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Grecia, ChatGPT entra a scuola: parte la formazione dei docenti tra le polemiche
(Fonte) Angelica Migliorisi – 22 novembre 2025 La Grecia avvia un progetto pilota “OpenAI for Greece”, firmato il 5 settembre, per introdurre l’intelligenza artificiale nella scuola: in venti licei partirà la formazione dei docenti su ChatGPT Edu, versione educativa del chatbot di OpenAI. L’iniziativa, frutto dell’accordo tra il governo Mitsotakis e la Fondazione Onassis, è presentata come un’opportunità strategica e un possibile modello europeo, ma suscita anche timori tra insegnanti e studenti sul rischio di delegare sempre più il pensiero agli algoritmi. In parallelo è stato avviato il “Greek AI Accelerator Program”, un programma di accelerazione per startup greche attive nell’intelligenza artificiale, che offre crediti tecnologici, mentoring da ingegneri OpenAI e visibilità internazionale. L’obiettivo è rafforzare l’ecosistema tecnologico nazionale, trattenere i laureati STEM e posizionare la Grecia come hub nell’“Intelligence Age”. “AI in Schools”: cosa succede davvero nelle venti scuole pilota L’accordo prende forma nel progetto pilota “AI in Schools”, che coinvolge 20 scuole selezionate in diversi contesti sociali e geografici, tra licei sperimentali e scuole pubbliche Onassis. Il programma prevede una progressiva introduzione di ChatGPT Edu: * formazione intensiva dei docenti tra ottobre e novembre 2025; * uso controllato da parte degli insegnanti tra dicembre 2025 e febbraio 2026 per didattica e attività amministrative; * avvio dell’utilizzo con gli studenti, sotto supervisione, tra marzo e giugno 2026; * l’entrata a regime nell’anno scolastico 2026-27 per le scuole che avranno completato positivamente le fasi precedenti. Il programma prevede per i docenti strumenti per creare GPT personalizzati per singole materie, utili alla pianificazione delle lezioni, alla generazione di esercizi e al supporto linguistico, mentre gli studenti potranno usare l’IA per ricerche, progetti, simulazioni e per scomporre problemi complessi. Secondo il ministero, l’obiettivo non è sostituire l’insegnamento tradizionale ma affiancarlo con un tutor digitale personalizzato, su base volontaria per gli insegnanti. La promessa di un’IA domestica e controllata Grande enfasi è posta sulla tutela dei dati: ChatGPT Edu opererà in un ambiente chiuso, conforme al GDPR, senza riutilizzo dei dati per l’addestramento, con attivazione graduale delle licenze studentesche e valutazioni continue tramite DPIA e Data Protection Officer. Resta però l’affidamento di una parte dell’infrastruttura educativa nazionale a una piattaforma statunitense, inserito nella più ampia strategia “OpenAI for Countries”, che mira a integrare servizi globali di IA con obiettivi nazionali. La visione di Mitsotakis: quattro assi per l’IA greca Per il premier Mitsotakis l’intelligenza artificiale rappresenta una “nuova grande opportunità” articolata su quattro direttrici: * modernizzare la pubblica amministrazione automatizzando le procedure; * applicare l’IA a settori chiave come sanità e istruzione, passando da un uso informale a un’integrazione regolata; * sviluppare un ecosistema nazionale di startup e ricerca capace di attrarre investimenti e riportare in patria i talenti; * assumere un ruolo nel dibattito internazionale sull’etica dell’IA, richiamandosi alla tradizione democratica greca. In questo quadro la scuola è centrale: la promessa di un tutor digitale gratuito e personalizzato per la preparazione alle “panelladikes”  (gli esami nazionali di accesso all’università) è presentata come uno strumento per ridurre le disuguaglianze e conquistare il consenso di famiglie e opinione pubblica. Le promesse di OpenAI Dal lato di OpenAI, l’accordo è presentato come un progetto dal forte valore simbolico e formativo. I vertici dell’azienda richiamano la tradizione filosofica greca e paragonano l’IA alla calcolatrice: uno strumento che non sostituisce l’apprendimento, ma libera dalle attività meccaniche e consente di affrontare compiti più complessi. L’IA generativa viene descritta come una “calcolatrice per le parole”, capace di rendere gli studenti più preparati e produttivi. Allo stesso tempo, OpenAI riconosce l’esistenza di rischi, dalla disinformazione alla dipendenza, e indica nella collaborazione con i governi e in sistemi di controllo dedicati la strategia per mitigarli. Proprio questo aspetto alimenta il dibattito in Grecia: l’uso strutturale di ChatGPT nelle scuole arriva mentre l’azienda è coinvolta in controversie legate all’impatto psicologico sui minori, rendendo centrali le questioni di trasparenza, tutela e controllo nell’ambiente educativo. Le voci critiche Emergono forti voci critiche tra docenti e studenti. La federazione degli insegnanti delle superiori teme una progressiva marginalizzazione del ruolo docente e il rischio che l’IA rafforzi un modello educativo già centrato su test e memorizzazione, invece di superarlo. Le preoccupazioni sono acuite dal contesto di sottofinanziamento cronico della scuola greca, che rende poco credibile una rapida transizione verso una “scuola del futuro” senza prima investire in infrastrutture, condizioni di lavoro e riduzione del numero degli studenti per classe. Grecia laboratorio europeo, dopo l’Estonia La Grecia si inserisce in un percorso già avviato in Europa: l’Estonia ha anticipato con il programma “AI Leap”, che introduce ChatGPT Edu in tutte le scuole secondarie. Nelle scuole pilota greche si gioca così una sperimentazione che va oltre il contesto nazionale, diventando un terreno di sperimentazione per il futuro dell’educazione europea nell’era dell’intelligenza artificiale.   The post Grecia, ChatGPT entra a scuola: parte la formazione dei docenti tra le polemiche first appeared on Lavoratrici e Lavoratori Aci Informatica.
Le aziende di intelligenza artificiale stanno dando una grande spinta all’istruzione
(Fonte) Patrick Kulp – 25 agosto 202 Quando Anthropic ha riunito gruppi di discussione di studenti per comprendere meglio come utilizzano l’intelligenza artificiale, è emerso un termine colorito: “marciume cerebrale”. Gli studenti sanno che collegare in modo sconsiderato i propri compiti a strumenti di intelligenza artificiale non porta esattamente a una comprensione profonda, ha affermato Drew Bent, responsabile della formazione di Anthropic. Ma la tentazione di prendere queste scorciatoie è comunque presente. Quei focus group facevano parte del processo di ricerca per il Learning Mode di Claude, progettato per aiutare gli studenti a riflettere sui problemi piuttosto che fornire risposte. Anthropic non è l’unica grande azienda di intelligenza artificiale a offrire un prodotto di questo tipo. Dopo aver sconvolto il sistema educativo con chatbot che sputano risposte o elaborano saggi senza problemi, aziende come OpenAI, Google e Microsoft stanno cercando di offrire versioni della loro intelligenza artificiale più adatte all’apprendimento, stringere partnership con università e altri istituti scolastici e finanziare borse di studio e iniziative che ne consentano l’accesso agli studenti. “Siamo ancora agli inizi su cosa sia possibile. Ma credo che il modo migliore per pensarla sia questo: un assistente per ogni insegnante, un tutor personale per ogni studente”, ci ha spiegato Lisa Gevelber, vicepresidente globale e amministratore delegato di Google, parlando della visione finale dell’azienda. Gran parte dell’attenzione rivolta a ChatGPT e ai suoi simili nelle scuole finora si è concentrata sul suo utilizzo come strumento per imbrogliare e sui conseguenti danni che potrebbe avere sulle facoltà critiche degli studenti. Come si forma un modello che contrasti attivamente queste tendenze? Marc Watkins, direttore dell’AI Institute for Teachers dell’Università del Mississippi, ha affermato che gli insegnanti vogliono un’intelligenza artificiale che rallenti l’output delle risposte, metta alla prova gli utenti con quiz e favorisca il dialogo. Molti insegnanti continuano a essere preoccupati per il ruolo dell’intelligenza artificiale nelle aule, affermano gli esperti, ma ora la questione va oltre l’imbroglio: ora c’è motivo di preoccuparsi per la salute mentale degli studenti che vedono i modelli di intelligenza artificiale come compagni. Watkins ha affermato che ci vorranno anni di apprendimento e di comprensione da parte degli educatori prima che l’intelligenza artificiale diventi uno strumento pienamente produttivo. The post Le aziende di intelligenza artificiale stanno dando una grande spinta all’istruzione first appeared on Lavoratrici e Lavoratori Aci Informatica.
Vietare i cellulari e promuovere l’Ia, l’insostenibile confusione al potere
(Fonte) – Maurizio Mazzoneschi e Stefano Barale – 14 settembre 2025 Le nuove Linee Guida sull’IA per la scuola rischiano di replicare il modello già visto con i progetti PNRR Scuola 4.0: acquisti forzati di tecnologie opache e gestite da privati, poco utili alla didattica e spesso ingestibili dalle scuole. Didattica: la grande assente Su 33 pagine, solo due riguardano gli aspetti educativi, con indicazioni generiche e a tratti contraddittorie (es. mappe concettuali generate dall’IA, che snaturano l’obiettivo formativo). La maggior parte del testo si sofferma sugli aspetti tecnico-normativi, richiamando norme europee (AI act) e cosiddette buone pratiche consolidate. Strumenti interattivi e innovativi: l’IA permette l’elaborazione di risorse didattiche, non considerando che l’obiettivo di questi strumenti, come le mappe concettuali è proprio fare in modo che lo studente possa mappare la propria conoscenza di un argomento. AI come automazione  Nelle Linee Guida l’IA trova applicazioni più concrete nei compiti di automazione amministrativa, come l’organizzazione degli orari o il monitoraggio dei documenti e dei bilanci. Tuttavia, il documento non distingue tra semplici algoritmi di automazione e strumenti complessi come i Large Language Model (es. ChatGPT), lasciando alle scuole il compito di orientarsi da sole tra proposte spesso confuse e di origine privata. Contraddizioni e ossimori Le Linee Guida puntano a sostenibilità e tutela dei dati degli studenti, ma le IA generative proposte (come ChatGPT) sono incompatibili con questi principi: richiedono enormi risorse energetiche e idriche per i datacenter e si basano sulla raccolta dei dati degli utenti come parte del loro modello di business, anche quando il servizio è gratuito. L’ennesima riforma dall’alto  Sembra evidente che queste prime Linee Guida siano state redatte senza tenere nella dovuta considerazione le dinamiche sociali che questa nuova tecnologia sta promuovendo. Non a caso nello stesso giorno il ministero ha varato un divieto draconiano contro gli smartphone e promosso le Linee Guida per l’IA. Valorizzare le comunità In alcune parti di Italia si stanno però adottando sistemi per la didattica che valorizzano la creazione di conoscenza locale e condivisa, con l’acquisto di software rilasciati con licenze libere e/o aperte (F/LOSS), oltre che utilizzare il denaro per pagare lavoro invece che licenze d’uso a grandi aziende USA: ad esempio le scuole della Provincia Autonoma di Bolzano. Il modello è quello delle Comunità Energetiche Rinnovabili che, secondo gli ultimi dati del GSE, stanno crescendo vertiginosamente.  The post Vietare i cellulari e promuovere l’Ia, l’insostenibile confusione al potere first appeared on Lavoratrici e Lavoratori Aci Informatica.
Prove guidate di intelligenza artificiale nelle classi
(Fonte) Eugenio Bruno e Claudio Tucci – 1 settembre 2025 L’anno scorso è stata condotta una sperimentazione in 15 istituti scolastici con assistenti virtuali impegnati nella personalizzazione della didattica, pensata soprattutto per gli alunni fragili. La sperimentazione continuerà nel 2025/2026. Un’indagine, condotta dall’Istituto Indire e realizzata nell’ambito del progetto di ricerca Paths insieme a Tecnica della Scuola, che ha coinvolto 1.803 docenti, mostra che Il 57,4% dei prof ha dichiarato di utilizzare o di aver utilizzare l’IA nella didattica. Chi non la usa, ritiene che gli studenti vadano aiutati a valutare le implicazioni etiche legate all’intelligenza artificiale (68% delle risposte) e i suoi limiti tecnici (69%) e una formazione per l’uso appropriato e consapevole (72%) Tra le sperimentazioni in atto si segnala l’iniziativa “neuroscienze e tecnologie per la personalizzazione dei percorsi di insegnamento” per la creazione di specifici percorsi didattici, e nell’ambito del Pnr 2021-2027, “Faber”, un chatbot educativo che assiste nella predisposizione di percorsi formativi, basato su un sistema conversazionale alimentato da modelli di linguaggio open source addestrati su contenuti scientifici, pedagogici e istituzionali organizzati in una knowledge bank. Un’altra iniziativa è “MusicBlocks”, pentagramma fatto di mattoncini, impiegato nello sviluppo delle competenze musicali grazie a una rete neurale addestrata per riconoscere i mattoncini sulla piastra. Ma le ricadute dell’IA investono anche l’organizzazione scolastica. Tra queste si cita la rete schoolorg.ai, avviata da Indire e CascoLearning insieme a sette istituti, che ha visto la sperimentazione di tre servizi “intelligenti”: un sistema che legge e comprende le normative, un chatbot informativo per studenti e genitori e un supporto alla gestione dei gruppi di studenti. Nel 2025/2026 si prevede la sperimentazione di altri servizi: gestione delle sostituzioni, prenotazione delle aule, e un cruscotto digitale che permetta di “leggere” i dati della scuola. The post Prove guidate di intelligenza artificiale nelle classi first appeared on Lavoratrici e Lavoratori Aci Informatica.