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COFFEE KILLAH #80: ROOTS ADDICTION PRESENTA QUEEN OMEGA
COFFEE KILLAH #80: QUEEN OMEGA! podcast https://radio.sonarproject.net/media/podcast/2526/redvibes/coffe/coffe07032026.mp3 Fondati nel 1968 da Bernard Collins e dai fratelli Donald e Lynford Manning, rappresentano la vetta più spirituale e profonda delle armonie vocali giamaicane. Debuttano con Coxsone Dodd scrivendo la storia del Reggae grazie all’introduzione della lingua amarica nei testi, trasformando la musica in una preghiera universale, un sound mistico, ipnotico, capace di unire la devozione religiosa alla militanza civile toccando temi come panafricanismo e diritti umani. Per celebrare i 50 anni dall’uscita dell’album “Satta Massagana” – 1976: vero e proprio inno del Rastafarianesimo – Mr Green, Rassel e Zepe outta Roots Addiction Sound System firmano il Coffee Killah di questa settimana, dedicato al best of del leggendario trio degli Abyssinians.
March 7, 2026
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COFFEE KILLAH #79: ROOTS ADDICTION PRESENTA THE ABYSSINIANS
ROOTS ADDICTION PRESENTA THE ABYSSINIANS podcast https://radio.sonarproject.net/media/podcast/2526/redvibes/coffe/coffe28022026.mp3 Fondati nel 1968 da Bernard Collins e dai fratelli Donald e Lynford Manning, rappresentano la vetta più spirituale e profonda delle armonie vocali giamaicane. Debuttano con Coxsone Dodd scrivendo la storia del Reggae grazie all’introduzione della lingua amarica nei testi, trasformando la musica in una preghiera universale, un sound mistico, ipnotico, capace di unire la devozione religiosa alla militanza civile toccando temi come panafricanismo e diritti umani. Per celebrare i 50 anni dall’uscita dell’album “Satta Massagana” – 1976: vero e proprio inno del Rastafarianesimo – Mr Green, Rassel e Zepe outta Roots Addiction Sound System firmano il Coffee Killah di questa settimana, dedicato al best of del leggendario trio degli Abyssinians.
February 28, 2026
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COFFEE KILLAH #78: ROOTS ADDICTION PRESENTA U-ROY
COFFEE KILLAH #78 podcast https://radio.sonarproject.net/media/podcast/2526/redvibes/coffe/coffe21022026.mp3 In questa puntata di Coffee Killah celebriamo colui che ha cambiato per sempre le regole del gioco, trasformando il ruolo del DJ in quello di una vera superstar. Conosciuto come “The Originator”, ha rivoluzionato la scena giamaicana tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70, portando l’arte del toasting dalle strade ai vertici delle classifiche. La sua voce melodica, capace di cavalcare i ritmi di King Tubby e Duke Reid con un tempismo sovrumano, ha gettato le basi per quello che oggi conosciamo come rap e hip-hop. Fondatore dello storico sound system Stur Gav, ha fatto da mentore a intere generazioni di artisti, rimanendo un simbolo di umiltà e saggezza per tutta la vita. In occasione del quinto anniversario della sua partenza, Mr Green outta Roots Addiction Sound System rende omaggio al Padre, al padrino della dancehall, all’unico e inimitabile U-Roy.
February 21, 2026
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Libertà per Mohammed Hannoun e per tutte le persone palestinesi arrestate
Lunedì 16 febbraio 2026 alle 12 in piazza Capranica a Roma si è svolta la conferenza stampa organizzata dal comitato nazionale per la liberazione di Mohammed Hannoun e delle altre persone palestinesi arrestate Vi proponiamo l’ascolto degli interventi che ci sono stati: 1. Mahmoud Hannoun, figlio di Mohammed https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/02/1-Mahmoud-figlio.mp3 2. Moni Ovadia attore, regista, sceneggiatore e musicista https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/02/2-Moni-Ovadia-.mp3 3. Angelo d’Orsi, professore ordinario di Storia del pensiero politico nella Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Torino https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/02/3-Angelo-DOrsi.mp3 4. Fulvio Grimaldi, giornalista, inviato di guerra, documentarista, scrittore. https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/02/4-Fulvio-Grimaldi.mp3 5. Patrizia Cecconi, sociologa ed erborista. Dopo 25 anni di appassionato lavoro all’interno delle scuole, lascia l’insegnamento si è dedicata alla scrittura e al sostegno della libertà del popolo palestinese e della fine della colonizzazione israeliana. https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/02/5-Patrizia-cecconi.mp3 DISPONIBILE  SU:     RADIOSONAR.NET SI BASA SULL’AUTOFINANZIAMENTO. A CAUSA DELL’EMERGENZA LEGATA AL CORONA VIRUS LE INIZIATIVE SONO SOSPESE. SE VUOI AIUTARCI A CONTINUARE A TRASMETTERE, PUOI EFFETTUARE UNA DONAZIONE ATTRAVERSO IL NOSTRO CONTOCORRENTE O PAYPAL [CP_CONTACT_FORM_PAYPAL]
February 16, 2026
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COFFEE KILLAH #77: ROOTS ADDICTION PRESENTA COCOA TEA
IL 3 SETTEMBRE 1959 NEI DINTORNI DI CLARENDON (GIAMAICA) NASCEVA CALVIN SCOTT: COCO TEA podcast https://radio.sonarproject.net/media/podcast/2526/redvibes/coffe/coffe14022026.mp3 Uno dei pochi artisti dancehall della prima ora ad essere riuscito a costruire una carriera solida e prolifica nel corso degli anni parallelamente all’evoluzione del genere. La sua voce rilassata e dai toni freddi era perfetta sia per il rubadub più duro e di protesta, sia per il dolce e morbido lovers rock e gli ha permesso di galleggiare in maniera indolore tra entrambi gli stili. Prima di scalare le classifiche reggae si guadagnava da vivere come fantino e pescatore, dilettandosi ai microfoni dei sound system solo nel tempo libero. La svolta arriva nel 1983 con il trasferimento a Kingston, dove nasce ufficialmente il nome d’arte “Cioccolata calda”, ispirato appunto alla sua voce densa, dolce e inconfondibile. Nel giorno di San Valentino, a quasi un anno dalla sua scomparsa avvenuta nel marzo 2025, Mr Green outta Roots Addiction Sound System dedica il Coffee Killah di questa settimana a un eterno re della melodia: il solo e unico Cocoa Tea.
February 14, 2026
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Dopo quattro album con i Colle Der Fomento, Danno torna con il suo primo progetto solista
AKA DANNO – recensione a cura di Claudio Contini L’HIP-HOP FA LUNGHI PERCORSI TORTUOSI CHE LO PORTANO IN TERRITORI DI CONFRONTO E DI SCONTRO, DI CRESCITA E DI INVOLUZIONE. Ma l’Hip-Hop fa anche giri a 360 gradi, lungo i quali assorbe le novità, le analizza e ne trae il meglio per rendere attuale quello che è lo spirito originale. Nell’ambito di questa dinamica si inserisce come protagonista assoluto Danno, emcee che vive e fa vivere l’Hip-Hop italiano da oltre 30 anni, e considerato ormai da tempo un punto di riferimento per chi voglia capire il significato della vera arte del rap. DOPO QUATTRO ALBUM DILUITI IN 23 ANNI CON I COLLE DER FOMENTO, OTTO ANNI DOPO ADVERSUS, DANNO TORNA IN STUDIO CON IL SUO PRIMO PROGETTO SOLISTA (il secondo, se consideriamo il progetto concept-cyberpunk Artificial Kid del 2009 in cui era comunque l’unico rapper) dopo una breve ma intensa esposizione nel mondo quasi-mainstream della Red Bull, per la quale ha creato un memorabile 64 Bars ed ha partecipato al mega-evento live al Corviale, condividendo il palco con molti protagonisti della scena attuale. Chi dovesse aver pensato che questa apertura ad un mondo “fuori” dalla nicchia potesse significare un ammorbidimento nell’approccio sonoro o tematico, è stato immediatamente smentito dal brano che anticipato l’album, quel Vamos A La Playa nel quale Danno non solo rimane fedele al suo stile ma va giù pesante con le parole “è inutile che stamo qui a fa gli MC se poi non dimo un cazzo”. E la frase è significativa ed emblematica per capire il fil rouge dell’album: va bene tutto ma non è più tempo di far finta di niente, nemmeno (anzi, soprattutto) per i rappers. Dieci pezzi per 38 minuti di rap che va dritto al punto, con le rime precise che contraddistinguono lo stile inconfondibile di Danno, accompagnate dalla produzione del sodale Craim, capace di trovare sempre il mood giusto per ogni pezzo, mostrando una versatilità invidiabile, segno di studio e di crescita. L’album si apre con il minimalismo sonoro di Baseball Fury, una intro nella quale Danno analizza e si analizza, ed evidenzia le contraddizioni dell’essere al top della scena, distaccandosene nello stesso tempo. Il flow termina e confluisce nell’esplosione sonora di Killemall, una traccia aggressiva che richiama al mood dei Public Enemy grazie al classico sample di Blow Your Head dei J.B.’s. Tom Waits è l’unico brano dell’album nel quale alla produzione non c’è Craim ma il sempre venerabile Ice One, che attinge da atmosfere underground in stile backpacker fine anni 90, così che le rime di Danno risultino ancora più scure ed immerse nel fumo, mentre affronta la disillusione e si scontra col destino: “divido il vino con chi è di passaggio, corteggio un po’ la morte, la prendo sottobraccio, non importa se poi non ti piaccio…”. A questo punto il buio ha preso il sopravvento e le fiamme di Brucia Roma non fanno giorno, anzi, alimentano la rabbia e la delusione con rime come “brucia Roma e tutte le macerie che se porta appresso, brucia fino alle macerie er Colosseo, brucia ogni cipresso, brucia er Verano, Prima Porta e er cimitero, brucia Roma con tutto er mito dell’impero”. Il beat epico di Crime dà l’ultima pennellata ad un quadro da ammirare e comprendere con il rispetto che si conserva per i capolavori. La doppia traccia Yokozuna/Jakesulring è battle rappin’ allo stato puro, con grande maestria nel gestire il cambio di beat, prima veloce poi lento, a forza di riferimenti Hip-Hop e rime potenti nelle quali Danno è difficilmente battibile. La presenza degli scratch rafforza l’atmosfera che piace a chi seguiva Danno e il Rome Zoo da giorno uno. DANNO DIMOSTRA DI ESSERE TRA I PIÙ LUCIDI ARTISTI A SAPER COMMENTARE IL DECLINO DELL’ATTUALE SOCIETÀ CON IL BLUES DI GUNDABAD, E L’ATTACCO DIRETTO A VANNACCI E AL SISTEMA PATRIARCALE NEL SECONDO VERSO È UN TRATTATO POLITICO CHE DOVREBBE FAR PRENDERE APPUNTI AGLI ESPONENTI DELL’OPPOSIZIONE, E CHE ANCOR DI PIÙ FARÀ IMPALLIDIRE TUTTI QUEI RAPPERS CHE BEN SI GUARDANO DI AFFRONTARE CERTI ARGOMENTI. Nella parte finale, Distorsore e Colibrì sono quanto di più vicino possa esserci alle atmosfere dei trend dell’attuale scena underground americana, tra sonorità che fanno l’occhiolino alla Griselda ed ai recenti lavori di Alchemist, con richiami espliciti a rappers come Stove God Cooks, e rime che sembrano sedute di psicoterapia, tra ossessioni, paranoie, paure e speranze che si trasformano in illusioni. E sono l’incipit perfetto per il finale di Svegliami, brano musicalmente sublime, arricchito dal ritornello cantato da Motta che si inserisce alla perfezione nel copione tenebroso creato dalle rime di un Danno intimo e più che mai poetico. “SO RICONOSCERE UN BRUTTO VIAGGIO, PER QUESTO HO DECISO DI ACCOMPAGNARTI, RIUSCISSI SOLTANTO QUALCHE VOLTA AD ABBRACCIARTI…” AKA Danno si chiude così, lasciandoci tante sensazioni, facendoci riflettere ma anche gasandoci tramite le rime ed i beats. Hip-Hop per adulti, qualcuno direbbe, ma la verità è che questa è musica che fa bene ad ogni generazione, un esempio di come si possa rimanere coerenti senza cadere nei clichè e senza mai essere banali. E se è vero che Danno ha più volte dichiarato di non essere interessato a piacere a tutti, è anche vero che in questo momento storico, un album come questo è necessario, e più persone lo ascoltano e lo capiscono, meglio sarà.
February 9, 2026
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COFFEE KILLAH #76: ROOTS ADDICTION PRESENTA MACKA B
MACKA B NATO IL 2 FEBBRAIO 1966 A WOLVERHAMPTON (UK) MA PROFONDAMENTE LEGATO ALLE RADICI GIAMAICANE, È PER MOLTI L’ARTISTA REGGAE PIÙ CONSCIOUS DELLA SCENA ATTUALE, NON A CASO SOPRANNOMINATO “THE TEACHER”, IL MAESTRO. Podcast https://radio.sonarproject.net/media/podcast/1920/guestmixtape/guestmixtape_woxow.mp3 Le sue liriche sono dritte e pungenti: non si ferma ai classici messaggi di pace e amore universale, ma scende nel particolare affrontando temi specifici come l’abuso di alcol, il boicottaggio della cannabis, la dieta vegana contro i fast food o la prepotenza razziale, citando – tra gli altri – casi crudi come l’omicidio di Clinton McCurbin da parte delle forze dell’ordine nella sua città natale. È il “reggae impegnato” fatto persona, che interpreta con il suo inconfondibile stile toasting passando da basi raggamuffin a ritmi più stepper come nel caso delle celebri collaborazioni con Mad Professor e Vibronics. A questo pilastro di positività e resistenza, Mr Green outta Roots Addiction Sound System dedica il Coffee Killah di questa settimana: trenta minuti di “best of” per celebrare i 60 anni del grande Macka B.
February 6, 2026
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COFFEE KILLAH #75: ROOTS ADDICTION PRESENTA SLY AND ROBBIE
LE BASI DELLO STILE PERCUSSIVO GIAMAICANO SONO STATE POSTE DAL MODO INNOVATIVO DI SUONARE DI SLY DUNBAR (NATO LOWELL FILLMORE DUNBAR). podcast https://radio.sonarproject.net/media/podcast/2526/redvibes/coffe/coffe31012026.mp3 Come metà dei Riddim Twins, Dunbar si è unito al bassista Robbie Shakespeare per fornire la sezione ritmica e/o la produzione per le registrazioni di artisti reggae e non. Impossibile citarli tutti, andando random Peter Tosh, Rolling Stones, Black Uhuru, Joe Cocker, Bob Dylan, Serge Gainsbourg, Grace Jones, addirittura Francesco De Gregori e Jovanotti. Un duo che ha rivoluzionato il panorama non solo della musica giamaicana, ma di tutto il mondo, anche attraverso l’etichetta Taxi. I loro ritmi sono stati la forza trainante di innumerevoli canzoni, remix, versioni strumentali: una tempesta creativa che ha rappresentato l’avanguardia del roots, dub, del ragga e del dancehall moderni Dopo la scomparsa di Robbie nel 2021, il 26 gennaio 2026 ci ha lasciato anche Sly e non potevamo esimerci dal dedicare loro un Coffee Killah. Impensabile per Mr Green outta Roots Addiction Sound realizzare un “best of” di mezzora: si tratta più di un compendio per esplorare l’enorme varietà di stili che hanno attraversato, partendo dall’early reggae di Police & Thieves di Junior Murvin (1976, in cui compare però solo Sly alla batteria) e passando per il dancehall style di Greetings con Half Pint (1985), i roots di World A Music (Ini Kamoze, 1984) e World Hold On (Bob Sinclair, 2010) a rappresentare anche il loro affaccio sul mainstream, il rub-a-dub ispirato a Marvin Gaye e affidato alla voce di Delroy Wilson di Inner City Blues (2003), l’archetipo lovers rock di The Real Thing (Bitty McLean, 2009) fino ad arrivare a sonorità più contemporanee come il reggae revival con Luciano e Roots Radics di Make A Change (2019), il recentissimo Yearning (Double Tiger, 2025), la collaborazione con Dubmatix e Treson in Frenchman Code (2012) fino alla commovente elegia finale di Everlasting Love (2024), con i Roots Architects, Dean Fraser e Peace Diouf. Uno strumentale che rappresenta anche la dedica che vogliamo fare a una coppia di talenti irripetibili con queste dieci chicche… di caffè da gustare in 30 minuti.
January 31, 2026
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COFFEE KILLAH #74: ROOTS ADDICTION PRESENTA I CULTURE.
ROOTS ADDICTION PRESENTA I CULTURE podcast https://radio.sonarproject.net/media/podcast/2526/redvibes/coffe/coffe24012026.mp3 Questa settimana gusteremo un Coffee Killah insieme a un trio vocale che ha contribuito a definire il sound e lo stile del roots reggae rastafariano grazie soprattutto al carismatico cantante, compositore e leader Joseph Hill. Fedele al proprio nome – i Culture – il loro repertorio era dedicato quasi esclusivamente a messaggi spirituali, sociali e politici, che Hill trasmetteva con un’intensità fervente. Il loro classico album di debutto del 1977, Two Sevens Clash, è ancora considerato una pietra miliare del genere e anche dopo la pausa negli anni ’80, da cui tornarono con un sound più eclettico, la forza del loro messaggio non si è mai attenuata. Dopo che Hill è collassato sul palco ed è morto durante un tour europeo nel 2006, suo figlio Kenyatta Hill ha assunto il suo ruolo di cantante solista del gruppo. A vent’anni dalla sua scomparsa ma anche a 77 dalla nascita che avveniva proprio in questi giorni, il 22 gennaio 1949, gli dedichiamo il nostro ammazzacaffè reggae settimanale anche perché, a proposito di anniversari, proprio 50 anni fa – nel 1976 – il gruppo veniva fondato. Insomma, Mr Green outta Roots Addiction Sound System ha preparato anche questa settimana un intero best of di mezzora per conoscere, approfondire o semplicemente ricordare la grande musica dei Culture.
January 24, 2026
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COFFEE KILLAH #73: ROOTS ADDICTION PRESENTA YABBY YOU
COFFEE KILLAH #73: ROOTS ADDICTION PRESENTA YABBY YOU podcast https://radio.sonarproject.net/media/podcast/2526/redvibes/coffe/coffe17012026.mp3 80 anni fa in un ghetto di Kingston, Giamaica, nasceva Vivian Jackson. Indigenza e malnutrizione lo portarono spesso in ospedale, dove a 17 anni rimase affetto da una grave forma di artrite e con le gambe paralizzate. In seguito a tale sventura, colse come un vero e proprio dono divino il talento musicale di cui era dotato e fondò prima il trio vocale dei Prophets e poi anche l’omonima etichetta, attraverso la quale ha lanciato nomi come Michael Prophet, Willie Williams, Wayne Wade, Tony Tuff e Half Pint. Verso la metà degli anni ’70 comincia a lavorare a stretto contatto con King Tubby, che oltre a firmare diversi dub dei suoi singoli, gli affibbia anche il soprannome con cui diventerà famoso. Le sue produzioni sono caratterizzate da una linea di basso distintiva combinata con organi, fiati e armonie ascendenti che utilizzava per creare un’atmosfera meditativa e spirituale. A metà degli anni ’80 la sua salute peggiorò: costretto a interrompere il tour con i Gladiators, smise anche di registrare fino agli anni ’90, quando riemerse anche con del materiale archiviato in precedenza fino alla sua morte, proprio in questi giorni nel gennaio 2010, a causa di un aneurisma cerebrale. Anche per questo lo vogliamo ricordare con il nostro Coffee Killah settimanale a cura di Mr Green outta Roots Addiction Sound System: un intero best of di mezz’ora per godere delle magistrali produzioni di Yabby You.
January 18, 2026
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Per Maja T, per Gino e per tutt … antifascismo sempre!
Mobilitiamoci per Maja T. e Gino e per tutte le persone che continuano a rESISTERE al fascismo e al nazismo Maja T., 24 anni, è detenuta in carcere a Budapest con l’accusa di aver partecipato a violenze contro militanti neonazisti a Budapest nel febbraio 2023. Estradatx dalla Germania dal giugno 2024 in modo fortemente discutibile, è da allora in isolamento e in condizioni di tortura bianca. La procura ungherese le ha recentemente offerto una sorta di “patteggiamento”: 14 anni di carcere duro in cambio di una piena confessione. In caso contrario, Maja rischia una condanna fino a 24 anni. Le sue condizioni di salute sono critiche (ha subito periodi di sciopero della fame, ricoveratx e poi riportatx in carcere) e la detenzione in isolamento risulta inaccettabile. Sottolineiamo anche i grossi rischi legati alla sua identità non binaria e queer che, nel contesto ungherese, comportano ulteriori discriminazioni e torture. È imputat nello stesso processo di Ilaria Salis in un processo in cui si fatica a provare la colpevolezza di Maja T. senza prove video definitive. Nel frattempo la pressione internazionale cresce e la sentenza dovrebbe essere emessa il 22 gennaio. Rexhino Abazaj Gino da fine novembre è detenuto nel carcere di Fresnes, in Francia in via cautelare. Per ora la sua estradizione è congelata ma mercoledì 15 gennaio si terrà una nuova udienza del processo per decidere definitivamente per la sua estradizione. “Accusato anche lui per i fatti dell’11 febbraio del 2023 a Budapest, durante le celebrazioni fasciste della giornata dell’Onore, su di lui pende un mandato di cattura europeo spiccato dall’Ungheria che chiede la sua estradizione. Se venisse consegnato all’Ungheria, Gino rischierebbe anni di carcere in condizioni contrarie ai diritti umani e sarebbe sottoposto a un processo palesemente ingiusto, con una sentenza già scritta per dare una punizione esemplare agli antifascisti.” La rete internazionale free all antifas ha chiamato a due giornate di mobilitazione per il 15 e il 22 gennaio in Europa e in Italia ci sono alcuni appuntamenti già convocati: * Roma, 15 gennaio, alle 17:00, presidio, aiuole di Piazza Galeno a pochi metri dall’Ambasciata ungherese * Venezia, 15 gennaio, alle 16:30, presidio al Consolato Ungherese * Milano, 15 gennaio, alle ore 18, presidio davanti al consolato ungherese, in via Fieno 3 (fermata Missori, M3) * Firenze, 15 gennaio, h 18, via del Leone 60, proiezione del documentario “the trials”, a seguire chiacchiera sulla detenzione di persone trans in Italia, aperitivo benefit anticarcerario * Milano, 24 gennaio, ore 18:00 da Porta Genova, arrivo a San Vittore. A quasi un anno di distanza dall’ultimo corteo cittadino contro la repressione delle antifasciste e degli antifascisti, abbiamo deciso di tornare per le strade di Milano a manifestare la nostra rabbia, determinazione e solidarietà antifascista. Nel mese di gennaio le vicende giudiziarie del processo di Budapest subiranno una brusca accelerazione: il tribunale di Parigi si pronuncerà sulla richiesta di estradizione per Zaid e Gino, a Dusseldorf inizierà il processo per Nele, Paula, Emmi, Clara, Luca e Moritz (attualmente in carcere in Germania) e il 22 gennaio è prevista la sentenza per Maja e Gabri. DISPONIBILE  SU:       RADIOSONAR.NET SI BASA SULL’AUTOFINANZIAMENTO. A CAUSA DELL’EMERGENZA LEGATA AL CORONA VIRUS LE INIZIATIVE SONO SOSPESE. SE VUOI AIUTARCI A CONTINUARE A TRASMETTERE, PUOI EFFETTUARE UNA DONAZIONE ATTRAVERSO IL NOSTRO CONTOCORRENTE O PAYPAL [CP_CONTACT_FORM_PAYPAL]
January 11, 2026
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COFFEE KILLAH #72: ROOTS ADDICTION PRESENTA DAWN PENN
ROOTS ADDICTION PRESENTA DAWN PENN podcast https://radio.sonarproject.net/media/podcast/2526/redvibes/coffe/coffe10012026.mp3 Emersa sin dall’era rocksteady negli anni ’60, ha regalato al Reggae una piacevole sorpresa quando all’inizio degli anni ’90 è tornata prepotentemente nelle classifiche di tutto il pianeta con una rivisitazione in chiave dancehall della sua hit più famosa, You Don’t Love Me (No, No, No). È nata e cresciuta a Kingston, Giamaica, dove questo brano era già famoso alla fine degli anni ’60 nella versione originale registrata per l’etichetta Studio One di Clement “Sir Coxsone” Dodd. Dopo aver lavorato con un altro “peso massimo” del reggae come Prince Buster, nel 1970 lascia il mondo della musica e si trasferisce nelle Isole Vergini. Durante i suoi 17 anni di pausa, si è mantenuta lavorando per società finanziarie, banche e compagnie aeree e niente faceva presagire il suo rientro in pista. Ma quando nel 1987 torna in Giamaica, la sua carriera si riaccende a partire da quel grande successo, allargandosi anche ad altri generi più tendenti verso lo stile UK. In occasione del suo compleanno, l’11 gennaio, le dedichiamo il nostro Coffee Killah settimanale a cura di Mr Green outta Roots Addiction Sound System: un intero best of di mezzora per celebrare la splendida voce di Dawn Penn.Ospite su radiosonar.net con una selezione musicale tutta a 33 giri.
January 10, 2026
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