Il territorio, filo dopo filo
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Foto Cooperativa sociale Magliana Solidale di Roma
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Afferra il filo con una mano e, con l’altra, l’uncinetto. L’uno sembra chiamare
l’altro, e senza sapere bene come ti ritrovi presto a intrecciare non solo fili
colorati, ma anche le storie delle persone che li attraversano. “Fili e Trame –
per una maglia solidale di comunità nel Municipio XI di Roma” è un progetto che
si svolge nei quartieri Marconi (presso il centro anziani di quartiere Amici del
Sorriso), Magliana (nella sede della cooperativa Magliana Solidale) e a Colle
del Sole (presso l’IC Santa Beatrice, il Bar 39 ed altre sedi del territorio)
del Municipio XI. Pensato come un’occasione per rompere la solitudine degli over
60 e imparare cose nuove, è diventato per molte persone un momento atteso con
cui ri-cominciare a intrecciare la propria vita con quella di altri.
Fili & Trame è centrato sulla pratica benefica e socializzante del lavoro a
maglia, dove ogni partecipante (chiamato Magliante) ritrova un proprio spazio di
attività unito al piacere di contribuire per uno scopo sociale, perché può
conoscere da vicino alcune realtà che si occupano di persone fragili e perché un
pomeriggio a settimana può donare ai loro ospiti i prodotti del laboratorio di
maglia. Le diverse realtà territoriali che partecipano (come l’associazione “La
lampada dei desideri” e “Salvamemme”), dopo la firma di un Patto di
Collaborazione, raccontano ai Maglianti la loro attività e capiscono insieme
quali manufatti potranno essere lavorati e donati per l’utilità degli ospiti.
Comincia poi il lavoro vero e proprio dedicato all’immaginazione, ai colori,
alle forme, alle idee e alla magia delle mani che trasformano gomitoli in opere
d’arte.
Inevitabilmente il lavoro a maglia è un momento per raccogliere vissuti diversi
e per favorire la conoscenza tra persone dello stesso territorio. A volte è come
salire su un sentiero di montagna: senti lo sforzo, i pensieri che si fanno
strada, vogliono essere ascoltati e considerati. Del resto non siamo abituati a
incontrare la fragilità, o meglio non tutti abbiamo modo di conoscerla e di
viverla da vicino e come occasione di crescita, di vicinanza affettiva ed
emotiva. Nel lento procedere ciascuno prende spazio. In un messaggio diffuso sul
gruppo WhatsApp qualcuno scrive: “Quanto mi manca lo spazio del laboratori. Ero
partita così bene, volevo conoscere C. e le altre signore per allontanare un po’
la solitudine e ritrovare la gioia, scambiarci lavori, parole, confidenze, stare
in compagnia ma, purtroppo, mi sono dovuta fermare. Ora sto facendo controlli,
visite e non so che altro mi aspetta… Speravo tanto di passare il mio compleanno
in vostra compagnia, lo avevo detto anche ad A., c’è tempo ancora, vedremo. Vi
abbraccio tutte”.
Di certo bastano un paio di incontri per muovere le prime relazioni: chiedere un
passaggio, scambiarsi un’idea, cercare un consiglio, darsi appuntamento per il
giorno del laboratorio… Abbiamo tutti bisogno di un comunità di quartiere. Lo
dimostrano anche i diversi giovani che si sono avvicinati al progetto
(finanziato con l’Otto per Mille della Tavola Valdese).
Accogliere gli imprevisti è un passaggio automatico di questo tipo di percorsi.
Michele, ad esempio, ha sempre accompagnato la moglie, fotografando gli incontri
del lavoro a maglia con il suo smartphone. Un giorno qualcuno gli ha chiesto:
“Ma tu che facevi prima di andare in pensione?” “Il meccanico”. “Ma allora sai
smontare e rimontare le cose?” “Certo”. “E vorresti farlo per gli altri?”
“Perché no?”. È nato così la figura del “Sostenitore” e i primi sono già attivi:
si tratta di persone con diverse capacità che sostengono il percorso mettendo in
comune tempi e saperi, come a Colle del Sole dove è stato avviato uno Spazio
Repair Cafè grazie alla disponibilità di un primo volontario che si è reso
disponibile ad aggiustare oggetti e giochi per l’associazione “Salvamamme”.
C’è chi decreta che senza la bussola del profitto i legami sociali siano
destinati a perdersi. Ma questo lembo di periferia romana smentisce l’oracolo.
Qui basta un gesto minimo, un punto d’uncinetto scelto come principio —
catenella, maglia bassa, mezza maglia, maglia alta — e il futuro comincia a
tessersi da sé. Il resto lo rivela il territorio, filo dopo filo.
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È possibile seguire il progetto Fili & Trame su
https://www.facebook.com/magliana.solidale (tel. 347 2880514 oppure
e-mail filietrame.magliasolidalecom.@gmail.com).
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Chiara Cammarata è educatrice professionale e coordinatrice del progetto Fili &
Trame. Franco Violante, sociologo, è progettista per la Cooperativa Magliana
Solidale
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LEGGI ANCHE QUESTO ARTICOLO DI DANIELA DEGAN:
> Alfabeti per mondi nuovi
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