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Il problema é il sionismo, non solo Netanyahu: presidio a Torino
Oggi, lunedì 8 giugno h17 (Corso Inghilterra 7) Torino per Gaza ha organizzato una contestazione dell’evento organizzato da “Sinistra per Israele”. “Domani contesteremo l’ennesimo evento vergognoso, partecipato da ipocriti parolai che provano a riabilitare Israele, cancellando con un colpo di spugna i suoi crimini storici. […] La Palestina lotta per la fine dell’occupazione, il diritto al ritorno e la giustizia storica. Questo processo di liberazione non può che iniziare con il riconoscere che Israele non è uno stato democratico, bensì un regime coloniale.” dal comunicato di Torino per Gaza Parlare ancora oggi di “due popoli, due Stati” e sostenere che Netanyahu sia l’unico problema significa mistificare la realtà del progetto sionista coloniale, razzista ed estrattivista, finalizzato alla pulizia etnica del popolo palestinese e di tutti quei territori, come il Libano, che si oppongono al progetto coloniale della Grande Israele. Dopo oltre due anni di genocidio a Gaza, che continua ancora oggi attraverso i bombardamenti, l’affamamento deliberato della popolazione, l’ingresso discontinuo dei beni di prima necessità e i progetti di sfruttamento e speculazione nella Striscia, fino alla riproposizione delle stesse dinamiche di occupazione e devastazione in Libano, continuare a sostenere queste retoriche false e faziose significa essere complici di quanto accade in Medio Oriente e del mantenimento di uno stato di violenza, oppressione e privazione dei diritti che continua a colpire il popolo palestinese. Ne abbiamo parlato con Sara di Torino per Gaza
Presidio a Firenze per i morti di Amendolara : le Foto
Questo pomeriggio davanti alla Prefettura di Firenze, cosi come  incontemporanea in varie piazze nazionali , convocato dalla CGIL , si è tenuto un folto presidio composto da molti fiorentini e  partecipato da altrettanti giovani lavoratori provenienti dal  continente indiano per denunciare il regime di violenza  e sfruttamnto che ha portato alla morte ad Amendolara nella provincia di Cosenza  quattro  giovani lavoratori estracomunitari. Amin Fazal ,Ullah Ismat, Safi  tutti afghani e Waseem pakistano, braccianti agricoli, sono stati barbaramente bruciati vivi all’interno di un furgone  da caporali loro conterranei. Una tragedia scaturita all’interno dei rapporti di oppressione  ricatto e vessazione che sono costretti a subire i moltissimi braccianti stranieri costretti ad un lavoro senza alternative al limite della schiavitù, nelle campagne del sud ma non solo. Per coloro che partiti con la speranza e un sogno  di una vita migliore  trovano invece qui  unicamente feroce sfruttamento, è stata richiesta una vita e un lavoro dignitosa che deve essere garantita dalla istituzioni.  Davanti a targedie come questa  che vanno ripetendosi , sembra che non ci siano risposte se non vuoti impegni ad un maggiore controllo del territorio. foto di Cesare Dagliana lavoratori extracomunitari per la tragedidi di Amendolara Presidio fi morti Amendolara cgil Presidio fi morti Amendolara cgil Presidio fi morti Amendolara cgil Presidio fi morti Amendolara cgil Presidio fi morti Amendolara cgil Presidio fi morti Amendolara cgil Presidio fi morti Amendolara cgil Presidio fi morti Amendolara cgil Redazione Toscana
June 6, 2026
Pressenza
Puntata del 02/06/2026@0
Il primo approfondimento della serata lo abbiamo realizzato intervistando Peppe D’Alesio, Coord. prov. SiCobas Napoli e Salerno, rispetto alla situazione critica dei porti campani. Infatti il 23 maggio si è assistito a ben 3 licenziamenti tra i porti di Napoli e Salerno di natura ritorsiva nei confronti di chi è iscritto al sindacato conflittuale. In particolar modo ci siamo concentrati sulla vicenda di Ciccio Collina, RSA del SiCobas, prima raggiunto da un provvedimento disciplinare calatogli dall’ alto all’ improvviso poi  tramutato il giorno stesso in licenziamento. Quasi accessorio specificare che  le cause ufficiali di questo licenziamento sono pretesti formali per evitare che si diffonda una cultura della salute sul posto di lavoro, che non piace e non fa risparmiare abbastanza le aziende coinvolte. Ovviamente la risposta con picchetti e scioperi è stata pronta e si rilancia essere sempre più determinata da parte di colleghi, sindacalisti e solidali. Questi ultimi di centrale importanza se pensiamo anche quanto peso hanno questi licenziamenti rispetto alle mobilitazioni nazionali dei portuali in protesta contro il genocidio e in ottica generale anti- militarista. Abbiamo perciò fatto anche una panoramica sulla situazione di questa lotta diffusa in tutto il paese e all’ estero, per poi farci dare dal nostro ospite o prossimi appuntamenti che vedranno coinvolto il SiCobas Napoli. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata è stato quello del prossimo sciopero dei macchinisti e capotreno del gruppo FSI, previsto per l’11 giugno, ne abbiamo parlato in compagnia di una capotreno dell’ Assemblea nazionale Pdm/pdb. Le motivazioni di questo sciopero sono molteplici e il 4 giugno si svolgerà un’ assemblea preparatoria in presenza a Messina, per cercare di mettere a confronto diretto la grande mole di lavoratrici e lavoratori che fanno parte di questo gruppo autogestito. Oltre alle rivendicazioni riguardanti le condizioni di salute e sicurezza di chi lavora e di chi viaggia sulle linee ferroviarie italiane, sullo sfondo resta un contratto collettivo nazionale di comparto che non viene aggiornato da 20 anni, con tutte le condizioni salariali che questa situazione comporta. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in collegamento telefonico con Mahmood del SiCobas Torino, riguardo alle lotte che stanno mettendo in atto gli addetti e le addette alle pulizie dei punti vendita Zara, per le quali è partita anche una campana di boicottaggio nei confronti della multinazionale del fashion: “ZARA SFRUTTA I LAVORATORI BOICOTTA ZARA SOLIDARIETÀ CON GLI OPERAI IN SCIOPERO PER DIFESA POSTO DI LAVORO E MIGLIORI CONDIZIONI DI VITA La ricca multinazionale Zara ha deciso di cambiare l’orario dei lavoratori appalto pulizie Samsic nei punti vendita di Torino. Questa decisione aziendale alla ricerca del massimo profitto va contro l’interesse dei lavoratori: infatti tale cambiamento d’orario causerebbe una riduzione delle ore lavorate (fino al 50%) con grave perdita di salario. Perciò la nostra organizzazione sindacale ha aperto lo stato di agitazione rivendicando il mantenimento dell’attuale orario di lavoro più altre richieste di miglioramento delle condizioni di vita. Di fronte alla chiusura aziendale, i lavoratori del sindacato da ieri sono in sciopero e ora stanno portando avanti la protesta operaia con un presidio davanti al più prestigioso negozio di Zara in città sul passeggio di via Roma. AVANTI FINO ALLA VITTORIA” Buon ascolto
Puntata del 02/06/2026@1
Il primo approfondimento della serata lo abbiamo realizzato intervistando Peppe D’Alesio, Coord. prov. SiCobas Napoli e Salerno, rispetto alla situazione critica dei porti campani. Infatti il 23 maggio si è assistito a ben 3 licenziamenti tra i porti di Napoli e Salerno di natura ritorsiva nei confronti di chi è iscritto al sindacato conflittuale. In particolar modo ci siamo concentrati sulla vicenda di Ciccio Collina, RSA del SiCobas, prima raggiunto da un provvedimento disciplinare calatogli dall’ alto all’ improvviso poi  tramutato il giorno stesso in licenziamento. Quasi accessorio specificare che  le cause ufficiali di questo licenziamento sono pretesti formali per evitare che si diffonda una cultura della salute sul posto di lavoro, che non piace e non fa risparmiare abbastanza le aziende coinvolte. Ovviamente la risposta con picchetti e scioperi è stata pronta e si rilancia essere sempre più determinata da parte di colleghi, sindacalisti e solidali. Questi ultimi di centrale importanza se pensiamo anche quanto peso hanno questi licenziamenti rispetto alle mobilitazioni nazionali dei portuali in protesta contro il genocidio e in ottica generale anti- militarista. Abbiamo perciò fatto anche una panoramica sulla situazione di questa lotta diffusa in tutto il paese e all’ estero, per poi farci dare dal nostro ospite o prossimi appuntamenti che vedranno coinvolto il SiCobas Napoli. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata è stato quello del prossimo sciopero dei macchinisti e capotreno del gruppo FSI, previsto per l’11 giugno, ne abbiamo parlato in compagnia di una capotreno dell’ Assemblea nazionale Pdm/pdb. Le motivazioni di questo sciopero sono molteplici e il 4 giugno si svolgerà un’ assemblea preparatoria in presenza a Messina, per cercare di mettere a confronto diretto la grande mole di lavoratrici e lavoratori che fanno parte di questo gruppo autogestito. Oltre alle rivendicazioni riguardanti le condizioni di salute e sicurezza di chi lavora e di chi viaggia sulle linee ferroviarie italiane, sullo sfondo resta un contratto collettivo nazionale di comparto che non viene aggiornato da 20 anni, con tutte le condizioni salariali che questa situazione comporta. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in collegamento telefonico con Mahmood del SiCobas Torino, riguardo alle lotte che stanno mettendo in atto gli addetti e le addette alle pulizie dei punti vendita Zara, per le quali è partita anche una campana di boicottaggio nei confronti della multinazionale del fashion: “ZARA SFRUTTA I LAVORATORI BOICOTTA ZARA SOLIDARIETÀ CON GLI OPERAI IN SCIOPERO PER DIFESA POSTO DI LAVORO E MIGLIORI CONDIZIONI DI VITA La ricca multinazionale Zara ha deciso di cambiare l’orario dei lavoratori appalto pulizie Samsic nei punti vendita di Torino. Questa decisione aziendale alla ricerca del massimo profitto va contro l’interesse dei lavoratori: infatti tale cambiamento d’orario causerebbe una riduzione delle ore lavorate (fino al 50%) con grave perdita di salario. Perciò la nostra organizzazione sindacale ha aperto lo stato di agitazione rivendicando il mantenimento dell’attuale orario di lavoro più altre richieste di miglioramento delle condizioni di vita. Di fronte alla chiusura aziendale, i lavoratori del sindacato da ieri sono in sciopero e ora stanno portando avanti la protesta operaia con un presidio davanti al più prestigioso negozio di Zara in città sul passeggio di via Roma. AVANTI FINO ALLA VITTORIA” Buon ascolto
Puntata del 02/06/2026@2
Il primo approfondimento della serata lo abbiamo realizzato intervistando Peppe D’Alesio, Coord. prov. SiCobas Napoli e Salerno, rispetto alla situazione critica dei porti campani. Infatti il 23 maggio si è assistito a ben 3 licenziamenti tra i porti di Napoli e Salerno di natura ritorsiva nei confronti di chi è iscritto al sindacato conflittuale. In particolar modo ci siamo concentrati sulla vicenda di Ciccio Collina, RSA del SiCobas, prima raggiunto da un provvedimento disciplinare calatogli dall’ alto all’ improvviso poi  tramutato il giorno stesso in licenziamento. Quasi accessorio specificare che  le cause ufficiali di questo licenziamento sono pretesti formali per evitare che si diffonda una cultura della salute sul posto di lavoro, che non piace e non fa risparmiare abbastanza le aziende coinvolte. Ovviamente la risposta con picchetti e scioperi è stata pronta e si rilancia essere sempre più determinata da parte di colleghi, sindacalisti e solidali. Questi ultimi di centrale importanza se pensiamo anche quanto peso hanno questi licenziamenti rispetto alle mobilitazioni nazionali dei portuali in protesta contro il genocidio e in ottica generale anti- militarista. Abbiamo perciò fatto anche una panoramica sulla situazione di questa lotta diffusa in tutto il paese e all’ estero, per poi farci dare dal nostro ospite o prossimi appuntamenti che vedranno coinvolto il SiCobas Napoli. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata è stato quello del prossimo sciopero dei macchinisti e capotreno del gruppo FSI, previsto per l’11 giugno, ne abbiamo parlato in compagnia di una capotreno dell’ Assemblea nazionale Pdm/pdb. Le motivazioni di questo sciopero sono molteplici e il 4 giugno si svolgerà un’ assemblea preparatoria in presenza a Messina, per cercare di mettere a confronto diretto la grande mole di lavoratrici e lavoratori che fanno parte di questo gruppo autogestito. Oltre alle rivendicazioni riguardanti le condizioni di salute e sicurezza di chi lavora e di chi viaggia sulle linee ferroviarie italiane, sullo sfondo resta un contratto collettivo nazionale di comparto che non viene aggiornato da 20 anni, con tutte le condizioni salariali che questa situazione comporta. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in collegamento telefonico con Mahmood del SiCobas Torino, riguardo alle lotte che stanno mettendo in atto gli addetti e le addette alle pulizie dei punti vendita Zara, per le quali è partita anche una campana di boicottaggio nei confronti della multinazionale del fashion: “ZARA SFRUTTA I LAVORATORI BOICOTTA ZARA SOLIDARIETÀ CON GLI OPERAI IN SCIOPERO PER DIFESA POSTO DI LAVORO E MIGLIORI CONDIZIONI DI VITA La ricca multinazionale Zara ha deciso di cambiare l’orario dei lavoratori appalto pulizie Samsic nei punti vendita di Torino. Questa decisione aziendale alla ricerca del massimo profitto va contro l’interesse dei lavoratori: infatti tale cambiamento d’orario causerebbe una riduzione delle ore lavorate (fino al 50%) con grave perdita di salario. Perciò la nostra organizzazione sindacale ha aperto lo stato di agitazione rivendicando il mantenimento dell’attuale orario di lavoro più altre richieste di miglioramento delle condizioni di vita. Di fronte alla chiusura aziendale, i lavoratori del sindacato da ieri sono in sciopero e ora stanno portando avanti la protesta operaia con un presidio davanti al più prestigioso negozio di Zara in città sul passeggio di via Roma. AVANTI FINO ALLA VITTORIA” Buon ascolto
Extinction Rebellion, un giorno di occupazione in Piazza dell’Esquilino a Roma
Dopo un pomeriggio con attività sui temi della giustizia climatica, l’antimilitarismo e il trans-femminismo, le persone in piazza si sono radunate attorno al missile giallo attaccandovi ed esponendo le caricature di Giorgia Meloni e Donald Trump: le stesse immagini che questa mattina sono state strappate e sequestrate dalla polizia, per ordine del Questure in quanto “avrebbero potuto configurarsi come fattispecie penale”. “Una democrazia dove non è permessa la satira e la critica a chi è in posizione di potere, è una democrazia malata. Difendere la democrazia significa difendere il diritto all’espressione del dissenso.” Poco prima, erano stati appesi dei simbolici “fogli di via dalla Terra”, indirizzati a diverse figure politiche italiane ed internazionali, intonando lo slogan “Fascisti su Marte”: da Elon Musk a Jeff Bezos, da Matteo Salvini a Antonio Tajiani, da Nethanyau a Putin, fino a Leonardo SPA e Unicredit. “Presentiamo il foglio di via a chi è realmente socialmente pericoloso, per la Terra e per chi la abita: chi finanzia guerra ed economia fossile, chi lascia la popolazione nell’insicurezza climatica.” A seguire, sul palco improvvisato della piazza, si sono approfonditi i temi di guerra, diritti umani, democrazia e crisi climatica grazie agli interventi di Emergency, Comunità Nazionale di Comunità Accoglienti, Rete Ecosocialista, Forum Droghe, Libere/i di Lottare. A Sud ha presentato il loro ultimo report “Guerra al Pianeta”, e il gruppo Libere Cittadine per la Palestina ha eseguito una performance sulle drammatiche condizioni della popolazione Palestinese a Gaza e nei Territori Occupati. Durante la serata dell’occupazione in tenda di Extinction Rebellion in piazza dell’Esquilino è comparsa la scritta “Disarmare la Terra” sulla facciata della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore che si affaccia sulla piazza. Parole che pronunciò Papa Francesco, sepolto in quella stessa basilica. Un messaggio di pace e di cura del nostro pianeta che conclude questa giornata di occupazione. Extinction Rebellion
May 31, 2026
Pressenza
DESENZANO (BS): PRESIDIO PER IL DIRITTO ALL’ABITARE, URGONO “MISURE PER ARGINARE IL TURISMO DI MASSA” E CASE POPOLARI
Si sono ritrovati in decine tra attiviste e attivisti nel pomeriggio di sabato, a partire dalle ore 15 in piazza Malvezzi, per chiedere risposte alle centinaia di cittadini e cittadine che hanno firmato negli scorsi mesi una petizione che chiede misure urgenti per arginare i problemi creati dal turismo di massa. Sul Garda infatti è oramai impossibile comprare casa per meno di 4 mila euro al metro quadro e gli affitti a lungo termini sono un miraggio. Al presidio organizzato dal Collettivo Gardesano Autonomo, a simboleggiare la mancanza di risposte da parte dell’amministrazione comunale desenzanese, la sagoma di cartone del sindaco Guido Malinverno, che non ha mai considerato seriamente le sollecitazioni del Collettivo. Una decina di giorni fa il tema del turismo di massa e le conseguenze sulla casa erano approdati in Consiglio comunale, che aveva preso atto della situazione emergenziale e dato il via a misure giudicate dal Collettivo estremamente blande. Per questo attiviste e attivisti, insieme alcuni residenti esasperati, hanno chiesto nuovamente al Comune di investire in case popolari, date le richieste di assegnazione sempre più numerose e incentivi a per chi affitta a lungo termine. Il collegamento dal presidio in corso con Alessandro Scattolo del Collettivo Gardesano Autonomo. Ascolta o scarica
May 30, 2026
Radio Onda d`Urto
Lunedì 25 maggio, ore 9:00 presidio davanti al Tribunale di Bologna in via d’Azeglio 56 Lunedì 25 maggio una compagna potrebbe essere sottoposta a sorveglianza speciale per essere una delle...
May 23, 2026
mezzoradaria
RADIO AFRICA: MOUSSA DIARRA IN VOLO VERSO IL MALI. LE VOCI DAL PRESIDIO DI SALUTO
La puntata di oggi è interamente dedicata alla partenza della salma di Moussa Diarra in Mali. Vi proponiamo le voci dal presidio “Moussa torna a casa”, che si è svolto domenica 17 maggio alla stazione di Verona Porta Nuova, quando quasi duecento persone hanno risposto alla chiamata della Comunità Maliana e del Comitato verità e giustizia. Gli interventi si sono susseguiti per due ore e mezza, sotto il gazebo allestito nel piazzale XXV aprile, proprio dove Moussa era stato ucciso 19 mesi fa. Le voci sono quelle di Haby Marie-Claire Presidente dell’associazione Maliani e Amici nel Veneto, Segretaria Generale degli Affari Istituzionali, Giuridici e alla Cooperazione dell’Alto Consiglio dei Maliani in Italia, Travere Sekou amico di Moussa, Djemagan Diarra fratello di Moussa, Eleonora Puglisi Comitato verità e giustizia, Mamadou Niare imam della grande moschea di Brescia, Daniele Todesco Comitato verità e giustizia, Giulio Cavalli attore, regista e politico, Ousmane Ibrahim Diallo rappresentante della Comunità maliana di Verona. Nel momento in cui pubblichiamo questo articolo, la salma di Moussa Diarra è in viaggio verso il Mali. Il fratello di Moussa che vive in Italia Djemagan Diarra e il rappresentante della Comunità maliana di Verona Ousmane Ibrahim Diallo sono già atterrati a Bamako. All’arrivo del feretro, lo accompagneranno nel villaggio di Djidian, nei pressi della città di Kita, dove la famiglia celebrerà i funerali. Ringraziamo la redazione di Nigrizia, dal cui sito è stato preso parte del testo di questa trasmissione. La puntata di Radio Africa, in onda giovedì 21 maggio alle ore 18.45 e in replica venerdì 22 aprile, alle ore 6.30. Ascolta o scarica
May 21, 2026
Radio Onda d`Urto