Risposta della Rete Pace e Disarmo di Pesaro-Fano al comunicato di Gioventù NazionaleDurante la settimana di mobilitazione indetta dall’Osservatorio contro la
militarizzazione delle scuole e delle università e da Docenti per Gaza, la Rete
Pace e Disarmo di Pesaro e Fano ha distribuito di fronte alle scuole superiori
delle due città il nostro volantino in difesa della libertà di insegnamento.
La Rete è stata quindi pretestuosamente accusata da Gioventù Nazionale di
«trasformare le scuole italiane in spazi di mobilitazione politica e ideologica,
portando all’attenzione degli studenti questioni internazionali complesse e
divisive. In particolare questi movimenti sono spesso alimentati dalle posizioni
della relatrice speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese, figura molto
discussa, che proprio in questi giorni è finita al centro di forti critiche per
le sue dichiarazioni, al punto che anche la Francia ne ha chiesto le
dimissioni». Un’accusa decisamente ridicola, anche alla luce della presa di
posizione ONU sulla Relatrice Speciale, figura di assoluto rilievo nella
denuncia del genocidio che il popolo di Palestina subisce da oltre due anni ad
opera di Israele e che la dice lunga sulla pochezza delle dichiarazioni di
Gioventù Nazionale.
Dal canto nostro vorremmo sottolineare ancora una volta come a trasformare le
scuole italiane in spazi di propaganda politica e ideologica sono il ministro
dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara e tutta quella pletora di
personaggi politici che fanno da sfondo alle sue decisioni censorie che stanno
investendo a tutti i livelli le nostre scuole. E se alle ispezioni ministeriali
ai aggiungono poi la schedatura del personale docenti proposta da Azione
Studentesca il risultato è quello si un quadro a tinte molto fosche.
LE SCUOLE SONO DA SEMPRE LUOGO DI PLURALISMO E DIVERSITÀ. E COSÌ DEVE RIMANERE.
Di seguito la risposta della rete Pace e Disarmo che ringraziamo insieme ai
genitori e alle genitrici che con impegno hanno sostenuto la nostra settimana di
mobilitazione.
> La Rete Pace e Disarmo Pesaro Fano ha partecipato attivamente alla settimana di mobilitazione indetta dall’ contro la militarizzazione delle scuole e delle università e da Docenti per Gaza volantinando di fronte agli istituti superiori delle due città. Non vogliamo rispondere punto per punto alle osservazioni di Gioventù Nazionale perché è chiaro che leggiamo i fatti accaduti in questi ultimi tempi in maniera differente.
> Vogliamo invece cercare di riflettere sulla questione della forma, sul terreno migliore in cui far nascere una conoscenza effettiva degli studenti e sulle strategie propugnate dal ministro Giuseppe Valditara e ripetute nella lettera e cioè la necessità a scuola del contraddittorio e della neutralità.
> Il contraddittorio nasce in ambito giuridico e è importante perché tutte le parti possano presentare le proprie tesi al fine di una sentenza più giusta. Ma la scuola non è un Tribunale e la conoscenza non può pretendere di giungere alla verità, anzi l’approfondimento della conoscenza porta con sè la messa in discussione di ogni verità contrabbandata come tale. Siamo ormai abituati a un’informazione fatta sulla base dei contraddittori, ma la funzione di esso è aiutarci a conoscere o dividerci parteggiando per uno o per l’altro? Il contraddittorio ripete nella lingua il meccanismo del conflitto, della guerra in cui le posizioni vengono estremizzate e ridotte a due visioni contrarie, in cui una delle due deve vincere, in cui in gioco è l’abilità dialettica dei due contendenti e non la questione della verità.
> Immaginiamo un contraddittorio sulla mafia: se abbiamo un giudice dovremo avere un mafioso e se nella lotta il mafioso convince maggiormente i presenti concluderemo che la mafia è buona? La scuola non deve fare questo: ospita pensieri, li approfondisce, li mette in dubbio, li moltiplica con posizioni altre perché nella conoscenza tertium datur.
> E poi la neutralità, questa chimera: ogni volta che apro la bocca esprimo il mio punto di vista, umano, manchevole, fatto di convincimenti giusti e sbagliati, ma in questo sta la mia libertà. Pensate che i libri scolastici siano neutrali? Pensate che la storia sia una scienza neutrale? Pensate che un insegnante che racconta solo ciò che c’è scritto sul libro di testo faccia meglio il suo lavoro di un insegnante appassionato che crea dibattito tra gli studenti? Guardatevi indietro e vedrete che la neutralità non produce vita perché non mette in discussione, vedrete che le scoperte, la bellezza, l’approfondimento sono accadute perché qualcuno ha messo in dubbio il paradigma, ciò che era dato.
> Vogliamo dire solo un’ultima cosa su Francesca Albanese (il lavoro che ha fatto e i documenti prodotti sono fatti propri dall’ONU): potete essere d’accordo o meno con le sue posizioni, ma prendere un suo discorso, tagliarlo, manipolarlo per farle dire ciò per cui la si vuole accusare è una modalità bieca che è lontana anni luce dalla voglia di conoscere. Se accettate questi metodi perché l’altro è il nemico, non lamentatevi quando il vostro nemico farà lo stesso contro di voi.
> E invece di invocare vigilanza bisognerebbe cercare il dialogo, il confronto, sempre.
>
> Clicca qui per la notizia locale.
> Settimana di mobilitazione per la libertà di insegnamento
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/18/francesca-albanese-comitato-onu-disinformazione-notizie/8296931
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