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I diffamatori… denunciano per diffamazione!
Nella scia del crescente clima repressivo che si respira nel paese, quattro nostri militanti, tra cui Giorgio Cremaschi e Bianca Tedone del Coordinamento Nazionale di Potere al Popolo, sono stati raggiunti dall’accusa di diffamazione per il presidio dello scorso 10 luglio sotto la sede della redazione de “Il Giornale” e […] L'articolo I diffamatori… denunciano per diffamazione! su Contropiano.
Un welfare sempre più privato
In Italia, al 1° gennaio 2024, risultano attivi 12.987 presidi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari, che dispongono complessivamente di 425.780 posti letto (7,2 ogni 1.000 residenti). Vi operano 15.772 “unità di servizio” e gli ospiti totali risultano 385.871, un numero superiore del 6% rispetto a quello del 1° gennaio 2023. Il 75% degli ospiti è ultra-sessantacinquenne, il 19% ha un’età tra i 18 e i 64 anni e il restante 6% è composto da minori. Sono alcuni dei dati di un recente Report dell’ISTAT. Su circa 16mila unità di servizio attive, 9.407 erogano assistenza socio-sanitaria: si tratta di quasi 334mila posti letto, pari al 78% del totale. Le restanti 6.365 unità offrono servizi di tipo socio-assistenziale, con 91.960 posti letto (il 22% dei posti letto complessivi). Le unità di servizio socio-sanitarie accolgono soprattutto anziani non autosufficienti, cui è destinato il 77% dei posti letto disponibili; un ulteriore 15% è destinato agli anziani autosufficienti e alle persone con disabilità (in entrambi i casi poco più del 7% dei posti); il restante 8% è per gli adulti con patologie psichiatriche (5%), per le persone con dipendenze patologiche (2%) e per minori (1%). Le unità di tipo socio-assistenziale sono orientate principalmente all’accoglienza e alla tutela di persone con varie forme di disagio: il 41% dei posti letto è dedicato all’accoglienza abitativa e un ulteriore 41% alla funzione socio-educativa, che riguarda soprattutto i minori di 18 anni. Le unità che svolgono prevalentemente una funzione tutelare – volta a sostenere l’autonomia di anziani, adulti con disagio sociale e minori all’interno di contesti protetti – coprono il 12% dei posti letto e il restante 6% è dedicato all’accoglienza in emergenza. Per quanto riguarda i minori, più di uno su tre viene accolto per problemi legati al nucleo familiare di origine. > “Sono molteplici, si legge nel Report, le motivazioni che possono condurre un > minore all’interno di una struttura residenziale. Il 36%, quasi 8mila, è > accolto per problemi economici, incapacità educativa o problemi psico-fisici > dei genitori; un ulteriore 22% (quasi 5mila unità) è accolto insieme a un > genitore, il 21% è rappresentato da stranieri privi di assistenza o > rappresentanza da parte di un adulto. Visto che la permanenza degli ospiti > minori dovrebbe essere il più breve possibile, preferendo una sistemazione in > famiglia piuttosto che in struttura, oltre i tre quarti degli ospiti restano > in struttura meno di due anni: il 46,5% vi resta meno di un anno, il 30,9% da > uno a due anni; inoltre, il 14,4% da due a quattro anni e solo il 7,7% resta > nella struttura più di quattro anni, il residuale 0,5% non ha indicato la > durata della permanenza”. L’offerta residenziale sul territorio si differenzia però fortemente rispetto alle categorie di utenti assistiti: nelle regioni del Nord prevalgono i servizi rivolti agli anziani non autosufficienti (72,0% nel Nord-Ovest e 75,0% nel Nord-Est), circa il doppio rispetto al Mezzogiorno. Al Sud, invece, si trova una percentuale più alta, rispetto alle altre ripartizioni, di posti letto dedicati agli anziani autosufficienti, alle persone con disabilità e agli immigrati. Le strutture residenziali sono gestite prevalentemente da enti non profit, nel 45% dei casi, da enti privati nel 25%, da enti pubblici nel 18% e da enti religiosi nel 12%. Nella grande maggioranza dei casi (89%) i titolari gestiscono direttamente il presidio, nel 9% affidano la gestione ad altri enti, nei restanti casi (2%) la gestione è mista. La gestione dei presidi residenziali è affidata prevalentemente a organismi di natura privata (76% dei casi), di cui oltre la metà (51%) appartiene al settore non profit; il 13% delle strutture è gestita dal settore pubblico e l’11% da enti di natura religiosa. Le modalità di gestione si diversificano sul territorio, soprattutto nelle strutture pubbliche: al Nord, 7 strutture su 10 sono gestite – direttamente o indirettamente – da enti pubblici, mentre nel 24% dei casi la gestione è affidata a enti non profit; al Centro e nel Mezzogiorno la quota di strutture pubbliche gestite da enti non profit aumenta considerevolmente, rispettivamente al 37 e al 34%. Per quanto riguarda le strutture a titolarità privata (for profit, non profit o religiosa) non si riscontrano differenze territoriali e la gestione è prevalentemente diretta o affidata a enti con la stessa natura giuridica del titolare. Più del 13% del personale retribuito è composto da cittadini stranieri. Al 1° gennaio 2024 nei presidi residenziali operano complessivamente 394.668 unità di personale, di cui 35.952 volontari e 3.687 operatori di servizio civile. Il personale retribuito, pari a circa 355mila unità, nel 13,5% dei casi è costituito da cittadini stranieri, che in due casi su tre hanno cittadinanza extraeuropea. Nel Nord la quota del personale straniero è più elevata, raggiungendo il 18% nel Nord-Ovest e il 16% nel Nord-Est, mentre nel Mezzogiorno si sfiora appena il 2%. In Emilia-Romagna si riscontra la più elevata presenza di personale straniero (quasi il 27,5%). Le principali figure professionali che caratterizzano il personale retribuito sono in ambito sanitario: più di 203mila addetti sono operatori socio-sanitari (36% del personale retribuito), infermieri (11%) o addetti all’assistenza alla persona (10%); nell’ambito socio-sanitario lavorano anche la maggior parte degli operatori del servizio civile e dei volontari, rispettivamente il 79% e il 73%, con quote che superano il 90% nel Nord-Est del Paese. Qui il Report: https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/01/Report-Presidi-2023.pdf. Giovanni Caprio
MILANO E FIRENZE IN PIAZZA PER L’IRAN AL GRIDO “DONNA, VITA, LIBERTÀ”
“Una situazione pazzesca” quella che si sta vivendo in Iran, dove prosegue il blocco di internet e le notizie faticano ad uscire dal paese. Così le parole di Behrooz Sarabi, ai nostri microfoni questa mattina, per proporci l’analisi del collettivo Together for Iran e del Collettivo Rivoluzionario Jina, che questo pomeriggio saranno in presidio a Milano, in piazza Cordusio, dalle 15.30 alle 17.30. Numerose le realtà che hanno aderito all’appuntamento: dalla CGIL cittadina all’ARCI Milano, dall’ANPI Provinciale al Centro Sociale Cantiere e Non Una di Meno Milano. In piazza per il popolo iraniano anche i partiti Europa Verde e Sinistra Italiana. Sempre oggi pomeriggio appuntamento con un presidio anche a Firenze, in piazza della Signoria, lato via Gondi, a partire dalle ore 16. L’intervista a Behrooz Sarabi del collettivo Together for Iran e del Collettivo Rivoluzionario Jina. Ascolta o scarica Nel frattempo in Iran continua il blackout di Internet e secondo attivisti iraniani Teheran starebbe pianificando di abbandonare definitivamente l’internet globale, consentendo la connessione online solo a individui controllati dal governo. Lo scrive il Guardian. Difficile quindi capire cosa succeda davvero. Intanto il regime ha aggiornato a 3.000 il numero degli arrestati.
[2026-01-14] PRESIDIO IN SOLIDARIETÀ ALL3 ATTIVIST3 di PALESTINE ACTION @ Consolato britannico a Roma
PRESIDIO IN SOLIDARIETÀ ALL3 ATTIVIST3 DI PALESTINE ACTION Consolato britannico a Roma - Piazzale di Porta Pia, 00198 Roma RM (mercoledì, 14 gennaio 18:30) PRESIDIO A ROMA IN SOLIDARIETÀ ALL3ATTIVIST3 di PALESTINE ACTION  Marcoledì 14 Gennaio  18.30 Piazzale Porta Pia Nel Regno Unito è in atto una repressione brutale contro gli attivisti di Palestine Action, colpevoli di aver colpito direttamente l’industria bellica israeliana bloccando e sabotando le fabbriche di armi di Elbit Systems, responsabili della produzione di armamenti utilizzati nel genocidio del popolo palestinese. Otto attivisti sono detenuti preventivamente in modo illegale. Tre di loro sono in sciopero della fame e in pericolo di morte immediata. Non si tratta di un rischio astratto: le loro condizioni sono critiche, irreversibili, ogni giorno può essere l’ultimo. Lo Stato britannico si sta assumendo consapevolmente la responsabilità politica e materiale di ciò che potrebbe accadere. -Heba è al 67° giorno di sciopero della fame, con gravi danni fisici e neurologici. -Kamran è al 60° giorno, con problemi cardiaci e perdita dell’udito. -Lewie, attivista diabetico, è al 46° giorno di sciopero della fame intermittente. Stanno mettendo il proprio corpo tra la vita e la morte perché ogni altra forma di giustizia è stata loro negata. La loro fame è fame di giustizia. Per questo mercoledì 14 gennaio saremo in presidio davanti all’Ambasciata britannica, per esprimere solidarietà agli attivisti in sciopero della fame e denunciare le responsabilità dirette dello Stato che quell’ambasciata rappresenta. La Gran Bretagna è storicamente complice del genocidio del popolo palestinese: dalla Dichiarazione di Balfour al sostegno politico, militare ed economico a Israele oggi. La repressione contro Palestine Action è la prosecuzione diretta di questa complicità. Ma la repressione è globale. I governi occidentali, l’Unione Europea e l’Italia sono complici del genocidio. L’Italia è il terzo esportatore di armi verso Israele e, allo stesso tempo, sta intensificando la criminalizzazione del movimento di solidarietà con la Palestina. Anche qui è in corso una repressione del dissenso: una guerra politica e psicologica contro chi scende in piazza, perché le mobilitazioni hanno messo in difficoltà il governo italiano, come già accade in molti altri paesi. Si tenta di accelerare l’approvazione dei decreti Delrio-Gasparri, che mirano ad accostare in modo deliberato e strumentale antisemitismo e antisionismo, due concetti radicalmente distinti, con l’unico obiettivo di silenziare ogni critica a Israele e al progetto sionista. Di fronte a questo scenario non basta indignarsi. Dobbiamo mobilitarci per difendere lo spazio politico del dissenso. Non farci intimidire. Non arretrare di fronte alla repressione. Continuare a essere presenti nelle piazze, nelle strade, ovunque sia necessario. La lotta per la Palestina è una lotta contro il colonialismo, il militarismo e l’autoritarismo globale. O è internazionalista o non è. Contro il genocidio. Contro la repressione. Contro la complicità dei governi. LIBERTÀ PER TUTT* I PRIGIONIER*
[2026-01-15] Tuttə in Piazza per Maja e Gino! @ Piazza Galeno
TUTTƏ IN PIAZZA PER MAJA E GINO! Piazza Galeno - Piazza Galeno, 00162 Roma RM (giovedì, 15 gennaio 17:00) 📍 MANIFESTAZIONE 🗓 Giovedì 15 gennaio 🕔 Ore 17:00 – 20:00 📌 Aiuole di Piazza Galeno (Roma) (A pochi metri dall’Ambasciata ungherese) La repressione contro chi dissente non è giustizia: è vendetta di Stato. Per Maja, per Ilaria, per Gino, per tutte le persone antifasciste e dissidenti che subiscono minacce, persecuzioni, arresti politici e tortura. 🔴 Reprimere il dissenso è un crimine. 🔴 Torturare una persona è un crimine. 🔴 Estradare verso regimi autoritari è un crimine. Non resteremo in silenzio. Non ci fermeremo. Non accetteremo che l’antifascismo venga criminalizzato. LIBERTÀ PER MAJA T. LIBERTÀ PER TUTTƏ LƏ ANTIFASCISTƏ. Scendiamo in piazza, scendiamo tuttə insieme.
GENOVA: CENTINAIA PRESIDIO SOTTO AL CARCERE CONTRO GLI ARRESTI DEI CITTADINI PALESTINESI. IL COLLEGAMENTO E L’INTERVISTA AL FIGLIO DI MOHAMMAD HANNOUN
È salito a 25 il numero degli indagati nell’inchiesta della Procura di Genova sui presunti finanziamenti ad Hamas tramite raccolte fondi di beneficenza. Ai 7 palestinesi arrestati (altri due sono tuttora ricercati) con la surreale accusa di associazione a delinquere con finalità di terrorismo internazionale, si aggiungono anche attiviste e attivisti solidali con il popolo palestinese e giornalisti, come ad esempio Angela Lano, direttrice di Infopal. Fino a domani gli interrogatori di garanzia: oggi il colloquio tra Mohammad Hannoun, presidente dell’API arrestato i giorni scorsi, e i suoi legali in vista dell’interrogatorio di garanzia che si terrà domani nel carcere di Marassi. “Ha sempre operato in maniera tracciabile e sempre con associazioni registrate, molte delle quali anche in Israele”, spiegano gli avvocati Emanuele Tambuscio e Fabio Sommovigo. Domani Hannoun “chiarirà alcuni passaggi con la gip attraverso una dichiarazione spontanea ma su nostro consiglio non si sottoporrà a interrogatorio anche perché ancora non abbiamo ricevuto tutti gli atti depositati”. Oggi dalle 18 a Genova, presidio di solidarietà davanti al carcere di Marassi, dov’è detenuto Mohammed Hannoun dell’API. Il collegamento all’inizio del presidio con Elio del centro sociale Vittoria di Milano. Ascolta o scarica Presente anche il figlio del presidente dell’API, Mahmoud Hannoun. Ci siamo collegati con lui alle 18.25. Ascolta o scarica
[2026-01-09] Diversi Processi Stessa Regia: Direzione Nazionale Antiterrorismo e Antimafia @ Sede della Direzione Nazionale Antiterrorismo e Antimafia
DIVERSI PROCESSI STESSA REGIA: DIREZIONE NAZIONALE ANTITERRORISMO E ANTIMAFIA Sede della Direzione Nazionale Antiterrorismo e Antimafia - Via Giulia, 52, 00186 Roma RM (venerdì, 9 gennaio 11:30) DIVERSI PROCESSI STESSA REGIA: Direzione Nazionale Antiterrorismo e Antimafia La DNAA guidata dal sionista Melillo, magistrato in quota PD, sta orientando i processi contro i "Colpevoli di Palestina" in tutto il paese, trasformando i tribunali italiani in succursali dei tribunali delle forze di Occupazione israeliane in Palestina. 28 anni in totale richiesti dal pubblico ministero contro Anan, Alì e Mansour per "non aver commesso reati" contro lo Stato italiano. A questi si sono aggiunte le persecuzioni contro Hannoun, Shahin, Salem, Tarek e tanti altri colpevoli di solidarietà con la Palestina contro i Genocidi sionisti o semplicemente per essere arabo-palestinesi LIBERTA' PER ANAN YAEESH E TUTTI GLI ALTRI PERSEGUITATI! CONTRO I TRIBUNALI AL SERVIZIO DELL'OCCUPAZIONE DELLA PALESTINA! CONTRO LA SIONISTIZZAZIONE DELLO STATO ITALIANO! In vista dell'appuntamento nazionale a L'Aquila per l'ultima udienza del processo contro Anan, Alì e Mansour PRESIDIO DI PROTESTA VENERDI' 9 GENNAIO - ORE 11:30 DAVANTI LA SEDE DELLA DNAA (Via Giulia 52, Roma)
[2025-12-29] A Gaza si continua a morire di Genocidio @ Piazza Capranica
A GAZA SI CONTINUA A MORIRE DI GENOCIDIO Piazza Capranica - Piazza Capranica, 00186 Roma RM (lunedì, 29 dicembre 15:00) A GAZA SI CONTINUA A MORIRE DI GENOCIDIO Autodeterminazione del Popolo Palestinese Liberazione di Barghouti Stop Genocidio e Apartheid Stop rapporti con Israele 29 DICEMBRE DALLE 15 ALLE 18 PIAZZA CAPRANICA (MONTECITORIO) LIBERE CITTADINE PER LA PALESTINA ASSOPACE PALESTINA SANITARI PER GAZA
Milano. Subito in piazza solidali con Api e gli attivisti palestinesi arrestati
Una prima immediata risposta di piazza a Milano contro l’ennesima operazione repressiva nei confronti di API, del suo presidente Hannoun e di altri 8 attivisti palestinesi arrestati. Il governo – e le false opposizioni a ruota – non ha più carte da giocarsi che quella della repressione e della criminalizzazione […] L'articolo Milano. Subito in piazza solidali con Api e gli attivisti palestinesi arrestati su Contropiano.