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Lettera al Ministro Valditara dal Liceo “Casiraghi” di Cinisello Balsamo (MI) sulla libertà di insegnamento
PUBBLICHIAMO VOLENTIERI LA LETTERA GIUNTA DAI/DALLE DOCENTI DEL LICEO “CASIRAGHI” DI CINISELLO BALSAMO (MI) INDIRIZZATA A MINISTRO DELL’ISTRUZIONE E DEL MERITO GIUSEPPE VALDITARA SULLA LIBERTÀ DI INSEGNAMENTO A SEGUITO DELLA GRAVE SCHEDATURA DEI DOCENTI DA PARTE DI ASSOCIAZIONI DI ESTREMA DESTRA, CLICCA QUI PER IL NOSTRO ARTICOLO. All’attenzione del Ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara Siamo docenti del Liceo Giulio Casiraghi, siamo donne e uomini, lavoratrici e lavoratori dell’educazione e della cultura, e proprio per questo riconosciamo il grande valore della scuola come uno degli istituti fondamentali della democrazia che per noi significa prima di tutto la libertà del pensiero critico, del dialogo e del confronto, anche serrato, tra posizioni diverse. Crediamo nella scuola pubblica perché crediamo che la democrazia sia il mondo visto da diversi punti di vista e proprio per questo ogni giorno entriamo in classe con professionalità, attenzione e cura verso i nostri allievi e allieve. E proprio per questo abbiamo deciso di insegnare nella scuola pubblica. Ognuna e ognuno di noi ha una sua posizione politica, sulla propria città, sulla propria nazione, sul nostro comune mondo e non potrebbe essere altrimenti, visto che non sarebbe possibile educare dei futuri cittadini senza esercitare noi stessi la cittadinanza come impegno attivo. Per questo respingiamo con indignazione e grande sconforto l’iniziativa presa da Azione studentesca, movimento giovanile del partito Fratelli d’Italia, di chiamare gli studenti alla delazione degli “insegnanti di sinistra”. Siamo indignati per la mancanza di rispetto verso quello che cerchiamo di fare ogni giorno, educare giovani donne e uomini alla fatica del pensiero critico, alla riflessione sul passato e sul presente, alla consapevolezza che nulla di ciò che è umano ci è estraneo. Il richiamo alla delazione offende e preoccupa tutte le componenti della scuola, a prescindere dal proprio punto di vista sul mondo. Lo sconforto nasce invece dalla constatazione che coloro che hanno scritto quel testo non hanno ancora compreso che in una repubblica democratica, e il nostro paese lo è dal 1946, tutti i pensieri sono liberi e tutti dovrebbero avere pensieri politici, rivolti alla comunità della quale si sentono parte, e quindi non c’è bisogno di delatori anonimi per pensieri pubblici e liberi. Indirizziamo a Lei questa lettera aperta nel suo ruolo di Ministro della Repubblica e a lei chiediamo la difesa della libertà di pensiero e di insegnamento come nel dettato della Costituzione italiana, di cui Lei come Ministro e noi come pubblici ufficiali siamo garanti. Cinisello Balsamo, Milano, 3 febbraio 2026 -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Cinisello Balsamo: educazione civica con le Forze armate, ancora militarizzazione delle scuole
Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha dettato nuove linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica con il decreto del settembre 2024. Giudichiamo particolarmente istruttiva la lettura di queste corpose linee perché sono un esempio calzante di quella operazione di mero stampo revisionista in atto da tempo. Nell’arco delle 33 ore annuali previste per la disciplina, i/le docenti sono tenute/i a proporre attività e percorsi di educazione alla cittadinanza, alla salute e al benessere psicofisico e al contrasto delle dipendenze, all’educazione ambientale, all’educazione finanziaria, all’educazione stradale, all’educazione digitale e all’educazione al rispetto. Praticamente un insieme di percorsi che potrebbero, ma solo in teoria, dare adito a lezioni, incontri con una molteplicità di soggetti e realtà, di visite guidate nei musei, in mezzo alla natura ma anche nelle aree degradate cittadine, sarebbe sufficiente un po’ di apertura mentale e sarebbe possibile trasformare queste ore in percorsi di apprendimento stimolanti. Ma il vero obiettivo di Valditara è ben altro, meglio non aprire le menti degli studenti e delle studentesse, non sviluppare percorsi educativi orizzontali e trasversali, giacché la figura adatta per sintetizzare in una sola figura i percorsi civici preconizzati dal Ministero è quella del carabiniere. A togliere dall’impiccio le scuole è arrivato il Comune di Cinisello Balsamo (MI), che ha pensato bene di avviare progetti in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri (clicca qui per la notizia). Il percorso educativo sarà costruito sulla storia dell’Arma (una lettura angusta e fuorviante di come educare alla cittadinanza attiva le giovani generazioni) con attenzione ai reparti speciali, sulla necessità, bontà loro, di rafforzare la vicinanza dei cittadini alle forze dell’ordine (e viceversa) con attenzione particolare ai giovani. E alla occorrenza ci penseranno gli uomini in divisa a divulgare i valori della legalità. Insomma, percorsi educativi del genere finiscono con il chiudere in spazi angusti la stessa idea di cittadinanza, che necessita di ben altri orizzonti e ambiti di discussione. Ancora una volta si materializza l’obiettivo reale di Valditara: militarizzare le scuole, svilire il personale insegnante, chiudere le scuole ad esperienze dirette con la società civile. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università denunciano lo svilimento dell’educazione civica, preoccupate/i che si voglia formare i cittadini e le cittadine di domani sono alla cieca obbedienza, identificando la cittadinanza con il securitarismo. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
Cinisello non dimentica: no alla proposta di intitolare il Palazzetto dello Sport a Giorgio Armani
A Cinisello Balsamo, il Palazzetto dello Sport fu intitolato subito dopo il golpe cileno e l’assassinio del presidente democraticamente eletto Salvador Allende. In quei giorni in Italia fortissima fu la partecipazione emotiva per quello che stava avvenendo in Cile dopo il colpo di stato portato a termine da Augusto Pinochet e l’uccisione del presidente Salvador Allende. Migliaia di persone scomparivano, venivano rinchiuse negli stadi, torturate e uccise. Molti esuli cileni trovarono ospitalità in Italia e tanti di loro a Cinisello Balsamo, dove il Centro culturale valdese Lombardini fu per loro un punto di riferimento. Molti di loro raccontarono la drammatica esperienza vissuta, a molti fu data ospitalità e un lavoro, come successe a uno di loro che divenne il custode di Villa Ghirlanda. Si organizzarono eventi culturali, concerti, eccetera. È su questa scia emotiva che fu deciso dal sindaco di allora, Enea Cerquetti e dall’amministrazione comunale, di procedere con l’intitolazione, che fu organizzata in occasione di un concerto del Teatro alla Scala con i maestri Claudio Abbado e Maurizio Pollini, che presenziarono allo scoprimento. In onore di questo legame, in ricordo di quei fatti, invitiamo tutti i cinisellesi a venire in Consiglio Comunale il prossimo lunedì 20 ottobre alle ore 20.45 presso l’aula consiliare, dove verrà discussa e messa ai voti la proposta di intitolare il Palazzetto dello Sport a Giorgio Armani, sostituendo la dedica a Salvador Allende. La storia non si cancella, Cinisello Balsamo non dimentica, la memoria della nostra città non può essere eliminata con un colpo di stile, anzi di stilista. Gaetano Petronio, portavoce AVS Cinisello Balsamo Redazione Milano
October 18, 2025
Pressenza