INCHIESTE PILOTATE DA ISRAELE: AHMAD SALEM E “CASO HANNOUN”@1
Estratto dalla puntata del 13 aprile 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
Partendo dalla presentazione di una giornata di iniziative a Campobasso
(articolata tra il tribunale e l’università), grazie al contributo di una
compagna dell’Assemblea Sabotiamo la Guerra torniamo a parlare di Ahmad Salem,
prigioniero palestinese accusato di “terrorismo della parola” e detenuto nel
carcere di Rossano Calabro.
Mentre proseguono le udienze del processo contro Ahmad, ripercorrendo la sua
storia dai campi profughi in Libano alle discriminazioni anti-palestinesi in
Germania, fino al suo arresto a Campobasso, cerchiamo di affrontare
l’arbitrarietà degli strumenti di cancellazione delle voci anti-sioniste: dal
fatto che video di azioni della resistenza palestinese (diffusi da tantissimi
media mainstream e canali di informazione) diventino “auto-addestramento”,
mentre – ad esempio – il possesso di filmanti che ritraggono le violenze dei
coloni in Cisgiordania non costituisce un reato, fino alla trasformazione dei
quadri normativi che intendono equiparare anti-sionismo e anti-semitismo.
In fine un commento sulle anomalie che emergono dall’inchiesta di Genova
(pilotata dai servizi israeliani) contro Mohammad Hannoun e le associazioni
accusate di “raccogliere fondi per Hamas”.
/ / / Aggiornamento dal tribunale di guerra di Campobasso – Nonostante la
richiesta del PM fosse di 3 anni e 6 mesi, il giudice ha condannato Ahmad a 4
anni: