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Rapporto di una commissione ONU: “A Gaza si muore di freddo”
Dal rapporto di una commissione Onu sugli effetti dell’inverno a Gaza: “Freddo e pioggia stanno rendendo la vita dagli sfollati un inferno. I morti per il freddo sono stati finora 21, tra cui 18 bambini. Mancano strutture di riparo adeguate perché le tende di plastica leggera non proteggono dai cambi climatici di temperatura e con la pioggia sono crollate sulle teste degli abitanti. Un milione e mezzo di sfollati non ha vestiti pesanti per far fronte alla stagione invernale e la maggior parte non ha coperte per la notte. L’allagamento dei campi profughi ha inzuppato vestiti, materassi e coperte, aggravando la sofferenza per il freddo. Israele vieta l’ingresso di carburanti e di stufe per il riscaldamento.” ANBAMED
Lun 19 Gennaio h 20.30 – Libano e Palestina
Lunedì 19 Gennaio 2026 dalle ore 20.30 Libano e Palestina Storia dei campi profughi palestinesi e del paese che gli ospita Con un partecipante del viaggio in Libano nel 2025 del “Comitato per non dimenticare Sabra e Shatila” che farà un resoconto con parole, foto e video Ore 20.30 Cena Ore 21.30 incontro
LIBANO: 43 ANNI FA IL MASSACRO DI SABRA E SHATILA. LA CORRISPONDENZA DA BEIRUT DELL’ASSOCIAZIONE “PER NON DIMENTICARE”
43 anni fa, tra il 16 e il 18 settembre 1982, le milizie falangiste-nazionaliste libanesi (a maggioranza cristiana maronita) e l’esercito israeliano compivano un massacro nei campi profughi palestinesi di Sabra e Shatila, a Beirut, in Libano. Furono tre giorni di mattanza con almeno 3000 civili assassinati dalle milizie cristiano-falangiste libanesi coperte dall’esercito israeliano che aveva invaso il Libano tre mesi prima (da inizio giugno 1982) e assediava la capitale sotto la direzione dell’allora ministro della difesa (e poi premier) Ariel Sharon. Dopo l’evacuazione da Beirut dei combattenti dell’Olp (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) agli ordini di Arafat – prevista dagli accordi di cessate il fuoco mediati dagli Usa dopo mesi di assedio e resistenza – i profughi palestinesi erano rimasti senza alcuna protezione. La scintilla per i massacri di Sabra e Shatila fu la morte – in un attentato – del neopresidente libanese, il leader falangista cristiano di estrema destra Bashir Gemayel, salito al potere con l’appoggio dell’occupazione israeliana. I miliziani di Gemayel compirono materialmente il massacro con l’appoggio e la copertura dell’esercito israeliano, che circondò i due campi in modo da lasciare indisturbati i falangisti. In molti furono uccisi con asce e pugnali, i corpi seviziati per tre giorni e due notti consecutive, con il mondo tenuto all’oscuro di tutto. “Ce lo dissero le mosche” è l’attacco del reportage del giornalista inglese Robert Fisk, tra i primi a entrare su Sabra e Shatila, riferendosi agli insetti che assediavano il campo profughi con i corpi delle vittime in putrefazione. Su Radio Onda d’Urto, la corrispondenza da Beirut di Mirca Garuti, dell’Associazione “Per non dimenticare Sabra e Shatila” che, come ogni anno, si è recata nel settembre 2025 in Libano per partecipare alle commemorazioni del massacro. Ascolta o scarica.
Non dimenticate Sabra e Chatila. Delegazione italiana in Libano per i rifugiati palestinesi
Anche quest’anno come ormai da oltre 23 anni, nonostante il genocidio e la pulizia etnica in corso a Gaza e in Cisgiordania e le quotidiane aggressioni contro il Libano da parte di Israele, una delegazione dell’associazione “Per non dimenticare – odv” si trova in Libano per commemorare la strage di […] L'articolo Non dimenticate Sabra e Chatila. Delegazione italiana in Libano per i rifugiati palestinesi su Contropiano.