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Pensare contro se stessi – di Tiziana Villani
Pubblichiamo su Effimera l'introduzione tratta dal libro di Tiziana Villani, Territori dell'infanzia. Sovvertire l'immaginario del presente, Ortothes, Napoli 2025 * * * * * In alcune fasi della vita, della storia che si attraversano e dalle quali siamo attraversati, occorre a un certo punto fermarsi e riflettere sui modi e gli strumenti attraverso i [...]
February 12, 2026
Effimera
Lo spazio: da bene comune dell’umanità a nuova frontiera commerciale
Il 27 gennaio ricorre l’anniversario dell’apertura alla firma del Trattato sullo spazio extra-atmosferico, il pilastro del diritto spaziale internazionale. Firmato nel 1967, il trattato rappresentò un atto di lungimiranza politica e giuridica: per la prima volta l’umanità riconosceva che lo spazio non poteva diventare terreno di conquista, ma doveva restare un bene comune, destinato a usi pacifici e a beneficio di tutti. Oggi, a quasi sessant’anni di distanza, quello stesso trattato è chiamato a confrontarsi con una realtà radicalmente cambiata, segnata dall’ingresso massiccio di attori privati e dallo sfruttamento commerciale dell’orbita terrestre. Il trattato fu aperto alla firma a Washington, Londra e Mosca, ed entrò in vigore il 10 ottobre 1967. I tre Stati depositari furono Stati Uniti, Regno Unito e Unione Sovietica, a testimonianza del tentativo di sottrarre lo spazio alla logica del confronto militare tra blocchi. I suoi principi fondamentali sono chiari: – lo spazio extra-atmosferico non può essere oggetto di appropriazione nazionale, né tramite rivendicazioni di sovranità, né tramite occupazione o altri mezzi; – l’esplorazione e l’utilizzo dello spazio devono avvenire per scopi pacifici e a beneficio dell’intera umanità; – è vietato collocare armi nucleari o di distruzione di massa in orbita o su corpi celesti; – gli Stati sono responsabili delle attività spaziali condotte sia da enti pubblici sia da soggetti privati autorizzati sul proprio territorio. Ad oggi, oltre 115 Stati hanno ratificato il trattato, inclusi tutti i principali attori spaziali: Stati Uniti, Russia, Cina, i Paesi dell’Unione Europea, il Giappone e l’India. Il consenso quasi universale ne fa ancora oggi la pietra angolare del diritto spaziale internazionale. Nei decenni successivi alla sua entrata in vigore, il trattato ha fornito il quadro giuridico entro cui si sono sviluppate le grandi imprese spaziali del Novecento: dalle missioni lunari del programma Apollo alla cooperazione scientifica che ha portato alla Stazione Spaziale Internazionale. Lo spazio veniva percepito come un luogo di esplorazione, prestigio scientifico e cooperazione, seppure in un contesto di competizione geopolitica controllata. Tuttavia, con l’inizio del XXI secolo, questo equilibrio ha iniziato a cambiare. Negli ultimi quindici anni lo spazio è diventato sempre più un ambiente economico. Il caso più emblematico è quello di SpaceX, fondata da Elon Musk. Attraverso il progetto Starlink, SpaceX ha costruito la più grande costellazione satellitare mai realizzata: – oltre 7.500 satelliti attivi in orbita terrestre bassa (LEO) nel 2025; – piani di espansione che potrebbero arrivare fino a 40.000 satelliti nei prossimi anni; – circa il 60% di tutti i satelliti attivi attorno alla Terra appartiene oggi a questa sola costellazione. Si tratta di un’infrastruttura privata con effetti globali: fornisce accesso a Internet in aree remote, ma occupa porzioni significative dell’orbita terrestre, sollevando interrogativi su congestione, detriti spaziali, sicurezza e governance. Giuristi e osservatori hanno evidenziato come questa concentrazione di satelliti rischi di configurare una forma di appropriazione di fatto, pur in assenza di una rivendicazione formale di sovranità. Negli Stati Uniti, lo sviluppo commerciale dello spazio è accompagnato da un apparato istituzionale dedicato. Agenzie e dipartimenti come la Federal Communications Commission (FCC) e l’Office of Space Commerce autorizzano e supervisionano le attività private, in linea con l’obbligo previsto dal trattato di controllo statale sugli operatori non governativi. Anche l’Europa si sta muovendo in questa direzione. Con il progetto IRIS, l’Unione Europea prevede la messa in orbita di circa 290 satelliti per comunicazioni sicure e strategiche, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza da infrastrutture extra-europee e rafforzare la sovranità tecnologica dell’UE. Il rispetto del trattato è monitorato dal Comitato delle Nazioni Unite per gli usi pacifici dello spazio extra-atmosferico, che da anni richiama gli Stati alla necessità di evitare una nuova corsa allo spazio, questa volta di natura economica e militare. In questo contesto si inseriscono anche interventi simbolicamente rilevanti, come quello in cui, lo scorso 30 ottobre, l’arcivescovo Gabriele Giordano Caccia, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, ha ribadito, davanti al Quarto Comitato dell’80ª sessione dell’Assemblea generale a New York, la necessità che lo spazio extra-atmosferico rimanga un “regno di pace”, non soggetto a logiche di dominio o di sfruttamento incontrollato. Il Trattato sullo spazio extra-atmosferico del 1967 non nasceva per regolamentare megacostellazioni private, miniere lunari o infrastrutture commerciali globali. Eppure, i suoi principi restano sorprendentemente attuali. La sfida del nostro tempo non è riscriverli, ma interpretarli e rafforzarli, affinché lo spazio non diventi il nuovo Far West del XXI secolo, ma continui a essere ciò che il trattato immaginava quasi sessant’anni fa: un luogo di cooperazione, responsabilità e beneficio condiviso per tutta l’umanità. Tiziana Volta
January 28, 2026
Pressenza
SAN GIULIANO MILANESE (MI): “IL COMUNE VUOLE FERMARE LE ATTIVITÀ” DELLO SPAZIO PUBBLICO AUTOGESTITO ETEROTOPIA
L’amministrazione di San Giuliano Milanese all’attacco di Eterotopia. Dopo aver già esercitato pressioni la scorsa primavera, è giunta richiesta ad attiviste e attivisti dello spazio di procedere con una nuova ispezione amministrativa. Per questo a fine dicembre era ripresa la mobilitazione in difesa dello spazio, anche con una partecipata assemblea pubblica, che aveva permesso di rinviare l’ispezione. Eterotopia rischia la chiusura per ragioni amministrative. Viene infatti richiesto, tra l’altro, “di abbattere la cucina, di togliere il palco e di rifare gli impianti”. Il tutto in uno stabile che è in realtà di proprietà del Comune. Il sindaco ha fatto sapere “di non voler mettere in discussione la convenzione” tra Comune ed Eterotopia, che permette di continuare le attività fino al 2028, ma non è nemmeno intenzionato a concedere altri spazi o ad ipotizzare soluzioni alternative. Intanto con l’inizio del nuovo anno, sono riprese le attività nei locali di via Risorgimento 21. Tra queste la mostra permanente “35 anni di vita” che ripercorre la storia di Eterotopia. L’aggiornamento sulla situazione con Giovanni, compagno di Eterotopia. Ascolta o scarica
January 12, 2026
Radio Onda d`Urto
Lo spazio: orizzonte di gioco o campo di battaglia? Sulla militarizzazione dei territori
Nell’ambito della manifestazione “Frascatiscienza” è programmato per il 26 settembre 2025 un Open Day organizzato dall’ESRIN, il centro dell’Agenzia Spaziale Europea dedicato ai programmi di osservazione della Terra (https://www.frascatiscienza.it/fsapp/evento/1825/26). L’evento è inserito nell’ambito della Notte Europea dei Ricercatori e si presenta come una proposta volta a “sensibilizzare il pubblico sull’importanza della ricerca scientifica e alle missioni spaziali”, con attività destinate ad adulti e bambin3, accompagnati “in un viaggio attraverso il mondo dell’ESA, fatto di approfondimenti, talks ispirazionali e quiz interattivi pensati per mettere alla prova la curiosità e la voglia di esplorare”. Nel programma leggiamo che “I lanci di razzo-modelli saranno un’altra attrazione della serata, che porterà entusiasmo e stupore tra grandi e piccoli”. Il programma della giornata potrebbe apparire innocuo da un punto di vista ingenuo, ma è anche attraverso attività come queste che passa la strategia di diffusione della “cultura della difesa” che l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università si impegna a denunciare. É noto il ruolo dell’industria aerospaziale nell’ambito della filiera bellica italiana e non c’è bisogno di richiamare il peso di colossi come Leonardo e Thales Alenia Space in questo specifico ambito produttivo, in cui la foglia di fico del “dual use” offusca lo sguardo del pubblico sul peso che questo settore riveste oggi in ambito militare. La stessa ESRIN-ESA d’altra parte ha nella stessa Frascati, dove ha sede, ospitato il 12 settembre l’evento “Il Lazio hub europeo dell’aerospazio” (https://www.regione.lazio.it/notizie/Frascati-evento-Lazio-hub-europeo-Aerospazio), svoltosi nell’ambito degli Stati generali difesa, spazio e cybersecurity, tra i cui obiettivi dichiarati c’è “la  costituzione del nuovo Distretto industriale e tecnologico dell’Aerospazio e della Sicurezza, con l’obiettivo di attivare risorse pubbliche e private e favorire la collaborazione tra imprese, ricerca e istituzioni”. Il Lazio, definito come “uno dei più grandi ecosistemi aerospaziali in Europa”, si candida a “a giocare un ruolo fondamentale in tutte le articolazioni di un settore chiave per l’industria e la sovranità tecnologica europea”, attraendo investimenti e mobilitando risorse economiche e “umane” in grado di sostenere la trasformazione della regione in un vero e proprio “hub dell’aerospazio”. Come Osservatorio vorremmo evidenziare il fatto che per capire cosa si muove dietro a queste iniziative è sufficiente svolgere un piccolo lavoro di ricognizione delle notizie: siamo partiti dalla curiosità per il programma di “Frascatiscienza”, in cui compare esclusivamente il riferimento all’ESRIN-ESA; siamo risaliti alla notizia dell’evento del 12 settembre pubblicata sul portale di Regione Lazio, in cui l’industria aerospaziale è presentata come perno della crescita economica del territorio. Se però vogliamo farci un’idea più precisa dei partecipanti a questo incontro e facciamo un’ulteriore ricerca, arriviamo alla “foto di gruppo” dell’evento (https://www.esa.int/Space_in_Member_States/Italy/Stati_Generali_su_Difesa_Spazio_e_Cybersicurezza._Foto_di_gruppo) e solo qui appare evidente il nesso, denunciato dall’Osservatorio, tra attività “ludiche” proposte alla cittadinanza, industria bellica, Ministero della Difesa e Forze Armate, che a questo punto è inquadrato nel contesto internazionale: “Rappresentanti delle maggiori entità europee hanno discusso del futuro dell’Unione Europea, che sta affrontando sfide senza precedenti dal periodo del dopoguerra, in un contesto geopolitico sempre più complesso. I partecipanti hanno esaminato le necessità dell’Europa in materia di spazio, sicurezza informatica e difesa, nel quadro più ampio dell’Alleanza Atlantica”. Tra i partecipanti all’incontro leggiamo il nome dell’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, Presidente del Comitato Militare della NATO, così come tra gli interventi è stato dato dalla stampa ampio risalto a quello di Andrius Kubilius, ex primo ministro della Lituania, è il commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, che ha dichiarato: “Lo spazio sta diventando un campo di battaglia. Nell’Unione europea siamo già sotto attacco” (clicca qui). Eravamo partiti da un’apparentemente innocente proposta per cittadini e famiglie, in cui si legge: “I più giovani potranno partecipare a divertenti laboratori didattici, pensati su misura per la loro età con l’obiettivo di avvicinarli alla scienza e allo spazio”. Non possiamo che concludere che l’obiettivo, come ormai da tempo l’Osservatorio denuncia, è proprio questo: avvicinare i giovani allo spazio, oggi, significa avvicinarli al campo di battaglia del presente e del futuro, e il reclutamento delle nuove leve avviene in modo subdolo e indiretto attraverso iniziative di cui non è sempre facile smascherare le intenzioni. L’Osservatorio lavora proprio per svolgere questo compito. Irene Carnazza, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
#stopthegenocideingaza🇵🇸 Partnership nello #spazio tra l’Italia e l’industria #militare israeliana #israel Lanciato a bordo di un missile SpaceX Falcon 9 il satellite NAOS realizzato da OHB SpA; le telecamere sono di #Elbit Systems Ltd., #Haifa). https://pagineesteri.it/2025/08/29/mondo/partnership-nello-spazio-tra-litalia-e-lindustria-militare-israeliana/
August 29, 2025
Antonio Mazzeo