L’Oro blu del Congo. Il prezzo umano del nostro progresso
Appuntamento il 22 gennaio al circolo Sparwasser di Roma per raccontare lo
sfruttamento minorile nelle miniere di cobalto e il costo umano della tecnologia
globale. Con la partecipazione della giornalista Marina Sapia, vincitrice del
Premio Luchetta 2025.
Scavano la roccia a mani nude, trasportano sacchi di pietre pesantissime, lavano
minerali immersi in un’aria irrespirabile. Lo fanno per uno o due dollari al
giorno. È questa la quotidianità di decine di migliaia di bambini nella
Repubblica Democratica del Congo, costretti a lavorare nelle miniere di coltan e
cobalto, materie prime indispensabili ai nostri smartphone, computer e veicoli
elettrici. Un progresso tecnologico che ha un costo umano altissimo, di cui i
bambini pagano il prezzo più alto.
A questa realtà è dedicato l’incontro “L’Oro Blu del Congo: il prezzo umano del
nostro progresso”, in programma giovedì 22 gennaio alle ore 19.30 presso il
circolo Arci “Sparwasser” di Roma (via del Pigneto 215).
L’evento mette al centro lo sfruttamento minorile nelle miniere congolesi e le
sue conseguenze sociali, economiche e umanitarie, dando voce a chi ha visto,
documentato e ogni giorno opera per contrastare questo fenomeno sul campo.
Interverranno:
· Marina Sapia, Senior Reporter RAI TG1 Speciali, autrice del servizio “A Mani
Nude”, vincitore del Premio Luchetta 2025 – sezione TV News, che ha portato
all’attenzione del grande pubblico la realtà delle miniere congolesi.
· Fatima Burhan Mohamed, Advocacy Officer di Still I Rise, che presenterà in
anteprima i contenuti del nuovo report dell’organizzazione, con un focus sul
tema degli sfratti forzati legati allo sfruttamento minerario.
· Giulia Cicoli, cofondatrice di Still I Rise, che racconterà cosa significa
fare scuola e garantire istruzione in uno dei contesti più complessi del mondo.
A moderare l’incontro sarà Alessandra Fabbretti, giornalista esteri dell’Agenzia
DIRE.
Un’occasione per comprendere cosa si nasconde dietro l’Oro Blu del nostro
benessere quotidiano, per interrogarsi sulle responsabilità globali e per
riflettere su possibili alternative fondate sui diritti, sulla tutela
dell’infanzia e sull’accesso all’istruzione.
Ingresso libero con tessera ARCI.
Still I Rise