Tag - traffico di armi

Voi la chiamate bagarre, noi la chiamiamo rabbia di classe
Quella che voi chiamate bagarre è la rabbia di chi rifiuta la guerra. Noi la chiamiamo rabbia di classe. E ce la rivendichiamo tutta. Quanto accaduto martedi in Consiglio comunale, durante la discussione per l’avvio dei lavori della Commissione dedicata all’Osservatorio permanente sui traffici di armi nel porto di Genova, […] L'articolo Voi la chiamate bagarre, noi la chiamiamo rabbia di classe su Contropiano.
July 17, 2026
Contropiano
Genova. La sindaca migliore d’Italia? Un anno con Silvia Salis
Recentemente Silvia Salis ha festeggiato con una conferenza stampa trionfale un anno di mandato come Sindaca di Genova. È una occasione per poter trarre, anche da parte nostra, un bilancio del suo operato. Ovviamente il nostro compito sarà quello di indagare oltre le apparenze. Fin dall’inizio, infatti, la Sindaca ha […] L'articolo Genova. La sindaca migliore d’Italia? Un anno con Silvia Salis su Contropiano.
July 3, 2026
Contropiano
Sì a un osservatorio per la trasparenza, senza eludere le domande di cittadinanza e lavoratori
Con il proprio comunicato divulgato il 12 giugno scorso, The Weapon Watch, l’osservatorio sulle armi nei porti europei e mediterranei che ha sede proprio a Genova si è espresso in merito alle “parole pronunciate dal vicesindaco Alessandro Terrile alla conferenza stampa dell’11 giugno, che ha annunciato l’istituzione di un osservatorio sui traffici di armi nel porto di Genova“. Dichiarando di “felicitarsi che sia stato finalmente compiuto un primo passo verso una maggiore trasparenza”, The Weapon Watch precisa: “Questa iniziativa meritoria della giunta guidata dalla sindaca Silvia Salis ha avuto una lunga gestazione. È stata inizialmente sollecitata da una mozione presentata in Consiglio comunale (prima firma Francesca Ghio, co-firmata dagli altri capigruppo di maggioranza) il 26 ottobre 2025, a cui da parte degli stessi firmatari ha fatto seguito il 6 febbraio 2026 il deposito di una proposta di deliberazione riguardante, come cita il titolo che riproduciamo integralmente, l’ISTITUZIONE DELL’OSSERVATORIO CONSILIARE PERMANENTE PER LA TRASPARENZA, LA SOSTENIBILITÀ ETICA E LA SICUREZZA DEI LAVORATORI DEL PORTO DI GENOVA. APPROVAZIONE DEL REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO E CONFERIMENTO DEL MANDATO PROGETTUALE GENOVA PORTO DI PACE. A questo punto dell’iter crediamo che manchi la delibera finale fissata per il prossimo 30 giugno“. “Quello qualificante sarà, però, il passo successivo – rileva The Weapon Watch – Ovvero come si metteranno in pratica gli strumenti per garantire la trasparenza intorno alle merci che passano in porto, e di come se ne darà informazione tempestiva ai cittadini e ai lavoratori genovesi, per soddisfare la loro domanda di non rendersi complici con traffici che, sebbene già vietati da leggi e trattati, continuano ad alimentare conflitti armati sempre più violenti e sanguinosi. Sottolineiamo che il diritto di obiezione che sta alla base della domanda di trasparenza riflette la coscienza della città che ha voluto la nuova amministrazione. Senza dati trasparenti e veritieri non è possibile alimentare alcun dibattito pubblico reale, partecipato e capace di incidere”. “Al momento ci sembra che l’iniziativa del Consiglio comunale genovese sia tanto benemerita quanto insufficiente – dichiara The Weapon Watch – Ed è insufficiente perché non raccoglie l’esigenza dei lavoratori del porto di NON lavorare per alimentare le guerre, di non essere complici del sangue versato dalle popolazioni civili che delle guerre sono le vittime maggiori. È assai probabile che se armi e munizioni destinate ai paesi in guerra venissero escluse dal porto di Genova, il movimento portuale complessivo non ne risentirebbe: è questa possibilità che deve essere esplorata, attraverso la pubblicità dei dati di traffico, di quantità e tipologia di merci, di origine e destinazione. “Ricordiamo che the Weapon Watch ha avanzato una proposta di osservatorio indipendente sin dallo scorso settembre – conclude il gruppo genovese – Che al proposito il 19 ottobre ha rivolto un appello ai sindaci delle città portuali e che il 4 dicembre 2025 nella Sala Grande del Circolo CAP ha presentato pubblicamente il proprio Progetto di osservatorio sui traffici di armamenti nel porto di Genova. Redazione Genova
June 17, 2026
Pressenza
Piombino hub nazionale del traffico di armi?
CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE INFRASTRUTTURE PUBBLICHE IMMAGINARE UN ALTRO SVILUPPO PER I NOSTRI PORTI CONVEGNO GIOVEDÌ 14 MAGGIO DALLE 16:00 ALLE 19:00 CENTRO GIOVANI DI PIOMBINO L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università pubblica il comunicato di USB Piombino e Livorno che, in collaborazione con il gruppo Donne in nero di Piombino, ha organizzato un convegno sul traffico di armi nel porto di Piombino. Interverranno: Francesco Staccioli (esecutivo nazionale USB trasporti) Linda Maggiori (giornalista di inchiesta) Alessio Biondi (RLS di sito porti provincia di Livorno) Alessandro Volpi (docente universitario) A seguire dibattito con interventi di partiti, collettivi e associazioni. La lotta al transito di armi, carburante o altro materiale ad uso bellico destinato a Israele o ad altri teatri di guerra, ha sempre contraddistinto il lavoro di USB nei porti italiani in questi anni. Partendo da Genova e grazie anche alla spinta più recente delle Flottille dirette a Gaza, questo movimento di opposizione è cresciuto sempre più, raggiungendo una visibilità inedita e soprattutto dimostrando che inceppare la logistica della guerra è materialmente possibile. Innumerevoli ragioni ci spingono ad assumere questa posizione: l’internazionalismo e lo spirito di solidarietà verso i popoli oppressi in primo luogo, ma anche la difesa della sicurezza dei lavoratori e dei cittadini e la tutela dell’occupazione, che solo uno sviluppo commerciale delle attività portuali può realmente garantire. Anche a Piombino il nostro sindacato ha affiancato gruppi di cittadini (in particolare il gruppo delle Donne in nero) e i comitati che si oppongono al rigassificatore nel denunciare i rischi per la sicurezza connessi alla movimentazione di armi e mezzi militari. Ci sembra che negli ultimi mesi la frequenza e l’intensità di carico delle navi Severine e Capucine sia in preoccupante crescita. Che siano per esercitazioni della NATO in Europa o direttamente destinate a rifornire le guerre Usa e israeliane nel Golfo Persico (si veda il maxi-carico del 30 marzo scorso diretto in Arabia Saudita), stanno rendendo il porto di Piombino un hub sempre più cruciale. La guerra non è un fatto lontano, parte da noi, dalle nostre banchine. E a quelle può anche tornare, rendendole un obiettivo militare. Crediamo che questo scenario non sia né eticamente né politicamente accettabile e che risulti inoltre economicamente deleterio a livello occupazionale. Abbiamo portato avanti questa battaglia in città in diverse occasioni, dai tre scioperi generali dell’autunno (tra cui la manifestazione del 3 ottobre, con 1500 persone che entrarono in porto) a presidi in centro e a vari incontri di approfondimento. Dopo aver partecipato alla recente manifestazione contro il rigassificatore dello scorso 11 aprile organizzata dal Comitato di Salute Pubblica, abbiamo avvertito l’esigenza di un momento di confronto e approfondimento più strutturato. Da quali realtà è composto oggi il movimento dei lavoratori e delle lavoratrici che si oppongono alla guerra, nei porti come nelle ferrovie e nelle industrie? Che ruolo hanno i porti toscani e in particolare quelli di Livorno e Piombino nella logistica bellica USA e NATO? Perché e in che modo l’articolo 11 della Costituzione italiana e la legge 185/1990 sul divieto di esportazione di armi verso stati belligeranti vengono spesso aggirati o apertamente violati senza che le autorità competenti intervengano? Quali rischi per la sicurezza sono connessi alle operazioni di carico e scarico di tale materiale, vista anche la presenza del rigassificatore in porto? Perché infine è non solo giusto ma anche economicamente ragionevole opporsi ai piani di riarmo e puntare su altri tipi di sviluppo anche in ambito portuale? Con questo convegno intendiamo non solo diffondere informazione e suscitare dibattito tra i lavoratori e i cittadini ma anche interpellare direttamente le autorità competenti, le istituzioni e la classe dirigente locale e regionale sul futuro del nostro porto. Piombino non può e non deve diventare un Hub del gas e delle armi. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
May 8, 2026
Pressenza
Piombino hub nazionale del traffico di armi?
La lotta al transito di armi, carburante o altro materiale ad uso bellico destinato a Israele o ad altri teatri di guerra, ha sempre contraddistinto il lavoro di USB nei porti italiani in questi anni. Partendo da Genova e grazie anche alla spinta più recente delle Flotille dirette a Gaza, questo movimento di opposizione è cresciuto sempre più, raggiungendo una visibilità inedita e soprattutto dimostrando che inceppare la logistica della guerra è materialmente possibile. Innumerevoli ragioni ci spingono ad assumere questa posizione: l’internazionalismo e lo spirito di solidarietà verso i popoli oppressi in primo luogo, ma anche la difesa della sicurezza dei lavoratori e dei cittadini e la tutela dell’occupazione, che solo uno sviluppo commerciale delle attività portuali può realmente garantire. Anche a Piombino il nostro sindacato ha affiancato gruppi di cittadini (in particolare il gruppo delle Donne in nero) e i comitati che si oppongono al rigassificatore nel denunciare i rischi per la sicurezza connessi alla movimentazione di armi e mezzi militari. Ci sembra che negli ultimi mesi la frequenza e l’intensità di carico delle navi Severine e Capucine sia in preoccupante crescita. Che siano per esercitazioni della NATO in Europa o direttamente destinate a rifornire le guerre Usa e israeliane nel Golfo Persico (si veda il maxi-carico del 30 marzo scorso diretto in Arabia Saudita), stanno rendendo il porto di Piombino un hub sempre più cruciale. La guerra non è un fatto lontano, parte da noi, dalle nostre banchine. E a quelle può anche tornare, rendendole un obiettivo militare. Crediamo che questo scenario non sia né eticamente né politicamente accettabile e che risulti inoltre economicamente deleterio a livello occupazionale. Abbiamo portato avanti questa battaglia in città in diverse occasioni, dai tre scioperi generali dell’autunno (tra cui la manifestazione del 3 ottobre, con 1500 persone che entrarono in porto) a presidi in centro e a vari incontri di approfondimento. Dopo aver partecipato alla recente manifestazione contro il rigassificatore dello scorso 11 aprile organizzata dal Comitato di Salute Pubblica, abbiamo avvertito l’esigenza di un momento di confronto e approfondimento più strutturato. Da quali realtà è composto oggi il movimento dei lavoratori e delle lavoratrici che si oppongono alla guerra, nei porti come nelle ferrovie e nelle industrie? Che ruolo hanno i porti toscani e in particolare quelli di Livorno e Piombino nella logistica bellica USA e NATO? Perché e in che modo l’articolo 11 della Costituzione italiana e la legge 185/1990 sul divieto di esportazione di armi verso stati belligeranti vengono spesso aggirati o apertamente violati senza che le autorità competenti intervengano? Quali rischi per la sicurezza sono connessi alle operazioni di carico e scarico di tale materiale, vista anche la presenza del rigassificatore in porto? Perché infine è non solo giusto ma anche economicamente ragionevole opporsi ai piani di riarmo e puntare su altri tipi di sviluppo anche in ambito portuale? Con questo convegno intendiamo non solo diffondere informazione e suscitare dibattito tra i lavoratori e i cittadini ma anche interpellare direttamente le autorità competenti, le istituzioni e la classe dirigente locale e regionale sul futuro del nostro porto. Piombino non può e non deve diventare un Hub del gas e delle armi. USB Piombino e Livorno ———— PIOMBINO HUB NAZIONALE DEL TRAFFICO DI ARMI? Contro la militarizzazione delle infrastrutture pubbliche immaginare un altro sviluppo per i nostri porti. Convegno giovedì 14 maggio al Centro Giovani di Piombino dalle 16 alle 19 con interventi di -Francesco Staccioli (esecutivo nazionale USB trasporti) -Linda Maggiori (giornalista di inchiesta) -Alessio Biondi (RLS di sito porti provincia di Livorno) -Alessandro Volpi (docente universitario) A seguire dibattito con interventi di partiti, collettivi e associazioni Evento promosso da USB Piombino e Livorno in collaborazione con il gruppo delle Donne in nero di Piombino   Unione Sindacale di Base
May 6, 2026
Pressenza
Giovedi 7 maggio sciopero dei portuali e presidio al Ministero
Per il 7 maggio è stato convocato lo sciopero nazionale dell’Usb dei porti italiani, per il riconoscimento del lavoro portuale come usurante ai fini pensionistici, contro i piani di riarmo e affinché le risorse vadano ai salari, pensioni e servizi pubblici. In occasione dello sciopero ci sarà un presidio a […] L'articolo Giovedi 7 maggio sciopero dei portuali e presidio al Ministero su Contropiano.
May 4, 2026
Contropiano
Piombino, da città dell’acciaio a hub del gas e delle armi
PIOMBINO NON VUOL ESSERE UN HUB DEL GAS E DELLE ARMI. 11 APRILE MANIFESTAZIONE A PIOMBINO PERCHÉ LA CITTÀ NON VUOLE ESSERE UN HUB DEL GAS E DELLE ARMI. ORE 16.00 PIAZZA GRAMSCI. SIETE TUTTI INVITATI. Piombino è una terrazza … Leggi tutto L'articolo Piombino, da città dell’acciaio a hub del gas e delle armi sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Da Marsiglia a Genova, passando per il Pireo.
I porti sono chiusi al genocidio
Il 28 febbraio 2025, USB porti ha avuto l’occasione di partecipare con una delegazione internazionale ad un fondamentale momento di coordinamento tra sindacati portuali di diversi paesi europei ed extraeuropei.  Assieme al sindacato dei lavoratori portuali del Pireo ENEDEP, che … Leggi tutto L'articolo Da Marsiglia a Genova, passando per il Pireo.
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