PALESTINE ACTION: IN PRIMO GRADO IL TRIBUNALE DECIDE CHE LA MESSA AL BANDO È ILLEGITTIMA
Una sentenza (di primo grado) ha dichiarato illegittima la messa al bando
dell’organizzazione Palestine Action, che era stata decisa dal governo
britannico nel 2025. Ricostruiamo la vicenda, ripercorrendo alcune delle azioni
più importanti di Palestine Action da quando è nata questa organizzazione nel
2020, insieme a Carlo Giannuzzi, collaboratore di Radio Onda d’Urto e autore
della trasmissione Diario d’Irlanda.
“Il principale bersaglio di Palestine Action è stata fin dall’inizio la società
Elbit Systems“, ci spiega Carlo Giannuzzi, “una multinazionale israeliana di
tecnologia militare che viene ritenuta la Palestine Action responsabile in
particolare della fornitura di droni e di altri strumenti che sono stati usati
fra l’altro anche nella striscia di Gaza. Nella sua campagna contro la Elbit
Systems, Palestine Action ha occupato stabilimenti, uffici, ha lanciato vernice
rossa sugli edifici, danneggiato strutture e così via. Le sue azioni sono
aumentate di numero e anche di intensità verso la metà del 2024 e in questa sua
campagna Palestina Action ha avuto un certo successo. Elbit ha venduto o chiuso
alcune sedi nel Regno Unito”.
“Nel giugno 2025 un gruppo di attivisti e attivisti di Palestine Action si è
introdotto nella più grande base dell’Aeronautica Militare Britannica, Brize
Norton, e ha spruzzato vernice rossa con degli estintori modificati nei motori
di due aerei della RAF”. Anche di questa azione, Carlo Giannuzzi ci parla
nell’intervista. Ascolta o scarica