Tunisia: il nesso tra tecnologia e controllo delle frontiere
L’Unione Europea ha firmato nel 2023 un Memorandum d’intesa con la Tunisia,
definita “paese terzo sicuro” 1, una classificazione che non riflette la realtà,
come denunciato da numerose organizzazioni della società civile, tra cui Amnesty
International 2.
Rapporti e dossier/Confini e frontiere
“NESSUNO TI SENTE QUANDO URLI”: IL SISTEMA DI VIOLENZA CONTRO LE PERSONE
MIGRANTI IN TUNISIA
La denuncia nel rapporto di Amnesty International: «Non è un Paese sicuro»
3 Dicembre 2025
Questa designazione alimenta l’agenda europea di esternalizzazione delle
frontiere nonché legittima i respingimenti nel Mediterraneo. Come si legge nel
policy paper 3 del Forum tunisino per i diritti economici e sociali (FTDES) di
ottobre, a ciò si aggiunge un costante flusso di investimenti economici e
materiali provenienti dal Ministero dell’Interno italiano e dall’UE per
rafforzare la repressione delle persone in movimento.
In questo contesto di esternalizzazione, violenza e controllo, è fondamentale
infatti osservare come fondi e investimenti in capacità operative sostengano
strumenti che favoriscono abusi e pratiche scorrette nella gestione dei dati e
nelle applicazioni tecnologiche.
Nel Mediterraneo, il controllo e i respingimenti delle persone in movimento sono
sempre più facilitati dalla tecnologia.
L’esternalizzazione delle frontiere non è quindi solo strategia politica, ma
un’infrastruttura tecnologica e finanziaria che ridisegna il Mediterraneo come
spazio di controllo, sorveglianza e respingimento.
Il policy paper di FTDES, realizzato in collaborazione con la Fondazione
Mozilla, analizza proprio l’uso di queste tecnologie lungo i confini migratori
italiani e tunisini. Qui sotto, i principali risultati presentati dal policy
paper.
ESTERNALIZZAZIONE DEI CONFINI FACILITATA DALLA TECNOLOGIA E FINANZIATA DALL’UE
L’attuale ondata di controllo delle frontiere basato su tecnologie digitali nel
Nord Africa è tutt’altro che nuova, affondando le sue radici in un decennio di
programmi guidati dall’ICMPD 4 e finanziati da diversi governi europei con il
supporto tecnico dell’Italia.
Queste iniziative hanno preparato il terreno per sistemi come ISMaris, un
software di sorveglianza sviluppata localmente ma supervisionata dall’ICMPD e
dal Ministero dell’Interno italiano, che oggi integra dati da sensori radar VHF
che rilevano il movimento e la presenza di imbarcazioni, GPS e telecamere,
utilizzato dalla guardia costiera Tunisina 5.
Il Forum Tunisien pour les Droits Économiques et Sociaux (FTDES) è
un’organizzazione tunisina indipendente, fondata nel 2011, che si occupa di
difendere e promuovere i diritti economici, sociali e ambientali. Conduce
ricerche, monitora politiche pubbliche e denuncia violazioni su lavoro,
migrazioni, disuguaglianze regionali e giustizia sociale. È riconosciuto come
una delle principali voci della società civile tunisina.
Sebbene l’UE presenti questi strumenti come mezzi per la sicurezza marittima e
la cooperazione, la loro governance opaca e i loro effetti operativi raccontano
un’altra storia: le intercettazioni di persone migranti sono aumentate
sensibilmente e le missioni di ricerca e soccorso vengono ostacolate.
Parallelamente, l’Italia ha rafforzato la cooperazione tecnologica con la
Tunisia firmando nel 2023 un memorandum che prevede la consegna di motovedette
avanzate, dotate di sistemi di sorveglianza capaci di intercettare, identificare
e monitorare imbarcazioni e comunicazioni, spesso con il rischio di
misidentificare le persone migranti come trafficanti.
L’Italia nel frattempo amplia il coinvolgimento della Leonardo‑Finmeccanica 6,
consolidando un modello in cui tecnologia, esternalizzazione delle frontiere e
interessi industriali si intrecciano.
ATTIVISTI NEL MIRINO
La strategia italiana per contenere la migrazione dal Nord Africa prende di mira
non solo le persone in movimento, ma anche attivisti, avvocati e giornalisti che
documentano abusi e respingimenti. All’inizio del 2025, il caso Paragon aveva
rivelato l’uso di tecnologie di sorveglianza di livello militare contro la
società civile.
Sebbene il governo italiano abbia inizialmente negato ogni coinvolgimento prima
di giustificare l’operazione come questione di sicurezza nazionale, le analisi
forensi mostrano che l’intrusione era iniziata mesi prima e ha successivamente
colpito altri giornalisti, suggerendo un modello più ampio di monitoraggio di
chi ostacola o denuncia l’agenda di esternalizzazione.
La sorveglianza digitale è diventata un nuovo strumento per ridefinire la
narrazione migratoria, eludere responsabilità e mettere a rischio sia i migranti
sia le reti che li sostengono, in un contesto in cui l’Italia continua a fornire
tecnologie avanzate ai partner nordafricani.
FRONTEX: SORVEGLIANZA CON I DRONI E L’INDUSTRIA TECNOLOGICA
Frontex svolge un ruolo centrale nell’allertare le guardie costiere libiche,
egiziane e tunisine, oltre ai Paesi UE mediterranei, riguardo alle
intercettazioni e gli arrivi delle persone in movimento (spesso preludio a
procedure di espulsione).
Parallelamente, l’agenzia rinnova contratti con aziende tecnologiche come ADAS
(Germania) e IAI (Israele), consolidando la propria dipendenza da droni che
inquadrano i migranti come minacce alla sicurezza. Italia, Grecia e Malta
sostengono la sperimentazione di droni avanzati per la sorveglianza marittima.
All’interno di Frontex, i finanziamenti destinati a questi sistemi crescono
costantemente, mentre viene denunciata l’integrazione dell’intelligenza
artificiale nei droni per il riconoscimento facciale e in altri possibili
processi decisionali critici.
Dal policy paper: a sinistra si osserva la crescita, negli anni, del budget
destinato al materiale tecnologico; a destra, l’aumento considerevole del budget
annuale di Frontex
Dal policy paper: a sinistra si osserva la crescita, negli anni, del budget
destinato al materiale tecnologico; a destra, l’aumento considerevole del budget
annuale di Frontex.
SCAMBI ILLECITI DI DATI SULLE PERSONE IN MOVIMENTO
Lo scambio di dati per il controllo delle frontiere, un tempo limitato ai
database UE come EURODAC 7 ed EU‑LISA 8, si è ampliato fino a includere per anni
trasferimenti di dati personali e biometrici tra FRONTEX ed EUROPOL 9.
Dal 2016 al 2023, almeno 13.000 persone sono state coinvolte in trasferimenti
illeciti di informazioni, con gravi rischi di criminalizzazione senza basi
legali. La scarsa trasparenza di EUROPOL suggerisce che tali dati possano essere
stati usati per sospetti infondati di terrorismo o criminalità organizzata,
alimentando pratiche di profilazione razziale.
Approfondimenti/Confini e frontiere
TUNISIA: IL CONFINE INVISIBILE D’EUROPA
Il punto sulla situazione delle persone migranti tra detenzione e respingimenti
Maria Giuliana Lo Piccolo
25 Novembre 2025
Il policy paper mostra con chiarezza come l’UE stia investendo sempre più in
tecnologie di sorveglianza marittima che privilegiano l’intercettazione delle
imbarcazioni rispetto al soccorso, contribuendo alla militarizzazione e alla
trasformazione tecnologica delle operazioni migratorie, senza alcuna tutela per
le persone in movimento né per la loro privacy.
Parallelamente, chi denuncia queste pratiche (attivisti per i diritti dei
migranti, giornalisti e avvocati) diventa a sua volta bersaglio di sorveglianza
e intimidazioni.
Le istituzioni europee e i governi coinvolti possono invocare la sicurezza per
giustificare metodi sempre più invasivi, ma, come ricordano gli autorə del
rapporto “la sicurezza non dovrebbe mai essere ottenuta a costo di vite umane né
attraverso misure illegali o discriminatorie” 10.
1. FTDES. (2025, 30 April). Tunisia’s designation as a safe third country of
origin: The European
Commission rewards Tunisian authorities for their cooperation on migration
and whitewashes their
abuses ↩︎
2. Tunisia: “Nobody hears you when you scream”: Dangerous shift in Tunisia’s
migration policy ↩︎
3. The nexus of technology and migration tech-facilitated border control and
implications for Tunisia, FTDES (27 ottobre 2025) ↩︎
4. International Centre for Migration Policy Development, Centro
internazionale per lo sviluppo delle politiche migratorie ↩︎
5. Alarmphone. (2024). The Illegal and Violent Practices of the Tunisian
National Guard in the Central Mediterranean ↩︎
6. Business and Human Rights Resource Centre. (2024, 4 June). Leonardo.
Business and Human Rights Resource Centre ↩︎
7. European Dactyloscopy: banca dati biometrica dell’Unione Europea contenente
le impronte digitali dei richiedenti asilo e dei cittadini di paesi terzi
↩︎
8. Agenzia dell’Unione europea per la gestione operativa dei sistemi IT su
larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia ↩︎
9. Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’attività di contrasto
↩︎
10. Dal policy paper, pagina 24 ↩︎