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La trasparenza non basta
di Federico Giusti Cosa si cela dietro all’avvento dell’economia di guerra e alla militarizzazione del corpo sociale Non è la prima volta, e non sarà l’ultima, che ai cittadini venga …
Solidarietà a Linda Maggiori
Rete #NOBAVAGLIO esprime pieno sostegno alla giornalista Linda Maggiori, che il prossimo 27 agosto a Roma sosterrà nell’udienza davanti il Consiglio di Stato il diritto di poter accedere alle informazioni sui traffici d’armi dal porto di Ravenna. Diritto che invece le è stato negato dall’Agenzia delle Dogane. Rete #NOBAVAGLIO auspica che l’esito sia in linea con la sentenza già espressa dal Tar di Bologna in suo favore, che, come conferma il suo avvocato Andrea Maestri, “ha sancito il diritto di conoscere almeno le quantità di armi che transitano dal nostro porto”. La battaglia di Linda Maggiori ci riguarda tutte e tutti: come giornaliste e giornalisti, come attiviste e attivisti e come cittadine e cittadini che hanno il diritto ad essere informati, almeno per due ragioni fondamentali: La prima: perché il traffico d’armi va ad alimentare un’economia di guerra che, dall’industria alla cultura, sta trasformando l’intera struttura della nostra società, crea solo morte e distruzione e impoverisce ecosistemi e territori, mettendone a rischio la sicurezza, come dimostra l’esplosione avvenuta in questi giorni nella fabbrica d’armi KNDS di Colleferro, in provincia di Roma. La seconda: perché la raccolta di notizie potrebbe implicare, come in questo, anche la verifica di eventuali violazioni della legge dello Stato 185/1990, che vieta di armare governi responsabili di crimini di guerra e contro l’umanità, come ad esempio Israele, che tuttora sta perpetrando impunemente il genocidio del popolo palestinese, così come denunciato dall’Onu. RETE #NOBAVAGLIO Liberi di essere informati LiberiTuttX Ovviamente Linda Maggiori riceva anche la solidarietà della redazione di Pressenza di cui è da tempo una delle autrici. Rete #NOBAVAGLIO
August 19, 2026
Pressenza
Bloccati al porto di Ravenna container con armi dirette in Israele: lo stop deciso dal sindaco
Il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni ora chiede “una azione del Governo italiano, che fa finta di non sapere che dai nostri porti continuano a transitare armi destinate ad azioni contrari alla nostra Costituzione” BOLOGNA – Bloccati a Ravenna due contanier di armi destinate ad Israele. Lo rivela il sindaco della città Alessandro Barattoni che in seguito ad una segnalazione arrivata nella serata di ieri “da alcuni lavoratori” del porto ha ottenuto, insieme a Provincia e Regione, lo stop dalla società di gestione dello scalo. Si trattava, racconta il primo cittadino, di “due container contenenti esplosivi con destinazione Israele“. Ricevuta la segnalazione “ci siamo attivati per verificare la cosa e abbiamo avuto conferma”. IL CONTAINER È STATO STOPPATO SU RICHIESTA DEL SINDACO In qualità di soci pubblici, gli enti locali hanno “evidenziato la loro contrarietà a Sapir”, la società che gestisce il porto di Ravenna, ottenendo lo stop al passaggio dei container. La società ha raccolto l’invito e espresso la propria “indisponibilità a fare entrare nei propri terminal” quei carichi, che pertanto “oggi non transiteranno dal porto di Ravenna”. Ora, è il messaggio spedito però da Barattoni nel corso di una conferenza stampa tenuta in municipio, “serve una azione del Governo italiano, che fa finta di non sapere che dai nostri porti continuano a transitare armi destinate ad azioni contrari alla nostra Costituzione”.   Agenzia DIRE
September 18, 2025
Pressenza