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Cagliari, 91 denunce: «Statevene a casa!»
Stato di polizia, dalla carta alla piazza:è reato manifestare per Gaza e contro il neofascismo “Durante un controllo di polizia non ha nessun diritto”. Questa frase si sente in un video girato dagli attivisti di Extinction Rebellion che, in occasione del Festival di Sanremo avevano organizzato una protesta contro alcuni degli sponsor della rassegna, non propriamente innocenti sulle questioni ecologiche.
February 26, 2026
La Bottega del Barbieri
GIUSTIZIA CLIMATICA: IRRUZIONE DI EXTINCTION REBELLION AL FESTIVAL DI SANREMO
Extinction Rebellion in azione a Sanremo ieri sera, quando un gruppo di persone ha saltato le transenne del Green Carpet, per denunciare le politiche ecocide e operazioni di greenwashing dei principali sponsor: ENI e Costa Crociere, a un passo dall’Ariston. Poi l’arrivo della polizia, che ha violentemente strattonato le persone presenti, poste in stato di fermo…dentro il box pubblicitario di ENI prima del trasferimento in Questura, con rilascio solo all’alba. Il racconto di Manlio attivista di Extinction Rebellion presente all’azione Ascolta o scarica  IL COMUNICATO DIFFUSO DA ER Extinction Rebellion in azione a Sanremo, un gruppo di persone ha saltato le transenne del Green Carpet, per denunciare le politiche ecocide e operazioni di greenwashing dei principali sponsor del festival: ENI e Costa Crociere. ▼ Tutte le persone sono state strattonate brutalmente e poste in stato di fermo dentro il box di ENI. Tra queste, alcune stanno venendo portate in questo momento in Questura. ▼ La crisi ecoclimatica sta causando la perdita di ecosistemi, case, aziende, strade, ponti, comunità e vite umane, e ci sta portando via quanto di più caro. Anche la Musica, che fa parte della vita di ogni persona e che ci fa sentire collettività, non ci sarà più su un pianeta morto. ▼ Non si può permettere che un evento come Sanremo, che celebra la Musica e coloro che la creano, possa essere finanziato e sponsorizzato proprio da chi la minaccia per ripulire la propria immagine pubblica. Con grande amore e determinazione è necessario dare voce alla Scienza, che ci allarma da decenni sulle gravi conseguenze delle emissioni. Scienza sistematicamente ignorata da governi che hanno ormai trasformato questa crisi ecoclimatica in emergenza sociale. Ribelliamoci insieme. #ExtinctionRebellion
February 25, 2026
Radio Onda d`Urto
Irruzione al Festival di Sanremo: attivisti contro il greenwashing degli sponsor
Nella serata di martedì 24 febbraio la passerella del teatro Ariston a Sanremo è stata interrotta da una protesta di una decina di attivisti di Extinction Rebellion, che hanno fatto irruzione sul blue carpet per denunciare le operazioni di greenwashing degli sponsor principali del Festival, in particolare ENI e Costa Crociere. Gli attivisti hanno scavalcato le transenne che li separavano dalla passerella — recentemente allestita nei colori di ENI — e hanno cercato di esporre cartelli con slogan come “‘Stella Stellina’, l’ecocidio si avvicina”, “Eni ‘sei tu’ che distruggi il pianeta” e “Bellissimo Sanremo ma ‘che fastidio’ questi sponsor”. La sicurezza del Festival è intervenuta immediatamente, strappando gli striscioni e trascinando via in malo modo i manifestanti, che sono stati poi portati via in stato di fermo. Fermate anche alcune persone che stavano documentando la scena con telefoni e videocamere. Una denuncia contro il greenwashing di ENI La protesta di Extinction Rebellion rientra in una più ampia contestazione contro le politiche di greenwashing di ENI, che secondo il movimento starebbe investendo massicciamente nella sponsorizzazione di eventi sportivi e culturali per migliorare la propria immagine pubblica, senza però assumere impegni concreti sulla riduzione dell’impatto ambientale. Secondo un report di Oil Change International del 2023, “nel 2022 le attività commerciali di Eni hanno causato più inquinamento netto da gas serra a livello mondiale dell’Italia stessa”. Un più recente studio dell’organizzazione A Sud evidenzia come l’azienda abbia messo in campo una strategia di marketing culturale di vasta portata, legando il proprio marchio a numerose iniziative, senza però fornire reali contributi alle cause sociali e ambientali che dichiara di sostenere. Nel mirino anche Costa Crociere Extinction Rebellion ha inoltre criticato Costa Crociere, altro main sponsor del Festival. Pur avendo presentato un piano di sostenibilità che prevede la neutralità climatica entro il 2050, la compagnia continua a promuovere l’uso del gas fossile (GNL) per le proprie navi come soluzione “sostenibile”, scelta che gli attivisti contestano duramente. Il messaggio del movimento “Così come sarebbe inaccettabile che le grandi aziende del tabacco sponsorizzassero il Festival, è inaccettabile permettere alle aziende maggiormente responsabili della crisi eco-climatica di ripulire la propria immagine pubblica”, dichiara Extinction Rebellion. Il movimento sottolinea inoltre il valore storico e culturale dell’evento: “Dal 1951 Sanremo è la colonna sonora della storia del nostro Paese, ma non c’è musica su un pianeta morto. Non possiamo permettere che un evento che celebra la musica e chi la crea sia finanziato proprio da chi minaccia il futuro del pianeta”. Gli attivisti per il clima concludono ribadendo la necessità di ascoltare la scienza, che da decenni lancia allarmi sulle conseguenze delle emissioni climalteranti, troppo spesso ignorate dai governi.   Erica Cardin
February 25, 2026
Pressenza
La “re-pupplica” di Sanremo. E i suoi…
… e i suoi sponsor sporchi assai (tipo ENI). di Gianluca Cicinelli (*). A seguire due comunicati di Extincion Rebellion. Chi sta con la Repupplica e chi sta con la Repubblica Cari lettori e lettrici di Diogene, fatecelo sapere: voi state con la Repubblica o con la Repupplica? Perché ieri sera, nella dolce Italia delle canzonette – quella che almeno
February 25, 2026
La Bottega del Barbieri
Verona, protesta durante la chiusura dei Giochi Olimpici
Ieri, 22 febbraio, l’Arena di Verona ha ospitato la cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici. Nel pomeriggio, però, le strade del capoluogo scaligero hanno visto sfilare anche un corteo di protesta organizzato dal comitato cittadino “Olimpiadi No Grazie”, al quale hanno aderito diverse realtà locali. La manifestazione ha rappresentato l’atto conclusivo di una serie di mobilitazioni avvenute nei giorni scorsi in tutto il Nord Italia. Un’iniziativa che ha voluto lanciare un forte atto d’accusa contro un modello di gestione dei grandi eventi ritenuto capace di privatizzare i profitti e socializzare i costi, distruggere territori in nome dello spettacolo, ridurre gli spazi democratici e normalizzare guerra e devastazione ambientale sotto la copertura dello sport. Tra i presenti anche movimenti impegnati nella denuncia del genocidio del popolo palestinese, che hanno richiamato ancora una volta il legame tra alcuni sponsor olimpici – in particolare l’azienda Leonardo – e il conflitto in corso nella Striscia di Gaza, criticando quella che definiscono “una finta pace utile solo a mascherare la violenza”. Al corteo hanno partecipato inoltre gruppi come Extinction Rebellion e vari centri sociali del territorio, che rivendicano una dimensione popolare dello sport come strumento di resistenza e liberazione. Tra le centinaia di manifestanti erano presenti anche attiviste del collettivo “No Food No Scienze – Mantova”, che denunciano presunti comportamenti illeciti da parte di agenti della Digos nei confronti di una loro compagna, Eleonora, trattenuta con motivazioni ritenute pretestuose. Secondo la ricostruzione fornita dall’attivista, per il fermo sarebbero stati impiegati inizialmente cinque agenti, diventati poi circa quindici nel corso dell’ora trascorsa davanti alla stazione, con due volanti pronte ad accompagnarla in questura per la consegna di notifiche relative a procedimenti passati. Eleonora si sarebbe rifiutata di salire sull’auto di servizio e, grazie all’arrivo di alcune compagne accorse per tutelarla, sarebbe riuscita a lasciare il fermo e a raggiungere il punto di concentramento del corteo, dove ha poi preso la parola per raccontare l’accaduto. Il collettivo denuncia, inoltre, commenti ritenuti discriminatori da parte degli agenti: a Eleonora sarebbe stato suggerito di “fare una visita medica”, con chiari riferimenti alla sua salute mentale, e addirittura di “provare a fare un concorso nelle forze dell’ordine”, dopo che la manifestante aveva rivendicato il diritto di utilizzare il cellulare durante il fermo. Durante il corteo, diversi interventi al microfono hanno collegato l’episodio ad altri casi avvenuti nella stessa stazione di Verona, ricordando la morte di Moussa Diarra e chiedendo “verità e giustizia per tutte le vittime di un’istituzione violenta”. Il dispiegamento delle forze dell’ordine, finanziato con fondi pubblici, è apparso sproporzionato e pretestuoso: un dispositivo che, più che garantire l’ordine pubblico, sembrava volto a ostacolare chi si recava a Verona per esprimere il proprio dissenso. Durante il percorso, il corteo si è fermato nei pressi di piazza Brà, lasciando sulla strada la scritta “5 cerchi, 1.000 debiti”, per denunciare nuovamente i 7 miliardi di euro di spesa pubblica stanziati per l’evento, in un contesto in cui Niscemi sprofonda negli abissi e circa il 10% delle famiglie italiane, secondo i dati Istat, vive in condizioni di povertà assoluta. Non c’è dubbio, quindi, che queste Olimpiadi, più che rappresentare un’occasione di onore e prestigio per l’Italia, abbiano messo in luce la totale inadeguatezza del governo Meloni e la distanza tra le sue priorità e i reali problemi del Paese. Redazione Italia
February 23, 2026
Pressenza
“Niente giochi su un pianeta morto”. Attivisti travestiti da ermellini invadono il centro di Milano
Esponenti di Extinction Rebellion e Rete Artivismo travestiti da ermellini hanno dato vita a una performance nella metropolitana e nelle vie del centro di Milano, per denunciare gli effetti del cambiamento climatico e la falsa soluzione dei Giochi Olimpici, incapaci di dare un futuro alla montagna italiana. Extinction Rebellion, insieme a Rete Artivismo, torna a far sentire la propria voce attraverso una performance che si è svolta sulla metropolitana e nelle vie centrali di Milano. Un gruppo di attiviste e attivisti, travestiti da ermellini, hanno incontrato la popolazione e i turisti presenti in città per i Giochi Olimpici, dando vita a brevi pièce teatrali che denunciano gli effetti del cambiamento climatico, le responsabilità del governo e la falsa soluzione delle Olimpiadi invernali, presentate, per bocca di Matteo Salvini, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, come un’opportunità: “Sono reo confesso: grazie all’Olimpiade facciamo cose che non hanno a che fare solo con lo sport e che resteranno aiutando tutto il Paese”. “Non vogliamo negare il valore dello sport, ma smentire la narrazione ufficiale delle “Olimpiadi a impatto zero” dichiara Extinction Rebellion. “A fronte di spese ingenti (circa 3,4 miliardi secondi i dati ufficiali), i benefici per i territori montani sono limitati e anzi emergono molte criticità: disboscamento, consumo di suolo, opere realizzate in aree a rischio geologico e infrastrutture che resteranno probabilmente inutilizzate dopo i Giochi”. Secondo i dati scientifici più recenti l’altezza media stagionale del manto nevoso sulle Alpi è diminuita di oltre l’8% ogni dieci anni, mentre la durata della copertura nevosa si è ridotta di circa il 6%. Le proiezioni climatiche indicano che, nel corso del XXI secolo, la neve diventerà sempre più rara al di sotto dei 1.500–2.000 metri di quota, con conseguenze dirette sul turismo invernale, sulla gestione delle risorse idriche e sui servizi ecosistemici.  “Le Alpi si stanno riscaldando a velocità doppia rispetto alla media globale – denuncia Extinction Rebellion – e i territori alpini stanno subendo trasformazioni rapide e devastanti. Secondo le previsioni, tra pochi anni non ci sarà più neve sotto i 2mila metri. Le politiche attuali si sforzano di mantenere vivo il turismo legato allo sci grazie all’innevamento artificiale, una soluzione dispendiosa e ad alto impatto ambientale. Per questo ci chiediamo: stiamo celebrando una festa dello sport o il funerale della montagna?”. La crisi degli sport invernali è già evidente. Il monitoraggio annuale di Legambiente mostra una situazione paradossale:  in Lombardia, Veneto e Trentino sono stati censiti 78 impianti e edifici dismessi legati allo sci, mentre crescono gli investimenti nell’innevamento artificiale, spesso in territori sempre più poveri d’acqua. In alcuni casi si è arrivati a soluzioni estreme, come il trasporto della neve in elicottero. Un vero e proprio “accanimento terapeutico” su un settore strutturalmente compromesso, che continua a ricevere risorse pubbliche pur restando elitario e poco accessibile, se pensiamo che uno skipass giornaliero sulle Dolomiti costa circa 80 euro. La scelta dell’ermellino come specie simbolo non è casuale. Questo piccolo mammifero, scelto come mascotte dei Giochi, è noto per la sua capacità di cambiare colore durante i mesi invernali: dal marrone al bianco, per mimetizzarsi nel manto nevoso ed eludere così i predatori. Oggi, a causa della mancanza di neve, questa strategia di sopravvivenza è diventata controproducente: il pelo bianco rende infatti l’animale più visibile e facile preda di volpi e rapaci. “Con questa azione vogliamo rilanciare il dibattito sul futuro della montagna italiana, che non può dipendere dal turismo dello sci e dai grandi eventi come i Giochi invernali, che concentrano risorse e investimenti in modo poco trasparente. Riteniamo fondamentale coinvolgere le popolazioni e i soggetti della società civile nelle decisioni che riguardano i loro territori, come è anche previsto dalla Convenzione di Aarhus, sottoscritta dall’Italia”. FONTI Borgna I. (2025), «Da mascotte delle olimpiadi di Milano-Cortina a specie a rischio estinzione: ma gli organizzatori dei giochi invernali hanno però la possibilità di aiutare gli ermellini» https://www.ildolomiti.it/altra-montagna/ambiente/2025/da-mascotte-delle-olimpiadi-di-milano-cortina-a-specie-a-rischio-estinzione-gli-organizzatori-dei-giochi-invernali-hanno-pero-la-possibilita-di-aiutare-gli-ermellini Gobiet A. et al. (2014), «21st century climate change in the European Alps – A review», Science of The Total Environment, 493, 1138-1151, https://doi.org/10.1016/j.scitotenv.2013.07.050. Intergovernmental Panel on Climate Change (2021), Climate Change 2021: The Physical Science Basis, in www.ipcc.ch. Legambiente (2025), Nevediversa. Una montagna diversa è possibile? Il punto sul turismo invernale nell’era della crisi climatica, https://www.legambiente.it/attivita-scientifiche/nevediversa. Kotlarski S. et al. (2023) «21st Century alpine climate change», Climate Dynamics 60, 65–86, https://doi.org/10.1007/s00382-022-06303-3. Matiu M. et a. (2021), «Observed snow depth trends in the European Alps: 1971 to 2019», The Cryosphere 15, 1343-1382, https://doi.org/10.5194/tc-15-1343-2021. Michelini L. – Vacchiano G. (2024), «L’impatto simbolico ed ecologico del taglio del bosco di larici a Cortina per la pista di bob», Altreconomia, https://altreconomia.it/limpatto-simbolico-ed-ecologico-del-taglio-del-bosco-di-larici-a-cortina-per-la-pista-di-bob/. Portale delle opere per Milano-Cortina 2026: https://www.simico.it/piano-delle-opere/. UNCEM Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani (2025), Rapporto Montagne Italia 2025: Istituzioni movimenti innovazioni. Le Green Community e le sfide dei territori, Rubbettino, Soveria Mannelli.   Extinction Rebellion
February 21, 2026
Pressenza
La nostra «sicurezza»: fra lame, ipocrisie e Meloni
articoli di Danilo Tosarelli e di Valentina Fabbri Valenzuela. Due punti di vista diversi per favorire la discussione… anche in “bottega” Italia, sicurezza o democrazia? Il ddl che normalizza la repressione prima ancora di essere votato di Valentina Fabbri Valenzuela (*) Repressione della solidarietà e di attivisti climatici Negli ultimi anni le mobilitazioni in solidarietà con la Palestina e in
January 21, 2026
La Bottega del Barbieri
21 persone assolte per il blocco dei jet privati a Malpensa
L’azione era stata compiuta con Scientist Rebellion e Extinction Rebellion il 14 febbraio del 2023. Il 19 dicembre nuovo processo a Milano.  Ieri, 17 dicembre, 21 persone aderenti ai movimenti Ultima Generazione, Scientist Rebellion ed Extinction Rebellion sono state assolte dal Tribunale di Busto Arsizio per un’azione di disobbedienza civile nonviolenta: il blocco della pista dei jet privati all’aeroporto di Malpensa il 14 febbraio 2023. Le accuse erano di danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale e imbrattamento; per le prime due il giudice ha riconosciuto che il fatto non sussiste, mentre per l’imbrattamento vale la tenuità del fatto. L’azione avvenne nell’ambito della campagna internazionale Make them pay, il cui obiettivo era denunciare gli extraconsumi – e il loro impatto sul clima – dei super ricchi, quelli che appunto utilizzano i jet privati. Nuovo processo a Milano il 19 dicembre Questa è la 57° assoluzione per un’azione condotta da Ultima Generazione; in un Paese (ancora) democratico la protesta non può essere un reato e il destino di leggi fatte ad hoc con lo scopo di criminalizzarla è di essere dichiarate incostituzionali. Non sarà facile, perché nel frattempo saranno compiute altre azioni dirette e arriveranno altri processi, ma così andrà. Un altro processo infatti sta già iniziando. A Milano il 19 dicembre, questo venerdì, alle ore 12.30 si terrà l’udienza predibattimentale per un procedimento che vede imputate 12 persone per diverse azioni nonviolente compiute tra il 2022 e il 2023 tra le quali, l’imbrattamento della Scala del 7 dicembre del 2022 e l’imbrattamento della statua di Vittorio Emanuele II del 9 marzo 2023. Sempre per le 12.30 ci sarà un presidio di solidarietà fuori dal tribunale. I nostri canali Aggiornamenti in tempo reale saranno disponibili sui nostri social e nel sito web: * Sito web:https://ultima-generazione.com * Facebook@ultimagenerazione.A22 * Instagram@ultima.generazione * Twitter@UltimaGenerazi1 * Telegram@ultimagenerazione Ultima Generazione è una coalizione di cittadini ed è membro del network A22.   Ultima Generazione
December 18, 2025
Pressenza
Daspo, multe e denunce a Extinction Rebellion per la protesta delle acque verdi
Dopo aver colorato le acque di verde, azione le cui foto sono finite sui giornali di tutto il mondo, Extinction Rebellion denuncia abusi in tutta Italia. A Venezia, Daspo e denunce – come quelli che avrebbero coinvolto Greta Thunberg – sono state comunicate solo a mezzo stampa e mai notificati. A Trieste, Bologna e Roma sono invece stati registrati pedinamenti, fermi, denunce e sanzioni. La protesta, del tutto pacifica e lanciata per richiamare l’emergenza climatica, apre un nuovo fronte sul diritto a manifestare in Italia. Con la conclusione della COP30 in Brasile, l’Italia ha vissuto uno dei weekend più accesi degli ultimi mesi sul fronte delle proteste climatiche. Sabato 22 novembre, Extinction Rebellion ha infatti colorato di verde le acque di 11 città italiane utilizzando fluoresceina, un tracciante innocuo comunemente usato dagli idrogeologi. Un’azione dimostrativa che nei giorni successivi ha avuto molta risonanza in Italia e all’estero, finendo sulle pagine di The Independent, The Telegraph, ABC News, Le Figaro, Le Parisien e di molte altre testate internazionali. Il clamore mediatico ha fatto eco alle pesanti reazioni politiche, in cui non sono mancati gli attacchi pubblici nei confronti del movimento e di Greta Thunberg da parte di diversi esponenti di Lega e Fratelli d’Italia, tra cui l’ex presidente del Veneto Luca Zaia, violando  il silenzio elettorale, e il Ministro dei Trasporti Matteo Salvini. È stata proprio Venezia a diventare epicentro delle polemiche: 37 persone – tra cui proprio Greta Thunberg – sarebbero state denunciate, multate e colpite da un Daspo urbano, senza però che nessuna notifica ufficiale sia mai stata consegnata agli interessati. “Scopriamo a mezzo stampa che 37 persone sarebbero state denunciate e allontanate da Venezia per un reato che non è mai stato commesso” spiega Aleandro del gruppo veneziano di Extinction Rebellion. “Siamo al paradosso: la Questura che esegue ordini dal governo e diventa strumento di propaganda politica, rilasciando comunicati stampa sulle conseguenze legali di privati cittadini, come nel caso di Greta, senza nemmeno informare i diretti interessati”. Gli abusi riportati da Extinction Rebellion, tuttavia, erano iniziati già durante l’azione: “La polizia quel giorno ha letteralmente rubato striscioni, bandiere e tamburi pochi minuti dopo l’inizio, senza nemmeno rilasciare un verbale, violando quindi i più elementari diritti costituzionali” aggiunge Paola, sempre da Venezia. “Sono dovuta andare io stessa in Questura per riceverlo e non ci hanno notificato alcuna denuncia. La notizia che sta girando sulle pagine di tutti i giornali è il frutto di una precisa strategia di propaganda politica e polarizzazione dell’opinione pubblica. Le acque del Canal Grande sono già tornate come prima, a differenza dei danni ambientali causati dalle politiche della Regione Veneto, come le opere costruite per le Olimpiadi o l’inquinamento della raffineria di Marghera.” Sabato stesso il movimento aveva riportato provvedimenti arbitrari e illegittimi in diverse città. A Trieste, 8 persone erano state portate in Questura, trattenute per diverse ore e denunciate per “manifestazione non preavvisata”, nonostante – sottolinea XR – avessero fornito regolarmente i documenti come previsto dalla legge. A Bologna, invece, nonostante solo 3 persone avessero materialmente versato la fluoresceina nel canale delle Moline, 16 persone si sono viste recapitare una sanzione di 50 euro ciascuno per “sversamento illecito di rifiuti”. “Getto di rifiuti?” racconta Veronica da Bologna “La fluoresceina è un sale regolarmente usato per tracciare corsi d’acqua. Quindi o la fluoresceina è considerata un rifiuto e a quel punto sanzioniamo tutti i subacquei e speleologi d’Italia, o la Questura di Bologna sta nuovamente eseguendo degli ordini e abusando del proprio potere”. Secondo il movimento, la situazione più grave si sarebbe verificata però a Roma, dove 8 persone riferiscono di essere state pedinate, fermate, perquisite e 2 di loro poi portate in Questura e denunciate, pur non avendo realizzato alcuna azione. “Nessuna di noi è sottoposta alla sorveglianza speciale, eppure continuiamo a essere pedinati, portati in Questura e trattenuti per ore, senza che sia stato commesso alcun reato” commenta Tommaso da Roma. La protesta di Extinction Rebellion ha riacceso il dibattito sul diritto di manifestare in Italia. Da un lato, diversi esponenti politici che non hanno esitato ad attaccare pubblicamente il movimento e Greta Thunberg, ricorrendo a espressioni come “gretini”, “vandali” e “criminali”. Dall’altro, un movimento nonviolento che rivendica di aver utilizzato un tracciante svanito nel giro di poche ore e privo di qualunque impatto ambientale, riportando invece una preoccupante gestione pubblica del dissenso. Mentre in Brasile la COP30 si chiude senza un accordo per l’uscita dai combustibili fossili, in Italia si riapre il dibattito sulle garanzie democratiche e sul ruolo delle forze dell’ordine nella gestione delle proteste ambientali. Un tema su cui Extinction Rebellion continua a battersi, denunciando Questure, sostenendo ricorsi e difendendosi in tribunale. “Le acque di tutta Italia sono tornate come prima, inquinate e contaminate. Chi ci governa può continuare a promuovere progetti che deturpano il paesaggio irreversibilmente senza che questo generi preoccupazione.” conclude Extinction Rebellion. Fonti: * Extinction Rebellion: http://extinctionrebellion.it/press/2025/11/22/acque-verdi-cop30/ * The Independent: https://www.independent.co.uk/news/world/europe/greta-thunberg-banned-venice-grand-canal-protest-b2871264.html * The Telegraph: https://www.telegraph.co.uk/world-news/2025/11/24/greta-thunberg-banned-from-venice-after-dyeing-canal-green/ * ABC News: https://abcnews.go.com/International/climate-activist-greta-thunberg-banned-venice-after-grand/story?id=127862310 * Le Figaro: https://www.lefigaro.fr/international/cop30-greta-thunberg-bannie-temporairement-de-venise-apres-une-action-coup-de-poing-dans-le-grand-canal-20251125 * Le Parisien: https://www.leparisien.fr/international/italie/greta-thunberg-bannie-de-venise-apres-avoir-colore-le-grand-canal-en-vert-en-marge-de-la-cop30-24-11-2025-JBEFZ3E3UZBVVOMFRES3M635KY.php * Post di Luca Zaia: https://www.facebook.com/zaiaufficiale/posts/pfbid02wzc8qyMjfADnS25KvNZajSkk5Gc9KDns27wNMJ5EX6fdGEKs3qKX7iumw8abW5Jul * Post di Matteo Salvini: https://www.facebook.com/salviniofficial/posts/pfbid02eAVj4umnvYEefVwM9wgYuzqBR4MXgXXyzK4xbTDuvQRiPSCw9gfYvCBeio1Rksbpl * Rai News: https://www.rainews.it/tgr/veneto/articoli/2025/11/venezia-daspo-urbano-48-ore-per-greta-thunberg-e-36-attivisti-di-extinction-rebellion-per-manifestazione-non-autorizzata-6783a731-9cc6-4886-a929-b2b4f120132f.html * L’Indipendente: https://www.lindipendente.online/2025/11/23/cop30-nessun-accordo-sulle-fossili-le-richiede-del-sud-globale-rimangono-inascoltate/ Extinction Rebellion
November 26, 2025
Pressenza
Che colore ha la speranza? Un’azione nonviolenta colora l’Italia
Oggi, 22 novembre, anche Palermo ha il suo specchio d’acqua verde speranza. La speranza è quella che l’azione nonviolenta di Extinction Rebellion possa essere davvero occasione per cittadini e cittadine, ma ancor di più per chi le città e i paesi amministra, per riflettere e farsi promotore di pratiche rispettose dell’ambiente nelle scelte private come nelle pubbliche. Infatti, a conclusione della Cop30, anche in Italia, nei fiumi, nei laghi, nei mari e nelle fontane di dieci città, contemporaneamente, è stata sversata fluoresceina, una sostanza totalmente biodegradabile e non tossica che viene di norma utilizzata per monitorare i flussi idrici. A Palermo il gruppo di attivisti e attiviste si è dato appuntamento alla Cala, il porto turistico della città, e da lì, alle 11 in punto del mattino, tra le imbarcazioni a vela e grossi nuvoloni neri, ha lanciato lo stesso messaggio dei compagni e delle compagne di Milano, Roma, Torino, Parma, Bologna, Taranto, Venezia, Trieste, Genova. “Fermiamo l’ecocidio” è lo slogan nello striscione, mentre la macchia verde si allarga trasportata da vento e corrente. Nessuno si nasconde, anzi, come in ogni azione precedentemente preparata con cura, si esplicitano apertamente motivazioni, dichiarazioni d’intenti e richieste. Lo sguardo passa dalla visione globale sul collasso climatico e sociale del pianeta all’attenzione ai territori. Così Marco, nel denunciare l’inazione dei governi nel tutelare il mare e le risorse del pianeta e nel contrastare la crisi climatica,  pone l’accento sulla mancanza di provvedimenti per combattere l’erosione delle coste in Sicilia raccontando del crollo di parte di Via delle Dune, l’unica strada che collega Agrigento a San Leone,  e denuncia la politica del governo siciliano che sta per spendere centinaia e centinaia di milioni per un inceneritore, uno dei sistemi più climalteranti esistenti, che blocca di fatto il ciclo dei rifiuti e non solo non risolve il problema, ma emetterà un’enorme quantità di gas climalteranti. È necessario un cambio di paradigma, continua, e che le risorse economiche siano destinate a contrastare la crisi climatica. Denuncia a Palermo l’inquinamento da traffico veicolare e la mancanza di una rete integrata di trasporto pubblico mentre cresce, come in tutta l’Italia, la motorizzazione privata. E denuncia la mancanza di un programma del governo per ridurre le emissioni climalteranti mentre si continua a investire nell’estrazione di combustibili fossili con l’autorizzazione di ben trentaquattro nuove estrazioni. Per l’Africa, da cui intere popolazioni scappano anche per la siccità, l’Italia ha un piano che si basa sul gas, un combustibile fossile che continuerà ad aumentare l’emissione di CO2 e il surriscaldamento del pianeta. Intanto arriva, qui al porto vecchio, la Guardia Costiera, come arrivano in tutte le altre città d’Italia le forze dell’ordine. Mentre a Palermo i e le manifestanti tornano a casa con il loro striscione, a Venezia, dove Greta Thunberg e Simone Zambrin si sono uniti alla protesta, si fanno identificazioni e si sequestrano materiali, compresi gli strumenti musicali; fra Trieste e Roma si contano 11 persone in questura, alcune delle quali fermate e perquisite prima ancora di entrare in azione. L’Italia del governo, che insieme alla Polonia, a Belém, è riuscita a far cancellare dalla bozza di accordo l’abbandono dalle fonti fossili, oggi teme un’azione nonviolenta e reprime il dissenso. Ma «Mentre il governo italiano e la lobby del fossile hanno contribuito a sabotare l’ennesima occasione per invertire la rotta e si apprestano ad approvare una nuova finanziaria di guerra, quelle acque verdi continuano a diffondersi in tutto il Paese» afferma Bianca da Torino. «Tingiamo quindi simbolicamente di verde le acque di tutta Italia, molte delle quali giornalmente contaminate dalle industrie sostenute dal nostro stesso governo, perché questo è il mondo verso cui ci stanno trascinando le attuali politiche climatiche» (…) «È il momento di fermare l’ecocidio e pretendere scelte politiche coraggiose, che siano finalmente all’altezza della più grande crisi che l’umanità abbia mai affrontato e capaci di proteggere la vita e i diritti di ogni essere vivente sulla Terra» scrive Extinction Rebellion nel suo comunicato e l’Italia che non si arrende può continuare a sostenere la speranza.     Maria La Bianca
November 22, 2025
Pressenza