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VERONA RICORDA MOUSSA DIARRA A DUE ANNI DALL’OMICIDIO. IN SETTIMANA DOPPIO PRESIDIO ALLA STAZIONE PORTA NUOVA
Il Comitato Verità e Giustizia per Moussa Diarra ha indetto un doppio appuntamento in questa settimana per non dimenticare quanto accaduto alla stazione di Verona Porta Nuova due anni fa. Gli appuntamenti sono fissati entrambi in piazzale XXV aprile, davanti alla stazione ferroviaria Porta Nuova. Il primo presidio si svolgerà martedì 20 ottobre, giorno dell’anniversario della morte, tra le ore 17 e le ore 20. Il secondo sabato, sempre davanti alla stazione, tra le ore 10 e le ore 14. “In questo periodo si sono tenuti presidi e manifestazioni, i legali hanno lavorato, la GIP ha sospettato un depistaggio e chiesto nuove indagini e il corpo di Moussa è tornato in Mali” ha scritto in un comunicato il Comitato. “Due anni senza Moussa, che è mancato alla sua famiglia e a chi lo aveva conosciuto e condiviso con lui l’esperienza del Ghibellin Fuggiasco e le traversie infinite che caratterizzano la vita di una persona migrante in Italia, e che lo avevano portato a sfinimento e disperazione. Un periodo che ha visto anche la prima sentenza di condanna nel processo per le torture alla questura di Verona, che sembra non c’entrare nulla con Moussa ma che è un altro esempio di razzismo istituzionale, oltre a vedere tra gli intercettati anche l’agente che gli ha sparato”. La presentazione dei due presidi con Alberto del Comitato Verità e Giustizia per Moussa Diarra. Ascolta o scarica
October 19, 2026
Radio Onda d`Urto
Sciopero per il clima, presidio a Milano
Il 16 ottobre si è tenuto a Milano un bellissimo presidio organizzato da Fridays For Future per rivendicare giustizia climatica e un futuro delle giovani generazioni (e di tutti), che ha visto la partecipazione di almeno 500 persone, nonostante lo spostamento da Piazza Scala a piazza S. Babila, imposto da Comune e Questura 48 ore prima e il permesso già assegnato. Un cambiamento che ha creato seri problemi di informazione e comunicazione. Aspettiamo da Comune e Questura le motivazioni dello spostamento, ma peggio per loro se continueranno ad ignorarci, perché la loro credibilità subirà un forte peggioramento, facendo emergere in modo netto la complicità istituzionale con l’assurdo negazionismo climatico, anche solo alla luce della tremenda estate caldissima che abbiamo vissuto e che gli scienziati climatici definiscono l’estate più bella dei prossimi anni. Tanti erano i/le giovani e i ragazzi, studenti e non, che si sono attivati con noi e che hanno partecipato, anche intervenendo con contributi importanti. Erano presenti anche tanti bambini, adulti e nonni, tutti accumunati dal desiderio di un mondo più giusto. Gli interventi, più  o meno all’unisono, hanno detto che dobbiamo riuscire ad imporre, e presto, al “nostro” e agli altri governi del mondo misure e scelte tendenti a realizzare una vera conversione energetica ed ecologica e tante altre misure finalizzate alla salvaguardia della natura, dell’ecosistema e del pianeta, altrimenti la prospettiva che ci aspetta sarà pesante, se non inimmaginabile. La partecipazione di tante associazioni al presidio di Milano e i tanti interventi che si sono succeduti ci ridanno la forza, la fiducia e la speranza che da qualche anno avevamo dovuto tenere nel cassetto, per l’indebolimento del movimento che lor signori sono riusciti a produrre, col loro attacco negazionista,  intimidatorio e repressivo dopo le grandi mobilitazioni del 2018 e 2019. E’ stato un nuovo inizio, non solo bello e importante per  Milano, ma per tutto il Paese e per il resto del mondo, con i Global Strike che in tante città hanno ripreso a costruire importanti mobilitazioni. Non sono mancate, giustamente, le attenzioni internazionaliste per la Palestina, il Brasile, Cuba e altri Paesi brutalmente attaccati da “lor signori” e contro le guerre ecocide in corso, in Ucraina e altrove. Alla luce del buon risultato partecipativo, Fridays For Future di Milano dà appuntamento a tutte le realtà e agli attivisti presenti al presidio, al Lato B di viale Pasubio 14, lunedì 26 ottobre alle 17, per discutere e decidere come continuare insieme la mobilitazione.   Redazione Milano
October 17, 2026
Pressenza
I gemellaggi che ci piacciono
Il Comune di Milano, a tutt’oggi, rimane gemellato con quello di Tel Aviv. Noi di “In piazza per Gaza”, dal 16 giugno 2025 presenza quotidiana in piazza del Duomo a MIlano, abbiamo scelto un altro gemellaggio: quello con le compagne e i compagni di Losanna, dal 30 giugno 2025 presenti tutti i giorni davanti alla stazione ferroviaria. Il 9 ottobre Alessandra, Michele, Paolo e Renata hanno “disertato” piazza Duomo a Milano per andare a conoscere le compagne e i compagni di Losanna, partecipando con loro al presidio che si svolge di fronte alla stazione ferroviaria, dalle 17:30 alle 18:30, ogni giorno dal 30 giugno 2025. Scorrono le stagioni: estate, autunno, inverno, primavera e poi di nuovo estate, autunno…e le persone continuano imperterrite a manifestare in strada. I passanti, per lo più frettolosi, perché stanno andando a prendere un treno, a volte sono indifferenti o addirittura abbassano la testa, a volte sorridenti e grati, a volte, più o meno apertamente, ostili. Si sentono i clacson dei veicoli che passano per la strada che separa il presidio dalla stazione e ci hanno spiegato che spesso sono saluti di sostegno rivolti proprio a chi è lì a mostrare cartelli e sventolare bandiere. In particolare avevano individuato un taxi che “salutava” sempre, finché un giorno il tassista è andato a presentarsi, ha detto di essere palestinese, che all’interno della sua vettura tiene una piccola bandiera della sua terra ed ha partecipato con loro all’azione. Samir invece ha dovuto interrompere, per questioni di lavoro, la sua presenza al presidio e, da allora, si dedica, in ogni momento che può e in ogni luogo della città, alla raccolta firme per l’iniziativa popolare federale per il riconoscimento dello stato di Palestina che è stata lanciata da un gruppo di cittadini di Ginevra. Obbiettivi del presidio di Losanna sono quindi: la protesta, l’informazione, la raccolta firme ma anche il sostegno, tramite raccolta fondi, a GazaLand, un’associazione umanitaria creata a Losanna da palestinesi di Gaza per Gaza che fornisce cibo, acqua e prodotti essenziali alle famiglie. GazaLand è stata scelta perché, al presidio, è presente regolarmente Rami, un palestinese che collabora con l’associazione. Da più di un’anno, Charlotte e Ulysse, il suo cane labrador, avevano preso l’abitudine di essere tutte le sere al presidio della stazione di Losanna. Ulysse era diventato un po’ la mascotte del gruppo, faceva parte della «famiglia». Poi, il dramma… Una sera di metà agosto, Charlotte e Ulysse avevano osservato l’eclissi solare sul balcone del loro appartamento, si erano poi soffermati, nella speranza di vedere qualche stella cadente e infine erano andati a dormire, lui sul balcone e lei nel suo letto. Verso le cinque del mattino Charlotte, svegliata dall’abbaiare di Ulysse, vede intorno a lei le fiamme. Chiama il cane rimasto sul balcone. Invano. Preso dal panico, non ce la fa a raggiungerla. Circondata dalle fiamme Charlotte deve fuggire. Infila presto pantaloni e scarpe ed esce sul marciapiede. Tutto brucia, anche il povero Ulysse. Charlotte rimane impietrita dall’orrore, ha perso tutto: casa, vestiti, documenti, foto, mobili, ricordi, è rimasto solo un cumulo di cenere. Ulysse le ha salvato la vita ma l’ha lasciata sola. Distrutta, è accolta da Luca, un amico della stazione che, ancora oggi, si prende cura di lei con altri amici. La sera dell’incontro con «gli amici di piazza del Duomo a Milano», Charlotte, per la prima volta dopo la tragedia, è tornata al presidio. E’ ancora molto fragile ma, a poco a poco, la luce filtra tra le nuvole. La lotta per la Palestina e i bambini di Gaza dà senso alla sua vita. I gazawi hanno dedicato un murale a Charlotte e Ulysse. Questo invece è il messaggio che le hanno inviato: “Un messaggio per la signora Charlotte dal cuore di Gaza, una terra che conosce il dolore, le perdite e le difficoltà. Oggi le inviamo tutto il nostro affetto e il nostro sostegno. Sappiamo che la perdita di Ulysse è stata un immenso dolore per lei, soprattutto dopo l’incendio che ha distrutto la sua casa. Perdere la propria casa è una prova terribile, ma perdere un compagno fedele che faceva parte della propria vita è un dolore indescrivibile. Noi dell’associazione GazaLand di Gaza abbiamo realizzato un disegno che ritrae lei e Ulysse. Desideravamo che questo disegno le arrivasse da Gaza come un bellissimo ricordo di lui, per dirle: Ulysse rimarrà sempre nel suo cuore e nei suoi ricordi. Alla stazione di Losanna, tutte le persone che sono al suo fianco hanno percepito il suo dolore. Siamo tutti con lei e le auguriamo tanto coraggio e forza in questo momento difficile. Charlotte, noi abitanti di Gaza sappiamo cosa significa perdere una persona cara e perdere la propria casa. Condividiamo il suo dolore e le inviamo tutta la nostra solidarietà e il nostro affetto. “ Al link sotto copiato si possono vedere: il filmato della realizzazione del murale e altro materialeuhj Presidio di Losanna Articolo di Renata Pironi e Michele Sangiorgio Redazione Milano
October 15, 2026
Pressenza
Data center … eppur si muove! Presidio a Milano
Una giornata significativa quella di sabato 10 ottobre. Ben due manifestazioni indette a livello nazionale hanno visto la partecipazione di migliaia di persone a Milano: quella in Piazza della Scala, per dire Stop alla realizzazione sconsiderata di Data Center sul territorio nazionale, in particolare su quello lombardo e milanese e la manifestazione per la giornata mondiale di mobilitazione per la Palestina. In una piazza gremita come in poche altre occasioni, si sono ritrovati cittadini richiamati e sollecitati dai numerosi comitati che si sono costituiti in questi ultimi mesi intorno all’emergenza conclamata relativa alla costruzione di mega Data Center; alcuni dei quali si stanno per realizzare, altri sono in procinto e numerosi sono in fase di valutazione da parte delle amministrazioni comunali. Circa sei mesi fa, grazie a un gruppo di cittadini particolarmente attivi, un mega vaso di Pandora si è scoperchiato, lasciando intravedere quello che ha allarmato gli abitanti dei vari Comuni: la scoperta della costruzione, sui loro territori, di enormi infrastrutture di calcolo, parchi di generatori di emergenza funzionanti a gasolio, giganteschi sistemi di raffreddamento ad aria o ad acqua, consumo sconsiderato di suolo anche agricolo, costruzione di mega centrali elettriche per il funzionamento di questi colossi energivori. Tutto senza che le amministrazioni comunali abbiano sentito la necessità di consultare la cittadinanza, grazie a una legge approvata alla Camera in febbraio con soli 6 astenuti e in corso di esame al Senato. Alla Regione Lombardia è stata approvata lo scorso maggio, con il voto contrario del Movimento 5 Stelle e di altri esponenti dell’opposizione. Nessuna regolamentazione, ma solo la nefasta classificazione a infrastrutture di interesse strategico nazionale che ha aperto la strada al manifestarsi di una giungla di richieste alle amministrazioni e autorizzazioni anche in aree di Comuni confinanti, senza alcuna attenzione alla creazione di isole di calore e alla sovrapposizione di impianti altamente inquinanti. La legge ha infatti offerto la possibilità alle amministrazioni comunali di svendere i propri territori e i reali interessi dei cittadini alle big tech, velocizzando i tempi di insediamento anche senza le necessarie e puntuali verifiche di impatto ambientale, sociale e sanitario. Questa manifestazione di piazza ha fatto seguito al convegno regionale organizzato a Milano il 26 settembre, sempre dalla rete dei comitati cittadini STOP DATA CENTER. Il video del convegno fa comprendere le dimensioni del problema che abbiamo davanti. Al convegno sono intervenuti tecnici altamente qualificati, sono stati presentati dati incontestabili e portate esperienze circostanziate. Al presidio del 10 ottobre in Piazza Scala, oltre a diversi dei soggetti già intervenuti al convegno, erano presenti comitati di molti Comuni dell’hinterland milanese (Rho, Bollate, Trezzano, Cornaredo, Lacchiarella…), insieme a comitati provenienti da altre provincie quali Siziano, Certosa etc… Ciascuna di queste realtà ha portato lo stato di fatto dei propri territori, gli stati di avanzamento dei progetti e la diffusa sensazione di essere più o meno ovunque scavalcati dalle amministrazioni che non sembrano considerare gli impatti dei data center sulla popolazione e vedono principalmente, nei cospicui oneri che possono derivarne, la possibilità di soddisfare esigenze della comunità relative a servizi che diversamente non riuscirebbero a soddisfare. Il classico cane che si morde la coda, dove non spicca certo il coraggio di opporsi e quello di affrontare con decisione una politica a livello nazionale che genera solo guerre fra poveri. Purtroppo gioca in tutto questo anche una discreta ignoranza di quello che è il rovescio della medaglia, ignoranza che la rete sta provando a colmare non solo presso le amministrazioni comunali, ma anche tra i cittadini che si stanno sensibilizzando e mobilitando come non succedeva da tempo. Alcune delle principali figure di questo movimento sono Enrico Duranti di Lacchiarella (dove è previsto uno dei maggiori e impattanti impianti di data center in Italia e in Europa), attivista che fra i primi, circa sei mesi fa, ha mosso la sensibilità sul tema attraverso una ricerca certosina di dati, Pietro Cataldi, consigliere comunale di minoranza di Zibido San Giacomo (Comune limitrofo), Sergio Manera, fisico e ricercatore dell’Università di Pavia, il Prof. Marco Mazzotti del Politecnico di Zurigo e numerosi altri. Partendo dalla consapevolezza di non essere salvaguardati e ascoltati dalle istituzioni, si sono rivolti ai cittadini sensibili; questi hanno risposto costituendosi in comitati che si scambiano dati, conoscenze, buone pratiche e assumendo un ruolo che spetterebbe agli amministratori pubblici a questo delegati. Ma ormai è chiaro che queste deleghe sono necessariamente da riprendere in mano. Il lavoro infaticabile di tutti questi soggetti ha prodotto una moratoria (https://drive.google.com/file/d/1TiV2kTbfJXbmn_1SQt7VUNmwa2PEg2cL/edit), che sarà a breve oggetto di una massiccia raccolta di firme con l’obbiettivo di mettere in discussione l’attuale modello di sviluppo tecnologico e dei suoi impatti, sospendere ogni lavoro e autorizzazione in attesa di un Piano nazionale che stabilisca quali siano i reali bisogni di nuove infrastrutture e quale sia l’impatto che queste hanno sinergicamente sul territorio. Più volte è stato ribadito che non si tratta di una battaglia ideologica contro la tecnologia e l’intelligenza artificiale, ma di una necessaria valutazione dei rischi e dei benefici, degli interessi, dei reali bisogni, degli impatti e della sicurezza dei territori. Dato l’enorme consumo di energia di questi impianti è già stata ipotizzata e paventata la possibilità di affiancare piccole centrali nucleari. Sembra di assistere, come è stato detto, a una corsa all’oro dove, a quanto pare ai cittadini è stato riservato il ruolo dei nativi americani. Dalla piazza è salito un invito forte a stare uniti di fronte a questi colossi.  Si è percepita la sensazione confortante che di qui non si passerà! Loretta Cremasco
October 12, 2026
Pressenza
[2026-10-09] Circondiamo Levi Civita e Lattanzio di solidarietà @ Istituto d'Istruzione Superiore Di Vittorio - Lattanzio
CIRCONDIAMO LEVI CIVITA E LATTANZIO DI SOLIDARIETÀ Istituto d'Istruzione Superiore Di Vittorio - Lattanzio - Via Teano, 223, 00177 Roma RM (venerdì, 9 ottobre 21:00) Circondiamo Levi Civita e Lattanzio di solidarietà, difendiamo e sosteniamo la mobilitazione degli studenti e delle studentesse_ +++ Venerdì 9 ottobre - ore 21 - presidio della comunità scolastica e di quartiere fuori i cancelli di scuola +++ Come studenti e le studentesse del Levi Civita e del Lattanzio ci appelliamo a tutte tutti: circondiamo le scuole di solidarietà, riuniamoci venerdì 9 alle ore 21 fuori i cancelli in via Aquilonia 50 per sostenere la protesta! Occupando i nostri istituti abbiamo lanciato un segnale di dolore e speranza, ma ora abbiamo bisogno di tutti. Comunità scolastica intera, genitori, fratelli e sorelle più grandi e più piccoli, docenti, istituzioni di quartiere, solidali: venerdì sera costruiamo un muro popolare e democratico di solidarietà attorno a Levi Civita e Lattanzio, per difendere questa lotta da ogni tentativo di indebolirla; uniamo i nostri corpi e le nostre voci per sostenere una lotta che parla a tutti e tutte.
October 9, 2026
Gancio de Roma
[2026-10-09] Circondiamo Levi Civita e Lattanzio di solidarietà @ Liceo Scientifico Tullio Levi Civita
CIRCONDIAMO LEVI CIVITA E LATTANZIO DI SOLIDARIETÀ Liceo Scientifico Tullio Levi Civita - Via Torre Annunziata, 15, 00177 Roma RM (venerdì, 9 ottobre 21:00) Circondiamo Levi Civita e Lattanzio di solidarietà, difendiamo e sosteniamo la mobilitazione degli studenti e delle studentesse_ +++ Venerdì 9 ottobre - ore 21 - presidio della comunità scolastica e di quartiere fuori i cancelli di scuola +++ Come studenti e le studentesse del Levi Civita e del Lattanzio ci appelliamo a tutte tutti: circondiamo le scuole di solidarietà, riuniamoci venerdì 9 alle ore 21 fuori i cancelli in via Aquilonia 50 per sostenere la protesta! Occupando i nostri istituti abbiamo lanciato un segnale di dolore e speranza, ma ora abbiamo bisogno di tutti. Comunità scolastica intera, genitori, fratelli e sorelle più grandi e più piccoli, docenti, istituzioni di quartiere, solidali: venerdì sera costruiamo un muro popolare e democratico di solidarietà attorno a Levi Civita e Lattanzio, per difendere questa lotta da ogni tentativo di indebolirla; uniamo i nostri corpi e le nostre voci per sostenere una lotta che parla a tutti e tutte.
October 9, 2026
Gancio de Roma
REGGIO EMILIA: LA QUESTURA VIETA IL PRESIDIO PERMANENTE IN DIFESA DEL BOSCO OSPIZIO, ATTIVISTE E ATTIVISTI IN CONSIGLIO COMUNALE
La Questura di Reggio Emilia ha deciso di negare – da oggi, martedì 6 ottobre 2026 – lo spazio per il presidio permanente in corso ormai da agosto a Campo di Marte 2 in difesa dell’adiacente Bosco Ospizio, devastato dalle ruspe tra mercoledì e giovedì della settimana scorsa, dopo lo sgombero poliziesco del presidio permanente, per fare spazio a unsupermercato Conad. Per attiviste e attivisti rimane, invece, la possibilità di radunarsi sulla via Emilia, per poche ore e circondati dalle forze di polizia. Intanto, ieri sera, lunedì 5 ottobre, si è svolto un nuovo presidio sotto e dentro il Municipio, in occasione del Consiglio comunale reggiano, per protestare contro il divieto imposto dalla Questura. Domenica 4 ottobre, invece, attiviste e attivisti sono entrati in un altro supermercato Conad in città per una “carrellata” simbolica: sono entrai e usciti, in un centinaio di persone, con i carrelli vuoti e intonando cori contro la devastazione del Bosco Ospizio. Su Radio Onda d’Urto gli aggiornamenti con Alessia, dell’Assemblea del Bosco Ospizio di Reggio Emilia. Ascolta o scarica.
October 6, 2026
Radio Onda d`Urto
Cagliari, 9 ottobre Pesidio al Tribunale per il processo per antifascismo
DICIANNOVE GIOVANI A PROCESSO CON L’ACCUSA DI ANTIFASCISMO PRESIDIO AL TRIBUNALE DI CAGLIARI VENERDÌ 9 OTTOBRE 2026 ORE 9.00 Inizia venerdì 9 ottobre, al Tribunale di Cagliari, il processo contro 19 giovani Antifascisti, relativo alla Manifestazione del 1° novembre 2025 contro l’allarmante e buffonesca parata fascista indetta da Blocco Studentesco, l’ala giovanile di Casa Pound. La parata è stata autorizzata