8 maggio 2026
Presidio a Roma per la libertá di Thiago e Saif e di tutte le persone
palestinesi in carcere in Israele e nel nostro paese.
STOP agli accordi di associazione tra Unione Europea e Israele
Durante il presidio è stata consegnata da una delegazione una lettera alla
Commissione Europea
Prossimi appuntamenti
dal 14 al 16 maggio presidio al Campidoglio per richiedere la sospensione di
qualsiasi accordo con Israele
16 maggio manifestazione nazionale a Roma da Piazza Gaza (ex piazza dei 500) a
piazza San Giovanni
18 maggio sciopero generale per la Palestina
Vi facciamo ascoltare alcuni degli interventi che abbiamo ascoltato in piazza
Maya Issa, movimento studenti Palestinesi
https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/05/1-Maya.mp3
Tatiana Montella, avvocata del team di supporto alla Flottilla
https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/05/2-Tatina-Montella.mp3
“Senza un passo indietro”
https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/05/3-Senza-un-passo-indietro.mp3
Il sindacalismo di base chiama allo sciopero del 18 maggio nelle scuole, nelle
università e nei luoghi di lavoro
https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/05/4-USB.mp3
Il portavoce dell’ARCI
https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/05/5-il-rappresentante-dellARCI.mp3
La portavoce di Potere al Popolo
https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/05/6.-Potere-al-popolo.mp3
Francesca, partecipante alla Global Sumud Flottilla appena rientrata in Italia
ci ha proposto di metterci nella stessa posizione in cui loro sono stat3
costrett3 per ore dai soldati israeliani in ginocchio con la faccia al suolo e
le mani dietro al collo
Fai clic qui per vedere lo slideshow.
https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/05/7-Francesca-partecipante-della-Flottilla.mp3
Amica di Thiago dal Brasile
https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/05/8-amica-di-Thiago.mp3
Bassam Saleh, giornalista Palestinese
https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/05/9-Bassam-Saleh-giornalista-palestinese.mp3
Francesca Perri, Sanitari per Gaza
https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/05/10-Francesca-Perri-Sanitari-per-Gaza-.mp3
Fai clic qui per vedere lo slideshow.
Foto di Mari e Sara
Tag - global sumud flottilla
Palestina: alcune iniziative il 9 maggio
Tre appuntamenti di mobilitazione in solidarietà per la Palestina e sicuramente
ce ne saranno molti altri: – da Senigallia segnalato dallo Spazio Comune
Autogestito Arvultura – da Modena segnalato dal Presidio Permanente contro
l’accordo militare Italia-Israele – da Milano segnalato dal C.S.A. Vittoria
Dalle Marche un “equipaggio di terra” scende in piazza a Senigallia. La
popolazione di Gaza è sotto
Puntata del 05/05/2026@0
Il primo argomento della puntata è stato l’evento intitolato:
Il lavoro e l’America Latina nell’era delle piattaforme – Lavoro, informalità e
gig economy tra libri, politica e musica
che si svolgerà venerdì 8 maggio presso Salone Sala Musica al Cecchi Point. Per
parlarne abbiamo intervistato Federico De Stavola, autore del libro “A sud della
piattaforma – Flussi logistici, economie barocche e capitalismo digitale in
America Latina”.
Nell’intervista siamo partiti con la descrizione del suo libro, che si addentra
nella descrizione del fenomeno per il quale i “nuovi” lavori creati dalla gig
economy sono andati a sostituire una serie di lavori informali che già
tradizionalmente erano svolti dalle fasce più povere della popolazione (nel caso
di studio specifico del testo di De Stavola parliamo del Messico). Questo ha
portato ad un peggioramento delle vite di questi lavoratori perchè di fatto sono
passati da un vero impiego autonomo ad uno falso, dove l’effettivo datore di
lavoro è costituito da un algoritmo che spinge ad un forte sfruttamento a fronte
di una paga misera. Oltre al libro di De Stavola, in questo incontro verrà
presentato anche un testo di Gianmarco Peterlongo e ci saranno gli interventi di
Alessandro Peregalli (Università Federale Diamantina) e Susanna de Guio
(sociologa) per tracciare un quadro sui moderni capitalisti che sono saliti alla
ribalta delle scene politiche di vari paesi dell’America Latina e Centrale
modificando il volto dello sfruttamento in questi paesi.
Buon ascolto
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Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di
Mariano RSU FIOM nello stabilimento della Leonardo divisione aeronautica di
Caselle su i due comunicati de* lavorat* degli stabilimenti del torinese.
I 2 comunicati, uno dello stabilimento di Caselle e l’altro dello stabilimento
di Torino, spingono nella stessa direzione -> verso uno sciopero nazionale
generale unitario dei “sindacati antifascisti” per la liberazione della
Palestina ed affianco alla Global Sumud Flotilla. Per dare continuità e valore
politico/sindacale alle mobilitazioni di questo autunno/inverno e per dare corpo
allo schierarsi della classe operaia che dall’interno delle fabbriche di armi
non vuole/può più accettare che la produzione di Leonardo contribuisca allo
sterminio genocida del popolo palestinese.
Buon ascolto
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Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Giuseppe Gomini RSU
FIOM Ducati motori a Bologna sulla petizione che si trova su:
https://www.change.org/p/sciopero-generale-per-la-flotilla?recruited_by_id=00167a60-1242-11f0-949f-a1afb148fded&recruiter=1370714622&share_id=SHcvbyCx5W
Giuseppe chiede di firmare per fare pressione direttamente dalla base operaia
per uno sciopero generale in solidarietà alla Global Sumud Flotilla:
“La chiamata allo sciopero generale parte ancora una volta con l’appello dei
portuali di Livorno e di Genova: la flottiglia è di nuovo stata bloccata con un
atto di pirateria del governo genocida di Israele. Questa è una chiamata per
convergere subito su una mobilitazione unitaria, come quella del 3 ottobre.
Le organizzazioni sindacali devono promuovere la lotta e l’unità per dare
continuità agli impegni che pubblicamente hanno preso, contro il riarmo e in
solidarietà alla Palestina e ai popoli oppressi, perché la determinazione dei
lavoratori e degli studenti non arretra: non farlo significherebbe fare un passo
indietro rispetto a quello che abbiamo faticosamente costruito dopo il 3
ottobre.
La determinazione dei lavoratori non si arresta, né contro l’ondata di
repressione, né contro la repressione che subiamo sui posti di lavoro. L’assedio
posto alla Palestina è lo stesso che ci incatena ovunque, anche nelle aziende,
perché vuol dire alimentare un’economia di guerra, che per noi si traduce in
precarietà delle nostre vite: troppe aziende lucrano sulle nostre morti, sia le
morti sul lavoro che quelle tra le vittime civili palestinesi e libanesi, che
sono figlie della stessa logica dell’odioso sistema capitalista che governa e
impone al mondo violenza e odio.
Questa stessa economia di guerra vuol dire soprattutto chiudere ospedali qui e
distruggerne a Gaza, vuol dire ricatto tra lavorare per la guerra o fare la
fame.
La Palestina è in ognuno di noi lavoratori, perché la nostra determinazione non
è devota all’immobilismo, né ai tempi diplomatici.
Per lo sciopero generale”.
Buon ascolto
Dalle Marche un “equipaggio di terra” scende in piazza a Senigallia
La popolazione di Gaza è sotto il fuoco genocida dello stato israeliano. La
pulizia etnica agita dall’IDF si è estesa alla Cisgiordania e al Libano. La
guerra che il sionismo ha mosso all’Iran sta incendiando il Medioriente. La
questione palestinese, la sua resistenza, resta il baricentro di questo scenario
della guerra globale a pezzi.
Per infrangere l’ordine della guerra e portare aiuti umanitari, la Global Sumud
Flotilla sta navigando verso la Striscia con un duplice obiettivo: aprire un
corridoio sicuro per i rifornimenti e ridestare l’attenzione della comunità
internazionale sulla crisi palestinese. In queste ore la flottiglia si trova in
Grecia. Nei prossimi giorni, dopo lo scalo in Turchia, punterà verso le acque
antistanti Gaza. A bordo ci sono anche tre attivisti marchigiani: Vittorio e
Maurizio di Senigallia, Marco di Ancona.
La missione comporta rischi concreti. In passato, l’esercito israeliano ha già
fermato iniziative analoghe in acque internazionali, sequestrando imbarcazioni e
arrestando gli attivisti. Anche per questo, un “equipaggio di terra” si mobilita
nelle Marche. L’appuntamento è per sabato 9 maggio alle ore 17.00 in piazza a
Senigallia, dove si terrà una manifestazione di sostegno alla Flotilla e al
popolo palestinese.
Come Spazio Comune Autogestito Arvultura scenderemo in piazza ed invitiamo la
cittadinanza a partecipare a questa presa collettiva di parola.
La solidarietà è un’arma. Usiamola!
Redazione Italia
Assemblea internazionale in Turchia
Marmaris, Turchia – Nel suo continuo impegno per rompere l’assedio illegale di
Gaza da parte di israele, la Global Sumud Flotilla (GSF) annuncia che convocherà
un’Assemblea Internazionale a Marmaris, in Turchia, il 9 e 10 maggio, seguita da
una conferenza stampa l’11 maggio.
Questa assemblea rappresenta un momento decisivo per il movimento, poiché
partecipanti, organizzatori, partner ed esperti internazionali della GSF si
riuniranno per rivalutare, approfondire la strategia politica e affinare la
traiettoria della missione.
Oggi il “Tribunale di primo grado di Ashkelon” ha accolto la richiesta dello
Stato di prolungare la detenzione degli attivisti umanitari Thiago Ávila e Saif
Abukeshek per altri sei giorni, fino al 10 maggio 2026.
Convalida giudiziaria di un’illegalità
Nonostante le chiare prove presentate dalla difesa che le accuse siano
infondate, il giudice Yaniv Ben-Haroush ha approvato la proroga basandosi su
“prove segrete” alle quali né gli attivisti né i loro legali hanno avuto
accesso.
Gli avvocati di Adalah, Hadeel Abu Salih e Lubna Tuma, hanno criticato la
decisione definendola “una convalida giudiziaria dell’illegalità dello Stato”,
sottolineando che non sono state formalizzate accuse e che gli attivisti sono
stati rapiti a oltre 1.000 chilometri da Gaza, ben al di fuori della
giurisdizione israeliana.
Adalah presenterà immediatamente ricorso presso il tribunale distrettuale.
Torture in corso e sciopero della fame
Mentre il loro sciopero della fame entra nel sesto giorno, Ávila e Abukeshek
restano determinati, nonostante siano sottoposti a sistematiche torture
psicologiche e fisiche:
Deprivazione sensoriale: entrambi sono detenuti in isolamento totale sotto luce
ad alta intensità 24 ore su 24 per provocare privazione del sonno e
disorientamento.
Bendaggio degli occhi: in grave violazione dell’etica medica internazionale, gli
attivisti vengono tenuti bendati durante ogni spostamento, comprese le visite
mediche.
Minacce di morte: chi conduce gli interrogatori ha esplicitamente minacciato la
vita di Thiago Ávila e rivolto minacce alle famiglie dei detenuti.
MENTRE UN TRIBUNALE ISRAELIANO PROLUNGA ILLEGALMENTE LA DETENZIONE DEGLI
ATTIVISTI — PARTECIPANTI, ORGANIZZATORI E ALLEATI GLOBALI DELLA GSF SI
RIUNIRANNO
PER DISCUTERE IL PIANO STRATEGICO IN CORSO; SEGUIRÀ UNA CONFERENZA STAMPA
Global Sumud Flotilla
Sumud: equipaggi di terra
“E poi la gente (perché è la gente che fa la storia) – quando si tratta di
scegliere e di andare – te la ritrovi tutta con gli occhi aperti – che sanno
benissimo cosa fare – quelli che hanno letto milioni di libri – e quelli che non
sanno nemmeno parlare – ed è per questo che la storia dà i brividi – perché
nessuno la può fermare” (La storia siamo noi, di F. De Gregori)
Ieri mattina presto (già intorno alle otto) c’è stato in tutta Italia un tam tam
di autoconvocazioni per il pomeriggio: presidi davanti a tutte le prefetture che
si sono poi trasformati in cortei spontanei, in solidarietà con la Global Sumud
Flotilla, aggredita nella notte dalla marina militare israeliana in acque
internazionali presso le coste greche.
Il silenzio sarebbe stato complice, però studenti attivisti lavoratori
pensionati si sono riuniti e non hanno taciuto, ma ribadito, insieme alla
denuncia indignata, il proprio impegno e la rinfocolata passione per la
giustizia.
C’è un grande bisogno di speranza in questi tempi oscuri e le immagini che vi
mostriamo, colte al volo dai nostri mediattivisti durante le manifestazioni, ci
aiutano a rafforzarla. (d.m.)
bologna cagliari cagliari palermo palermo palermo rimini rimini rimini roma roma
roma roma roma roma roma roma torino
Redazione Italia
Palestina e dintorni
Oggi si è scelto di riportare in modo un poco più esteso le situazioni riportate
da Anbamed e Radio Onda d’Urto, perchè ormai è impossibile comprendere la
situazione di Gaza e della Cisgiordania senza inquadrarle nel contesto più ampio
dei fronti aperti in questo momento. Tuttavia, per vedere le pagine complete è
sempre necessario cliccare sulle righe in rosso per
Una pacificazione terrificante. L’Italia del 2026 tra emergenza permanente e criminalizzazione del dissenso
La primavera del 2026 si apre in Italia con un bilancio repressivo senza
precedenti, segnando il passaggio definitivo verso un modello di gestione della
società basato sulla neutralizzazione preventiva del conflitto. Le cifre
provenienti dalle questure di tutto il paese delineano un profilo dello scontro
sociale in cui il diritto di manifestazione viene scambiato per una minaccia
all’ordine pubblico e criminalizzato[versione ridotta per Pressenza]_
Il Decreto Antisemitismo. Un attacco di panico morale
Sotto il cielo di marzo è apparso un dispositivo legislativo che somiglia a un
vetro deformante applicato alla verità storica. Il disegno di legge
sull’antisemitismo, approvato al Senato con una fretta che tradisce l’intento
censorio d’urgenza, costituisce l’acme di un’operazione di recinzione ideologica
dello spazio pubblico. Tale norma nasce con il paradosso di voler condannare
chiunque levi la voce contro un genocidio, lasciando invece cadere ogni ombra di
biasimo su chi il genocidio lo compie materialmente. L’integrazione della
definizione operativa dell’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance)
nell’ordinamento nazionale realizza ciò che Stuart Hall definisce la
«mobilitazione della legge» (Hall,
Policing the Crisis). Il potere legislativo sottrae il termine antisemitismo
alla sua dimensione di odio etnico per forzarlo nel recinto della fedeltà
diplomatica assoluta. Questa torsione semantica criminalizza l’opposizione alle
politiche coloniali, genocidarie e di Apartheid di Israele a Gaza e in
Cisgiordania, etichettando la critica politica quale manifestazione di
intolleranza razziale, dimentichi, peraltro, che anche i Palestinesi
appartengono ai popoli semiti. […] La votazione del 5 marzo ha sancito il
collasso delle mediazioni liberali all’interno della sinistra istituzionale.
Senatori del Partito democratico come Delrio e Verini hanno scelto di votare
insieme alla maggioranza di destra, avallando una norma che include gli
indicatori IHRA relativi alla critica a Israele tra le prove del reato di odio.
Questa scelta ratifica il passaggio verso il consenso autoritario descritto da
Hall, dove l’opposizione parlamentare si rende complice della costruzione dello
Stato di eccezione. La legge genera un perimetro di incertezza giuridica che di
fatto crea un’anamorfosi dello stato di diritto, in cui le regole informali di
un gruppo di interesse oscurano le norme costituzionali (cfr. S. Palidda,
Polizia postmoderna).
La Geopolitica del sangue e il riflesso interno
L’allineamento dell’Italia alla strategia bellica globale funge da cornice
ideologica per la stretta autoritaria domestica. L’aggressione militare condotta
dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran, che arriva dopo il rapimento del
presidente del Venezuela Maduro e dopo il genocidio di Gaza, stabilisce il tono
brutale della politica interna. Questa Guerra senza limiti agisce quale
giustificazione assoluta per l’eccezionalità delle misure di controllo. Si
assiste a una riedizione aggiornata dell’aggressione all’Iraq del 2003, dove la
retorica della difesa preventiva serviva a mascherare un massacro continuo di
civili. Se 23 anni fa il pretesto risiedeva nelle inesistenti armi di
distruzione di massa, oggi il bersaglio muta continuamente, dal cambio di
regime, al fantomatico programma nucleare di Teheran, resta un paese sovrano,
l’Iran, colpito in violazione di ogni norma internazionale.
Mentre i droni, i missili, e l’aria saturata di petrolio dopo i bombardamenti
alle raffinerie, dell’operazione Epic Fury tracciano geometrie astratte nei
cieli di Teheran, la carne martoriata delle 165 bambine di Minab viene espunta
dalla coscienza collettiva. La guerra del 2026 viene consumata come un
videogioco attraverso i teleschermi, dove missili intelligenti solcano cieli
digitali occultando la polvere dei corpi sepolti sotto il cemento della scuola
elementare femminile. Questa astrazione bellica facilita la produzione di un
pensiero unico che espelle ogni sapere alternativo e ogni sussulto di empatia.
[…] Tale postura esterna richiede una corrispondente operazione di pacificazione
interna. La gestione delle piazze italiane è diventata un’estensione del fronte
di guerra esterno, dove i manifestanti sono percepiti quali elementi sovversivi
da neutralizzare preventivamente.
Una parabola repressiva sequenziale a colpi di DDL Sicurezza
Il perimetro delle libertà civili in Italia ha subìto una ridefinizione radicale
attraverso una successione coordinata di decreti che hanno costruito uno stato
di eccezione permanente. Questa metamorfosi del diritto inizia con il Decreto
Rave, il quale ha introdotto l’articolo 633-bis del codice penale per punire
l’assembramento spontaneo con pene fino a sei anni. Tale norma ha inaugurato la
stagione della criminalizzazione preventiva, trasformando la socialità autonoma
in un pericolo per l’incolumità pubblica.
La traiettoria repressiva è proseguita con il Decreto Cutro, volto a inasprire
il controllo sulle migrazioni attraverso l’eliminazione della protezione
speciale e il potenziamento della detenzione amministrativa, e con il Decreto
Caivano, orientato a colpire la devianza minorile attraverso l’estensione del
Daspo urbano ai quattordicenni e l’incremento sproporzionato delle pene per i
reati di lieve entità.
Il perimetro del controllo si è espanso e ha raggiunto il suo culmine con il DL
Sicurezza (ex ddl 1660), una vera e propria dichiarazione di guerra interna che
ha introdotto fattispecie di reato specifiche per colpire ogni forma di dissenso
materiale: Criminalizzazione della Resistenza Passiva (art. 415-bis c.p.);
Stretta sui Blocchi stradali; Il Reato Anti-Ghandi; Detenzione delle madri
detenute; Focus sul Fermo Preventivo (DL 23/2026).
Esempi Concreti di Applicazione
L’assedio economico: nelle piazze di Bologna, Genova e Cagliari, le autorità
hanno attivato gli strumenti del Pacchetto Sicurezza per comminare sanzioni
pecuniarie che sfiorano i
12.000 euro per singolo individuo. Tale strategia punta direttamente ai soggetti
precari, cercando di soffocare la protesta attraverso l’indebitamento forzato
degli attivisti (specialmente quelli legati ai movimenti pro-pal e alla Global
Sumud Flotilla).
L’esperimento Askatasuna: lo sgombero con mezzi sproporzionati del Centro
sociale Askatasuna a Torino è stato definito un esperimento di Stato dove il
potere esecutivo ha scavalcato la mediazione politica per imporre una logica di
occupazione militare del territorio, trasformando un luogo di mutualismo in un
simbolo di pericolo pubblico sotto i nuovi dettami del DDL.
Lo Scudo Penale: l’introduzione di tutele legali rafforzate per le forze
dell’ordine (spesso definite scudo penale) agisce come una barriera che libera
l’agente dal peso delle conseguenze legali in caso di scontri, come visto nel
drammatico caso Mansouri a Milano, dove la retorica dell’attacco preventivo è
stata usata per giustificare l’uso della forza letale.
Questa struttura legislativa trasforma il dissenso da diritto costituzionale a
ostacolo tecnico alla funzionalità del sistema, dove la pacificazione interna
diventa l’obiettivo supremo a scapito delle garanzie individuali.
Il caso Mansouri e la Fabbrica dell’Immunità sovrana
L’omicidio di Abderrahim Mansouri a Milano costituisce la manifestazione estrema
della deriva securitaria contemporanea. L’agente Carmelo Cinturrino ha
giustificato lo sparo descrivendolo come un attacco preventivo, espressione che
ricalca fedelmente la retorica bellica internazionale del governo Meloni. Le
indagini hanno rivelato che la scena del crimine è stata alterata per simulare
una legittima difesa attraverso il rinvenimento di una pistola giocattolo,
piazzata accanto al corpo della vittima per inquinare le prove. Questo evento
conferma le tesi sulla Warrior Mentality analizzate da Alex Vitale, in cui gli
agenti vedono i civili come un nemico costante anziché come una comunità da
proteggere. Mark Neocleous spiega che l’immunità concessa ai funzionari statali
funge da «paravento per la violenza sovrana», permettendo agli agenti di agire
al di fuori del controllo legale. Egli chiarisce l’origine squisitamente
politica di questo concetto: «Ciò che era originariamente in gioco nell’immunità
era una decisione politica sul privilegio, nel senso di una legge che si
applicava solo a certe classi di persone o individui» (Neocleous, The Politics
of Immunity, pp. 11-12).
La destra politica ha risposto al caso invocando lo scudo penale contenuto nel
decreto sicurezza e celebrando l’aggressività poliziesca quale virtù civile.
Tale immunità crea una zona di eccezione dove la legge cessa di applicarsi ai
tutori dell’ordine, mentre si accanisce con ferocia sugli esclusi. L’uccisione
di un uomo disarmato viene trasformata in un atto necessario per la salvaguardia
della civiltà occidentale contro la minaccia asimmetrica rappresentata dai corpi
non conformi. Risulta evidente come la soggettività degli agenti venga modellata
da una psicologia del sospetto che trasforma ogni interazione in un potenziale
scontro bellico. Questa percezione distorta produce soggettività docili
attraverso la paura, riducendo la cittadinanza a un esercizio di obbedienza
silenziosa.
La repressione del Sumud e la Global Sumud Flottilla
L’applicazione materiale di questo dispositivo si è accanita con particolare
ferocia contro la Global Sumud Flotilla, l’iniziativa marittima partita dai
porti di Barcellona e Catania per sfidare il blocco navale di Gaza. Il governo
italiano ha reagito a questa missione di solidarietà attraverso un utilizzo
combinato di fermi amministrativi e denunce penali basate sul nuovo impianto
normativo. Ogni gesto ispirato al concetto di di Sumud, la fermezza resiliente
della popolazione palestinese, viene tradotto dal sapere di polizia in una
minaccia alla sicurezza nazionale. Salvatore Palidda evidenzia come la polizia
postmoderna detenga ormai il «monopolio nella gestione delle regole del
disordine» una facoltà che permette di stabilire arbitrariamente i limiti tra la
libertà di agire e lo scandalo politico (Palidda, Polizia postmoderna, p. 1).
La repressione della Flotilla e dei blocchi portuali di solidarietà costituisce
un esempio di chirurgia sociale volto a estirpare il supporto materiale al
popolo aggredito, proteggendo invece la fluidità dei traffici bellici. A
Catania, oltre 40.000 persone si sono ritrovate per accompagnare la partenza
delle imbarcazioni, subendo cariche e identificazioni di massa che preludevano
alla successiva intercettazione illegale in acque internazionali. Tale condotta
istituzionale dimostra la trasformazione del diritto in uno strumento di guerra
interna contro chiunque rifiuti la neutralità complice… La pacificazione non è
la pace; essa è la guerra continuata contro la possibilità stessa di un futuro
imprevisto.
LAVINIA MARCHETTI È BIOLOGA, APPASSIONATA DI POESIA, LETTERATURA E BELLEZZA
NELL’ARTE. LAVORA IN UNA GALLERIA D’ARTE MILANO.
Redazione Italia
Palestina: lotta, solidarietà e conoscenza
Articoli di Futura D’Aprile, Rossana De Simone, Peacelink, Giulia Della
Michelina, Nicola Lamri, Lavinia Marchetti (con Eva de Adamo). Aggiornamenti e
appuntamenti. IL SOMMARIO: aggiornamenti da Anbamed Roma per Gaza: è in corso
la raccolta di alimenti per la Global Sumud Flottilla in corso di preparazione
continuano gli appuntamenti di lotta e citiamo un evento forse ancora in corso
che
Palestina: navigare in acque infuocate
Anbamed, aggiornamenti 27 e 28 marzo Roberta Parravano sulla scuola-tenda a Gaza
Dalila Vilella sulla istruzione in Palestina presentazione dossier GPI su
esportazione Italia-Israele Ilaria De Bonis entra nel merito del dossier Stefano
Nanni su commercio complice nel bergamasco Elisabeth Di Luca: cento porti cento
città Il Nicaragua obbliga la Germania a rinunciare alla difesa di Israele alla
Corte Internazionale