2 giugno a Pontedera con il Movimento No Base
Parallelamente e in sintonia con la mattinata proposta da Pax Christi a Firenze
davanti alla caserma Predieri (ora anche adibita a sede del comando Nato), il
movimento No Base con altre realtà pacifiste ha organizzato una giornata a
Pontedera, dove è in progetto un poligono di tiro a cielo aperto e una pista di
addestramento nella tenuta Isabella: parte del piano che investirebbe ben 520
mln di euro tra S. Piero a Grado e, appunto, Pontedera per una nuova base
militare italiana. Si tratta di cementificare, lì alla Tenuta, una 40ina di
ettari e creare una fonte di inquinamento ambientale e acustico in un
territorio già saturo.
La popolazione dice NO.
La mattina è dedicata al corteo che si snoda, pacifico, colorato e rumoroso, con
quasi duemila partecipanti, per le vie cittadine prevedendo sei tappe.
Si parte dal Comune, responsabile di alcune decisioni in merito alla base.
Ci si ferma al Duomo, dove le diverse anime del movimento esprimono le
prospettive di pace; è poi la volta delle scuole, a cui si rimprovera sempre
maggior connivenza con il mondo militare nella formazione; quindi la stazione,
che ospita al binario 4 un vero hub per il transito e sosta di materiali di
armamento.
Si arriva ai quartieri popolari (fra l’altro decorati di splendidi murales, fra
cui quello con il volto e la celebre frase di Gramsci: odio gli indifferenti),
dove si riflette come i soldi spesi in guerre sottraggano risorse allo stato
sociale; si conclude al piazzale Piaggio, industria storica ora coinvolta nella
produzione militare o dual use.
Da qui la navetta porta alla Tenuta per un pranzo al sacco insieme e
un’assemblea di riflessione su come meglio spendere 520 milioni.
Da Viareggio abbiamo partecipato con alcuni membri del Forum per la Pace e del
Coordinamento per la Palestina.
Nel giorno in cui è nata la Repubblica, che nella sua Costituzione ha espresso
il ripudio della guerra come cardine, è vergognoso oltre che anacronistico
assistere a ostentate parate militari. L’Italia ha voluto uscire dell’incubo di
due guerre e dalla mentalità bellica che, prima negli anni dieci e poi negli
anni trenta del ‘900, le ha prodotte.
Le numerose manifestazioni, come queste toscane, che in Italia si sono svolte
sono la vera e popolare celebrazione dello spirito del 2 giugno, e dicono NO al
riarmo, alla Nato, alle spese militari.
Dicono SI’ alle forze disarmate e disarmanti e provano pure a dar loro veste
istituzionale.
Chi ancora non l’ha fatto vada al sito www.difesacivilenonviolenta.org e ci
metta la firma!
È un gesto concreto che prova a costruire eserciti di pace e cooperazione, in
controtendenza con l’andazzo generale e sviluppando i Caschi Bianchi
sperimentali che già esistono.
Fatelo.
È un dono alla nostra Repubblica.
Redazione Italia