Tag - Comunicati stampa

Comunicato del Collettivo studentesco Liceo “Dini” di Pisa sulle ingerenze del Ministero
PUBBLICHIAMO IL COMUNICATO STAMPA DEL COLLETTIVO STUDENTESCO LICEO “ULISSE DINI” DI PISA A SEGUITO DELLA GRAVE INGERENZA DEL MINISTERO NELLE ATTIVITÀ STUDENTESCHE REGOLARMENTE DELIBERATE. Il 10 dicembre al liceo “Ulisse Dini” di Pisa abbiamo avuto l’occasione di ascoltare un intervento sulla questione palestinese tenuto dalla Dott.ssa Francesca Albanese, relatrice speciale alle Nazione Unite per i territori palestinesi occupati. La conferenza, seguita da un’assemblea studentesca, è stata richiesta dagli studenti e dalle studentesse tramite una raccolta firme e approvata in Consiglio d’Istituto nel pieno rispetto del regolamento scolastico, e per garantire il massimo confronto di idee fra gli studenti e delle studentesse, è stato messo a disposizione il cortile per un momento di dibattito successivo alla videoconferenza. Le domande da proporre alla Dott.ssa Albanese sono state preventivamente raccolte tra gli studenti e le studentesse e inviate agli organizzatori, per naturali esigenze logistiche. Già nei giorni precedenti alla conferenza, diversi esponenti della destra toscana si sono espressi molto duramente contro questa iniziativa, per via della presunta mancanza di confronto e della preventiva selezione delle domande. Il Ministro Valditara non si è fatto attendere, e ha deciso di inviare in Toscana gli ispettori, per “fare luce” sull’accaduto. Mandare gli ispettori nelle scuole, davanti ad un’iniziativa che ha come primo obiettivo l’informazione su un tema in questo momento centrale anche a livello umanitario, è un’operazione politica del ministro Valditara che mira a limitare la formazione di un pensiero critico tra gli studenti e le studentesse e delegittimare la possibilità di una libera informazione. Questo attacco, inoltre, scredita gravemente l’Organizzazione delle Nazioni Unite, di cui l’Italia fa parte dal 1955 e di cui Francesca Albanese è relatrice speciale, e per quanto si provi ad additarla come terrorista e propagandista rimane la più importante ed esperta figura italiana sulla situazione palestinese, che da tempo non è più esclusivamente una questione politica, ma anche umanitaria. È inaccettabile, dunque, attaccare e delegittimare studenti, studentesse e docenti che avanzano l’urgenza di un approfondimento sulla questione Lottiamo per una scuola diversa: una scuola che non tema la discussione, il confronto, la formazione su temi anche controversi e complessi, affinché la nostra educazione ci consenta di sviluppare uno spirito critico e una consapevolezza sociale e politica completa e organica. Non si possono formare cittadini e cittadine, se si ha paura del dissenso. Lottiamo per una scuola dove venga coltivata l’educazione alla democrazia e dove gli studenti e le studentesse possano esprimere le proprie opinioni e portare in assemblea i temi che hanno più a cuore, come è successo in questo caso. Il tentativo di censura del ministro e in generale del governo Meloni non ci fermerà, noi continueremo a rivendicare il diritto alla libertà di espressione. Non possiamo più tollerare che la scuola resti indifferente al mondo esterno, esigiamo anzi che lo affronti ed esamini consapevolmente, affinché la libertà e l’esercizio del pensiero critico tornino ad essere al centro del nostro programma d’istruzione. Collettivo studentesco Liceo Ulisse Dini
Comunicato Docenti del Liceo “Montale” di Pontedera (PI): iniziativa su Francesca Albanese
DOPO LO SCONSIDERATO ATTACCO DELLA LEGA CONTRO IL LICEO “DINI” DI PISA, ANCHE FRATELLI DI ITALIA DECIDE DI INTERVENIRE A GAMBA TESA NELLE SCELTE DIDATTICHE DELLE SCUOLE TOSCANE, CON IL CONSIGLIERE BAGNOLI, CHE SI SCAGLIA CONTRO IL LICEO MONTALE DI PONTEDERA. COME OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ ESPRIMIAMO LA NOSTRA SOLIDARIETÀ ALLE SCUOLE SOTTO ATTACCO E DIAMO VOCE AL CORPO DOCENTE DEL LICEO MONTALE, ALLEGANDONE IL COMUNICATO PER RIPORTARE UN QUADRO DI REALTÀ E VERITÀ A FRONTE DELLE MENZOGNE DIFFUSE DAI POLITICI DELLA DESTRA AL GOVERNO. In merito ai contenuti recentemente pubblicati sui profili social del dott. Matteo Bagnoli, noi docenti riteniamo doveroso precisare quanto segue, al fine di ristabilire la verità dei fatti e tutelare la comunità scolastica. Il giorno 10 dicembre presso il Liceo “Montale” di Pontedera si è svolta un’assemblea d’istituto regolarmente richiesta per discutere problematiche interne all’istituto, formalmente autorizzata e gestita dagli studenti, secondo quanto previsto dal Regolamento di Istituto e dallo Statuto delle Studentesse e degli Studenti: i docenti erano presenti solo per dovere di sorveglianza. Nello stesso giorno, all’interno delle ore curricolari, alcune classi hanno assistito alla presentazione online del libro Quando il mondo dorme della dott.ssa Francesca Albanese, relatrice delle Nazioni Unite, iniziativa organizzata su scala nazionale nell’ambito delle attività di educazione alla cittadinanza globale, come previsto dal curricolo di Educazione civica di istituto. Si è trattato di un’attività formativa condivisa con gli studenti, inserita nel quadro delle iniziative promosse dalla scuola per favorire la partecipazione democratica, la conoscenza delle istituzioni internazionali e il dialogo tra studenti e professionisti impegnati in contesti globali. È quindi del tutto infondata qualsiasi narrazione che veda la presenza della dott.ssa Albanese all’assemblea d’istituto degli studenti. Inoltre, sono altresì lesive della dignità della comunità scolastica le affermazioni che parlano di imposizioni, irregolarità, forzature didattiche o strumentalizzazioni politiche da parte della scuola o dei docenti. Il liceo “Eugenio Montale” opera nel rispetto delle norme, promuovendo valori di pluralismo, senso critico, libertà di pensiero e partecipazione responsabile, e rigetta ogni tentativo di stravolgere i fatti con interpretazioni scorrette o denigratorie. La comunità scolastica lavora quotidianamente per garantire un ambiente educativo serio, aperto e rispettoso. Per questo motivo, la diffusione di ricostruzioni parziali e fuorvianti non solo offende il lavoro della scuola, ma rischia di danneggiare anche l’immagine degli stessi studenti, che hanno organizzato con maturità e autonomia l’assemblea di istituto. I docenti restano disponibili a ogni confronto trasparente e costruttivo, ribadendo tuttavia la necessità che il dibattito pubblico si basi su dati verificabili e non su affermazioni distorte. Comitato docenti Liceo Eugenio Montale -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Solidarietà IC Massa 6: Francesca Albanese No e i militari Sì nelle scuole?
COMUNICATO STAMPA L’Osservatorio contro la militarizzazione delle Scuole e delle università e il Sindacato Sociale di Base esprimono ferma condanna per quanto sta accadendo intorno all’iniziativa dell’IC Massa 6 che, nella pienezza delle prerogative dell’autonomia scolastica attribuite ad ogni scuola italiana, ha organizzato un incontro con la Dott.ssa Francesca Albanese, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati. Anche al Liceo “Dini” di Pisa si è verificato un caso simile con i leghisti cittadini che si sono scagliati contro un’assemblea studentesca rea di aver invitato Francesca Albanese. Nel caso della scuola di Massa il deputato carrarino di Fratelli d’Italia Alessandro Amorese ha annunciato un’interrogazione parlamentare in quanto, a suo avviso, un intervento del genere è unidirezionale e privo di contraddittorio; Amorese si appoggia completamente alla circolare di Valditara che ha esortato le scuole a costruire interventi che prevedano visioni differenti. Non abbiamo nessun dubbio: se fosse stata invitata la comunità ebraica nessuna voce si sarebbe levata per accusare una scuola di unidirezionalità; il problema infatti non è tanto la mancanza di contraddittorio, ma la contrarietà di questo governo ad accettare che nella società ci siano posizioni differenti e anche nettamente differenti e che le scuole hanno tutto il diritto di ascoltarle. Infatti questi provvedimenti dal sapore inequivocabilmente fascista arrivano proprio su Gaza e solo su Gaza; è il tentativo di arginare le voci che anche dalle scuole continuano a levarsi contro il genocidio, è il tentativo di provare a imporre con la forza ciò che la propaganda non è stata in grado di ottenere: il silenzio e l’accettazione di un genocidio in diretta mondiale. La scuola è luogo di domande e interrogarsi su cosa è successo e ancora sta succedendo in Palestina è doveroso per una didattica che voglia parlare di contemporaneità e sviluppare il senso critico. Certo questo non era possibile né nell’Italia di Mussolini né nella Germania di Hitler; forse secondo il ministro le scuole dovrebbero organizzare la Giornata della Memoria con qualche oratore che, per amor di contraddittorio, parlasse della necessità dei forni crematori? Chiediamo allora al ministro di adoperarsi affinché, ogniqualvolta entra un militare nelle scuole italiane, sia accompagnato da un/una pacifista che spieghi bene cosa hanno fatto i militari nel mondo negli ultimi trent’anni; l’esposizione di bambini, bambine, ragazze e ragazzi ai valori militaristi è quotidiano nelle nostre scuole e questo governo non solo non si indigna, ma continua a firmare protocolli per implementare tutto ciò. Siamo vicini al corpo docente dell’IC Massa 6, plaudiamo alla loro iniziativa figlia della libertà di insegnamento e ci auguriamo che né la Dirigente Scolastica né i docenti si facciano intimorire dalle sirene della repressione. Osservatorio contro la militarizzazione delle Scuole e delle università
Pisa: condanna ingerenza esponenti leghisti nell’assemblea studentesca Liceo “Dini” con Francesca Albanese
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università esprime ferma condanna per la polemica strumentale sollevata dai due esponenti della Lega, Susanna Ceccardi e Giovanni Pasqualino, in merito all’assemblea d’istituto prevista al Liceo Scientifico “Dini” con la partecipazione della Dott.ssa Francesca Albanese, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati. L’attacco all’iniziativa ignora o travisa il quadro normativo che regola la vita scolastica, infatti l’Art. 13 del Testo Unico sulla Scuola stabilisce che le assemblee studentesche sono occasione di “partecipazione democratica per l’approfondimento dei problemi della scuola e della società in funzione della formazione culturale e civile degli studenti“. Sono gli studenti e le studentesse, tramite i loro rappresentanti, a scegliere i temi di attualità da discutere, esercitando il loro diritto democratico. Lo stesso Art. 13, comma 6, consente espressamente la partecipazione di “esperti di problemi sociali, culturali, artistici e scientifici” nelle assemblee di istituto. La dott.ssa Francesca Albanese, con il suo curriculum accademico e la sua carica istituzionale di Relatrice Speciale ONU, è pienamente titolata ad essere ammessa come esperta. L’autorizzazione, come previsto dalla legge, spetta al Consiglio d’Istituto. Le accuse di “propaganda unilaterale pro-Pal” e di “giustificazione del terrorismo” mosse dai due esponenti politici non trovano alcun riscontro nel progetto formativo pubblicato. Gli obiettivi didattici sono chiari: Il progetto “Quando il mondo dorme” è un’iniziativa dettagliata e strutturata che mira espressamente a: – Sviluppare il pensiero critico e la capacità di analisi; – Decostruire stereotipi e narrazioni dominanti; – Promuovere la conoscenza della storia e della cultura palestinese; – Educare all’empatia e alla responsabilità etica. L’iniziativa si inserisce perfettamente all’interno delle linee guida dell’Educazione Civica (Diritti Umani, Diritto Internazionale, De-colonizzazione del pensiero, Dialogo interculturale), fornendo obiettivi formativi e contenuti espliciti, molto più dettagliati e concreti di molte altre iniziative istituzionali. Se l’obiettivo dell’educazione civica è la conoscenza e la comprensione, l’incontro con una voce esperta che riporta la prospettiva istituzionale e umana della popolazione palestinese costituisce un elemento di arricchimento fondamentale, non di propaganda. La critica al metodo di raccolta e selezione preventiva delle domande tramite un form ignora la realtà dei seminari online e le esigenze di tutela dell’ambiente didattico e formativo anche per adulti. Questo formato è ormai uno standard tecnico e procedurale in tutti i contesti di seminario o webinar online, inclusi quelli promossi da istituzioni di alto livello. La selezione preventiva delle domande non serve a “epurare ogni critica,” bensì a garantire il corretto svolgimento dell’incontro e a tutelare l’iniziativa da azioni di disturbo, trolling organizzato o dalla diffusione di messaggi di odio e di apologia (attività che, al contrario, rappresenterebbero una vera e propria “propaganda” contraria ai principi della scuola). L’Osservatorio invita tutti i dirigenti scolastici e i Consigli di Istituto a respingere queste ingerenze politiche che mirano a limitare la libertà di pensiero e di dibattito nelle scuole. L’Assemblea del Liceo “Dini” è un atto di formazione culturale e civile, nel pieno rispetto della legge. Ben venga la presenza della Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati in tutte le scuole. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Comunicato stampa sul Convegno del 4 novembre annullato dal MIM: libertà d’insegnamento in discussione
Il 4 novembre avrebbe dovuto tenersi uno straordinario convegno formativo per il personale delle scuole, le adesioni erano andate ben oltre le previsioni (1300 circa), ma nella mattina del 31 Ottobre il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha comunicato agli organizzatori, il CESTES (Centro Studi Trasformazioni Economico-Sociali), l’avvio del procedimento di contestazione dei requisiti di accreditamento e sospensione cautelare dell’iniziativa formativa “La scuola non si arruola” in programma per il 4 novembre, giornata di celebrazione dell’Unità nazionale e delle Forze armate. Le ragioni addotte sono che l’iniziativa formativa è presentata come organizzata dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle Università (ente non accreditato al MIM) in collaborazione con il Cestes (ente invece accreditato al MIM) e non viceversa. Ma c’è di più. Il MIM scrive che “l’iniziativa ‘La scuola non si arruola’ non appare coerente con le finalità di formazione professionale del personale docente presentando contenuti e finalità estranei agli ambiti formativi riconducibili alle competenze professionali dei docenti, così come definite nel CCNL scuola e nell’Allegato 1 della Direttiva 170/2016”. Dietro alle motivazioni addotte dal Ministero si nascondono ben altre motivazioni di natura politica. Ogni iniziativa nelle scuole e nell’università che contesti storicamente la equiparazione tra antisionismo e antisemitismo (in Parlamento hanno depositato una proposta di legge che trasforma le critiche allo Stato di Israele in una minaccia al popolo ebraico punibile con il Codice penale) viene considerata una sorta di minaccia per un Governo complice del Genocidio. Ogni attenzione e analisi critica verso il sistema militare, gli intrecci tra economia e finanza, la costante denuncia del militarismo e dei militari nelle scuole suona come una sorta di minaccia al Riarmo e ai profitti che deriveranno dalle speculazioni finanziarie attorno alla grande produzione di armi. Allo stesso tempo si sta verificando l’ennesima e puntuale contrazione degli spazi di libertà e democrazia, per la prima volta si vieta un corso di formazione su tematiche giudicate non formative mentre vengono celebrate pagine nostalgiche e di mero revisionismo storico attraverso le rievocazioni delle guerre mondiali nel secolo scorso. È quindi in serio pericolo la libertà di insegnamento, di apprendimento, la democrazia se il Ministero cancella dei percorsi formativi e non perde occasione per rispondere con logiche panpenaliste e repressive alla solidarietà verso popoli oppressi da cui scaturisce il bisogno di conoscere e studiare. Invitiamo a rafforzare i presidi che si terranno il 4 novembre in decine di città italiane (clicca qui per la lista in aggiornamento). Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università USB Scuola CUB SSB UNICOBAS OSA Cambiare Rotta COBAS sedi regionali Sicilia, Puglia, Umbria e Ancona, Arezzo, Cagliari, Como, Genova, Grosseto, Macerata, Milano, Varese FISI Antropologə per La Palestina …. Lista in aggiornamento per eventuali altre adesioni al Comunicato Stampa.
Presidio informativo su inceneritore di Roma verso un nuovo corteo, domenica 19 ottobre, ore 10.30, Piazza S.Pietro, Albano
Il cronoprogramma dell’ultimo cammino per l’acquisizione del ProvvedimentoAutorizzativo Unico Regionale ( PAUR ) termina il 24 dicembre. Subito dopopartirebbe il cantiere. Oggi, acquisiti sbrigativamente i pareri degli enti e le osservazionidei cittadini, quindi anche le nostre, il commissario straordinario Gualtieri, credibilmente,cestinerà tutte le obiezioni e le contestazioni perchè la legge gli da questo potere.Fatti salvi … Leggi tutto "Presidio informativo su inceneritore di Roma verso un nuovo corteo, domenica 19 ottobre, ore 10.30, Piazza S.Pietro, Albano"
comunicato stampa incontro in regione
Il 3 settembre abbiamo incontrato l’ing. Wanda D’Ercole, a capo della Direzione regionale Ambiente e Ciclo dei Rifiuti, per avere risposte sui tempi del capping definitivo degli invasi della discarica di Albano, la caratterizzazione idrogeologica e la bonifica delle falde inquinate. Al centro dell’incontro anche il procedimento per l’applicazione della legge regionale 13/2019 sulle “aree … Leggi tutto "comunicato stampa incontro in regione"
DISCARICA DI ALBANO E AREA DI SANTA PALOMBA AD ELEVATO RISCHIO AMBIENTALE UN ULTERIORE MOTIVO PER DIRE NO ALL’INCENERITORE La situazione di inquinamento delle falde sottostanti la discarica di Albano da composti organici e inorganici è indiscutibile. Come lo è l’inquinamento dell’aria e gli effetti sulla salute documentati da ben due rapporti epidemiologici di Eras … Leggi tutto ""
DENUNCIATA LA DISTRUZIONE DEL FOSSO DELLA CANCELLIERA ALL’INTERNO DEL TERRENO AMA DESTINATO ALLA COSTRUZIONE DELL’INCENERITORE DI SANTA PALOMBA Come annunciato durante il presidio di martedì 8 luglio 2025, il giorno successivo i vari Comitati No Inc aderenti all’Unione hanno sporto denuncia ai Carabinieri del Divino Amore nei confronti delle persone direttamente o indirettamente coinvolte – … Leggi tutto ""
LA FREEDOM FLOTILLA SALPA DI NUOVO
LA FREEDOM FLOTILLA SALPA DI NUOVO   La Handala salpa per rompere l’assedio – per i bambini di Gaza Siracusa, Italia – Il 13 luglio 2025, la Freedom Flotilla Coalition (FFC) lancerà la Handala – una nave civile in partenza per sfidare il blocco illegale e letale imposto da Israele a Gaza. L’imbarcazione porterà aiuti umanitari salvavita e un messaggio di solidarietà da parte delle persone di tutto il mondo che si rifiutano di restare in silenzio mentre Gaza viene lasciata morire di fame, bombardata e sepolta sotto le macerie. Questa missione si svolge a poche settimane dall’attacco illegale di Israele alla Madleen, un’altra nave della Freedom Flotilla sequestrata illegalmente da Israele in acque internazionali. Dodici civili disarmati – tra cui un membro del Parlamento Europeo, un medico, giornalisti e difensori dei diritti umani – sono stati sequestrati da un commando israeliano e portati con la forza in Israele, dove sono stati interrogati, maltrattati e poi deportati. Il loro “crimine”? Tentare di portare cibo, medicine e solidarietà ai palestinesi sotto assedio. Non ci arrendiamo. La Handala salpa nell’ombra delle atrocità di massa in corso. Secondo il Ministero della Sanità di Gaza dal 18 marzo 2025 – quando Israele ha rotto il cessate il fuoco e ha ripreso gli attacchi su Gaza – almeno 6.572 palestinesi sono stati uccisi e oltre 23.000 feriti. Tra loro, più di 700 persone sono state uccise a colpi di arma da fuoco mentre attendevano il cibo nei punti di distribuzione gestiti dalla “Gaza Humanitarian Foundation” (GHF), controllata dagli Stati Uniti e sostenuta da Israele: una trappola mortale mascherata da operazione umanitaria; una struttura di controllo e crudeltà al servizio del genocidio israeliano. La Handala fa parte della Freedom Flotilla Coalition, una rete internazionale dal basso che naviga contro il blocco dal 2010. A bordo ci saranno medici volontari, avvocati, attivisti per la giustizia sociale, giornalisti e organizzatori di comunità. Non siamo governi. Siamo persone che agiscono dove le istituzioni hanno fallito. Per i bambini di Gaza. La nave prende il nome da Handala, il personaggio dei fumetti palestinese: un bambino rifugiato a piedi nudi che volta le spalle all’ingiustizia e che ha giurato di non voltarsi finché la Palestina non sarà libera. Questa imbarcazione porta con sé il suo spirito e quello di ogni bambino di Gaza a cui sono stati negati sicurezza, dignità e gioia. Nel 2023 e 2024, la Handala ha navigato nei porti d’Europa e del Regno Unito, rompendo il blocco mediatico, coinvolgendo il pubblico e costruendo solidarietà con eventi stampa, installazioni artistiche e attività di educazione politica in ogni porto visitato. I bambini di Gaza – che rappresentano oltre la metà della popolazione – vivono sotto un assedio brutale da tutta la vita. Dal mese di ottobre 2023, più di 50.000 bambini sono stati uccisi o feriti, decine di migliaia sono orfani, e quasi un milione è stato sfollato con la forza, senza più una casa. Ora affrontano fame, malattie e traumi che pochi di noi possono immaginare. Questa missione è per loro. The post LA FREEDOM FLOTILLA SALPA DI NUOVO appeared first on Freedom Flotilla.