Oltre 120 adolescenti israeliani annunciano il loro rifiuto di arruolarsi nell’esercito
L’ultimo giorno dell’anno scolastico in Israele, il 19 giugno, una lettera dal
titolo “Ci rifiutiamo!” redatta da alcuni adolescenti in cui annunciavano la
decisione di non arruolarsi nell’esercito israeliano è stata distribuita in
migliaia di copie in diverse scuole di tutto il Paese. La lettera, intitolata
“Ci rifiutiamo!”, conta ormai più di 120 firme di studenti delle scuole
superiori che dovrebbero prestare servizio militare.
Testo completo della lettera “Ci rifiutiamo!”
Noi, adolescenti destinati alla coscrizione nell’esercito israeliano, con la
presente ci rifiutiamo di prendere parte ai suoi crimini e di servire gli
interessi del governo dittatoriale.
Siamo stati tutti cresciuti nel mito secondo cui Israele agisce solo per
legittima difesa. Il sistema educativo ci terrorizza fin da piccoli, facendoci
credere che «non ci sia scelta» e che dobbiamo vivere per sempre con la spada in
mano. Le nostre scuole ci preparano all’esercito instillandoci una visione del
mondo militarista. Al liceo la preparazione ai test militari e i colloqui con i
soldati sono parte integrante della nostra quotidianità, ma la verità è che
arruolarsi nell’esercito non è inevitabile. Nessuno nasce soldato. E come ogni
altra scelta, arruolarsi nell’esercito ha le sue ripercussioni.
Negli ultimi due anni e mezzo, attraverso i social media e i notiziari, siamo
stati esposti a contenuti difficili e violenti relativi al 7 ottobre. Ma ciò che
era iniziato come una risposta a quel terribile massacro si è trasformato in una
crudele campagna di sterminio della popolazione di Gaza, di proporzioni
incomprensibili. E quali sono i risultati delle azioni dell’esercito? Secondo i
dati ammessi dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF), dall’inizio della guerra a
Gaza sono state uccise più di 72.000 persone, molte delle quali donne, bambini e
persino neonati. E nonostante il cosiddetto «cessate il fuoco», il genocidio, la
pulizia etnica e i crimini di guerra continuano.
Recentemente, abbiamo assistito a un forte aumento della violenza sia da parte
dei coloni che dell’esercito in tutta la Cisgiordania. Non si tratta di un
fenomeno nuovo. Da decenni Israele utilizza l’esercito per opprimere il popolo
palestinese, annettere territori e perpetrare violenze contro i palestinesi che
vivono in Cisgiordania – il tutto nell’ambito del progetto di pulizia etnica del
Paese. L’esercito attacca, uccide e arresta persone senza processo, compresi
ragazzi della nostra età. L’unica cosa che ci differenzia è che loro sono nati
dalla parte sbagliata della linea di confine.
Riflettete: sono queste le azioni di una “forza di difesa”?
Le guerre infinite hanno un pesante impatto su tutti noi: infliggono ferite
fisiche e mentali che dureranno per il resto delle nostre vite. Viviamo tra una
corsa ai rifugi antiaerei e l’altra e gli annunci dei soldati caduti.
Siete disposti a diventare parte delle statistiche?
Siete pronti a compiere un simile sacrificio in nome di un governo cinico e
dittatoriale che baratta vite umane per rafforzare il proprio dominio?
E voi cosa farete?
Mesarvot. Rete di obiettori di coscienza israeliani da www.pressenza.it.
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