Dichiarazione dell’8 marzo dell’Assemblea delle donne del Partito DEM
L’Assemblea delle Donne del Partito DEM ha annunciato la sua dichiarazione per
l’8 marzo, giornata internazionale della donna, in una conferenza stampa
tenutasi presso la sede del partito l
La versione turca della dichiarazione è stata letta dalla portavoce
dell’assemblea delle donne, Halide Türkoğlu, mentre la versione curda è stata
letta dalla parlamentare Sümeyye Boz. La dichiarazione fa riferimento alle
radici storiche dell’8 marzo e sottolinea che la lotta delle donne per
l’uguaglianza e la libertà continua ancora oggi.
Il testo invita alla resistenza contro la guerra, la povertà, lo sfruttamento e
le politiche misogine, e trasmette il messaggio: “Con la nostra rivolta tessiamo
la resistenza e con la resistenza tessiamo una vita libera e paritaria”. La
dichiarazione richiama l’attenzione sugli attacchi contro le donne in tutto il
mondo, in particolare in Medio Oriente. Fa riferimento agli attacchi di Israele
contro la Palestina, alle lotte delle donne in Afghanistan e Iran, nonché agli
sviluppi in Siria e Rojava. La dichiarazione esprime sostegno alla rivoluzione
delle donne in Rojava e sottolineava che la solidarietà femminile è una lotta
che trascende i confini.
Agenda della Turchia: Violenza, povertà e amministratori fiduciari
La dichiarazione critica l’aumento dei femminicidi, la politica di impunità e la
crescente femminilizzazione della povertà in Turchia a causa della crisi
economica. In risposta alla designazione del 2025 come “Anno della Famiglia”, la
dichiarazione sottolinea che non ci sarebbe stato alcun passo indietro rispetto
alla Convenzione di Istanbul. La dichiarazione critica anche la nomina di
amministratori fiduciari che prendevano di mira il sistema della co-presidenza e
le politiche rivolte alle giovani donne. Richiama l’attenzione sui casi di
femminicidio e sparizioni forzate e chiede l’assunzione di responsabilità.
Pace e soluzione democratica
La dichiarazione faceva riferimento all’appello “Pace e società democratica”
lanciato da Abdullah Öcalan il 27 febbraio, descrivendolo come un passo
importante verso la fine della violenza e il raggiungimento di una soluzione
democratica. Sottolinea il ruolo delle donne nella costruzione della pace. La
dichiarazione afferma: “Per la costruzione della pace, la libertà fisica del
signor Öcalan e la sua capacità di lavorare in condizioni che gli consentano di
svolgere il suo ruolo sono la garanzia di una soluzione democratica alla
questione curda.
Questo 8 marzo ci uniremo per la pace e la speranza”. La dichiarazione ha anche
chiesto solidarietà contro le politiche d’odio contro le persone LGBTI+ e ha
posto particolare enfasi sulle lotte delle donne con disabilità e delle
lavoratrici. Ha affermato che gli scioperi delle donne saranno sostenuti e che
le donne scenderanno in piazza l’8 marzo.
L’assemblea delle donne ha affermato che la soluzione risiede nella tenace
resistenza delle donne e ha aggiunto:
* “Per un Paese in cui il prezzo per avere il pane non è la morte, ma una vita
dignitosa,
* dove il nostro diritto alla vita non ci venga negato dall’odio e dove siamo
reciprocamente garanti attraverso le nostre differenze,
* dove, invece di un ordine giudiziario che assolve i colpevoli, anche solo
contemplare l’uccisione di donne è considerata una vergogna per l’umanità,
* dove il risultato della difesa della libertà non è la prigione, ma la
possibilità di guardare liberamente il cielo,
* e per una repubblica democratica, un Paese di donne, saremo in piazza l’8
marzo”.
La dichiarazione si è conclusa con gli slogan “Donne, Vita, Libertà” (Jin,
Jiyan, Azadî) e “Lunga vita alla solidarietà femminile”
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