltativo) Progetto SBELLICHIAMOCIDownload -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Corso di Formazione online: Abolire il nucleare, educare alla pace e disarmo umanitario
SEGNALIAMO CON PIACERE QUESTO CORSO DI FORMAZIONE ORGANIZZATO DA WILPF CON LA COLLABORAZIONE DELL’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ DAL TITOLO ABOLIRE IL NUCLEARE CON I SAPERI, LA MEMORIA, LE RETI, I TERRITORI SECONDA EDIZIONE – 2026. INFO SU HTTPS://TESTWILPF.MY.CANVA.SITE/EDUCARE-ALLA-PACE. Come possiamo educare le nuove generazioni alla pace in un mondo ancora segnato dalla minaccia nucleare? Da questa domanda nasce il corso di formazione online per docenti promosso da WILPF Italia APS, con il sostegno dell’UCEBI – Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia. Il progetto è realizzato in collaborazione con l’Osservatorio Contro la Militarizzazione delle Scuole e delle Università e Associazione Nazionale Per la Scuola della Repubblica ODV. Un percorso pensato per chi crede che la scuola possa essere un luogo di trasformazione e consapevolezza, dove affrontare insieme temi complessi come le armi nucleari, il disarmo umanitario e le sfide etiche e ambientali del nostro tempo. Il corso si articola in cinque incontri, da gennaio a maggio 2026, e offre strumenti, testimonianze e materiali per portare in classe una riflessione profonda e attuale sulla cultura della pace. COME ISCRIVERSI Il corso rientra nell’ambito della Formazione docente; tutto il personale scolastico è esonerato dal servizio, ai sensi del CCNL vigente e potrà iscriversi sulla Piattaforma SOFIA (Codice 102179) oppure inviando un messaggio al n. 347 9421408. Il corso è pensato per docenti ed insegnati ma aperto a tutta la cittadinanza interessata. Coloro che non sono docenti possono iscriversi contattando wilpf.italia@outlook.it. PROGRAMMA INCONTRO 1 ARMAMENTI NUCLEARI: CONOSCENZE DI BASE PER COMPRENDERE LA COMPLESSITÀ DEL TEMA Come siamo arrivati alle armi nucleari? Quali Paesi le possiedono oggi? E quali termini è importante conoscere per orientarsi in questo complesso scenario? Nel primo incontro, insieme al professor Franco Dinelli, ricostruiremo la storia del nucleare e analizzeremo il ruolo dell’Italia nel sistema di condivisione nucleare dell’Alleanza Nord Atlantica. Sarà inoltre presentato il volume di IALANA Italia, “Parere giuridico sulla presenza di armi nucleari in Italia”. 8 Gennaio 2026 ore 18-20 su Zoom INCONTRO 2 DAL GIAPPONE ALL’ALGERIA: UN MONDO DI HIBAKUSHA Un incontro dedicato alle testimonianze dei sopravvissuti alle esplosioni e ai test nucleari, gli Hibakusha. Dal Giappone al Pacifico, dal Kazakistan all’Algeria, ascolteremo le loro parole, per comprendere l’impatto umano e ambientale del nucleare e riflettere su come mantenere viva la loro memoria. Un momento di ascolto e condivisione per trasformare la memoria in impegno educativo e civile. Durante l’incontro saremo accompagnati da Luigi Mosca che parlerà delle conseguenze delle radiazioni nucleari. 19 Febbraio 2026 ore 10-12 su Zoom INCONTRO 3 LE ARMI NUCLEARI RIGUARDANO TUTTE E TUTTI? Insieme alle esperte di Reaching Critical Will, esploreremo le connessioni tra armamenti nucleari, ambiente, parità di genere, colonialismo e diritti umani. Scopriremo come la questione nucleare non sia solo militare o tecnologica, ma anche profondamente sociale, economica e politica. L’incontro sarà in lingua inglese con interpretariato in italiano. 12 Marzo 2026 ore 18-20 su Zoom INCONTRO 4 LE ARMI NUCLEARI OGGI: RISCHI E PROSPETTIVE Le armi nucleari continuano a influenzare gli equilibri geopolitici e le dinamiche dei conflitti contemporanei. In questo incontro, grazie ai contributi di Priyanka Jain, Alice Filiberto e Alice Saltini, esploreremo come il nucleare incida oggi su sicurezza, politica e tecnologia: dai rapporti tra India e Pakistan alle tensioni nel Medio Oriente, fino alle nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale. Un’occasione per leggere l’attualità con maggiore consapevolezza e sviluppare strumenti critici per interpretarla. Alcuni degli interventi saranno in inglese con interpretariato in italiano. 9 Aprile 2026 ore 18-20 su Zoom INCONTRO 5 DISARMARSI NELLA QUOTIDIANITÀ E NELLE SCUOLE In questo laboratorio pratico con Vanessa Hanson, social media manager di ICAN, scopriremo come fare attivismo per il disarmo nucleare ogni giorno, attraverso i social e altri strumenti di comunicazione. Rifletteremo sul ruolo dei e delle giovani nella costruzione di un mondo libero da armi nucleari e progetteremo insieme attività e laboratori che gli e le insegnanti potranno riproporre in classe. Interverranno anche le organizzazioni la società civile che hanno collaborato al progetto per continuare a creare assieme percorsi per il disarmo e la pace. Per l’Associazione Nazionale Per la Scuola della Repubblica ODV interverrà Anna Angelucci, per l’Osservatorio Contro la Militarizzazione delle Scuole e delle Università interverrà la Presidente Roberta Leoni. 14 Maggio 2026 ore 18-20 su Zoom Il corso è gratuito. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. 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