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Repressione post 17/10/26 – Youssef Siher: costruzione del nemico – Ahmad Salem: solidarietà e asimmetrie – Significato del Caso Marfin – Tecnologia e MidTerm@0
Estratti dalla puntata del 2 novembre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia REPRESSIONE POST 17 OTTOBRE La rabbia clastica che si è espressa – in particolar modo a Milano – il 17 ottobre è stata appiattita da processi di mostrificazione e utilizzata per produrre un ulteriore aggiornamento dell’arsenale repressivo, all’interno di una lunga traiettoria volta a comprimere il conflitto sociale. Somministrazione di paura ed “economia produttiva della repressione” sembrano essere i principali binari su cui si muovono questure e procure. Quali sono gli strascichi operativi a distanza di un paio di settimane? Su cosa si fondano le indagini che stanno portando a perquisizioni e arresti in giro per l’Italia? Ne parliamo con l’avvocato Guido Guella, legale di una delle persone fermate a Milano: / / A margine la notizia dell’incendio – definito “azione di disarmo” – che ha distrutto la sede a Thun (Svizzera) della B&T, azienda produttrice dei lanciatori di munizionamento cinetico non-letale (LBD) usati dalla polizia francese per menomare chi manifesta nelle strade. YOUSSEF SIHER: COSTRUZIONE DEL NEMICO Al di là della gioventù arrabbiata trasformata in “feticcio sociale”, possiamo osservare il tentativo autoassolutorio di identificazione di una regia esterna. La marginalizzazione, la xenofobia istituzionalizzata, la generalizzata amputazione di orizzonti di futuro desiderabili, non possono essere sufficienti a produrre espressioni di rabbia distruttiva e predatoria; ci deve essere un attore che governi questi individui, deumanizzati al punto da ritenerli acefali. Ecco che viene costruito il super nemico: Youssef Siher, la “mente”, l’agente di guerra ibrida, lo stratega… dimenticandosi che la prima chiamata per le piazze del 17 ottobre arrivava da ambienti cripto-fascisti. In un contesto dove il diritto penale del nemico sfuma in una dialettica del nemico, in tanti meritano un patibolo – per ora – mediatico: agitatori da social media, magistrati che non convalidano arresti desiderati dall’esecutivo, ma anche avvocati che formano sull’autodifesa legale in piazza e medici che cercano di tutelare dalla reclusione nei CRP. Per approfondire, oltre la superficie, l’arresto e la scarcerazione di Youssef Siher, ci colleghiamo con il giornalista freelance Lorenzo D’Agostino: SOLIDARIETÀ CON AHMAD SALEM Si descrive Youssef Siher come agente di guerra ibrida per conto di Hamas o Hezbollah, mentre non si considera la miriade di attacchi di guerra cognitiva e manipolazione del consenso democratico da parte di Israele. Allo stesso modo, se un assassino con doppia cittadinanza italo-israeliana può commettere crimini di guerra in Palestina, figuriamoci se non potrà conservare i filmati degli stessi nel suo smartphone. Se invece sei un ragazzo palestinese il trattamento sarà molto diverso: Ahmad Salem è stato condannato in primo grado a 4 anni di carcere per la presenza sul suo telefono di video (di dominio pubblico) della resistenza palestinese e per avere invitato alla mobilitazione per Gaza. Ne parliamo con Hajar, compagna di GPI (Giovani Palestinesi d’Italia): IL SIGNIFICATO DEL CASO MARFIN Torniamo a parlare del “caso Marfin”, la riapertura delle indagini sulla tragica morte di tre dipendenti della Marfin Bank in seguito all’incendio della filiale all’interno della quale erano stati chiusi dal loro datore di lavoro durante un corteo nel 2010 ad Atene. Tre anarchici sono ora in carcere in base a prove “aumentate” con intelligenze artificiale e analisi biometriche. Che funzione ha su un piano di propaganda pre-elettorale la riapertura di questo caso? Qual è il livello di interesse/attenzione all’interno dei movimenti greci attorno a questi temi? La difesa sta sviluppando strumenti per interferire con questa asimmetria di potere (tecnologico)? Grazie al contributo di una compagna in Grecia, abbiamo rivolto queste domande all’assemblea che si occupa della solidarietà con le persone imputate: Contatto assemblea Caso Marfin: Marfinvol3@espiv.net / / / Qui potete trovare in forma più estesa le riposte dell’asseblea USA: ELEZIONI DI MIDTERM, MACCHINE PER IL VOTO E RISPOSTE DI GOOGLE AI In conclusione, oltre all’anticipazione di alcuni argomenti che tratteremo nella prossima puntata, ci soffermiamo su un paio di notizie che arrivano dagli USA. In vista delle elezioni di midterm, il DHS avrebbe chiesto all’agenzia che si occupa della sicurezza informatica delle macchine per le votazioni di testarne la manipolabilità. / / Link all’articolo di ProPublica I chatbot si confermano essere uno strumento di guerra cognitiva: Google AI non accetta la vittoria di Biden nel 2020.
November 4, 2026
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Repressione post 17/10/26 – Youssef Siher: costruzione del nemico – Ahmad Salem: solidarietà e asimmetrie – Significato del Caso Marfin – Tecnologia e MidTerm@1
Estratti dalla puntata del 2 novembre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia REPRESSIONE POST 17 OTTOBRE La rabbia clastica che si è espressa – in particolar modo a Milano – il 17 ottobre è stata appiattita da processi di mostrificazione e utilizzata per produrre un ulteriore aggiornamento dell’arsenale repressivo, all’interno di una lunga traiettoria volta a comprimere il conflitto sociale. Somministrazione di paura ed “economia produttiva della repressione” sembrano essere i principali binari su cui si muovono questure e procure. Quali sono gli strascichi operativi a distanza di un paio di settimane? Su cosa si fondano le indagini che stanno portando a perquisizioni e arresti in giro per l’Italia? Ne parliamo con l’avvocato Guido Guella, legale di una delle persone fermate a Milano: / / A margine la notizia dell’incendio – definito “azione di disarmo” – che ha distrutto la sede a Thun (Svizzera) della B&T, azienda produttrice dei lanciatori di munizionamento cinetico non-letale (LBD) usati dalla polizia francese per menomare chi manifesta nelle strade. YOUSSEF SIHER: COSTRUZIONE DEL NEMICO Al di là della gioventù arrabbiata trasformata in “feticcio sociale”, possiamo osservare il tentativo autoassolutorio di identificazione di una regia esterna. La marginalizzazione, la xenofobia istituzionalizzata, la generalizzata amputazione di orizzonti di futuro desiderabili, non possono essere sufficienti a produrre espressioni di rabbia distruttiva e predatoria; ci deve essere un attore che governi questi individui, deumanizzati al punto da ritenerli acefali. Ecco che viene costruito il super nemico: Youssef Siher, la “mente”, l’agente di guerra ibrida, lo stratega… dimenticandosi che la prima chiamata per le piazze del 17 ottobre arrivava da ambienti cripto-fascisti. In un contesto dove il diritto penale del nemico sfuma in una dialettica del nemico, in tanti meritano un patibolo – per ora – mediatico: agitatori da social media, magistrati che non convalidano arresti desiderati dall’esecutivo, ma anche avvocati che formano sull’autodifesa legale in piazza e medici che cercano di tutelare dalla reclusione nei CRP. Per approfondire, oltre la superficie, l’arresto e la scarcerazione di Youssef Siher, ci colleghiamo con il giornalista freelance Lorenzo D’Agostino: SOLIDARIETÀ CON AHMAD SALEM Si descrive Youssef Siher come agente di guerra ibrida per conto di Hamas o Hezbollah, mentre non si considera la miriade di attacchi di guerra cognitiva e manipolazione del consenso democratico da parte di Israele. Allo stesso modo, se un assassino con doppia cittadinanza italo-israeliana può commettere crimini di guerra in Palestina, figuriamoci se non potrà conservare i filmati degli stessi nel suo smartphone. Se invece sei un ragazzo palestinese il trattamento sarà molto diverso: Ahmad Salem è stato condannato in primo grado a 4 anni di carcere per la presenza sul suo telefono di video (di dominio pubblico) della resistenza palestinese e per avere invitato alla mobilitazione per Gaza. Ne parliamo con Hajar, compagna di GPI (Giovani Palestinesi d’Italia): IL SIGNIFICATO DEL CASO MARFIN Torniamo a parlare del “caso Marfin”, la riapertura delle indagini sulla tragica morte di tre dipendenti della Marfin Bank in seguito all’incendio della filiale all’interno della quale erano stati chiusi dal loro datore di lavoro durante un corteo nel 2010 ad Atene. Tre anarchici sono ora in carcere in base a prove “aumentate” con intelligenze artificiale e analisi biometriche. Che funzione ha su un piano di propaganda pre-elettorale la riapertura di questo caso? Qual è il livello di interesse/attenzione all’interno dei movimenti greci attorno a questi temi? La difesa sta sviluppando strumenti per interferire con questa asimmetria di potere (tecnologico)? Grazie al contributo di una compagna in Grecia, abbiamo rivolto queste domande all’assemblea che si occupa della solidarietà con le persone imputate: Contatto assemblea Caso Marfin: Marfinvol3@espiv.net / / / Qui potete trovare in forma più estesa le riposte dell’asseblea USA: ELEZIONI DI MIDTERM, MACCHINE PER IL VOTO E RISPOSTE DI GOOGLE AI In conclusione, oltre all’anticipazione di alcuni argomenti che tratteremo nella prossima puntata, ci soffermiamo su un paio di notizie che arrivano dagli USA. In vista delle elezioni di midterm, il DHS avrebbe chiesto all’agenzia che si occupa della sicurezza informatica delle macchine per le votazioni di testarne la manipolabilità. / / Link all’articolo di ProPublica I chatbot si confermano essere uno strumento di guerra cognitiva: Google AI non accetta la vittoria di Biden nel 2020.
November 4, 2026
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Estratti dalla puntata del 2 novembre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia REPRESSIONE POST 17 OTTOBRE La rabbia clastica che si è espressa – in particolar modo a Milano – il 17 ottobre è stata appiattita da processi di mostrificazione e utilizzata per produrre un ulteriore aggiornamento dell’arsenale repressivo, all’interno di una lunga traiettoria volta a comprimere il conflitto sociale. Somministrazione di paura ed “economia produttiva della repressione” sembrano essere i principali binari su cui si muovono questure e procure. Quali sono gli strascichi operativi a distanza di un paio di settimane? Su cosa si fondano le indagini che stanno portando a perquisizioni e arresti in giro per l’Italia? Ne parliamo con l’avvocato Guido Guella, legale di una delle persone fermate a Milano: / / A margine la notizia dell’incendio – definito “azione di disarmo” – che ha distrutto la sede a Thun (Svizzera) della B&T, azienda produttrice dei lanciatori di munizionamento cinetico non-letale (LBD) usati dalla polizia francese per menomare chi manifesta nelle strade. YOUSSEF SIHER: COSTRUZIONE DEL NEMICO Al di là della gioventù arrabbiata trasformata in “feticcio sociale”, possiamo osservare il tentativo autoassolutorio di identificazione di una regia esterna. La marginalizzazione, la xenofobia istituzionalizzata, la generalizzata amputazione di orizzonti di futuro desiderabili, non possono essere sufficienti a produrre espressioni di rabbia distruttiva e predatoria; ci deve essere un attore che governi questi individui, deumanizzati al punto da ritenerli acefali. Ecco che viene costruito il super nemico: Youssef Siher, la “mente”, l’agente di guerra ibrida, lo stratega… dimenticandosi che la prima chiamata per le piazze del 17 ottobre arrivava da ambienti cripto-fascisti. In un contesto dove il diritto penale del nemico sfuma in una dialettica del nemico, in tanti meritano un patibolo – per ora – mediatico: agitatori da social media, magistrati che non convalidano arresti desiderati dall’esecutivo, ma anche avvocati che formano sull’autodifesa legale in piazza e medici che cercano di tutelare dalla reclusione nei CRP. Per approfondire, oltre la superficie, l’arresto e la scarcerazione di Youssef Siher, ci colleghiamo con il giornalista freelance Lorenzo D’Agostino: SOLIDARIETÀ CON AHMAD SALEM Si descrive Youssef Siher come agente di guerra ibrida per conto di Hamas o Hezbollah, mentre non si considera la miriade di attacchi di guerra cognitiva e manipolazione del consenso democratico da parte di Israele. Allo stesso modo, se un assassino con doppia cittadinanza italo-israeliana può commettere crimini di guerra in Palestina, figuriamoci se non potrà conservare i filmati degli stessi nel suo smartphone. Se invece sei un ragazzo palestinese il trattamento sarà molto diverso: Ahmad Salem è stato condannato in primo grado a 4 anni di carcere per la presenza sul suo telefono di video (di dominio pubblico) della resistenza palestinese e per avere invitato alla mobilitazione per Gaza. Ne parliamo con Hajar, compagna di GPI (Giovani Palestinesi d’Italia): IL SIGNIFICATO DEL CASO MARFIN Torniamo a parlare del “caso Marfin”, la riapertura delle indagini sulla tragica morte di tre dipendenti della Marfin Bank in seguito all’incendio della filiale all’interno della quale erano stati chiusi dal loro datore di lavoro durante un corteo nel 2010 ad Atene. Tre anarchici sono ora in carcere in base a prove “aumentate” con intelligenze artificiale e analisi biometriche. Che funzione ha su un piano di propaganda pre-elettorale la riapertura di questo caso? Qual è il livello di interesse/attenzione all’interno dei movimenti greci attorno a questi temi? La difesa sta sviluppando strumenti per interferire con questa asimmetria di potere (tecnologico)? Grazie al contributo di una compagna in Grecia, abbiamo rivolto queste domande all’assemblea che si occupa della solidarietà con le persone imputate: Contatto assemblea Caso Marfin: Marfinvol3@espiv.net / / / Qui potete trovare in forma più estesa le riposte dell’asseblea USA: ELEZIONI DI MIDTERM, MACCHINE PER IL VOTO E RISPOSTE DI GOOGLE AI In conclusione, oltre all’anticipazione di alcuni argomenti che tratteremo nella prossima puntata, ci soffermiamo su un paio di notizie che arrivano dagli USA. In vista delle elezioni di midterm, il DHS avrebbe chiesto all’agenzia che si occupa della sicurezza informatica delle macchine per le votazioni di testarne la manipolabilità. / / Link all’articolo di ProPublica I chatbot si confermano essere uno strumento di guerra cognitiva: Google AI non accetta la vittoria di Biden nel 2020.
November 4, 2026
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Repressione post 17/10/26 – Youssef Siher: costruzione del nemico – Ahmad Salem: solidarietà e asimmetrie – Significato del Caso Marfin – Tecnologia e MidTerm@3
Estratti dalla puntata del 2 novembre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia REPRESSIONE POST 17 OTTOBRE La rabbia clastica che si è espressa – in particolar modo a Milano – il 17 ottobre è stata appiattita da processi di mostrificazione e utilizzata per produrre un ulteriore aggiornamento dell’arsenale repressivo, all’interno di una lunga traiettoria volta a comprimere il conflitto sociale. Somministrazione di paura ed “economia produttiva della repressione” sembrano essere i principali binari su cui si muovono questure e procure. Quali sono gli strascichi operativi a distanza di un paio di settimane? Su cosa si fondano le indagini che stanno portando a perquisizioni e arresti in giro per l’Italia? Ne parliamo con l’avvocato Guido Guella, legale di una delle persone fermate a Milano: / / A margine la notizia dell’incendio – definito “azione di disarmo” – che ha distrutto la sede a Thun (Svizzera) della B&T, azienda produttrice dei lanciatori di munizionamento cinetico non-letale (LBD) usati dalla polizia francese per menomare chi manifesta nelle strade. YOUSSEF SIHER: COSTRUZIONE DEL NEMICO Al di là della gioventù arrabbiata trasformata in “feticcio sociale”, possiamo osservare il tentativo autoassolutorio di identificazione di una regia esterna. La marginalizzazione, la xenofobia istituzionalizzata, la generalizzata amputazione di orizzonti di futuro desiderabili, non possono essere sufficienti a produrre espressioni di rabbia distruttiva e predatoria; ci deve essere un attore che governi questi individui, deumanizzati al punto da ritenerli acefali. Ecco che viene costruito il super nemico: Youssef Siher, la “mente”, l’agente di guerra ibrida, lo stratega… dimenticandosi che la prima chiamata per le piazze del 17 ottobre arrivava da ambienti cripto-fascisti. In un contesto dove il diritto penale del nemico sfuma in una dialettica del nemico, in tanti meritano un patibolo – per ora – mediatico: agitatori da social media, magistrati che non convalidano arresti desiderati dall’esecutivo, ma anche avvocati che formano sull’autodifesa legale in piazza e medici che cercano di tutelare dalla reclusione nei CRP. Per approfondire, oltre la superficie, l’arresto e la scarcerazione di Youssef Siher, ci colleghiamo con il giornalista freelance Lorenzo D’Agostino: SOLIDARIETÀ CON AHMAD SALEM Si descrive Youssef Siher come agente di guerra ibrida per conto di Hamas o Hezbollah, mentre non si considera la miriade di attacchi di guerra cognitiva e manipolazione del consenso democratico da parte di Israele. Allo stesso modo, se un assassino con doppia cittadinanza italo-israeliana può commettere crimini di guerra in Palestina, figuriamoci se non potrà conservare i filmati degli stessi nel suo smartphone. Se invece sei un ragazzo palestinese il trattamento sarà molto diverso: Ahmad Salem è stato condannato in primo grado a 4 anni di carcere per la presenza sul suo telefono di video (di dominio pubblico) della resistenza palestinese e per avere invitato alla mobilitazione per Gaza. Ne parliamo con Hajar, compagna di GPI (Giovani Palestinesi d’Italia): IL SIGNIFICATO DEL CASO MARFIN Torniamo a parlare del “caso Marfin”, la riapertura delle indagini sulla tragica morte di tre dipendenti della Marfin Bank in seguito all’incendio della filiale all’interno della quale erano stati chiusi dal loro datore di lavoro durante un corteo nel 2010 ad Atene. Tre anarchici sono ora in carcere in base a prove “aumentate” con intelligenze artificiale e analisi biometriche. Che funzione ha su un piano di propaganda pre-elettorale la riapertura di questo caso? Qual è il livello di interesse/attenzione all’interno dei movimenti greci attorno a questi temi? La difesa sta sviluppando strumenti per interferire con questa asimmetria di potere (tecnologico)? Grazie al contributo di una compagna in Grecia, abbiamo rivolto queste domande all’assemblea che si occupa della solidarietà con le persone imputate: Contatto assemblea Caso Marfin: Marfinvol3@espiv.net / / / Qui potete trovare in forma più estesa le riposte dell’asseblea USA: ELEZIONI DI MIDTERM, MACCHINE PER IL VOTO E RISPOSTE DI GOOGLE AI In conclusione, oltre all’anticipazione di alcuni argomenti che tratteremo nella prossima puntata, ci soffermiamo su un paio di notizie che arrivano dagli USA. In vista delle elezioni di midterm, il DHS avrebbe chiesto all’agenzia che si occupa della sicurezza informatica delle macchine per le votazioni di testarne la manipolabilità. / / Link all’articolo di ProPublica I chatbot si confermano essere uno strumento di guerra cognitiva: Google AI non accetta la vittoria di Biden nel 2020.
November 4, 2026
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Estratti dalla puntata del 2 novembre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia REPRESSIONE POST 17 OTTOBRE La rabbia clastica che si è espressa – in particolar modo a Milano – il 17 ottobre è stata appiattita da processi di mostrificazione e utilizzata per produrre un ulteriore aggiornamento dell’arsenale repressivo, all’interno di una lunga traiettoria volta a comprimere il conflitto sociale. Somministrazione di paura ed “economia produttiva della repressione” sembrano essere i principali binari su cui si muovono questure e procure. Quali sono gli strascichi operativi a distanza di un paio di settimane? Su cosa si fondano le indagini che stanno portando a perquisizioni e arresti in giro per l’Italia? Ne parliamo con l’avvocato Guido Guella, legale di una delle persone fermate a Milano: / / A margine la notizia dell’incendio – definito “azione di disarmo” – che ha distrutto la sede a Thun (Svizzera) della B&T, azienda produttrice dei lanciatori di munizionamento cinetico non-letale (LBD) usati dalla polizia francese per menomare chi manifesta nelle strade. YOUSSEF SIHER: COSTRUZIONE DEL NEMICO Al di là della gioventù arrabbiata trasformata in “feticcio sociale”, possiamo osservare il tentativo autoassolutorio di identificazione di una regia esterna. La marginalizzazione, la xenofobia istituzionalizzata, la generalizzata amputazione di orizzonti di futuro desiderabili, non possono essere sufficienti a produrre espressioni di rabbia distruttiva e predatoria; ci deve essere un attore che governi questi individui, deumanizzati al punto da ritenerli acefali. Ecco che viene costruito il super nemico: Youssef Siher, la “mente”, l’agente di guerra ibrida, lo stratega… dimenticandosi che la prima chiamata per le piazze del 17 ottobre arrivava da ambienti cripto-fascisti. In un contesto dove il diritto penale del nemico sfuma in una dialettica del nemico, in tanti meritano un patibolo – per ora – mediatico: agitatori da social media, magistrati che non convalidano arresti desiderati dall’esecutivo, ma anche avvocati che formano sull’autodifesa legale in piazza e medici che cercano di tutelare dalla reclusione nei CRP. Per approfondire, oltre la superficie, l’arresto e la scarcerazione di Youssef Siher, ci colleghiamo con il giornalista freelance Lorenzo D’Agostino: SOLIDARIETÀ CON AHMAD SALEM Si descrive Youssef Siher come agente di guerra ibrida per conto di Hamas o Hezbollah, mentre non si considera la miriade di attacchi di guerra cognitiva e manipolazione del consenso democratico da parte di Israele. Allo stesso modo, se un assassino con doppia cittadinanza italo-israeliana può commettere crimini di guerra in Palestina, figuriamoci se non potrà conservare i filmati degli stessi nel suo smartphone. Se invece sei un ragazzo palestinese il trattamento sarà molto diverso: Ahmad Salem è stato condannato in primo grado a 4 anni di carcere per la presenza sul suo telefono di video (di dominio pubblico) della resistenza palestinese e per avere invitato alla mobilitazione per Gaza. Ne parliamo con Hajar, compagna di GPI (Giovani Palestinesi d’Italia): IL SIGNIFICATO DEL CASO MARFIN Torniamo a parlare del “caso Marfin”, la riapertura delle indagini sulla tragica morte di tre dipendenti della Marfin Bank in seguito all’incendio della filiale all’interno della quale erano stati chiusi dal loro datore di lavoro durante un corteo nel 2010 ad Atene. Tre anarchici sono ora in carcere in base a prove “aumentate” con intelligenze artificiale e analisi biometriche. Che funzione ha su un piano di propaganda pre-elettorale la riapertura di questo caso? Qual è il livello di interesse/attenzione all’interno dei movimenti greci attorno a questi temi? La difesa sta sviluppando strumenti per interferire con questa asimmetria di potere (tecnologico)? Grazie al contributo di una compagna in Grecia, abbiamo rivolto queste domande all’assemblea che si occupa della solidarietà con le persone imputate: Contatto assemblea Caso Marfin: Marfinvol3@espiv.net / / / Qui potete trovare in forma più estesa le riposte dell’asseblea USA: ELEZIONI DI MIDTERM, MACCHINE PER IL VOTO E RISPOSTE DI GOOGLE AI In conclusione, oltre all’anticipazione di alcuni argomenti che tratteremo nella prossima puntata, ci soffermiamo su un paio di notizie che arrivano dagli USA. In vista delle elezioni di midterm, il DHS avrebbe chiesto all’agenzia che si occupa della sicurezza informatica delle macchine per le votazioni di testarne la manipolabilità. / / Link all’articolo di ProPublica I chatbot si confermano essere uno strumento di guerra cognitiva: Google AI non accetta la vittoria di Biden nel 2020.
November 4, 2026
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Palestina: effetto collaterale?
Con aggiornamenti di Anbamed e Radio Onda d’Urto; appuntamenti; articoli e analisi di Awad Abdelfattah, di Tawfiq Al-Ghussein e Rania Hammad, di Ilaria de Bonis, di Claudio Geymonat, di Gaurav Kumar, di Lavinia Marchetti, di Tamer Nafar, di Enrico Semprini e altre/i Prefazione di Enrico Semprini. In questo dossier si parla di eccidi, di solidarietà e…del punto di vista palestinese
La caccia alle streghe contro gli Antifa
Dagli Stati Uniti all’Europa, l’antiterrorismo si allarga fino a colpire antifascisti, movimenti, solidarietà palestinese e infrastrutture indipendenti. C’è qualcosa di molto più grande del caso Autistici/Inventati nella decisione dell’amministrazione statunitense …
Lettere dal carcere di Ahmad Salem
Lettura delle lettere dal carcere del palestinese Ahmad Salem Ahmad Salem, 24enne palestinese cresciuto a nord del libano, in uno dei più grandi campi palestinesi, Al-Baddawi, ha lasciato il paese per cercare un futuro dignitoso. Dopo un primo passaggio in alcune città europee, è arrivato in Italia e si è presentato alla commissione territoriale di Campobasso per richiedere la protezione internazionale. In quell'occasione, durante la procedura di identificazione, mentre mostrava alcune fotografie dei propri documenti, il suo telefono è stato ispezionato. Al suo interno sono stati trovati un video pubblicato su TikTok, in cui denunciava il silenzio della comunità internazionale e dei Paesi arabi di fronte alla guerra a Gaza, alcune conversazioni private e video delle Brigate Al-Qassam, già disponibili online e rilanciati anche da diversi media italiani e non. Questi contenuti sono stati però motivo di arresto e, successivamente, della condanna a 4 anni di carcere per istigazione a delinquere e auto-addestramento con finalità di terrorismo, in applicazione delle nuove norme (dl sicurezza 2025) sul cosiddetto "terrorismo della parola". Questa storia sembra voler equiparare il sostegno alla causa palestinese come terrorismo e ampliare con approccio repressivo e autoritario l'uso del diritto penale vorso chi resiste e dissente. Il solo possesso di materiale digitale è motivo oggi di arresto e detenzione.   Inoltre, questa storia racconta anche la persecuzione delle istituzioni italiane verso le persone migranti trattate come minacce. Il desiderio di avere una vita vivibile viene trasformato in un inferno, quali sono le carceri italiane.  Questa sentenza non è un caso isolato, ma il riflesso di una strategia repressiva che colpisce chiunque denunci il genocidio e l'occupazione della Palestina. Libertà per Ahmad Salem FREE PALESTINE Per scrivere ad Ahmad Salem l'indirizzo è:  Casa Circondariale di Rossano Calabro Contrada Ciminata 1, 87064 Corigliano-Rossano (CS)
August 6, 2026
Radio Ondarossa