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[Ora di buco] Scuola: solo repressione (1/3: trasmissione completa)
La trasmissione affronta la morte tragica di uno studente in un istituto superiore di La Spezia: un componente del comitato antimilitarista della città  riflette intorno a questo dramma e spinge a trovare insieme le risposte più adeguate per rilanciare il ruolo democratico ed educativo delle scuole, che possa incidere realmente sulle condizioni sociali delle nuove generazioni, investire soldi per ridurre il numero di studenti per classe, sviluppare attività per rafforzare le relazioni, promuovere l'educazione all'affettività e alla sessualità. E non militarizzare, come Valditara e governo indicano (vedi metal detector). Analizziamo poi la nota indirizzata ai/alle dirigenti di Roma e provincia che deriva dalla circolare del Ministero rivolta alla rilevazione degli alunni palestinesi su scala nazionale. Spieghiamo perché non regge il confronto con l'Ucraina dichiarato dal ministro Valditara, che si sente offeso da chi denuncia questa iniziativa come una schedatura etnica della popolazione palestinese presente in Italia, che nulla ha a che vedere con presunti interventi di accoglienza. Registriamo l'ennesimo caso di censura, avvenuto al liceo Marco Polo di Venezia: la scuola organizza un progetto approvato dal Collegio docenti che consiste in una serie di appuntamenti con tema Palestina (mostra, presentazione di libri, proiezione film): un blogger lancia la notizia, un politico di destra interviene, monta la gogna mediatica e il ministero decide di inviare ispezioni. L'accusa, falsa, è sempre di antisemitismo.  Corrispondenza su Idrovolante edizioni (pantheon di estrema destra) che prova ad entrare nelle scuole, in particolare ad Alatri. Le proteste ne bloccano l'ingresso. 
Lettera Osservatorio a studenti e studentesse per sensibilizzare sul tema del ritorno della leva
Agli studenti e alle studentesse Alle organizzazioni studentesche Alle organizzazioni giovanili Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università da tempo abbiamo attenzionato la questione del ritorno della leva in Europa e in Italia e pensiamo che la questione della militarizzazione delle scuole e delle università sia legata a doppio filo con l’obiettivo strategico dei guerrafondai europei: riportare i/le nostri/e giovani al servizio militare obbligatorio. Siamo di fronte ad un apparato estremamente compatto, intelligente, capace e proprio per questo le modalità con cui cercano di arrivare al loro obiettivo non sono né stupide né semplici; a questo proposito è estremamente istruttivo studiare ciò che si sta muovendo in Europa (dai paesi scandinavi a quelli baltici passando per Germania e Polonia) perché saranno queste le modalità che verranno messe in atto anche nel nostro Paese. Crediamo che occorra sin da subito affrontare con decisione e lucidità la questione del ritorno della leva e crediamo anche che questa campagna debba essere portata avanti non solo dal movimento pacifista e antimilitarista presente nel Paese, ma soprattutto debba essere assunta dai/dalle giovani. Per questo ci mettiamo a disposizione per costruire momenti di incontro, formazione, scambio (preferibilmente in presenza) nelle vostre città in cui presentare ciò che sta succedendo in Europa perché altri Paesi sono il laboratorio di quanto accadrà anche da noi in merito alla leva che non sarà proposta né nei termini classici né come i guerrafondai nostrani la stanno presentando. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università vuole contribuire alla circolazione delle analisi e delle informazioni e mettersi a disposizione delle organizzazioni studentesche e giovanili affinché esse stesse, nella loro autonomia, sviluppino percorsi di lotta su un tema che diventerà sempre più centrale nei prossimi mesi. Ci auguriamo che la nostra proposta sia accolta e aspettiamo eventuali vostre disponibilità. Per contattarci scrivere a osservatorionomili@gmail.com. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Studenti e studentesse contro la leva militare. Monta la protesta giovanile
DOPO AVER PUBBLICATO IL VIDEO DI TOMMASO MARCON DI CAMBIARE ROTTA DA ROMA (CLICCA QUI), PUBBLICHIAMO VOLENTIERI ANCHE L’INTERVENTO CONTRO LA LEVA OBBLIGATORIA DI UNO STUDENTE DELLO STESSO COLLETTIVO STUDENTESCO CAMBIARE ROTTA, MA DA BOLOGNA, ANDATO IN ONDA SU RAI3. Gli studenti e le studentesse dei collettivi OSA e Cambiare Rotta sostengono convintamente le iniziative antimilitariste e pacifiste dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Ci auguriamo che anche le altre organizzazioni studentesche possano far giungere all’Osservatorio l’attestazione della loro crescente preoccupazione per un clima bellicista che li/le vedrà coinvolti/e in sporche guerra d’affari sulla loro pelle. Potete scriverci e mandarci le posizioni contro la militarizzazione e la leva obbligatoria a osservatorionomili@gmail.com. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Cambiare Rotta OSA -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Video studente Cambiare Rotta contro la leva obbligatoria: posizioni contro la militarizzazione
PUBBLICHIAMO L’INTERESSANTE INTERVENTO CONTRO LA LEVA OBBLIGATORIA DI UNO STUDENTE UNIVERSITARIO, TOMMASO MARCON, GIÀ OSPITE DEL NOSTRO CONVEGNO DEL 4 NOVEMBRE, ATTIVISTA DEL COLLETTIVO STUDENTESCO CAMBIARE ROTTA, ANDATO IN ONDA VENERDÌ 28 NOVEMBRE SU RETE4. Il messaggio di Tommaso è oltremodo chiaro: i/le giovani sono contro la leva militare; non vogliono essere carne da cannone per le guerre dell’Occidente. Le 100.000 persone in piazza sabato 29 novembre hanno dato uno schiaffo a questa e alle altre proposte belliciste del governo Meloni, contro cui continua la mobilitazione. Gli studenti e le studentesse dei collettivi OSA e Cambiare Rotta sostengono convintamente le iniziative antimilitariste e pacifiste dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Ci auguriamo che anche le altre organizzazioni studentesche possano far giungere all’Osservatorio l’attestazione della loro crescente preoccupazione per un clima bellicista che li/le vedrà coinvolti/e in sporche guerra d’affari sulla loro pelle. Potete scriverci e mandarci le posizioni contro la militarizzazione e la leva obbligatoria a osservatorionomili@gmail.com. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Cambiare Rotta OSA -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Ottime notizie dalla Germania: sciopero studenti e studentesse contro la militarizzazione
Gli studenti e le studentesse tedesche si stanno preparando a uno sciopero della scuola per venerdì 5 dicembre, in contemporanea con il voto al Bundestag sulla riforma della leva. Sarà uno sciopero capillare con manifestazioni previste in ben 60 città della Germania (clicca qui per la notizia). La Germania punta a realizzare l’esercito più forte d’Europa e questo significa anche rinforzare in modo significativo il numero dei propri soldati; la legge che sarà discussa punta direttamente a questo e ciò che ha mobilitato i giovani tedeschi è la possibilità di procedere con una lotteria se non saranno sufficienti gli arruolamenti volontari. Il sistema della lotteria non è nuovo: oltre ad essere attualmente impiegato di Danimarca, è stato utilizzato anche dagli USA per la guerra del Vietnam, addirittura con diretta televisiva. I ministri tedeschi si sono affrettati a dichiarare che la lotteria non sarà presa in considerazione e sarà solamente l’ultima ratio di fronte a scenari bellici molto impegnativi, ma intanto si apprestano ad approvare il dispositivo legislativo che la renderà possibile. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università solidarizza con gli studenti e le studentesse tedesche e auspica che sappiano trovare, da subito, la forza per bloccare il loro governo e dare un esempio a tutti i giovani del continente; ci auguriamo che gli studenti non siano lasciati soli dalla società civile tedesca che deve capire come la loro lotta sia decisiva per allontanare la guerra dal loro paese e dall’Europa tutta. Serena Tusini, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
IUPALS: Opportunità bloccate per student3 Palestinesi in Italia
Si conclude nel peggiore dei modi l’offerta italiana del programma del MAECI/CRUI denominato IUPALS, destinato a studenti/studentesse o laureat3 palestinesi per usufruire di borse di studio in un ateneo italiano e lasciare così l’inferno. Per dieci di queste/i 150 “aventi titolo”, che peraltro hanno superato un percorso ad ostacoli con clausole quasi vessatorie, per non dire ridicole, non è possibile portare al seguito il/la proprio figlio/a. La storia di Maha, architetta a Gaza, rimasta in Palestina col marito e il figlio, è esemplificativa di una forma “pelosa” di aiuto umanitario, ad uso e consumo dell’ufficio stampa del Ministero degli esteri più che alle persone interessate, esattamente come si è fatto con i feriti gravi che arrivati in Italia sono stati sparpagliati in varie strutture ospedaliere o di accoglienza, tanto quello che contava era raccontare che un “tot” di persone erano state salvate dall’inferno. Se poi i numeri di questo umanitarismo col freno a mano risulta risibile, o le modalità sono alquanto discutibili, per la comunicazione mainstream conta poco. Qui un approfondimento su www.pressenza.com. Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
Proteste contro la militarizzazione in Germania: studente accusato di diffamazione
Berliner Zeitung, 7 novembre 2025 – Studente in tribunale per aver criticato le forze armate tedesche: “La libertà di parola finisce dove contraddice il riarmo” Bentik, uno studente di Friburgo, ha protestato contro le visite delle forze armate tedesche alla sua scuola. Ora è accusato di diffamazione. Un’intervista. Il “caso Bentik” sta attualmente suscitando scalpore in tutta la Germania. L’ex studente diciottenne di Friburgo comparirà presto in tribunale: la sua denuncia è stata fatta da un agente della polizia giovanile. Bentik* avrebbe insultato l’agente e le Forze Armate tedesche pubblicando sul giornale scolastico dei meme che, a suo dire, criticano la militarizzazione e le strutture di destra all’interno dell’esercito. In un’intervista al Berliner Zeitung, Bentik spiega come sono nate le accuse, cosa rivelano i fascicoli dell’indagine e perché vede la libertà di parola in pericolo. https://www.berliner-zeitung.de/politik-gesellschaft/geopolitik/schueler-bentik-bundeswehr-angeklagt-li.10004569
Torino. Al liceo Einstein i fascisti provocano, ma la polizia arresta uno studente
Questa mattina all’Einstein si sono presentati i fascisti con i loro volantini razzisti. Subito numerosi studenti si sono opposti ed è intervenuta la Digos, ne è seguita una scomposta colluttazione con gli studenti che ha portato all’arresto di uno studente minorenne. Guarda QUI il video su quanto accaduto e che […] L'articolo Torino. Al liceo Einstein i fascisti provocano, ma la polizia arresta uno studente su Contropiano.