Tag - libertà di insegnamento

Intervista a Roberta Leoni su Glomeda sulla libertà d’insegnamento
Glomeda.org ha intervistato Roberta Leoni, docente, attivista e presidente dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell’università, sulle molteplici iniziative e campagne lanciate dall’Osservatorio insieme ad altre realtà associative, come Docenti per Gaza per dare un segnale sulla repressione che sta toccando le scuole italiane. In particolare, da un’assemblea online del 29 dicembre sono partite diverse risposte alle intimidazioni, tra cui gli Appunti resistenti per la libertà d’insegnamento ad uso di docenti, studentesse e studenti e l’Appello da firmare per la libertà d’insegnamento. Tutti gli aggiornamenti sono disponibili sul nostro sito. Qui l’audio dell’intervista. Clicca qui per il link a glomeda.org. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Interviste a Roberta Leoni e Luca Alberti Archetti sulla settimana di mobilitazione per la libertà di insegnamento
Pubblichiamo tre diverse interviste realizzate da attivisti e attiviste dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sulla settimana di mobilitazione per la libertà di insegnamento, partita con l’appello da sottoscrivere e con la stesura degli Appunti Resistenti per la libertà di insegnamento. Roberta Leoni, presidente dell’Osservatorio, e Luca Alberti Archetti del Collettivo assenze ingiustificate spiegano come sia nata e come si sta svolgendo questa settimana di resistenza in difesa della libertà di insegnamento. Ringraziami Radio Onda Rossa, Radio Blackout e Radio Onda D’urto per lo spazio che ci hanno dato e il sostegno per queste importanti iniziative in difesa della scuola pubblica. Clicca qui per ascoltare l’intervista a Roberta Leoni su Raio Blackout Clicca qui per ascoltare l’intervista a Roberta Leoni su Radio Onda d’urto Clicca qui per ascoltare l’intervista a Roberta Leoni su Radio Onda Rossa -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
SCUOLA: LIBERTÀ DI INSEGNAMENTO SOTTO ATTACCO, DAL 9 AL 14 FEBBRAIO LA MOBILITAZIONE DELL’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE
Dal 9 al 14 febbraio si svolge in tutta Italia una settimana di mobilitazione promossa dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e Docenti per Gaza per la libertà di insegnamento, contro la militarizzazione delle scuole e le ingerenze politiche sulla didattica. L’iniziativa nasce in risposta a un clima sempre più repressivo nei luoghi dell’istruzione, dove circolari ministeriali, misure securitarie e controlli amministrativi limitano l’autonomia di chi insegna e il diritto di studenti e studentesse a una formazione critica e pluralista. La mobilitazione nasce anche in risposta alle ispezioni arbitrarie, avvenute in sette scuole italiane, che hanno riguardato attività formative sui temi del genocidio in corso in Palestina, in particolare incontri con la relatrice ONU Francesca Albanese, mettendo sotto accusa il diritto degli insegnanti a trattare temi politici e di attualità nel percorso educativo. Secondo i promotori, queste ispezioni e le recenti circolari ministeriali producono un effetto repressivo che limita di fatto la libertà di insegnamento. La scuola viene così spinta verso un modello securitario, in cui il controllo e la sorveglianza prevalgono sul confronto critico. A Brescia la mobilitazione si concretizza in un presidio venerdì 13 febbraio, alle ore 16:00 in Piazza Vittoria, promosso dal collettivo Assenze Ingiustificate, insieme a docenti, sindacati di base e realtà del territorio. L’iniziativa intende denunciare la deriva repressiva in atto e rivendicare una scuola fondata sulla libertà di insegnamento, contro ogni forma di censura e criminalizzazione del sapere. Ne parla su Radio Onda d’Urto Luca, del collettivo Assenze Ingiustificate. Ascolta o scarica.  
February 10, 2026
Radio Onda d`Urto
Parte oggi, 9 febbraio, la settimana di mobilitazione per la libertà di insegnamento
Parte la settimana di Resistenza e mobilitazione per la difesa della libertà di insegnamento e della scuola pubblica italiana organizzata dall‘Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e Docenti per Gaza. Una serie di iniziative da proporre in classe e una chiamata nazionale in piazza nella giornata di venerdì 13 febbraio per una mobilitazione tanto più necessaria quanto più fosco è il clima che stiamo vivendo davanti a un attacco senza precedenti ai luoghi del sapere e della formazione. Non c’è tempo da perdere, non ci possono essere scuse o alibi. La piazza chiama ognuno e ognuna di noi a una risposta senza tentennamenti perché il messaggio arrivi forte e chiaro alle stanze del potere: la scuola non si piega. In tutto questo ci guida la profonda convinzione che difendere la libertà di insegnamento e fermare con decisione ogni tentativo di schedare studenti e corpo docente in liste di proscrizione che ricordano i tempi più bui del secolo scorso è un dovere verso le generazioni future. Cedere in un contesto del genere sarebbe un errore imperdonabile dalle conseguenze disastrose. Per agire. Per reagire. Per resistere. Avanti! > Settimana di mobilitazione per la libertà di insegnamento -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Firma l’appello per la libertà di insegnamento nelle scuole
Nel 2000 Alleanza Nazionale, erede del Movimento Sociale Italiano, e Azione Giovani lanciarono una campagna pubblica contro gran parte dei manuali di storia diffusi nella scuola italiana, accusati di faziosità nel descrivere soprattutto gli avvenimenti legati alla Resistenza e alla caduta del nazi-fascismo. Non arrivarono a bruciare i libri, ma furono create delle pseudo liste di proscrizione e quel clima intimidatorio favorì l’assalto di una libreria deturpando centinaia di copie di un libro di testo. Oggi, Azione Studentesca (legata a Gioventù Nazionale, quindi a Fratelli d’Italia) tramite un questionario inviterebbe studenti e studentesse a segnalare se hanno: “uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni”. Si tratta, peraltro, della stessa organizzazione per la quale non si dovrebbe parlare di Antifascismo nel corso delle lezioni di educazione civica. Mentre esponenti dei partiti di governo plaudono all’iniziativa, la sottosegretaria Frassinetti (MIM) minimizza asserendo che, in fondo, non è accaduto nulla di grave. A suo dire, ci troveremmo soltanto di fronte a una sorta di sondaggio anonimo. Non siamo per nulla stupite/i: la sottosegretaria è espressione di quel Ministero che in questo ultimo periodo ha censurato, e in parte impedito, che nelle scuole si potesse discutere liberamente di pace e guerra e, in particolare, del genocidio Palestinese. Di fronte a quella che appare, al di là di ogni ragionevole dubbio, una intollerabile schedatura, ribadiamo che la scuola pubblica statale italiana garantisce professionalità e pluralità di presenze, diversamente dalle scuole private (abbondantemente finanziate dal governo Meloni) che assumono il personale con criteri ben diversi tra quali anche la omogeneità ideologica. Questa sorta di schedatura è stata vissuta dal mondo dell’istruzione come parte integrante di quel composito tentativo di demolire la scuola come luogo di formazione del sapere critico per formare dei cittadini consapevoli, perché, nonostante il governo e i suoi pacchetti sicurezza, nelle nostre aule si continua a parlare di accoglienza operando per decostruire la paura del diverso e ogni forma di razzismo. Nelle scuole si parla di pace tra i popoli e non di patrie e di interessi nazionali da difendere con le armi; si parla delle guerre in corso e persino delle responsabilità delle multinazionali nel disastro climatico; si afferma, motivandola, la necessità del dialogo tra le diverse culture e le diverse religioni. Certe iniziative ricordano che quanti, oggi come nel passato, hanno paura della cultura e impediscono con la censura il confronto fra le idee, non intimidiranno le/i docenti italiani\e che non rinunceranno a difendere la nostra Costituzione, frutto della lotta partigiana, il suo carattere antifascista e il diritto alla libertà di insegnamento. Di seguito i primi firmatari di questo appello * Donatella della Porta, Scuola Normale Superiore di Pisa * Micaela Frulli, Università di Firenze * Tomaso Montanari, Rettore dell’Università per Stranieri di Siena  * Donatella Di Cesare, Università “La Sapienza” di Roma * Roberta De Monticelli, Università di Ginevra e San Raffaele Milano * Gabriella Falcicchio, Università di Bari * Salvatore Cingari, Università di Perugia * Maria Carreras Goicoechea, Univerità di Catania * Angelo d’Orsi, Università degli Studi di Torino * Giuseppe Burgio, Università Kore di Enna * Padre Felice Scalia, filosofo e teologo della Compagnia di Gesù * Andrea Cozzo, Università di Palermo * Eric Gobetti, Storico e ricercatore * Ernesto de Cristoforo,  Università di Catania * Mauro Biani, Disegnatore satirico e Educatore professionale * Mons. Giovanni Ricchiuti, Movimento Pax Christi Italia * Gianni Piazza, Università di Catania * Attilio Scuderi, Università di Catania * Roberto Lovattini, Movimento di Cooperazione Educativa * Marco Antonio Pirrone, Univerità di Palermo * Alessandra Algostino, Università di Torino * Roberta Leoni, docente Presidente Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università * Ludovico Chianese, docente in quiescenza Napoli * Cristina Ronchieri, docente Massa * Serena Tusini, docente Massa * Irene Carnazza, docente Torino * Alessandra Alberti, docente Torino * Federico Giusti, delegato RSU e RLS * Elena Abate, ATA Milano * Maria Teresa Silvestrini, docente in quiescenza, La Scuola per la Pace Torino * Tersea Modafferi, docente Catania * Nino De Cristofaro, docente Catania * Nadia Germano, giornalista freelance Siracusa * Candida Di Franco, docente in quiescenza Palermo * Miria Pericolosi, Donne in nero Verona * Antonio Mazzeo, docente e giornalista no war * Lorenzo Perrona, docente Siracusa * Michele Lucivero, docente e giornalista pubblicista OdG Puglia * Giuseppe Saraceno, docente Pisa * Stefano Bertoldi, docente, giornalista, collaboratore di Radio Onda D’urto * Giuseppe Curcio, USB P.I. Bologna * Fausto Pascali, docente Pisa * Mariella Setzu, attivista antimilitarista Cagliari * Sara Conte, docente Cobas Scuola Grosseto * Stefano Cobello, sociologo COMPLETA IL FORM PER ADERIRE ALL’APPELLO Invia un modulo. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
9-13 febbraio: per la libertà di insegnamento
ripreso da « Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università». Con link al Appunti resistenti per la libertà di insegnamento . Settimana di mobilitazione per la libertà di insegnamento 9-13 febbraio. Dalla crisi internazionale dei diritti alle piazze A dicembre insegnanti, studenti e studentesse di 500 scuole, aderendo a una proposta didattica di Docenti per Gaza, hanno partecipato a
February 3, 2026
La Bottega del Barbieri
Settimana di mobilitazione per la libertà di insegnamento 9-13 febbraio. Dalla crisi internazionale dei diritti alle piazze
A dicembre insegnanti, studenti e studentesse di 500 scuole, aderendo a una proposta didattica di Docenti per Gaza, hanno partecipato a una lezione online con Francesca Albanese con la presentazione del libro Quando il mondo dorme, che racconta le condizioni in cui vive il popolo palestinese.  Sette di queste scuole sono state segnalate pubblicamente, talvolta anche in modo erroneo e diffamatorio, da esponenti locali di Fratelli d’Italia e della Lega, che hanno trasformato una proposta didattica in uno scontro politico. Immediata la risposta del  Ministero che, invece, di difendere i/le docenti dalla gogna mediatica, ha fatto partire “ispezioni” in maniera del tutto arbitraria.  La scuola, in tutte le sue componenti, ha svolto un ruolo fondamentale, contribuendo a formare quel senso comune generale di condanna di fronte a una massima ingiustizia.  Se vogliono colpire la libertà di insegnamento, come docenti, abbiamo il dovere di difendere tale norma di rango costituzionale e rivendicarla all’interno del nostro lavoro quotidiano; se rinunciamo a parlare di Palestina e di diritti violati e a scegliere autonomamente gli/le esperti/e che devono entrare nelle nostre scuole, allora avranno avuto ragione a “colpirne uno per educarne cento!”.  Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e Docenti per Gaza crediamo che sia molto importante reagire in modo coordinato e visibile a questo attacco alla libertà di insegnamento, anche perché niente possono gli ispettori di fronte alla normativa che ci tutela pienamente.  Ma l’attacco alla libertà di insegnamento non nasce con le recenti ispezioni, già a novembre il ministero aveva fatto una circolare che cercava di orientare, limitare e censurare l’autonomia didattica dei docenti e delle docenti.    Ancora prima di conoscere l’esito delle ispezioni , i Dirigenti hanno iniziato a censurare iniziative, eclatante il caso di Bologna e il divieto di ospitare un’iniziativa con alcuni obiettori di coscienza israeliani  o le recenti interrogazioni parlamentari su Liceo Marco Polo di Venezia “reo” di aver organizzato iniziative di educazione civica su Gaza. Per questo, come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università abbiamo deciso di promuovere  un’assemblea pubblica  nazionale che il 29 dicembre ha visto la partecipazione e il confronto di centinaia  tra insegnanti  ed esponenti della società civile. Dall’assemblea sono emerse varie proposte di attivazione e resistenza.  Abbiamo realizzato insieme a Docenti per Gaza un opuscolo Appunti resistenti per la libertà di insegnamento pensato sia come strumento politico sia come guida normativa: come docenti abbiamo il dovere di difendere tale norma di rango costituzionale all’interno del nostro lavoro quotidiano. Abbiamo aderito alla campagna promossa da Docenti per Gaza “La scuola non si censura” per mettere a sistema e documentare tutte le ingerenze che in questo momento il Governo e alcune aree politiche vorrebbero mettere in atto per limitare il diritto costituzionale ad un insegnamento libero e privo di censura e controllo politico.  Infine proponiamo che la settimana dal 9 al 13 febbraio diventi una settimana di mobilitazione in difesa della libertà di insegnamento. Metteremo a disposizione a tutto il corpo docente di ogni ordine e grado una serie di interventi a tema “La crisi del diritti internazionale: catastrofe e opportunità” su una pagina dedicata del nostro sito. Esperte ed esperti hanno registrato degli interventi di 20’ che potrete mostrare in classe da lunedì 9 a venerdì 13 febbraio. Questo come spunto per costruire liberamente la lezione che ciascuno riterrà più adatta al proprio contesto scolastico.  La settimana si concluderà con presidi locali pomeridiani il giorno 13 febbraio che ogni territorio declinerà nella maniera che ritiene più opportuna scegliendo luoghi simbolici come gli uffici scolastici o le prefetture o le piazze di riferimento delle città. Se oggi l’attacco politico al mondo dell’istruzione permette che gli studenti di Azione studentesca arrivino a schedare i docenti di “sinistra”,  auspichiamo la protesta sia sostenuta dal corpo studentesco, dalla componente genitore, da tutta la comunità educante, dalle associazioni che si occupano di educazione alla pace  e dai movimenti che si oppongono alla guerra e al genocidio . Per la libertà di insegnamento, contro le schedatura degli studenti palestinesi, contro le liste di proscrizione del corpo docente, per la dignità e indipendenza della Scuola.  PER PARTECIPARE CERCA LA PIAZZA NELLA TUA CITTÀ SULLA PAGINA SETTIMANA DI MOBILITAZIONE O PROPONI E SEGNALA QUELLO CHE ACCADE NELLA TUA CITTÀ OSSERVATORIONOMIL@GMAIL.COM. Osservatorio contro la Militarizzazione delle Scuole e delle Università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. 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Puntata del 27/01/2026@1
Il primo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Giorgio Dellerba dell’esecuzione Nazionale usb sul l’affidamento a liberi professionisti da parte della Regione Lombardia delle attività di vigilanza sulla sicurezza e salute sui luoghi di lavoro: “Ennesima e plateale umiliazione delle funzioni ispettive. In esecuzione di una Deliberazione della Giunta della Regione Lombardia risalente ad aprile 2025, i servizi PSAL delle ATS lombarde pubblicano in questi giorni i bandi per l’acquisizione di personale nell’ambito del servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro. I profili professionali spaziano dal dirigente medico agli ingegneri, dagli statistici agli informatici fino agli infermieri. Questo personale, definito aggiuntivo, sarà impiegato in attività di ispezione sui luoghi di lavoro, indagini su infortuni, progettazione di specifiche aree di intervento per il contrasto a malattie professionali, controlli sulla sorveglianza sanitaria, consulenza per la valutazione dei rischi, verifica degli impianti e delle apparecchiature e altre attività collaterali. Ma il nuovo personale ispettivo non sarà assunto attraverso un concorso pubblico bensì a partita IVA, per soli tre anni, come consulenti esterni della Pubblica Amministrazione. In questo modo, un’attività fondamentale per la prevenzione di un fenomeno divenuto drammatico nel nostro Paese, con un ritmo di omicidi sul lavoro che anche nel 2025 ha superato quota mille e con più di 600mila denunce di infortuni, viene appaltata a liberi professionisti. Funzioni di ufficiali di polizia giudiziaria vengono affidate a soggetti esterni, superando i vincoli deontologici a cui sono sottoposti i funzionari adibiti a compiti di vigilanza e determinando un intreccio pericoloso tra controllore e controllato. L’attività di ispezione sui luoghi di lavoro è sempre più penalizzata e le chiacchiere che il Governo ripropone ad ogni strage (purtroppo tragicamente ricorrente), cui fanno seguito sempre nuovi impegni e decreti, corrispondono invece al depotenziamento delle funzioni di vigilanza. Ad aggravare la situazione sicurezza sul lavoro la strategia di questi ultimi anni perseguita all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, in cui le direttive assegnate hanno privilegiato, in nome del raggiungimento degli obiettivi e quindi della meritocrazia, la quantità anziché la qualità delle ispezioni, oltre a modifiche normative che appesantiscono, favori ai consulenti e alle aziende (diffida amministrativa, Protocollo Asse.Co. etc…), personale amministrativo ridotto all’osso, mancanza di riconoscimento dei rischi dell’attività esterna ed enorme scarto tra il valore delle funzioni esercitate e salario riconosciuto. Un vero e proprio smantellamento delle funzioni pubbliche con una precisa strategia: indebolire i controlli e “non disturbare chi produce ricchezza. Ora la Regione Lombardia compie un passo clamoroso verso la privatizzazione delle attività di controllo.” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della serata è stato quello della schedatura degli insegnanti di sinistra attuata dal collettivo “Azione studentesca”, tramite un questionario sottoposto a studenti e studentesse in diversi comuni d’Italia. In collegamento telefonico con Serena Tusini dell’ osservatorio contro la militarizzazione nelle scuole, abbiamo commentato questa notizia e altre, riguardanti la deriva sempre più autoritaria attuata dal ministero dell’ istruzione e del merito nei confronti della libertà di insegnamento e in generale contro un modello di scuola che si impegna a formare individui che possano sviluppare un proprio pensiero personale critico. Questo modello che sembrerebbe scontato preservare è in realtà costantemente messo sotto attacco dall’ attuale Ministro Valditara, perché di fatto “figlio” delle fondamentali rivoluzioni socio culturali iniziato nel ’68, un’eredità che vorrebbe essere cancellata facendo piombare il mondo dell’ istruzione ai tempi del fascismo. Buon ascolto
January 28, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 27/01/2026@0
Il primo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Giorgio Dellerba dell’esecuzione Nazionale usb sul l’affidamento a liberi professionisti da parte della Regione Lombardia delle attività di vigilanza sulla sicurezza e salute sui luoghi di lavoro: “Ennesima e plateale umiliazione delle funzioni ispettive. In esecuzione di una Deliberazione della Giunta della Regione Lombardia risalente ad aprile 2025, i servizi PSAL delle ATS lombarde pubblicano in questi giorni i bandi per l’acquisizione di personale nell’ambito del servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro. I profili professionali spaziano dal dirigente medico agli ingegneri, dagli statistici agli informatici fino agli infermieri. Questo personale, definito aggiuntivo, sarà impiegato in attività di ispezione sui luoghi di lavoro, indagini su infortuni, progettazione di specifiche aree di intervento per il contrasto a malattie professionali, controlli sulla sorveglianza sanitaria, consulenza per la valutazione dei rischi, verifica degli impianti e delle apparecchiature e altre attività collaterali. Ma il nuovo personale ispettivo non sarà assunto attraverso un concorso pubblico bensì a partita IVA, per soli tre anni, come consulenti esterni della Pubblica Amministrazione. In questo modo, un’attività fondamentale per la prevenzione di un fenomeno divenuto drammatico nel nostro Paese, con un ritmo di omicidi sul lavoro che anche nel 2025 ha superato quota mille e con più di 600mila denunce di infortuni, viene appaltata a liberi professionisti. Funzioni di ufficiali di polizia giudiziaria vengono affidate a soggetti esterni, superando i vincoli deontologici a cui sono sottoposti i funzionari adibiti a compiti di vigilanza e determinando un intreccio pericoloso tra controllore e controllato. L’attività di ispezione sui luoghi di lavoro è sempre più penalizzata e le chiacchiere che il Governo ripropone ad ogni strage (purtroppo tragicamente ricorrente), cui fanno seguito sempre nuovi impegni e decreti, corrispondono invece al depotenziamento delle funzioni di vigilanza. Ad aggravare la situazione sicurezza sul lavoro la strategia di questi ultimi anni perseguita all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, in cui le direttive assegnate hanno privilegiato, in nome del raggiungimento degli obiettivi e quindi della meritocrazia, la quantità anziché la qualità delle ispezioni, oltre a modifiche normative che appesantiscono, favori ai consulenti e alle aziende (diffida amministrativa, Protocollo Asse.Co. etc…), personale amministrativo ridotto all’osso, mancanza di riconoscimento dei rischi dell’attività esterna ed enorme scarto tra il valore delle funzioni esercitate e salario riconosciuto. Un vero e proprio smantellamento delle funzioni pubbliche con una precisa strategia: indebolire i controlli e “non disturbare chi produce ricchezza. Ora la Regione Lombardia compie un passo clamoroso verso la privatizzazione delle attività di controllo.” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della serata è stato quello della schedatura degli insegnanti di sinistra attuata dal collettivo “Azione studentesca”, tramite un questionario sottoposto a studenti e studentesse in diversi comuni d’Italia. In collegamento telefonico con Serena Tusini dell’ osservatorio contro la militarizzazione nelle scuole, abbiamo commentato questa notizia e altre, riguardanti la deriva sempre più autoritaria attuata dal ministero dell’ istruzione e del merito nei confronti della libertà di insegnamento e in generale contro un modello di scuola che si impegna a formare individui che possano sviluppare un proprio pensiero personale critico. Questo modello che sembrerebbe scontato preservare è in realtà costantemente messo sotto attacco dall’ attuale Ministro Valditara, perché di fatto “figlio” delle fondamentali rivoluzioni socio culturali iniziato nel ’68, un’eredità che vorrebbe essere cancellata facendo piombare il mondo dell’ istruzione ai tempi del fascismo. Buon ascolto
January 28, 2026
Radio Blackout - Info
Appunti Resistenti per la libertà d’insegnamento
L’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ INSIEME A DOCENTI PER GAZA HA ELABORATO UN LIBRETTO, CHIAMATO IN MANIERA EVOCATIVA APPUNTI RESISTENTI PER LA LIBERTÀ D’INSEGNAMENTO, CON LO SCOPO DI RICORDARE AI COLLEGHI E ALLE COLLEGHE I DIRITTI CHE POSSIAMO RIVENDICARE DAVANTI AI TENTATIVI DI CENSURA, REPRESSIONE E INTIMIDAZIONE NEL CASO DI INIZIATIVE CHE NON PIACCIONO AL GOVERNO, COME QUELLE LEGATE ALLA QUESTIONE PALESTINESE CHE ULTIMAMENTE HA VISTO ANCHE L’INTERVENTO DEGLI ISPETTORI IN ALCUNE SCUOLE. SI INVITANO I/LE DOCENTI A SCARICARE IL PDF E A FAR CIRCOLARE IL MATERIALE PER UNA MAGGIORE CONSAPEVOLEZZA DELLA LIBERTÀ D’INSEGNAMENTO GARANTITA DAL DETTATO COSTITUZIONALE. PARTE PRIMA – INTRODUZIONE E MOTIVAZIONI DELL’OPUSCOLO Le recenti ispezioni ministeriali che hanno interessato alcune scuole, “colpevoli” di aver invitato Francesca Albanese a parlare di Palestina, rappresentano un ulteriore salto di qualità della repressione nel nostro Paese. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e Docenti per Gaza crediamo che sia molto importante reagire in modo coordinato e visibile a questo attacco alla libertà di insegnamento, anche perché niente possono gli ispettori di fronte alla normativa che ci tutela pienamente. Questo opuscolo è pensato sia come strumento politico e guida normativa che come proposta concreta sul piano della didattica: se vogliono colpire la libertà di insegnamento, come docenti abbiamo il dovere di difendere tale norma di rango costituzionale e rivendicarla all’interno del nostro lavoro quotidiano; se rinunciamo a parlare di Palestina, a scegliere autonomamente gli esperti che devono entrare nelle nostre scuole, allora avranno avuto ragione a “colpirne uno per educarne cento”. LA SITUAZIONE Contro il genocidio del popolo palestinese si è sviluppata una mobilitazione come mai nel recente passato. La scuola, in tutte le sue componenti, ha svolto un ruolo fondamentale, contribuendo a formare quel senso comune generale di condanna di fronte a una massima ingiustizia. Si è così evidenziata una enorme distanza fra il Parlamento italiano, quasi tutto schierato per la guerra e il riarmo, e la maggioranza dell’opinione pubblica che, in un’ottica antimilitarista, vuole una vera pace in Palestina e la fine del conflitto russo-ucraino. A conferma di questa enorme distanza si veda l’immediata reazione popolare rispetto alle gravissime vicende in corso in Venezuela. Le mobilitazioni popolari contro le guerre hanno fatto e fanno paura. Invece di ascoltarne le ragioni, maggioranza e buona parte dell’opposizione, appoggiate da quasi tutti i media, hanno amplificato singoli episodi, del tutto marginali rispetto al quadro generale, per iniziare un’opera di delegittimazione delle proteste e, conseguentemente, di repressione. Denunce, multe, arresti, negazione degli spazi per discutere, assalti squadristici per impedire i dibattiti: la cronaca di questi giorni testimonia della gravità della situazione. Solo chi non vuole vedere non si accorge del cosiddetto “doppio standard” messo in atto da chi ci governa (ciò che ritengo legittimo per la mia parte, diventa intollerabile se compiuto dai miei “nemici”) e non si accorge del tentativo di rendere “normale” la guerra e necessari il riarmo e la leva militare. A SCUOLA In questo quadro, ispettori ministeriali sono stati inviati nelle scuole per controllare l’operato di docenti, studentesse e studenti, in nome di un supposto diritto al contraddittorio, che dovrebbe impedire la strumentalizzazione dell’istruzione. La nota ministeriale n. 6545 del 12 dicembre 2025, paradossalmente, afferma il ruolo formativo, democratico, pluralistico della scuola, ma di fatto lo vìola, criminalizzando proprio quelle attività che sono pluralistiche, democratiche e formative, in quanto forniscono dati di informazione e studiano criticamente la situazione palestinese. Si tratta quindi di una intimidazione politica nei confronti di dirigenti scolastici, docenti, studenti e studentesse, che però non ha una base normativa. * In primo luogo, va ricordato che la Scuola pubblica statale è per sua natura “pluralistica”, in quanto il personale viene reclutato non in base a una specifica appartenenza ideologica (come avviene nelle scuole private “di tendenza”), ma attraverso una pubblica selezione, e ciò fa sì che studentesse e studenti e le stesse famiglie incontrino docenti e personale sicuramente di diversa formazione e orientamento politico e culturale. * In secondo luogo, va ricordato che esiste il Testo unico, tuttora in vigore (Decreto Legislativo n. 297/1994) che, attraverso gli organi collegiali, regola la vita democratica della scuola. Un testo che devono rispettare anche i dirigenti scolastici, visto che, secondo il Decreto Legislativo n. 165/2001, questi ultimi devono operare «nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici». * Infine, è utile ribadire quanto previsto nell’art. 33 della nostra Costituzione: «L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento», concetto ribadito anche nel CCNL. Ma torniamo alle ispezioni. Si è, innanzitutto, determinato un clima di paura e di intimidazione, che ha portato dirigenti scolastici zelanti ad annullare iniziative già programmate, mentre diversi docenti hanno dovuto giustificare il loro operato, dimostrando così che l’obiettivo del ministro non era certo quello di garantire il pluralismo/contraddittorio, ma, molto più banalmente, di impedire che si discutesse del genocidio del popolo palestinese. Un intento confermato dal fatto che ciò è avvenuto unicamente sulla Palestina, mentre in passato il ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, non ha mai invocato il criterio del pluralismo/contraddittorio rispetto alla presenza nelle scuole di esperti esterni. COME REGOLARSI IN QUANTO DOCENTI A nostro avviso basterebbe seguire la normativa che regola il mondo della scuola. Proviamo a ricapitolare: * ogni scuola approva un proprio PTOF. All’interno di questo documento, coerentemente con i nostri principi costituzionali, vengono esplicitati gli orientamenti generali e le priorità rispetto all’azione educativo-didattica. * tutto ciò che viene programmato coerentemente col PTOF è pienamente legittimo. Addirittura la normativa vigente prevede anche (art. 3, comma 2, d.P.R. n. 275/1999, come modificato dall’art. 1, comma 14, della l. n. 107/2015) il rispetto delle cosiddette opzioni di gruppo minoritario. * negli ultimi anni una programmazione unitaria è inoltre prevista rispetto all’Educazione Civica e all’Orientamento. Tale programmazione unitaria va articolata all’interno dei singoli Consigli di Classe. * per quanto riguarda l’Educazione Civica (l. n. 92/2019 e Linee Guida d.m. n. 183/2024) i consigli di classe possono individuare le tematiche trasversali e, per esempio, potrebbero indicare come centrale (come è avvenuto in alcune realtà) il tema della pace e della guerra. * per quanto riguarda l’Orientamento (Linee Guida d.m. n. 328/2022 e successive Note di attuazione), esso viene definito come un processo che accompagna tutto il percorso scolastico, con l’obiettivo di formare cittadini consapevoli, capaci di scegliere e di riprogettarsi in un mondo in rapido cambiamento. Conoscere e saper comprendere i conflitti non vi è dubbio che aiuti a formare cittadini consapevoli. QUINDI UN PROGETTO SULLA PACE E SULLA GUERRA, INDIVIDUALE E/O COLLETTIVO, È DEL TUTTO LEGITTIMO E PREVISTO DALL’ATTUALE ORDINAMENTO SCOLASTICO. LA FUNZIONE DOCENTE Spetta al/alla singolo/a docente articolare il lavoro, grazie alla propria professionalità, durante le ore di lezione e utilizzare, nei modi che ritiene più opportuni, l’eventuale contributo di esperti esterni, con l’unica condizione che questi ultimi non esprimano idee contrarie alla Costituzione. Del resto, è del tutto impossibile pensare a un “contraddittorio permanente”, modello mutuato dai talk show televisivi e orientato a generare tifoserie invece che sviluppare il pensiero critico dei discenti a partire dai processi di ricerca. Infine, per quanto riguarda gli/le esperti/e esterni eventualmente invitati/presenti nelle assemblee studentesche di istituto (scuola secondaria di secondo grado), anche in questo caso basta rispettare la normativa vigente, d.lgs. n. 297/1994 e Statuto delle studentesse e degli studenti. In particolare l’art. 13, comma 6, del d.lgs. n. 297/1994 prevede che: «Alle assemblee di istituto svolte durante l’orario delle lezioni, ed in numero non superiore a quattro, può essere richiesta la partecipazione di esperti di problemi sociali, culturali, artistici e scientifici, indicati dagli studenti unitamente agli argomenti da inserire nell’ordine del giorno. Detta partecipazione deve essere autorizzata dal Consiglio d’Istituto». Se questi passaggi normativi risultano rispettati, qualsiasi ispezione non potrà fare altro che constatare la correttezza dell’operato di quelle docenti e quei docenti che hanno ritenuto formativo ed essenziale per il loro lavoro educativo portare studenti e studentesse a conoscenza non solo degli aspetti economici, ideologici, geopolitici, etici, ma anche del coinvolgimento altissimo delle popolazioni civili – fino ad arrivare alla volontà genocida – che caratterizza le guerre a noi contemporanee. FAQ 1. Se ho deciso di invitare un/a esperto/a nelle mie ore di lezione, devo per forza passare dal Consiglio di Classe? No. Durante la propria ora di lezione in caso in cui si segua la propria programmazione disciplinare, che può essere modificata nell’effettivo percorso di insegnamento-apprendimento, possono essere invitati esterni per approfondimenti; il passaggio per il consiglio di classe può essere un’ulteriore tutela, ma non un obbligo. La comunicazione alla D.S. è d’obbligo solo per quello che riguarda la faq n. 2. * Se ho deciso di invitare un/a esperto/a nelle mie ore di lezione, devo per forza comunicarlo al dirigente? Si, ma solo se l’esperto viene in presenza per motivi di sicurezza e assicurazione; un intervento on line non ha bisogno di autorizzazione; qualora il Dirigente scolastico sollevi problemi, rivolgersi al proprio sindacato.   * Cosa devo scrivere sul registro? Ogni docente ha l’obbligo di tenere aggiornato il registro elettronico con le attività svolte (art. 41 del R.D. 30/04/1924 n. 965). È sufficiente scrivere l’argomento della lezione. * Sono obbligata/o a comunicare ai genitori preventivamente la presenza di un esperto? No, se svolto all’interno della propria programmazione e della propria ora di lezione (così come non si comunica la visione di un film, la scelta di un documento o qualsiasi approfondimento disciplinare[1] [2] [3] ); si può prevedere, tuttavia, di inserire nel registro l’eventuale incontro proprio anche al fine di sottolineare la libertà di insegnamento. Se il progetto rientra nella programmazione del consiglio di classe consigliamo di scrivere sul registro l’attività che si svolgerà. * Quali sono brevemente e precisamente i passaggi che consigliate di fare in modo da essere blindati da un punto di vista normativo? a) Nella propria ora di lezione, se si tratta un argomento inerente la disciplina insegnata e la programmazione prevista, il docente non ha alcun obbligo da rispettare, se non eventualmente quello di informare preventivamente il dirigente scolastico che nel giorno e nelle ore stabilite sarà presente nei locali della scuola un esperto esterno. b) Nella propria ora di lezione, se si tratta un argomento non inerente la disciplina insegnata, ma previsto nel PTOF o nella propria programmazione come attività di educazione civica o orientamento, il/la docente non ha alcun obbligo da rispettare, se non eventualmente quello di informare preventivamente il dirigente scolastico che nel giorno e nelle ore stabilite sarà presente nei locali della scuola un esperto esterno. * Possono gli studenti chiamare un/una esperto/a esterno/a durante l’assemblea? Si, per un totale di 4 volte l’anno (art. 13, comma 6, del d.lgs. n. 297/1994) con la delibera del Consiglio di istituto. In molte scuole i consigli di istituto, per accelerare la procedura, ad ogni inizio di anno scolastico, delegano con specifica delibera, la Giunta esecutiva o addirittura il dirigente scolastico a valutare la congruità dell’intervento esterno con le norme di legge le regole interne alla scuola e autorizzare l’intervento. Si sconsiglia di non concedere tale delega al DS in difesa del ruolo degli organi collegiali. * Anche se non sono di materie umanistiche posso affrontare argomenti di attualità storico-politica? Si, inserendoli nelle ore di orientamento e di educazione civica; se diverso da quanto previsto nella programmazione del consiglio di classe questo va coinvolto. * Quali sono brevemente e precisamente i passaggi che consigliate di fare in modo da essere blindati da un punto di vista normativo? Vedi faq n.1. TABELLA DI SINTESI PER APPROVAZIONE PROGETTI RESISTENTI A QUALUNQUE ISPEZIONE periodoorgano collegialecose da faresuggerimentiAgosto/ settembrecollegio docenti• Controllo della conformità del progetto con il PTOF  punti da attenzionare: • Obiettivi Educativi: Definisce gli obiettivi generali e specifici, in linea con le indicazioni nazionali e le esigenze locali. • Progettazione Curricolare: -Dettaglia i percorsi disciplinari, i curricoli, le metodologie didattiche e i criteri di valutazione per ogni materia e classe. • Progettazione Extracurricolare: Include attività extra, come laboratori, progetti speciali, scambi culturali, viaggi di istruzione, che arricchiscono l’offerta.  settembreDipartimenti    e poi     Collegio docenti         consiglio di classe: prime intese sulla programmazione di classe•durante  la elaborazione del PTOF o del suo aggiornamento annuale ad opera dei dipartimenti;   inserimento del progetto/attività nel punto all’o.d.g       • inserimento del progetto/attività nel punto all’o.d.gessere generici (tipo “attività di interesse formativo riguardo i diritti umani”)     essere generici (tipo “attività di interesse formativo riguardo i diritti umani”)ottobre /novembreconsiglio di classe• inserimento del progetto/attività nel punto all’o.d.g “programmazione della classe”;   • inserimento del progetto/attività in uno di questi “scatoloni”: –orientamento; -ed. civica; -FSL.Se non si ha già il progetto specifico da inserire, essere generici, e far mettere a verbale gli obiettivi educativi del PTOF che si intendono valorizzare con le proprie proposte; lo “scatolone” Orientamento è il più flessibile e modificabile nel corso dell’anno scolastico, quindi puntare su questo se si vuole avere la possibilità di inserire una attività specifica successivamente; riguardo alla Formazione Scuola Lavoro, ricordiamo che anche le scuole in quanto enti pubblici possono essere struttura ospitante.dicembre/febbraio                         fino a fine annoconsigli di classe o scrutini• inserimento del progetto/attività nel punto all’o.d.g “ulteriore eventuali intese sulla programmazione della classe” o in alternativa segnalazione dell’attività al cdc e al Tutor per l’orientamento;   • se il progetto/attività non può essere comunicato per la breve tempistica, in un cdc: avvisare i membri del consiglio di classe, e p.c. la dirigenza tramite mail istituzionale;A.A.A. per ogni progetto/attività deliberato va data pronta comunicazione tramite la funzione “agenda” del registro elettronico. In tal modo, infatti, saranno avvisati tutti i soggetti coinvolti, direttamente o indirettamente, nell’attività della classe (docenti del C.d.C., alunni, genitori).     N.B.: anche nei casi in cui si è soliti comunicare tramite whatsapp et similia, dopo le comunicazioni e le adesioni mandare comunque una mail all’intero consiglio, e p.c. alla dirigenza, in cui si formalizza l’adesione al progetto, iniziando la mail con la seguente dicitura “Come anticipato e deciso per le vie brevi…” A.A.A. Se il dirigente, nonostante l’approvazione del C.d.C avesse da eccepire, rispondete allegando il verbale dove avete fatto inserire gli obiettivi educativi del PTOF a cui si rifanno le vostre proposte progettuali. A.A.A. Anche se il progetto / attività dovesse svolgersi esclusivamente nella propria ora, in caso di coinvolgimento di figure esterne alla scuola (come nel caso del webinar di Francesca Albanese), ed essendo la programmazione di classe una attività interdisciplinare, sentire comunque prima il parere del C.d.C. nello specifico per ed. civica e orientamentoTutto l’annoNessuno• attività nelle proprie ore di lezione e per le proprie discipline, come approfondimento, ad esempio, di uno specifico tema anche con la presenza di un esperto esterno;Durante la propria ora di lezione in caso in cui si segua la propria programmazione disciplinare (per esempio, sono una insegnante di storia e sto spiegando la colonizzazione spagnola in seguito alla scoperta dell’America e faccio un confronto con il colonialismo del Novecento parlando del conflitto in Palestina del 1936-39 proponendo Ilan Pappé),  possono essere invitati esterni per approfondimenti. La comunicazione alla D.S. è d’obbligo solo se l’esperto è in presenza, per motivi di sicurezza e assicurazione. SCARICA GLI APPUNTI RESISTENTI PER LA LIBERTÀ D’INSEGNAMENTO IN PDF. appunti resistentiDownload -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente