PIANO CASA: VIA LIBERA DALLA CAMERALa Camera, con 165 sì, dà il via libera al “piano casa” del governo Meloni. In
aula, durante le dichiarazioni di voto, si è consumato lo scontro tra
centrosinistra e vannacciani. Il dem Fornaro denuncia che Futuro Nazionale “ha
superato un limite, in particolare con Sasso, che ha richiamato a nomi di
persone straniere con una generalizzazione per cui il solo fatto di avere un
nome straniero basta per essere marchiato. Questo richiama al ’38, alle leggi
razziali”. Fuori da Montecitorio, come a Milano, Padova e Livorno, si sono
ritrovati in presidio i sindacati degli inquilini. “Una mobilitazione nazionale
non solo di protesta, ma anche di proposta per una nuova politica abitativa
pubblica che abbia al suo centro il completo recupero delle case popolari non
assegnate perché in degrado”, scrivono Unione Inquilini, Sunia, Sicet e Uniat,
“un vero piano per l’incremento dell’ERP a canone sociale; il rifinanziamento
del fondo sociale affitti e per la morosità incolpevole, che proprio questo
governo ha azzerato, lasciando le famiglie senza contributi e i comuni senza
risorse per dare risposte; una regolamentazione per dare ordine alla giungla
degli affitti brevi”.
La corrispondenza dal presidio romano con Silvia Paoluzzi, segretaria nazionale
Unione Inquilini. Ascolta o scarica.
Le considerazioni sul “piano casa” anche di Margherita, del Movimento per il
diritto all’abitare di Roma. Ascolta o scarica.