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PERQUISIZIONI AI CARC TRA NAPOLI E FIRENZE. ACCUSE DI TERRORISMO E “BRIGATE ROSSE”.
All’alba del 21 aprile 2026, la Procura di Napoli ha disposto una serie di perquisizioni nei confronti di sei militanti del Partito dei CARC, tra Napoli e Firenze. Tra le persone coinvolte figurano anche dirigenti e membri della direzione nazionale del partito. Secondo quanto riportato nel decreto di perquisizione, le ipotesi di reato formulate dalla Procura riguardano la presunta costituzione di un’organizzazione con finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico, ai sensi dell’articolo 270-bis del codice penale. In particolare, agli indagati viene contestato di aver promosso o organizzato un’associazione che si richiamerebbe, nei contenuti e nelle finalità, all’esperienza delle Brigate Rosse e delle Nuove Brigate Rosse. Nel provvedimento si fa inoltre riferimento all’aggravante di aver coinvolto, nelle attività contestate, anche un minorenne. Una seconda ipotesi di reato riguarda invece l’apologia di terrorismo, richiamando gli articoli 110 e 414 del codice penale. In un comunicato diffuso dopo le perquisizioni, il Partito dei CARC contesta duramente l’impianto accusatorio, definendolo una costruzione pretestuosa. “Prima di procedere con le valutazioni politiche invitiamo gli interessati a leggere il mandato di perquisizione che riassume il teorema della Procura di Napoli, perché è istruttivo, da manuale, su come si costruisce una montatura. No, non è solo “ridicolo”, è soprattutto pretestuoso, strumentale e criminogeno, nel senso che inquadra nel novero dei reati anche condotte del tutto “normali”, come esprimere una visione politica per quanto essa possa essere, agli occhi di alcuni, scomoda, estremista e persino sbagliata. Una condotta tanto normale da essere sancita dalla Costituzione, nell’articolo 21”. Ne parliamo con Andrea del partito dei CARC, sezione Torino:
April 22, 2026
Radio Blackout - Info
PERQUISIZIONI CONTRO MILITANTI DEI CARC TRA NAPOLI E FIRENZE. IPOTESI DI REATO: TERRORISMO E APOLOGIA
Perquisizioni, all’alba di martedì 21 aprile 2026, nei confronti di sei compagni dei Carc, il Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo, tra Napoli e Firenze. Tra loro alcuni dirigenti, esponenti della direzione nazionale del partito. Le ipotesi di reato avanzate dalla Procura di Napoli sono la costituzione di un’organizzazione terroristica e l’apologia al terrorismo, in particolare alle Brigate Rosse e alle Nuove Brigate Rosse. La prima delle due ipotesi di reato messe nero su bianco dalla Procura di Napoli si riferisce all’articolo 270-bis del codice penale e accusa i compagni di “aver promosso, costituito, organizzato, diretto o finanziato – si legge sul mandato di perquisizione – un’assocazione che si propone di commettere atti di violenza con finalità di terrorismo e di eversione che si richiama all’operatività delle Brigate Rosse e delle Nuove Brigate rosse (con l’aggravante di aver indotto a commettere il crimine anche un minorenne)”. La seconda ipotesi di reato della Procura partenopea, che chiama in causa gli articoli 110 e 414, è di “aver fatto pubblicamente apologia dei delitti di terrorismo con richiami espliciti all’operatività delle Brigate Rosse e delle Nuove Brigate Rosse”. “Quest’operazione va inquadrata nel contesto di repressione dilagante promossa in particolare dal governo Meloni, che si trova ad affrontare una situazione nella quale il movimento popolare si sta estendendo e rafforzando”, commenta Silvia Fruzzetti, compagna del Partito dei Carc, ai microfoni di Radio Onda d’Urto. “Il governo – aggiunge Fruzzetti – ha paura della mobilitazione popolare e di chi può guadagnare autorevolezza e organizzare la lotta”. “La risposta, quindi, è quella di provare a reprimere e isolare chiunque possa mettersi alla testa della mobilitazione”, conclude la compagna nell’intervista rilasciata alla nostra emittente. L’intervista di Radio Onda d’Urto a Silvia Fruzzetti, compagna del Partito dei Carc in collegamento da Firenze. Ascolta o scarica.
April 21, 2026
Radio Onda d`Urto
Perquisizioni a Brescia dopo lo sciopero generale del 22
All’alba delle giornate di domenica 28 settembre 2025, agenti della Digos della Questura di Brescia si sono presentati a casa di alcuni giovani studentx, delle scuole superiori e universitarix, per effettuare perquisizioni per lo sciopero generale “Blocchiamo tutto” del 22 settembre. Anche oggi, lunedì mattina, ci sono state altre perquisizioni in città, che hanno preso […]
September 29, 2025
Radio Blackout - Info
BRESCIA: PERQUISIZIONI DI POLIZIA A STUDENTI E STUDENTESSE PER LO SCIOPERO GENERALE “BLOCCHIAMO TUTTO” DEL 22 SETTEMBRE
All’alba di domenica 28 settembre 2025 agenti della Digos della Questura di Brescia si sono presentati a casa di alcuni giovani studenti e studentesse, delle scuole superiori e universitari, per effettuare perquisizioni. Al termine dell’operazione repressiva sono stati sequestrati alcuni indumenti e sono stati notificati ad alcuni compagni e compagne “avvisi orali” del Questore Sartori e DASPO “fuori contesto”, cioè il divieto di partecipare a manifestazioni sportive. “Governo e apparati dello Stato cercano di intimidire chi ha deciso di alzare la testa per cercare di indebolire la mobilitazione. Tentano di cambiare discorso, distogliere l’attenzione pubblica da quello che sta accadendo. Vogliono fermare e dividere un movimento che sta smascherando definitivamente la vergognosa complicità del governo Meloni con lo stato di occupazione israeliano e i suoi crimini contro l’umanità. Siamo determinate e determinati a continuare – insieme – fino a quando il genocidio non sarà fermato e finché il popolo palestinese non sarà libero dall’occupazione criminale israeliana”. Così, in un comunicato, Collettivo Onda Studentesca, centro sociale Magazzino 47 e Associazione Diritti per tutti che convocano una conferenza stampa per domani, lunedì 29 settembre 2025, alle ore 15 proprio al centro sociale, che si trova in via Industriale a Brescia. Il punto della situazione ai microfoni di Radio Onda d’Urto con l’avvocato Sergio Pezzucchi, legale di alcuni dei giovani studenti e studentesse perquisiti. Ascolta o scarica. Di seguito il comunicato diffuso da Collettivo Onda Studentesca, CSA Magazzino 47 e Associazione Diritti per tutti che convocano una conferenza stampa per domani, lunedì 29 settembre 2025, alle ore 15 al CSA Magazzino 47 in via Industriale, 10, a Brescia:  BRESCIA: PERQUISIZIONI DI POLIZIA A STUDENTI E STUDENTESSE PER LO SCIOPERO GENERALE “BLOCCHIAMO TUTTO” DEL 22 SETTEMBRE All’alba di domenica 28 settembre 2025 la Polizia – agenti della digos – si è presentata a casa di alcuni giovani studenti e studentesse (numeri in aggiornamento), delle scuole superiori e dell’università, per effettuare perquisizioni. Ovviamente, oltre ad alcuni vestiti, non hanno sequestrato nulla perché non c’era nulla da sequestrare. Ad ora, sono stati notificati avvisi orali del Questore Sartori e DASPO “fuori contesto” (sì, il divieto di partecipare a manifestazioni sportive). Nel mirino della repressione c’è la grande giornata di mobilitazione e sciopero generale per la Palestina, contro il genocidio e l’occupazione per mano israeliana e a sostegno della Global Sumud Flotilla dello scorso 22 settembre 2025. A Brescia, come in tutta Italia, durante lo sciopero generale sono scese in strada molte migliaia di persone, e vi sono rimaste per tutto il giorno, con due cortei – uno la mattina, l’altro la sera – che hanno superato le diecimila presenze ognuno e hanno paralizzato il traffico cittadino. Seguendo la caratterizzazione della giornata di sciopero generale a livello nazionale, dietro lo slogan “Blocchiamo tutto” la testa del corteo serale aveva provato a raggiungere i binari della Stazione Fs deviando da Piazza Repubblica. Sulla sua strada, però, aveva trovato un imponente schieramento di polizia in assetto antisommossa. Il risultato sono state diverse cariche molto violente, che hanno provocato circa una ventina di feriti e contusi, la maggior parte giovanissimi, alcuni dei quali hanno dovuto fare ricorso alle cure ospedaliere. I celerini hanno colpito, rigorosamente al volto e in testa, con particolare violenza, persone anche molto giovani. La polizia ha poi attaccato il corteo più volte con una quantità sproporzionata di gas lacrimogeni. In questi giorni di mobilitazione permanente in tutta Italia, per la Palestina e contro il genocidio, la repressione sta cercando di colpire duro, in particolare la composizione giovanile di queste piazze partecipatissime e determinate. A Milano, addirittura, un giudice ha disposto gli arresti domiciliari per due studenti minorenni, negando loro il permesso di continuare ad andare a scuola e quindi il diritto allo studio. È evidente che il governo e gli apparati dello Stato, non potendo ignorare il fatto che settori sempre più ampi e trasversali della società italiana stanno scendendo nelle strade per dire “basta” al genocidio e alla complicità italiana con l’occupazione israeliana, stiano cercando di intimidire chi ha deciso di alzare la testa per cercare di indebolire la mobilitazione. Inoltre, tentano di cambiare discorso, distogliere l’attenzione pubblica da quello che sta accadendo, inquinarne la narrazione. Non vogliono soltanto fermare un movimento che sta smascherando definitivamente la vergognosa complicità del governo Meloni con lo stato di occupazione israeliano e i suoi crimini contro l’umanità, cercano di dividerlo con la retorica dei “violenti”, dei “manifestanti buoni” e di quelli “cattivi”. Si tratta di un trucco vecchio e non ci caschiamo. Come abbiamo dichiarato sabato 27 settembre, al termine di un nuovo corteo per la Palestina di oltre diecimila persone, siamo determinate e determinati a continuare – insieme – fino a quando il genocidio non sarà fermato e finché il popolo palestinese non sarà libero dall’occupazione criminale israeliana. Noi non ci facciamo distrarre: i nostri occhi rimangono su Gaza e sulla Global Sumud Flotilla. Quando bloccheranno la flotta, torneremo nelle strade per bloccare tutto. Nel frattempo, convochiamo una conferenza stampa in merito alle perquisizioni di stamattina: si svolgerà lunedì 29 settembre 2025 alle ore 15.00 presso il C.S.A. Magazzino 47. COLLETTIVO ONDA STUDENTESCA – CSA MAGAZZINO 47 – ASSOCIAZIONE DIRITTI PER TUTTI
September 28, 2025
Radio Onda d`Urto