I ferrovieri spagnoli dopo la strage: aumento del traffico e mancanza di controlli
I SINDACATI CHIEDONO PIÙ CONTROLLI SU MANUTENZIONE E MATERIALI DOPO L’AUMENTO
DEL TRAFFICO DOVUTO ALLA LIBERALIZZAZIONE DEI TRENI
Laura L. Ruiz su El Salto
Almeno 40 morti nello scontro tra due treni in Spagna, ‘un giunto rotto’ Decine
di dispersi tra le lamiere nel deragliamento ad Adamuz, oltre i 100
L’indomani della tragedia è un mix di desolazione, angoscia e sconcerto. Dopo
una notte “di profondo dolore”, come l’ha descritta il premier Pedro Sánchez, la
Spagna si è svegliata in stato di shock per il disastro ferroviario ad Adamuz,
paesino della provincia andalusa di Cordova. Il bilancio dello scontro sulla
linea ad alta velocità tra un treno Iryo diretto a Madrid, di cui sono
deragliate alcune carrozze, e un secondo convoglio della società pubblica
iberica Renfe, che viaggiava in senso contrario, è devastante: almeno 40 morti
e oltre 100 feriti. Ma il bilancio potrebbe non essere definitivo, perché le
autorità non escludono altre vittime rimaste intrappolate tra le lamiere.
Secondo le autorità dell’Andalusia in serata mancavano all’appello ancora 37
persone.
E mentre il Paese osserva tre giorni di lutto nazionale, si cercano risposte
sulle cause dell’incidente: gli investigatori sono al lavoro e la pista più
probabile è quella di una falla sui binari, un “giunto rotto” ritrovato, secondo
prime indiscrezioni dei media, da alcuni soccorritori. Il giorno dopo lo
schianto, avvenuto alle 19:45 di domenica e descritto come “una catastrofe, un
incubo dantesco” dai superstiti, tante le famiglie accorse sul luogo della
tragedia sprofondate nel dolore. Ma anche tante quelle attanagliate
dall’angoscia, ancora senza notizie dei loro cari. Un mesto via vai in attesa di
informazioni, con le procedure di identificazione delle vittime che si
prospettano complesse e in molti casi richiederanno le analisi del Dna.
“Ci sono ancora dei punti difficili da raggiungere: serve l’aiuto di macchinari
pesanti”, ha spiegato Moreno, confermando che non si scarta l’ipotesi di
“possibili altre vittime”. Al Reina Sofía di Cordova e in altri ospedali
andalusi sono stati assistiti 122 tra feriti gravi e lievi, secondo le autorità
regionali: alcuni medicati e dimessi, una quarantina ricoverati, di cui 12 in
terapia intensiva. Alcuni sopravvissuti hanno raccontato le loro drammatiche
esperienze. “C’era gente che stava male, molto male. Li avevi davanti, e sapevi
che stavano per morire. E non potevi fare nulla”, ha raccontato Ana, estratta
malconcia insieme alla sorella incinta. “Lei è rimasta sotto osservazione in
terapia intensiva”, ha raccontato. I media si sono riempiti dei racconti dei
tremendi momenti successivi al disastro. Così come delle dimostrazioni di
solidarietà dei primi, improvvisati, soccorritori: una parte dei circa 4.000
abitanti di Adamuz, accorsi nel buio, non appena appreso dell’accaduto, su quad
e altri mezzi si sono diretti nell’area della tragesia per dare una mano, prima
ancora che arrivassero ambulanze e polizia. Intanto, sul disastro è stata
aperta un’indagine affidata alla magistratura. Mentre i periti riscontravano un
possibile guasto sui binari, il ministro dei Trasporti Oscar Puente parlava di
“incidente molto strano”, sostenendo che sia avvenuto su un tratto rettilineo
di una linea appena rinnovata e abbia coinvolto un treno di Iryo (partecipata da
Fs International) “praticamente nuovo” e revisionato pochi giorni fa. A suo
dire, quella del giunto rotto è “una delle teorie esplorate”, e “va determinato
se sia stato causa o conseguenza” del deragliamento.
Fin qui la notizia. Abbiamo tradotto un articolo di El Salto per capire le
reazioni a caldo dei lavoratori delle ferrovie
In attesa di conoscere i risultati dell’indagine ufficiale, della scatola nera e
di altri dati che si stanno raccogliendo nella zona dell’incidente tra due treni
ad alta velocità all’altezza della località cordovese di Adamuz, i lavoratori e
i sindacati ferroviari sottolineano i cambiamenti che si sono verificati negli
ultimi anni nella rete spagnola. Quello che si sa finora è che un treno della
compagnia privata Iryo è deragliato per motivi sconosciuti nella notte di
domenica e un treno della Renfe che in quel momento transitava sul binario
adiacente non ha potuto evitare di scontrarsi con i vagoni deragliati.
Un macchinista che conosce perfettamente la zona spiega a El Salto che sono
tutti sorpresi. “Era un tratto appena rinnovato, mesi fa, senza alcun problema,
è stata una grande sorpresa”. Questo ferroviere, che preferisce non rivelare il
proprio nome, spiega che questa mattina ha potuto parlare con diversi colleghi
che percorrono la tratta ogni giorno e sono molto scioccati: “Mi hanno detto che
avrebbe potuto capitare a chiunque di loro”, spiega dopo la conferma della morte
del suo collega, il macchinista dell’Alvia di 27 anni. “Confidiamo molto
nell’infrastruttura, nella manutenzione, nella sicurezza, perché alla velocità a
cui viaggiano questi treni non può essere altrimenti, siamo molto sorpresi”,
insiste.
“Crediamo che sia stata sfortuna. Le cose si rompono e la sfortuna è stata che
proprio in quel momento è arrivato un treno sull’altro binario e non si è potuto
fare nulla”, spiega il lavoratore, riferendosi al poco tempo trascorso tra il
deragliamento di un treno e l’arrivo di un altro, circa 20 secondi, che non ha
dato il tempo al sistema frenante di fermare il treno della Renfe. Alla domanda
se ritengono che ci fossero possibili miglioramenti o se la maggiore diversità
delle aziende che circolano sulle rotaie in Spagna abbia avuto un ruolo,
assicurano che “ci sono sempre più treni che circolano con pesi diversi e questo
significa che è necessaria una maggiore manutenzione, ma è vero che abbiamo
potuto segnalare qualche problema, qualche buco, che viene segnalato e riparato,
noi rallentiamo, ma in questo tratto non c’è nulla di tutto ciò”.
Il sindacato CGT ritiene che gli investimenti nella manutenzione avrebbero
dovuto aumentare con l’aumento del traffico. “Noi, nel settore ferroviario,
denunciamo da tempo la mancanza di manutenzione, di personale e il trasferimento
dei lavori professionali a subappaltatori”, spiega a questo giornale Miguel
Montenegro, segretario dell’organizzazione CGT Andalusia, che assicura che si
tratta di “aziende che vengono a fare affari d’oro e che non vengono controllate
a sufficienza né a livello tecnico dei professionisti né per quanto riguarda il
materiale che utilizzano”.
Il sindacato è sicuro che “la precarietà sta caratterizzando questa situazione”.
“Purtroppo ci dà ragione sulla situazione che si vive nel settore ferroviario”,
denuncia Montenegro, che insiste sul fatto che “se il numero di viaggi triplica
e la manutenzione non aumenta, abbiamo un grave problema”. Il segretario
generale della CGT Andalusia sottolinea che la manutenzione deve riguardare sia
i veicoli che le infrastrutture, cosa che potrebbe essere alla base del
deragliamento del treno Aryo. “Si parla molto del fatto che siamo il Paese con
il maggior numero di chilometri di treni ad alta velocità, ma anche il numero di
incidenti è molto superiore rispetto ad altri Paesi. Questo genera una mancanza
di fiducia nella popolazione nei confronti di un mezzo di trasporto che è tra i
più sicuri ed ecologici che esistano”.
MAGGIORE USURA E COMPLESSITÀ
Il settore ferroviario dell’UGT assicura a El Salto che “logicamente, se su una
linea circolano 60 treni, l’usura e la complessità sono molto maggiori rispetto
a quando ne circolavano sei al giorno, il che implica maggiori interventi di
manutenzione”. Questo sindacato sottolinea che “il personale è generalmente
triste e molto frustrato, coloro che lavorano sul campo o nelle stazioni
interessate stanno reagendo con grande professionalità, nonostante la gravità
della situazione e l’enorme stress che stanno sopportando”, sottolineano che
molti lavoratori si sono recati volontariamente sul posto di lavoro per dare il
loro sostegno.
Da parte sua, il sindacato CCOO assicura che “la sicurezza dei lavoratori e dei
cittadini deve essere sempre una priorità assoluta nel trasporto ferroviario” e
chiede un’indagine completa ed esaustiva “per accertare le responsabilità e,
soprattutto, per garantire che vengano adottate tutte le misure necessarie per
evitare che un incidente di questo tipo si ripeta”. Il sindacato USO fa appello
alla richiesta del Ministero dei Trasporti di usare prudenza e di non diffondere
voci infondate, richiesta sostenuta anche dal Semaf (Sindacato spagnolo dei
macchinisti ferroviari), che chiede ” a tutti i macchinisti e all’intera
comunità ferroviaria di rispettare le persone coinvolte e di mantenere la
necessaria prudenza per non ostacolare le indagini volte a determinare le cause
che hanno provocato questo tragico incidente.
L’incidente avvenuto domenica nella provincia di Cordova è il più grave
incidente ferroviario dal 24 luglio 2013, quando un Alvia che copriva la tratta
tra Madrid e Ferrol deragliò ad Angrois, nelle vicinanze di Santiago de
Compostela. 79 persone morirono e altre 143 rimasero ferite a causa del
deragliamento di un treno ad alta velocità. La causa fu l’eccessiva velocità.
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