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PER SARA PER LYUBA PER TUTT3
Siamo rete siamo grido siamo canto ed è solo stando insieme che possiamo sottrarci alle violenze e tornare a concederci il diritto alla vita che ci appartiene. Perché la violenza contro le persone che praticano sex work è violenza patriarcale. Per Sara per Lyuba per tutt3 condividiamo il comunicato stampa: Napoli, Imola, Venezia: sessismo e violenza Mag 21, 2026  Il 19 maggio a Napoli sono state uccise due donne che lavoravano come sex worker. Sono state portate in un cantiere abbandonato da un cliente. Questo, non intenzionato a pagare la somma richiesta, ha abusato di loro per poi togliergli la vita. Da lì Sara Tkacz e Lyuba Hlyva non sono più uscite. A inizio mese, a Imola, un’altra sex worker è stata condotta in un seminterrato e stuprata dietro minacce di morte. Risale invece a fine 2025, a Venezia, lo stupro di una sex worker trans da parte di un agente di polizia. Questi eventi sono avvenuti in luoghi tra loro distanti ma sono accomunati dalla violenza, dalla prevaricazione sessista, e dalla presunzione degli uomini di poter abusare; e di poterlo fare colpendo in particolare chi pratica lavoro sessuale, fino ad uccidere. Una presunzione coronata dalla complicità del silenzio puttanofobico: nessuna indignazione collettiva. Solo trafiletti o brevi articoli in testate locali. Vite spezzate con una brutalità che dovrebbe scuotere tuttə. E invece, quasi niente. Poche parole. Poco spazio. Ancora una volta vediamo conferma di come alcune esistenze vengano considerate meno di altre: nella vita, di fronte alla violenza, e anche nella morte. Non è la prima volta, succede ogni anno, più volte all’anno. Succede tutti i giorni, perché anche quando non si arriva ai casi estremi d’omicidio puttanofobico la violenza che colpisce chi fa lavoro sessuale – ancor più se trans e razzializatə – non viene guardatə con gli stessi occhi, l’empatia si ritrae per lasciare spazio ad un doppio standard: come se chi si lavora nel sex work non sentisse, non soffrisse o non possa essere colpitə come tuttə le altrə. Nell’empatia che arretra, la rabbia collettiva si placa, e – in modo assordante – tace. MA NOI NON ACCETTIAMO CHE VENGANO RICORDATƏ SOLO COME UN FATTO DI CRONACA DI SECONDO ORDINE DESTINATO A SPARIRE. NOI SIAMO FURIOSƏ. Non vogliamo essere vittimizzatə. Non cerchiamo un pietismo intriso di superiorità; pretendiamo, piuttosto, che questi casi inizino a essere riconosciuti per ciò che sono: non episodi isolati. Vogliamo che si prenda consapevolezza del fatto che questa distanza, costantemente reiterata, tra chi svolge lavoro sessuale e chi invece si percepisce come più “puro”, costringe molte persone a lavorare in condizioni di rischio reali e concrete. Non basta non uccidere per non avere responsabilità: bisogna iniziare a chiedersi perché quelle morti sembrino così lontane. Le persone sex worker affrontano ogni giorno stigma, violenza e precarietà, dentro un sistema che le lascia senza protezione. Vengono aggredite, stuprate, criminalizzate, esposte ad abusi che troppo spesso restano invisibili. E quando vengono assassinate, il silenzio che segue le cancella una seconda volta. Che piaccia o no, il sex work esiste. E proprio perché esiste, chi lo esercita ha diritto a sicurezza, tutela, accesso alla salute, protezione dalla violenza e condizioni di vita dignitose. Quante ancora? Perché è questo il punto: per troppe persone queste morti vengono considerate inevitabili. Quasi se la fossero cercata. Come se morire fosse un ‘rischio del mestiere’. Il ‘prevedibile’ prezzo da pagare. È facile pensarla in questo modo, ma i pensieri ‘facili’ spesso celano solo pregiudizio. La violenza contro le persone che praticano sex work è violenza patriarcale. È la violenza di cui ogni padre, figlio, fratello, amico potrebbe essere responsabile, e che la società sceglie di non vedere, come se non la riguardasse. La violenza contro lə sex worker è abuso della polizia che reprime, criminalizza e ci abusa! È VIOLENZA STRUTTURALE E RAZZISTA. NOI LƏ PIANGIAMO CON RABBIA. LƏ RICORDIAMO E LOTTIAMO CON RABBIA. E PRETENDIAMO CHE QUESTA RABBIA DIVENTI POLITICA. PER SARA. PER LYUBA. PER TUTTE QUELLE CHE NON HANNO AVUTO GIUSTIZIA. Share Post Share L'articolo PER SARA PER LYUBA PER TUTT3 proviene da Osservatorio nazionale NUDM.
Daddy issues http://storieinmovimento.org/2026/05/12/daddy-issues/?pk_campaign=feed&pk_kwd=daddy-issues #storiadellamedicina #ordinecoloniale #storiadellavoro #ordinepubblico #paternalismo #cooptazione #conflitto #medicina #Zapruder #turismo #welfare #lavoro #potere #Blog #cura
Daddy issues
Nel numero 69 osserviamo una modalità del potere che si mostra affabile, amichevole, familiare, persino amorevole: il paternalismo. L'articolo Daddy issues sembra essere il primo su StorieInMovimento.org.
Il SIMposio 2026 http://storieinmovimento.org/2026/05/06/il-simposio-2026/?pk_campaign=feed&pk_kwd=il-simposio-2026 #didatticadellastoria #analisidecoloniale #archividimovimento #storiadellascienza #archividigitali #storiadellavoro #Coloniallegacy #postcoloniale #antifascismo #colonialismo #cronacanera #giornalismo #insegnanti #diaspora #SIMposio #scienza #lavoro #potere #scuola #musei #Blog
Il SIMposio 2026
Torna l'appuntamento dell'estate! Dal 23 al 26 luglio, SIMposio della conflittualità sociale. In questa ventesima edizione ci troveremo ancora a Marzabotto (Bo), ospitati dal Poggiolo – Rifugio Re_Esistente, a discutere di pratiche anticoloniali, scuola, lavoro, cronaca nera, scienza e potere  ma anche a giocare, ballare, ridere, camminare… L'articolo Il SIMposio 2026 sembra essere il primo su StorieInMovimento.org.
CIAO RENATA
Renata ci hai lasciat3 pochi giorni prima del 25 aprile. Un’altra delle molte manifestazioni che avresti attraversato. Da sempre compagna femminista, da sempre presente nel movimento transfemminista Non Una Di Meno, sempre fieramente antifascista. Da alcuni anni eri con noi, compans dell’Osservatorio contro la violenza di genere di Non Una Di Meno, una presenza costante e attiva. Ti ricordiamo nelle call con la tua voce, particolare e subito riconoscibile, con i tuoi interventi mai banali e sempre costruttivi, con la passione, l’affetto che sapevi trasmetterci. Ci stringiamo strette e non lasceremo andare le idee, gli affetti e le lotte che abbiamo condiviso. Il modo migliore per ricordarti, con l’impegno a continuare e fare meglio, con la forza che ci hai lasciata. Con tanto amore e con la solita rabbia Le compans dell Osservatorio Share Post Share L'articolo CIAO RENATA proviene da Osservatorio nazionale NUDM.
Strike Days vol.4, la diretta dagli scioperi
Diretta degli Strike Days vol. 4 che inizia il 17 aprile. Qui troverai gli aggiornamenti sugli scioperi e gli inidirizzi a cui raggiungere i picchetti. Per la prima volta lo Strike Day verrà coperto anche da una diretta radio: The post Strike Days vol.4, la diretta dagli scioperi first appeared on SUDD Cobas. The post Strike Days vol.4, la diretta dagli scioperi appeared first on SUDD Cobas.
April 16, 2026
SUDD Cobas
Paternalismo e schiavitù nella Grecia antica http://storieinmovimento.org/2026/04/09/paternalismo-e-schiavitu-nella-grecia-antica/?pk_campaign=feed&pk_kwd=paternalismo-e-schiavitu-nella-grecia-antica #Greciaantica #paternalismo #schiavitù #economia #Blog
Paternalismo e schiavitù nella Grecia antica
Il numero 69 di «Zapruder», dedicato al paternalismo, sarà in distribuzione fra pochi giorni. Nel numero questa categoria viene esplorata in un arco cronologico legato principalmente al novecento. Tuttavia, quella paternalista è una modalità molto antica, pur con tutte le differenze legate ai contesti. In questo articolo di lancio, abbiamo chiesto a Bianca Mazzinghi Gori una riflessione su paternalismo e schiavitù nella Grecia antica. L'articolo Paternalismo e schiavitù nella Grecia antica sembra essere il primo su StorieInMovimento.org.
ANTIFA!nzine 2025: donne, armi e genealogie http://storieinmovimento.org/2026/03/04/antifanzine-2025-donne-armi-e-genealogie/?pk_campaign=feed&pk_kwd=antifanzine-2025-donne-armi-e-genealogie #«ANTIFA!nzine» #Recensioni #recensioni #EvaMuci #Blog