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Incontri sulla violenza di genere con la Polizia all’IC “Ungaretti” di Teverola (CE)
La lettura della circolare interna della Dirigente Scolastica dell’IC “Giuseppe Ungaretti” di Teverola, in provincia di Caserta, concernente un incontro con la Polizia di Stato sulle violenze di genere, inviata all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università (clicca qui), mi invita ad aprire il sito dell’Istituto. Come sempre, fatto in serie, ovvero identico nell’impostazione a qualsiasi altro sito istituzionale: il logo di Futura campeggia evocando le misure economico-politiche, soprattutto culturali, della Missione 4 del PNRR, il richiamo ai PON (Europa docet!) e comunicazioni di servizio. L’autonomia scolastica sembra una coperta assai stretta, si sta ben dentro ai margini dettati dall’alto, anche per le iniziative progettuali intorno al tema della legalità  (clicca qui). “Questo non è amore” il titolo degli incontri con i poliziotti. Lo spirito e l’intento sono ammirevoli, si tratta di distinguere l’amore fra i sessi (quali? quelli convenzionalmente legati ai ruoli uomo-donna, visto che il problema è sempre e ancora la violenza maschile, come da cronaca), distinguendolo dai legami perversi, irrispettosi, illegali. Non sappiamo cosa effettivamente è stato raccontato ai preadolescenti della secondaria di primo grado, quindi torno al sito, alla settimana 16/20 marzo 2026 fitta di iniziative, conferenze, laboratori, ecc. Per cambiare “l’intera società” (sic!) effettivamente nulla di più appropriato di una scuola, anche se forse i termini andrebbero invertiti: modi, stili educativi, formazione, istruzione e conoscenze sono legati ai rapporti sociali, da esplorare in un contesto violento, suprematista, povero fino alla miseria materiale prima che morale, come quello in cui viviamo. Per suffragare i miei dubbi senza farne una retorica del contrario, torno alla circolare sulla settimana di marzo. Per le creature più piccole, quelle che frequentano il grado della scuola d’infanzia e i primi anni delle elementari (la primaria) nulla di meglio che colorare bandiere (anche questo già visto in altre scuole come “lavoretto molto coinvolgente”), dell’ascolto e del canto collettivo dell’inno nazionale. I fratelli d’Italia inneggianti al destarsi della patria con l’elmo di Publio Scipione l’Africano, per carità di patria (!) li lasciamo al Mameli repubblicano. Lo derubrichiamo come fatto storico, in fondo, Goffredo era un repubblicano della Repubblica Romana, con la sua utopica carta costituzionale. Per contro, non possiamo tralasciare che queste attività scendono dritte-dritte dalle Linee Guida sull’Educazione Civica (clicca qui). Divise, come ormai da dettato europeo e dal conformismo italico, per sezioni dedicate alle otto competenze, fra i traguardi, i descrittori gli obiettivi troviamo un insistente appello alla Patria e ai suoi valori. Trasversalmente un richiamo al rispetto delle diversità, incidentalmente anche un accenno al rapporto uomo-donna. La stessa solfa si ritrova nelle Indicazioni Nazionali per il Primo Ciclo. I talenti richiamati nei due testi, non a caso prodotti dal genio dello staff di Giuseppe Valditara che ha introdotto “merito” nella denominazione del Ministero, sono quelli che rientrano nei parametri del rispetto della legge, diventata un insieme di performance, di obbedienza, sposata però con l’auto-promozione. La legge, non le sfumature della legittimità costruita/decostruita passo-passo nel cuore delle comunità e dei consorzi umani, è il riferimento per talentuosi individualisti. Conforta, ma bisognerebbe sapere come è stato declinato e da chi, l’omaggio a un sacerdote, Peppe Diana, ucciso dalla camorra. Camorra che, tipica organizzazione di questa zona del paese, migrata al nord dove stanno i soldi, è di nuovo un problema che va ben al di là di una questione legale, ma tant’è. Mi sposto nuovamente sul sito della scuola. Trovo altri suggerimenti, così insistenti, da esser ben altro che semplici schede didattiche, semmai imposizioni di stili e metodi. Un esempio sono le schede su come si insegna l’italiano e la sua grammatica (clicca qui). Pregrafismo, ortografia, lezioni di dizione per dimenticare il dialetto, sintassi del buon italiano a seconda delle diverse età degli alunni sono un corpo legale, di regole. Infatti, si specifica, saranno oggetto di verifica secondo “le indicazioni ministeriali”. Ovvero, prove parallele per classi in preparazione della valutazione seria, quella di INVALSI. E qui mi viene in mente un bel libro. Vi si racconta come la grammatica con la G maiuscola sia un insieme instabile di convenzioni a cui ci richiamano proprio i dubbi, gli errori dei bambini, guarda caso soprattutto degli “stranieri”. «La scuola tende ad essere identificata con una casa di correzione […]. Così la grammatica, la lingua, il suo insegnamento diventano per un verso forme di sperimentazione di rapporti di potere […] metafore di una società che si vuole conforme al modello di una caserma» (G. Faso, Le regole non piovono dal cielo. Grammatiche immaginarie, Pungitopo, 2026, p. 13). Ancora, per stare al tema della segnalazione, un’ultima considerazione. La violenza scollata dal rapporto con l’aggressività che tutti ci caratterizza, come forma primordiale di difesa da accogliere e indirizzare attraverso l’educazione, soprattutto nel piccolo gruppo sociale ed epistemico (costruttore di saperi comuni) una classe, una sezione di scuola dei piccoli, diventa un problema di polizia, di reati, di prevenzione, di paura che non trova forma di mettersi in parole. Le famose soft skills le educano i poliziotti, i carabinieri, gli aviatori e gli ammiragli. Gli insegnanti dove sono finiti? Se ancora sono reperibili come educatori, e non come animatori-sorveglianti, provo a dar loro una voce: «Non ne posso più di stare murato/Nel desiderio senza amore/Una traccia mostraci di giustizia/La tua legge qual è?/Fulmina le mie povere emozioni, liberami dall’inquietudine/Sono stanco di urlare senza voce» (G. Ungaretti, La pietà, 1928). Del resto, la scuola è intitolata al poeta! Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. 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Nuestra América Convoy, incontri di solidarietà a Cuba
Gli attivisti europei giunti a Cuba come parte della campagna Let Cuba Breathe hanno visitato l’Instituto Finlay de Vacunas per conoscere i progetti di ricerca e produzione di vaccini che hanno dato a Cuba un ruolo di rilievo nell’ambito scientifico internazionale. “Grazie per la speranza e la certezza che ci state dando: Cuba non è sola!” ha dichiarato il direttore aggiunto dell’istituto, sottolineando il valore simbolico della solidarietà internazionale. Solidarietà e aiuto concreto sono giunti anche dagli Stati Uniti, con una delegazione composta da medici, avvocati, sindacalisti, professori e attivisti organizzata dal gruppo pacifista CodePink in collaborazione con l’Internazionale Progressista e Cuban Americans for Cuba. La delegazione ha portato a Cuba farmaci e forniture mediche per gli ospedali e le strutture sanitarie. Nell’Incontro di solidarietà che si è tenuto al Palazzo delle Convenzioni all’Avana con la presenza del presidente cubano Miguel Díaz-Canel Bermúdez, Medea Benjamín, cofondatrice di CodePink, ha dichiarato: “Provo orrore vedendo quello che il nostro governo sta facendo contro il popolo di Cuba. Per questo è importante essere qui come cittadini degli Stati Uniti e affermare che Trump non si prenderà Cuba per farne quello che vuole.” Foto: Enrique González (Enro)/ Cubadebate. Medea Benjamin aveva già condannato senza mezzi termini l’embargo americano. “Ci rifiutiamo di stare in silenzio mentre il nostro governo porta avanti una spregevole campagna di guerra economica, privando un Paese di carburante, medicine e beni essenziali per la vita.” Fonti: https://www.codepink.org/ http://www.cubadebate.cu/ Pressenza IPA
March 21, 2026
Pressenza
CHE NON CI MANCHINO LE PAROLE NEANCHE NELLA GUERRA
[MESSINA] DUE GIORNI A FIANCO DELLX IMPUTATX DEL CARNEVALE NO PONTE ED OPERAZIONE IPOGEO: 16/12 ORE 16:30: PIAZZA CASA PIA, chiacchiere ed aggiornamenti/ Vinbrulè benefit 17/12 ORE 9.00: PRESENZA SOLIDALE AL TRIBUNALE DI MESSINA Mercoledì 17 si terra prima udienza del processo contro il Carnevale No Ponte per il quale Andre, Gui e Bak sono […]
December 9, 2025
Stretto libertariA
A Bruxelles iniziativa per Gaza organizzata da WILPF Spagna e Donne in nero Spagna
Dal 10 al 18 ottobre 2025 si è svolta a Bruxelles un’iniziativa di sensibilizzazione sulla disastrosa situazione a Gaza rivolta principalmente alle istituzioni europee, in particolare per: * garantire un aiuto umanitario costante, adeguato e gestito dall’ONU alla popolazione di Gaza, secondo i dettami del diritto internazionale umanitario; * impegnarsi a costringere Israele ad un cessate il fuoco definitivo, dopo l’avvenuta consegna degli ostaggi; * sospendere l’accordo di associazione con Israele a causa delle ripetute violazioni della clausola sul rispetto dei diritti umani, presente nell’accordo stesso; * instaurare immediatamente un embargo sull’acquisto e la vendita di materiale bellico a Israele Il fulcro dell’azione è stata la realizzazione di un “campo” di donne essenzialmente simbolico ed assolutamente nonviolento. La prima settimana è stata dedicata soprattutto all’organizzazione delle attività del campo e ai contatti con le istituzioni europee per incontri e manifestazioni presso il Parlamento Europeo e l’U.E. Mercoledì 15 ottobre si è tenuto un interessante incontro principalmente con europarlamentari di sinistra spagnoli e di altri Paesi, che hanno manifestato grande interesse per l’iniziativa. Il 16 ottobre la vice primo ministro spagnola Yolanda Diaz ha fatto visita al campo, dando così grande visibilità al progetto e ha annunciato che la Spagna ha intenzione di organizzare una conferenza di pace sotto egida ONU per la Palestina. Si è poi tenuto un incontro con la vice presidente della Commissione Europea Teresa Ribera, che ha sottolineato la necessità in questo momento per l’Unione di fornire aiuti umanitari e riabilitare ospedali ed infrastrutture fondamentali a Gaza. Ha auspicato che l’iniziativa di Macron per la liberazione di Barghouti vada a buon fine e che vengano consolidati i rapporti con l’ANP per agevolare la ricostruzione ed il risanamento ambientale della Striscia di Gaza. La stessa richiesta dovrà essere fatta allo Stato di Israele, anche se non si hanno prospettive ottimistiche di un riscontro positivo. E’ stato molto intenso un incontro con dibattito tra due donne,  la palestinese Reem e l’israeliana Sahar, sull’impegno di entrambe per arrivare alla liberazione della Palestina dall’occupazione israeliana. In seguito sono stati realizzati dei cartelli e dei bigliettini, poi distribuiti durante la manifestazione di fronte agli uffici U.E., unitamente alla settimanale presenza in piazza degli impiegati U.E. Per la Palestina. Il programma è terminato con un interessantissimo incontro con le donne magistrate spagnole riunite in associazione e avvocate, professoresse universitarie ecc, che si occupano di esaminare le violazioni dei diritti civili ed umanitari internazionali. Per quanto riguarda il cosiddetto accordo di pace con Israele si sottolineano 12 punti: * Hamas ha accettato sotto la minaccia di continuare la guerra; * Terminare il genocidio ha una valenza internazionale; * Israele è un Paese occupante; * Non c’è accordo di pace senza disarmo di ambedue le parti. Il territorio di Gaza deve essere aperto; * Non vi sono garanzie serie per i gazawi che la guerra non continui; * Il ritorno della popolazione di Gaza non è garantito; * Non viene menzionato in alcun modo il ruolo della Cisgiordania; * Non vi sono meccanismi chiari in merito alla responsabilità del genocidio; * Non è prevista giustizia riparativa; * Non ci sono meccanismi di follow up; * Le proposte non sono state accolte dall’ONU; * Non c’è alcuna partecipazione delle donne.   WILPF (Women's International League for Peace and Freedom)
October 23, 2025
Pressenza
PRESIDIO AL CPR DI TRAPANI-MILO 28 GIUGNO H.16.00
DIFFONDIAMO DA SICILIANOBORDER: PRESIDIO AL CPR DI TRAPANI-MILO 28 GIUGNO H.16.00 Il CPR di Trapani è un luogo di detenzione amministrativa, dove lo Stato rinchiude in gabbia le persone che non hanno il giusto pezzo di carta, per poi tentare di deportarle. Come tutti i CPR è un luogo dove il regime dello Stato e […]
June 6, 2025
Stretto libertariA
PRESIDIO DAVANTI AL CONSOLATO TUNISINO/ 11.06 ore 10.00- Piazza Ignazio Florio, 24 (Palermo)
Riceviamo e diffondiamo: PRESIDIO DAVANTI AL CONSOLATO TUNISINO/ 11.06 ore 10.00- Piazza Ignazio Florio, 24 (Palermo). Il consolato tunisino affronta con totale disinteresse la sorte delle persone scomparse e di chi è stato ucciso dal regime di frontiera. Non garantisce l’identificazione delle salme né nel loro rimpatrio. Le famiglie sono abbandonate, costrette a cercare da […]
June 5, 2025
Stretto libertariA
Chi combatte le ingiustizie si trova sempre in mezzo ai guai!
CATANIA PALESTRA L.U.P.O. SABATO 7 GIUGNO (PIAZZA PIETRO LUPO, CATANIA) Chi combatte le ingiustizie si trova sempre in mezzo ai guai! Ore 18.00 PRESENTAZIONE DEL PRESIDIO AL CPR DI TRAPANI-MILO 28 GIUGNO H. 16.00 Ore 21.30 LIVE Long Hair In Three Stages (Noise Rock Post Punk); Stash Raiders (Roleplaying Psichedelic Pop Punk Adventure) Assemblea/Presentazione del […]
June 5, 2025
Stretto libertariA
“IL LORO GRIDO È LA MIA VOCE”- Poesia da Gaza
|MESSINA| DOMENICA 18 MAGGIO| ORE 15:00| FORTE S. JACHIDDU (ME)| in “CONTRO LA CITTÀ CANTIERE” “IL LORO GRIDO É LA MIA VOCE”- Poesia da Gaza “SE DEVO MORIRE, TU DEVI VIVERE, PER RACCONTARE LA MIA STORIA” Ancora. E ancora e ancora e ancora e ancora … Altrimenti niente più ha senso…e mai più ne avrà… […]