Tag - presidio

Bergamo: fermare la produzione e l’esportazione di armamenti
Stavolta gli aerei non hanno fatto rumore e hanno portato soltanto messaggi contro la guerra. Non stiamo descrivendo la realtà quotidiana di Gaza o dell’Iran, ma l’epilogo del presidio che giovedì 5 marzo è stato organizzato a Bergamo davanti ai cancelli della Battaggion SpA, un’azienda locale che tra il 2022 e il 2024 ha esportato in Israele tecnologie per la produzione di esplosivi. Oltre duecento persone si sono ritrovate per testimoniare la contrarietà alla fornitura di commesse industriali che di fatto alimentano i conflitti armati, in particolare in uno Stato accusato di genocidio davanti alla Corte Internazionale di Giustizia. La Battaggion di recente ha ricevuto nuovi ordinativi per cinque milioni di euro ed è in attesa di autorizzazione governativa per l’esportazione. I promotori del presidio hanno proposto alla ditta bergamasca di chiudere la produzione di tecnologia militare, ampliando quella civile, in modo da salvaguardare tutti i posti di lavoro. Alla comunità locale, alle cittadine e ai cittadini, è stato chiesto di assumersi la responsabilità di prendere posizione, firmando una petizione rivolta alla Battaggion, affinché intraprenda la via della riconversione produttiva. Come ha dichiarato Michele Cremaschi, uno dei promotori dell’iniziativa, “verremo giudicati non dalle nostre parole, ma dalle azioni concrete che intraprendiamo”, per non continuare ad assistere impotenti alle tragedie delle guerre. I partecipanti al presidio – davanti ad un discreto schieramento di forze dell’ordine – hanno provato a dare un simbolico segno d’iniziativa, facendo volare oltre i cancelli della Battaggion decine di aerei di carta, che riportavano scritte per la pace e contro ogni guerra, comprese quelle avviate da Israele. Rocco Artifoni
March 6, 2026
Pressenza
La salute non si vende, si difende: presidio di A.BA.CO, basta attacchi al SSN
USB ha partecipato con una sua delegazione al presidio chiamato dall’associazione consumatori A.BA.CO., che da tempo collabora con il nostro sindacato, di fronte alla sede del Ministero della Salute a Roma per protestare contro il disfacimento del Sistema Sanitario Nazionale. Siamo scesi in piazza insieme ad A.BA.CO. perché siamo convinti che il SSN sia un bene di tutte e tutti, ma che oggi vive una situazione di grande difficoltà dovuta a tagli e scelte politiche scellerate. Tra liste di attesa infinite, pronto soccorso al collasso, carenza di personale e farmaci, a farne le spese sono i membri più fragili della cittadinanza e chi lavora nel settore. Riteniamo quindi fondamentale il presidio che si è svolto oggi per denunciare lo stato delle cose e spingere per una soluzione immediata: ne va del diritto alla salute di tutte e tutti. Proprio per momenti come questo USB ha deciso di costruire un rapporto stabile con l’associazione consumatori A.BA.CO., per ampliare le tutele per la cittadinanza e fornire sempre maggiori strumenti in difesa dei diritti. USB continuerà ad essere al fianco di A.BA.CO. in questa fondamentale campagna per il rilancio della sanità pubblica universale e contro la privatizzazione: costruiamo insieme una riforma strutturale per rimettere al centro il cittadino, non il profitto! IL VIDEO DELL’INIZIATIVA. Di seguito il comunicato di ABACO: Si è svolto in data odierna l’incontro tra una delegazione di ABACO (Associazione di Base dei Consumatori) e i rappresentanti del Gabinetto del Ministro della Salute. Al centro del confronto, la visione di una sanità pubblica realmente adeguata alle esigenze dei cittadini e il superamento delle criticità strutturali che affliggono il Servizio Sanitario Nazionale. ABACO ha ribadito la drammaticità dei numeri reali con almeno 6 milioni di persone che sono impossibilitate ad accedere a cure preventive e analisi diagnostiche. L’incontro ha visto una massiccia partecipazione di delegazioni provenienti da numerose regioni italiane, a testimonianza di un malessere sociale diffuso e radicato. “Abbiamo portato la voce di chi non riesce più a curarsi,” dichiara il Presidente di A.Ba.Co. Dott. Luigi Iasci, al termine dell’incontro. “L’attenzione ricevuta oggi sul tema dei dati può esser interpretata come una prima apertura, ma non basta. Se non seguiranno atti concreti per garantire le prestazioni a tutti i cittadini, la mobilitazione proseguirà con forme e modi sempre più incalzanti.” Nell’incontro A.Ba.Co. ha illustrato la sua piattaforma programmatica, riscontrando un’appropriata attenzione, specie sui punti nevralgici. Il nostro legale ha sollevato il problema del potenziale danno erariale, derivante dalla “gestione non adeguata” da parte degli enti competenti. Altro elemento di rilievo l’urgenza di un concreto e reale “cambio di passo” sulle liste d’attesa attraverso verifiche puntuali e controlli rigorosi sui dati comunicati dalle Regioni ad oggi inattendibili. La questione che in alcune regioni stiamo riscontrando un’indebita pressione sui medici, relativamente a una presunta inappropriatezza prescrittiva è stato un punto sul quale il confronto ha assunto toni decisi. Infine abbiamo consegnato, sia la proposta di legge regionale per l’istituzione del “Dipartimento dell’Anziano” all’interno delle singole ASL, che ottenuto l’impegno del Ministero a convocare A.Ba.Co. in sede di consultazione nell’ambito della riforma sanitaria.   Unione Sindacale di Base
February 20, 2026
Pressenza
[2026-02-23] E' ATER ad essere in debito @ ATER
E' ATER AD ESSERE IN DEBITO ATER - Lungotevere Tor di Nona, 1, 00186 Roma RM (lunedì, 23 febbraio 10:00) I quartieri di case popolari non sono quartieri di serie B! LUNEDÌ 23 FEBBRAIO MANIFESTAZIONE DAVANTI ATER ATER, l’ente incaricato della gestione del 70% del patrimonio dell’edilizia residenziale pubblica a Roma, è commissariato dal 2014. Gestisce decine di migliaia di alloggi, la maggior parte costruiti fra gli anni ’40 e gli anni ’80. Questo patrimonio pubblico, che rappresenta la principale soluzione abitativa prevista dalle istituzioni per le persone che non riescono ad affrontare i prezzi in continua crescita del mercato degli affitti, o ad accedere a un mutuo, è lasciato in un grave stato di abbandono da decenni. Vivere dentro una casa popolare significa ammalarsi per le infiltrazioni e per la muffa, significa rischiare di non avere il riscaldamento. Significa non ricevere alcuna risposta quando si contatta l’ATER per segnalare un cornicione pericolante. Significa essere umiliati/e quando ci si reca negli uffici dell’ente e non si hanno tutti i documenti richiesti. Significa vivere con lo stigma di essere del Quarticciolo, del Laurentino 38, di Primavalle o di San Basilio. La misura è colma, ora devono ascoltarci! Da inizio 2026 non è passata una settimana senza che ci piovesse dentro casa, senza che in un condominio crollasse un solaio, senza che ci arrivasse notizia di un appartamento in fiamme per gli impianti elettrici difettosi. Mentre gli alloggi abitati cadono a pezzi per l’incuria, ATER vuole iniziare un nuovo cantiere al sesto ponte del Laurentino 38 dopo aver lasciato marcire tra le macerie e gli abusi il cantiere del quinto ponte. Un nuovo cantiere che resterà incompiuto, un nuovo tassello nella speculazione che produce espulsione dalla città per chi non può permettersela e porterà con sé lo sgombero del centro sociale che da 35 anni lotta in quartiere con chi rivendica una casa. Nel frattempo su Quarticciolo sono stati annunciati 30 milioni di fondi dalla Regione sul patrimonio ATER. Vogliamo avere garanzie su tempi e interventi puntuali, vogliamo che gli/le abitanti, che conoscono il territorio dove vivono, possano avere voce in capitolo. La Regione ha annunciato che verrà finalmente realizzata la seconda palazzina di via Ugento e assegnati gli alloggi completati della prima. Gli/le abitanti che hanno lottato da 5 anni per questi alloggi hanno diritto all’assegnazione di queste abitazioni. È ATER che è in debito con chi abita nei quartieri popolari, è ATER ci deve delle risposte. LUNEDÌ 23 FEBBRAIO ORE 10 DAVANTI AD ATER Lungotevere Tor di Nona, 1 DAI QUARTIERI POPOLARI PORTIAMO LE BACINELLE, LE UNICHE CHE CI HANNO AIUTATI/E CON LE  INFILTRAZIONI D’ACQUA DURANTE TUTTO L’INVERNO Comitato di quartiere Quarticciolo Coordinamento popolare Laurentino 38
February 19, 2026
Gancio de Roma
Puntata del 10/02/2026@0
Il primo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Guglielmo Sicobas Roma sullo sciopero nazionale della filiera GLS dove gli operaio. Stanno lottando contro licenziamenti e decreti sicurezza. In un loro comunicato si legge: “In solidarietà per gli 80 lavoratori autisti di camion licenziati a Roma e lasciati senza un salario da dicembre, dalla notte di ieri (11/02/26) è nuovamente sciopero dei lavoratori Gls su tutta la filiera nazionale del gruppo: ferma la merce nei principali stabilimenti, paralizzati centri hub e magazzini filiali dal nord al sud dell’Italia. Gls (già proprietà poste britanniche) fa parte del colosso finanziario Ep a sua volta parte di un ricco gruppo internazionale proprietario di industrie nei principali settori (energia, grande distribuzione, logistica, trasporti, sport, finanza…) che fattura miliardi di guadagno annui: usando scuse inaccettabili (tra cui il fallimento di una ditta in appalto -la Protopapa srl – che ha avvertito solo all’ultimo gli autisti interessati e una legislazione carente m a favore delle committenze – ad alimentare lo schiavismo di appalti e subappalti) la nota azienda multinazionale prova a colpire i lavoratori e attaccare il loro sindacato con l’obiettivo di abbassare il costo del lavoro e aumentare il profitto. Contro l’arroganza del padrone Gls, il SI Cobas rivendica il reintegro immediato degli 80 lavoratori licenziati, l’internalizzazione contro la precarietà e il rispetto degli accordi sindacali migliorativi del contratto nazionale per forti aumenti di salario adeguati al carovita. Come organizzazione del movimento operaio, in una fase grave della crisi internazionale di peggioramento della recessione economica e tendenza alla guerra mondiale, rilanciando la lotta per libertà sindacale e forti aumento di salario, resistiamo ai tentativi padronali di togliere ai lavoratori e dare alle grandi aziende: consapevoli che solo con le armi della solidarietà e dell’unità è possibile raggiungere il risultato di difendere l’interesse immediato dei lavoratori per migliorare le condizioni di vita, quando necessario fermando la produzione e distribuzione delle merci con picchetti di sciopero. I lavoratori dai cancelli dei loro stabilimenti agitano parole d’ordine forti e chiare per tutta la classe lavoratrice: ‘il posto di lavoro non si tocca, lo difendiamo con la lotta’. Significativamente, il riuscito sciopero nazionale in corso per ottenere importanti rivendicazione economiche è anche un’azione politica di denuncia operaia dello sfruttamento e della repressione come ulteriore risposta all’economia di guerra portata avanti da governo e padroni (bassi salari, precarietà, decreti “sicurezza” a finanziare riarmo e militarismo col tentativo di imporre politiche antioperaie e antimmigrati a schiacciare protesta e dissenso). IL NEMICO É IN CASA NOSTRA CHI TOCCA UNO TOCCA TUTTI” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento è stato quello del progressivo smantellamento del settore produttivo industriale torinese e nazionale, ne abbiamo parlato al telefono Gianni Mannori responsabile per FIOM CGIL di Mirafiori. Con il nostro ospite abbiamo ripercorso un po’ lo stato in cui versa il settore automotive a Torino e le risposte che il sindacato e la classe operaia hanno provato a dare alle aziende, alla politica e alla città stessa. Infatti ha avuto luogo per 3 giorni, davanti ai cancelli storici della ex FIAT un presidio per comunicare ed informare chi tutt’ora lavora negli stabilimenti Mirafiori, appesi ad un pianificazione a brevissimo termine, peraltro conquistata grazie alle mobilitazioni operai, dello svoglimento di “Innamorati di Torino”. Si è trattato di una manifestazione per richiedere il rilancio industriale ed economico di Torino, che non può basarsi su una sola linea di produzione (quella della 500 ibrida) e che vorrebbe una pianificazione industriale seria e responsabile da parte di istituzioni locali e aziende, che negli ultimi anni, stanno solo smantellando interi settori produttivi, delocalizzando, senza creare un’alternativa a lavoratori e lavoratrici. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Antonio Amoroso CUB trasporti sull’ennesima precettazione di uno sciopero a mano del famigerato ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini. Con il nostro ospite ci addentreremo nei meccanismi perversi che stanno portando ad un vertiginoso arretramento dei diritti di sciopero nel nostro paese, con la complicità della commissione di garanzia del diritto di sciopero, di fatto usata come braccio armato di un governo che non riesce e non vuole trovare gli strumenti per affrontare le crisi produttive e occupazionali della classe lavoratrice. Buon ascolto
February 18, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 10/02/2026@1
Il primo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Guglielmo Sicobas Roma sullo sciopero nazionale della filiera GLS dove gli operaio. Stanno lottando contro licenziamenti e decreti sicurezza. In un loro comunicato si legge: “In solidarietà per gli 80 lavoratori autisti di camion licenziati a Roma e lasciati senza un salario da dicembre, dalla notte di ieri (11/02/26) è nuovamente sciopero dei lavoratori Gls su tutta la filiera nazionale del gruppo: ferma la merce nei principali stabilimenti, paralizzati centri hub e magazzini filiali dal nord al sud dell’Italia. Gls (già proprietà poste britanniche) fa parte del colosso finanziario Ep a sua volta parte di un ricco gruppo internazionale proprietario di industrie nei principali settori (energia, grande distribuzione, logistica, trasporti, sport, finanza…) che fattura miliardi di guadagno annui: usando scuse inaccettabili (tra cui il fallimento di una ditta in appalto -la Protopapa srl – che ha avvertito solo all’ultimo gli autisti interessati e una legislazione carente m a favore delle committenze – ad alimentare lo schiavismo di appalti e subappalti) la nota azienda multinazionale prova a colpire i lavoratori e attaccare il loro sindacato con l’obiettivo di abbassare il costo del lavoro e aumentare il profitto. Contro l’arroganza del padrone Gls, il SI Cobas rivendica il reintegro immediato degli 80 lavoratori licenziati, l’internalizzazione contro la precarietà e il rispetto degli accordi sindacali migliorativi del contratto nazionale per forti aumenti di salario adeguati al carovita. Come organizzazione del movimento operaio, in una fase grave della crisi internazionale di peggioramento della recessione economica e tendenza alla guerra mondiale, rilanciando la lotta per libertà sindacale e forti aumento di salario, resistiamo ai tentativi padronali di togliere ai lavoratori e dare alle grandi aziende: consapevoli che solo con le armi della solidarietà e dell’unità è possibile raggiungere il risultato di difendere l’interesse immediato dei lavoratori per migliorare le condizioni di vita, quando necessario fermando la produzione e distribuzione delle merci con picchetti di sciopero. I lavoratori dai cancelli dei loro stabilimenti agitano parole d’ordine forti e chiare per tutta la classe lavoratrice: ‘il posto di lavoro non si tocca, lo difendiamo con la lotta’. Significativamente, il riuscito sciopero nazionale in corso per ottenere importanti rivendicazione economiche è anche un’azione politica di denuncia operaia dello sfruttamento e della repressione come ulteriore risposta all’economia di guerra portata avanti da governo e padroni (bassi salari, precarietà, decreti “sicurezza” a finanziare riarmo e militarismo col tentativo di imporre politiche antioperaie e antimmigrati a schiacciare protesta e dissenso). IL NEMICO É IN CASA NOSTRA CHI TOCCA UNO TOCCA TUTTI” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento è stato quello del progressivo smantellamento del settore produttivo industriale torinese e nazionale, ne abbiamo parlato al telefono Gianni Mannori responsabile per FIOM CGIL di Mirafiori. Con il nostro ospite abbiamo ripercorso un po’ lo stato in cui versa il settore automotive a Torino e le risposte che il sindacato e la classe operaia hanno provato a dare alle aziende, alla politica e alla città stessa. Infatti ha avuto luogo per 3 giorni, davanti ai cancelli storici della ex FIAT un presidio per comunicare ed informare chi tutt’ora lavora negli stabilimenti Mirafiori, appesi ad un pianificazione a brevissimo termine, peraltro conquistata grazie alle mobilitazioni operai, dello svoglimento di “Innamorati di Torino”. Si è trattato di una manifestazione per richiedere il rilancio industriale ed economico di Torino, che non può basarsi su una sola linea di produzione (quella della 500 ibrida) e che vorrebbe una pianificazione industriale seria e responsabile da parte di istituzioni locali e aziende, che negli ultimi anni, stanno solo smantellando interi settori produttivi, delocalizzando, senza creare un’alternativa a lavoratori e lavoratrici. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Antonio Amoroso CUB trasporti sull’ennesima precettazione di uno sciopero a mano del famigerato ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini. Con il nostro ospite ci addentreremo nei meccanismi perversi che stanno portando ad un vertiginoso arretramento dei diritti di sciopero nel nostro paese, con la complicità della commissione di garanzia del diritto di sciopero, di fatto usata come braccio armato di un governo che non riesce e non vuole trovare gli strumenti per affrontare le crisi produttive e occupazionali della classe lavoratrice. Buon ascolto
February 18, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 10/02/2026@2
Il primo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Guglielmo Sicobas Roma sullo sciopero nazionale della filiera GLS dove gli operaio. Stanno lottando contro licenziamenti e decreti sicurezza. In un loro comunicato si legge: “In solidarietà per gli 80 lavoratori autisti di camion licenziati a Roma e lasciati senza un salario da dicembre, dalla notte di ieri (11/02/26) è nuovamente sciopero dei lavoratori Gls su tutta la filiera nazionale del gruppo: ferma la merce nei principali stabilimenti, paralizzati centri hub e magazzini filiali dal nord al sud dell’Italia. Gls (già proprietà poste britanniche) fa parte del colosso finanziario Ep a sua volta parte di un ricco gruppo internazionale proprietario di industrie nei principali settori (energia, grande distribuzione, logistica, trasporti, sport, finanza…) che fattura miliardi di guadagno annui: usando scuse inaccettabili (tra cui il fallimento di una ditta in appalto -la Protopapa srl – che ha avvertito solo all’ultimo gli autisti interessati e una legislazione carente m a favore delle committenze – ad alimentare lo schiavismo di appalti e subappalti) la nota azienda multinazionale prova a colpire i lavoratori e attaccare il loro sindacato con l’obiettivo di abbassare il costo del lavoro e aumentare il profitto. Contro l’arroganza del padrone Gls, il SI Cobas rivendica il reintegro immediato degli 80 lavoratori licenziati, l’internalizzazione contro la precarietà e il rispetto degli accordi sindacali migliorativi del contratto nazionale per forti aumenti di salario adeguati al carovita. Come organizzazione del movimento operaio, in una fase grave della crisi internazionale di peggioramento della recessione economica e tendenza alla guerra mondiale, rilanciando la lotta per libertà sindacale e forti aumento di salario, resistiamo ai tentativi padronali di togliere ai lavoratori e dare alle grandi aziende: consapevoli che solo con le armi della solidarietà e dell’unità è possibile raggiungere il risultato di difendere l’interesse immediato dei lavoratori per migliorare le condizioni di vita, quando necessario fermando la produzione e distribuzione delle merci con picchetti di sciopero. I lavoratori dai cancelli dei loro stabilimenti agitano parole d’ordine forti e chiare per tutta la classe lavoratrice: ‘il posto di lavoro non si tocca, lo difendiamo con la lotta’. Significativamente, il riuscito sciopero nazionale in corso per ottenere importanti rivendicazione economiche è anche un’azione politica di denuncia operaia dello sfruttamento e della repressione come ulteriore risposta all’economia di guerra portata avanti da governo e padroni (bassi salari, precarietà, decreti “sicurezza” a finanziare riarmo e militarismo col tentativo di imporre politiche antioperaie e antimmigrati a schiacciare protesta e dissenso). IL NEMICO É IN CASA NOSTRA CHI TOCCA UNO TOCCA TUTTI” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento è stato quello del progressivo smantellamento del settore produttivo industriale torinese e nazionale, ne abbiamo parlato al telefono Gianni Mannori responsabile per FIOM CGIL di Mirafiori. Con il nostro ospite abbiamo ripercorso un po’ lo stato in cui versa il settore automotive a Torino e le risposte che il sindacato e la classe operaia hanno provato a dare alle aziende, alla politica e alla città stessa. Infatti ha avuto luogo per 3 giorni, davanti ai cancelli storici della ex FIAT un presidio per comunicare ed informare chi tutt’ora lavora negli stabilimenti Mirafiori, appesi ad un pianificazione a brevissimo termine, peraltro conquistata grazie alle mobilitazioni operai, dello svoglimento di “Innamorati di Torino”. Si è trattato di una manifestazione per richiedere il rilancio industriale ed economico di Torino, che non può basarsi su una sola linea di produzione (quella della 500 ibrida) e che vorrebbe una pianificazione industriale seria e responsabile da parte di istituzioni locali e aziende, che negli ultimi anni, stanno solo smantellando interi settori produttivi, delocalizzando, senza creare un’alternativa a lavoratori e lavoratrici. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Antonio Amoroso CUB trasporti sull’ennesima precettazione di uno sciopero a mano del famigerato ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini. Con il nostro ospite ci addentreremo nei meccanismi perversi che stanno portando ad un vertiginoso arretramento dei diritti di sciopero nel nostro paese, con la complicità della commissione di garanzia del diritto di sciopero, di fatto usata come braccio armato di un governo che non riesce e non vuole trovare gli strumenti per affrontare le crisi produttive e occupazionali della classe lavoratrice. Buon ascolto
February 18, 2026
Radio Blackout - Info
[2026-02-16] Presidio Antifascista @ Ex Sede PCI
PRESIDIO ANTIFASCISTA Ex Sede PCI - Via di Tor Pignattara, 97, 00177 Roma RM (lunedì, 16 febbraio 18:00)  Oggi - ore 18  Via di Tor Pignattara, 97 Presidio di difesa a seguito degli attacchi fascisti accorsi negli ultimi mesi, con l'ultimo avvenuto ieri sera, dove la corona a Ciro è stata vandalizzata. Non accettiamo più questi comportamenti dunque saremo davanti la sezione a ribadire che i fascisti non hanno spazio nei nostri quartieri, e che questi atti intimidatori, criminali e totalmente mancanti di rispetto ad un compagno ucciso, ci spingono solo ad andare avanti nella nostra lotta.
February 16, 2026
Gancio de Roma
[2026-02-15] Mobilitazione Permanente NO al DDL Bongiorno @ Piazza Santi Apostoli
MOBILITAZIONE PERMANENTE NO AL DDL BONGIORNO Piazza Santi Apostoli - P.za dei Santi Apostoli, 00187 Roma RM, Italia (domenica, 15 febbraio 16:00) Il 15 febbraio 2026 saremo nuovamente in piazza, per continuare a gridare che SENZA CONSENSO È STUPRO con la stessa energia esplosa sotto il Senato durante la discussione della proposta in Commissione Giustizia. In occasione del trentennale della legge sulla violenza sessuale, frutto della lotta dei movimenti femministi, ci riuniremo per ribadire che il ddl Bongiorno è irricevibile e va bloccato! Non siamo dispostɜ ad accettare niente di meno che l'introduzione del consenso nella legge sulla violenza sessuale. Il 15 febbraio sarà giornata di mobilitazione diffusa, fin dalla mattina, arrivando al pomeriggio da ogni angolo della città per l'appuntamento a Piazza Santi Apostoli lanciato dai centri antiviolenza, dalle Case delle donne*, dai movimenti femministi e transfemministi, dalle collettive e i collettivi studenteschɜ, dalla società civile tutta.
February 14, 2026
Gancio de Roma