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In Russia è stato messo al bando l’ultimo partito che si oppone alla guerra
La Corte Suprema russa ha annullato la registrazione del partito Yabloko alle elezioni parlamentari previste per il prossimo settembre. La formazione politica era l’unico partito ammesso alle elezioni a opporsi alla guerra in Ucraina. Con la sua decisione, la Corte ha accolto un ricorso del partito Rodina, di stampo nazionalista e filogovernativo. L’annuncio arriva pochi giorni dopo l’ammissione ufficiale di Yabloko alle elezioni; il partito ha già annunciato che presenterà ricorso contro la sentenza. Yabloko è una storica formazione russa di orientamento liberale, fondata nel 1993. Dallo scoppio della guerra in Ucraina, il partito ha assunto una posizione contraria al conflitto e, negli ultimi mesi, ha chiesto un cessate il fuoco e l’avvio di negoziati diplomatici con Kiev. «Il nostro è un programma breve, semplice e assolutamente chiaro» riporta un comunicato del partito, che sul proprio sito riferisce di difendere «un’economia di mercato orientata al sociale, alla parità di opportunità iniziali, all’inviolabilità della proprietà privata, alla concorrenza in politica e nell’economia, al rafforzamento delle istituzioni democratiche, allo Stato di diritto, a uno Stato governato dalla legge e al controllo dei cittadini sul governo». Rodina accusava Jakoblo di ricevere finanziamenti dall’estero e di promuovere l’«estremismo» ma, secondo quanto riportano i giornali locali, alla fine la decisione della Corte si sarebbe basata su presunte «violazioni del diritto d’autore durante l’attività». Yakoblo avrebbe infatti fatto uso di «proprietà intellettuale protetta» senza le adeguate autorizzazioni – tra queste, testi di canzoni, fotografie e immagini generate da ChatGPT. Il partito ha già assicurato che farà ricorso. The post In Russia è stato messo al bando l’ultimo partito che si oppone alla guerra appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 12, 2026
L'INDIPENDENTE
Drone ucraino fa strage di bagnanti sul mar Nero: 6 morti, tra cui tre bambini
Sono almeno sei le persone uccise dallo schianto di un drone ucraino su una spiaggia affollata di bagnanti del villaggio russo di Arkhipo-Osipovkan, nei pressi di Gelendzhik, sul Mar Nero. Di queste, tre sono bambini. Altre quaranta sono state ferite: di queste, almeno nove (delle quali tre bambini) si trovano in condizioni gravi. La strage si sarebbe verificata dopo che la contraerea russa ha abbattuto il velivolo, il quale, secondo il governatore della regione di Krasondar, Veniamin Kondratyev, avrebbe avuto come obiettivo infrastrutture civili. Nella notte, un altro attacco con droni avrebbe causato la morte di almeno cinque persone nella capitale russa, Mosca. Si tratta solamente degli ultimi due episodi di un conflitto che, ad oltre quattro anni dal suo inizio, sembra aver assunto nelle ultime settimane contorni sempre più brutali. «Quanto accaduto oggi è un attacco mirato del regime di Kiev contro la popolazione civile, che non ha alcun legame con le infrastrutture militari» ha dichiarato Kondratyev. In una intervista rilasciata all’agenzia di stampa russa TASS, la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha puntato il dito contro la NATO e l’UE, accusate di essere «parte integrante dell’attività terroristica, in quanto consentono alla “formazione di banditi” dell’ufficio di Vladimir Zelensky di operare proprio al loro interno». Secondo la TASS, nella giornata del 3 agosto si sarebbero verificati altri tre incidenti con droni. Alcuni velivoli ucraini avrebbero infatti attaccato la nave turca Nadezhda, che stava navigando dal porto russo di Novorossiysk verso Samsun dopo aver trasportato generi alimentari. Dei 22 membri dell’equipaggio, evacuato nel porto russo, 13 erano cittadini turchi. L’attacco, dichiara il ministero dei Trasporti turco citato dall’agenzia, ha causato un incendio a bordo, ma le operazioni di soccorso sono state «impossibili» per via dei «persistenti attacchi di droni nella zona». Nella stessa giornata, un altro drone ucraino avrebbe colpito un’auto nella regione di Belgorod, uccidendo una donna e ferendo altre due persone. A Mosca, nella notte, almeno cinque persone sarebbero state uccise a seguito di un attacco con droni, mentre sei sarebbero rimaste ferite. Solamente due giorni fa, il 1° agosto, in un ristorante della capitale si è verificato un attentato i cui contorni sono poco chiari. Alcuni media indipendenti russi ritengono che l’obiettivo fosse Alexander Chaiko, il nuovo capo dell’aeronautica. I fatti si inseriscono in un contesto di generico inasprimento del conflitto, con Mosca e Kiev che si sono scambiate in queste settimane alcuni degli attacchi più pesanti dall’inizio della guerra. Lo scorso 2 luglio, la Russia ha lanciato uno dei più massicci attacchi di sempre contro l’Ucraina, causando una distruzione senza precedenti nell’ambito di questa guerra nella capitale Kiev. Il 9 luglio successivo, Mosca ha lanciato un attacco con 728 droni a lunga distanza sull’Ucraina, un record secondo l’ONU. Dal canto suo, l’Ucraina sta impiegando i droni per compiere massicce rappresaglie, in particolare contro le infrastrutture petrolifere, nella regione della Crimea e più in profondità nel territorio russo, fino ad arrivare a Mosca. Sono state colpite anche alcune raffinerie nella stessa regione di Krasondar, attacchi che non hanno causato vittime ma danni economici ingenti. Il 4 luglio, attacchi analoghi sono stati portati a termine su larga scala a San Pietroburgo. Gli attacchi incrociati di questo genere si sono protratti per tutte le settimane successive. The post Drone ucraino fa strage di bagnanti sul mar Nero: 6 morti, tra cui tre bambini appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 4, 2026
L'INDIPENDENTE
TRUMP-PUTIN: “AL VERTICE IN ALASKA NESSUN PROGRESSO, MA PROPAGANDA SOPRATTUTTO PER LA POLITICA INTERNA”
Si è tenuto nel giorno di Ferragosto il vertice tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e l’omologo russo Vladimir Putin, ad Anchorage, in Alaska. Il vertice si è concluso senza alcun progresso concreto sul cessate il fuoco in Ucraina, ma con un accrescimento del ruolo diplomatico di Putin, ricevuto come un pari, riabilitato sul piano internazionale, continuerà l’offensiva, nonostante penda su di lui un mandato della Corte penale internazionale (non riconosciuta dagli USA) si è mosso liberamente. I colloqui privati sono durati circa tre ore, ma il summit si è concluso in anticipo rispetto al programma: invece delle previste due sessioni, se n’è tenuta solo una. Al termine non è stata fatta una vera conferenza stampa, ma delle dichiarazioni ai giornalisti per un totale di una dozzina di minuti. Trump ha definito il vertice come “produttivo” ma ha dovuto ammettere che non c’è stata un’intesa sul cessate il fuoco in Ucraina, anzi proprio durante l’incontro non sono cessati i bombardamenti sul territorio. Abbiamo commentato questo vertice con il professor Federico Varese, docente a Science Po e Oxford, esperto di Russia, co-autore tra gli altri di “La Russia che si ribella“. Varese fa notare come nel vertice non sia emerso molto “non sono state annunciate particolari soluzioni, se ci fosse stata una soluzione di qualche tipo, un accordo di qualche tipo, immagino che ce l’avrebbero detto, anche per appunto mostrare che il vertice ha avuto successo“. Molte cose “sono state notate da molti osservatori internazionali, cioè Putin sulla ribalta internazionale, il tappeto rosso, risultati sostanzialmente inesistenti” mentre è stata “sottovalutata la dimensione della politica interna” che è andata in scena in questo vertice. Ad esempio Trump ha avuto Putin che confermava direttamente da Putin “la propaganda chiaramente farlocca di Trump che le elezioni del 2020 erano state truccate e che sarebbero state vinte da lui”, con Putin addirittura che afferma che se ci fosse stato Trump, non ci sarebbe stata la guerra. E lo stesso Puti che “ha bisogno di rassicurare il suo gruppo di potere che sta comunque facendo dei progressi, che sta vincendo in un contesto russo dove invece la situazione non è così rosea.” Inoltre, proprio nelle scorse settimane il prof. Varese era a tenere un corso alla Kiev School of Economics: nell’intervista ci racconta anche la vita nella città ancora sotto bombardamenti e dove le manifestazioni contro la corruzione non sembrano aver scalfito il sostegno generale al governo di Zelensky. Ecco l’intervista al prof. Federico Varese, docente a Science Po e a Oxford, esperto di Russia e crimine organizzato.Ascolta o scarica
August 16, 2025
Radio Onda d`Urto