La trasformazione qualitativa della condivisione di intelligence tra Stati Uniti e Israele e le implicazioni per altri paesiIl disegno di legge statunitense S.4615 contiene una disposizione poco discussa
ma rilevante: la Sezione 622, dedicata al rafforzamento della condivisione di
intelligence tra Stati Uniti e Israele.
La questione non riguarda soltanto i due paesi. Se Washington rende più stabile
e difficilmente reversibile questo canale di condivisione, anche gli Stati che
cooperano con gli Stati Uniti devono chiedersi dove possano arrivare le
informazioni che forniscono, con quali limiti e sotto quale controllo
democratico.
Per questo è utile esaminare che cosa la Sezione 622 cambierebbe e quali
implicazioni potrebbe avere per altri paesi, a cominciare dal Giappone.
1. Una cooperazione già profonda
La cooperazione di intelligence e sicurezza tra Stati Uniti e Israele non nasce
con S.4615. Contatti e forme di collaborazione tra servizi di intelligence
esistevano almeno dagli anni Cinquanta. Dopo la guerra del 1967, l’importanza
strategica di Israele per gli Stati Uniti aumentò, e dagli anni Settanta in poi
il rapporto si rafforzò attraverso assistenza militare e cooperazione nel
settore della difesa. Il Memorandum of Understanding sulla cooperazione
strategica del 1981 non era un trattato, ma segnò una tappa importante nella
formalizzazione della cooperazione strategica tra i due governi.
Leggi successive, tra cui lo United States-Israel Enhanced Security Cooperation
Act del 2012 e lo United States-Israel Strategic Partnership Act del 2014, hanno
ulteriormente inserito questa cooperazione nel diritto interno statunitense. Non
si tratta però di trattati che impongono obblighi reciproci a entrambi gli
Stati. Si tratta piuttosto di un quadro giuridico e politico statunitense che
sostiene e rafforza la cooperazione con Israele.
Gran parte di questo rapporto si è sviluppata attraverso memorandum d’intesa,
accordi amministrativi, regole tra agenzie, procedure classificate, misure di
bilancio e dichiarazioni politiche, in larga misura al di fuori di un quadro
legislativo organico. Notizie basate sui documenti Snowden hanno indicato anche
l’esistenza di un memorandum d’intesa tra NSA e Israele relativo alla
condivisione di dati SIGINT grezzi. La Sezione 622 va quindi letta come un
tentativo di riposizionare e irrigidire sul piano giuridico una relazione
bilaterale già molto intensa.
2. Il confronto con Five Eyes
Five Eyes è un quadro di condivisione di intelligence di lunga durata tra Stati
Uniti, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda, con la cooperazione
SIGINT al centro. Tra gli Stati membri esistono un alto livello di fiducia e una
forte aspettativa operativa che, in linea di principio, le informazioni vengano
condivise, pur restando a ciascuno Stato un margine per agire autonomamente e
non condividere alcune informazioni.
Al contrario, la Sezione 622 imporrebbe al Presidente degli Stati Uniti, nel
diritto interno statunitense, l’obbligo di ampliare e rendere più stabile la
condivisione di intelligence con Israele, e potrebbe collegarla anche alla
cooperazione di intelligence con i paesi degli Accordi di Abramo e altri partner
regionali del Medio Oriente. I due quadri vanno quindi intesi come forme di
condivisione di intelligence qualitativamente diverse.
3. Che cosa cambia con la Sezione 622
Il punto centrale della Sezione 622 è fissare per legge la direzione della
condivisione. La disposizione, intitolata “United States-Israel intelligence
sharing enhancement”, afferma come politica degli Stati Uniti il mantenimento e
il rafforzamento del partenariato strategico di sicurezza con Israele; il
contrasto a terrorismo, proliferazione, minacce cibernetiche, evasione delle
sanzioni, Iran e attori allineati all’Iran; e il sostegno alla difesa aerea e
antimissile integrata, all’allerta precoce e a più ampi quadri di condivisione
informativa.
La Sezione 622 aggiungerebbe inoltre una nuova disposizione al Titolo XI del
National Security Act del 1947. Il Presidente, tramite il Direttore
dell’Intelligence Nazionale e, se necessario, il Segretario alla Difesa,
dovrebbe ampliare e rafforzare la condivisione di intelligence con il Governo di
Israele. L’ambito include minacce cibernetiche, terrorismo, evasione delle
sanzioni, piani e intenzioni di attori statali e non statali, proliferazione
tecnologica avversaria, minacce missilistiche, sistemi aerei senza pilota,
missili da crociera, missili balistici e consapevolezza del dominio aereo e
spaziale.
Il cambiamento qualitativo più importante riguarda i limiti alla riduzione. La
condivisione di intelligence e gli scambi di informazioni di sicurezza con
Israele non possono essere sospesi, ridotti o limitati in modo sostanziale,
salvo che il Presidente individui una preoccupazione specifica e identificabile
per la sicurezza nazionale. Ogni modifica deve inoltre essere documentata e
notificata alle commissioni congressuali per l’intelligence entro 15 giorni.
Di solito le norme di controllo servono a limitare il potere esecutivo. In
questo caso, però, la notifica al Congresso può anche funzionare come fonte di
pressione politica e istituzionale per mantenere la condivisione e renderne più
difficile la riduzione.
4. Perché merita attenzione
Tre punti meritano particolare attenzione. Primo, il testo è debole quanto a
limiti espliciti riguardanti diritti umani, diritto internazionale umanitario,
danni ai civili e targeting. Secondo, la condivisione di intelligence e la
cooperazione analitica con i paesi degli Accordi di Abramo potrebbero collegare
la condivisione di intelligence tra Stati Uniti e Israele a una più ampia
integrazione di sicurezza regionale centrata su Israele. Terzo, la struttura dei
rapporti annuali è pensata per identificare gli ostacoli a una “più profonda
integrazione dell’intelligence”, e può quindi normalizzare ulteriori forme di
espansione della condivisione.
La disposizione contiene salvaguardie relative alla legge applicabile, alla
protezione delle fonti e dei metodi di intelligence, al rischio di
controspionaggio e alla sicurezza dei destinatari. Ma queste salvaguardie
proteggono soprattutto la segretezza e la sicurezza dell’intelligence
statunitense. Il testo è molto meno specifico su come le informazioni condivise
possano essere usate in operazioni militari, se possano essere trasferite a
terzi, o come siano valutati i rischi per i civili e per il rispetto del diritto
internazionale umanitario.
La questione, quindi, non è semplicemente “più condivisione” o “meno
condivisione”. Ciò che conta è chi condivide che cosa, per quale scopo, entro
quale ambito, e se esista un meccanismo di verifica dell’uso successivo.
5. Implicazioni per le politiche di sicurezza di altri paesi
La Sezione 622 ha un significato immediato per il Giappone. Se Tokyo rafforza la
condivisione di intelligence con Washington, deve considerare in anticipo
l’ambito della condivisione, il trasferimento a paesi terzi, le finalità
consentite, il possibile collegamento con operazioni militari, l’indipendenza
dell’analisi, il controllo parlamentare e l’attribuzione di responsabilità in
caso di problemi.
Anche i paesi Five Eyes dovrebbero prestare attenzione. La Sezione 622 non
impone loro obblighi giuridici diretti. Tuttavia, in un ambiente di condivisione
di intelligence centrato sugli Stati Uniti, vale la pena chiedersi in che modo
le informazioni fornite a Washington possano essere collegate alla condivisione
statunitense con Israele e con partner regionali.
Per i paesi al di fuori di Five Eyes, la questione è simile. Ogni Stato che
sviluppi cooperazione di sicurezza o condivisione di intelligence con gli Stati
Uniti deve considerare la possibilità che le informazioni fornite siano
collegate, attraverso Washington, a reti di condivisione con paesi terzi. Ogni
paese deve quindi decidere come collocare, nel proprio quadro istituzionale,
ambito della condivisione, trasferimento successivo, limiti di finalità, uso
operativo, indipendenza dell’analisi e controllo parlamentare o equivalente.
Nota
1. Il testo attuale è la versione Placed on Calendar Senate (PCS): il 20 maggio
2026 S.4615 è stato trasmesso al Senato dalla Commissione Intelligence come
disegno di legge originario, letto due volte e inserito nel calendario del
Senato. Potrebbe non procedere come disegno di legge autonomo, ma essere
incorporato nel processo finale del National Defense Authorization Act per
l’anno fiscale 2027.
2. Nonostante le sue implicazioni rilevanti, la Sezione 622 non è diventata un
tema centrale nei principali media statunitensi o internazionali.
Riferimenti principali
1. Testo ufficiale del disegno di legge S.4615:
https://www.govinfo.gov/content/pkg/BILLS-119s4615pcs/html/BILLS-119s4615pcs.htm
2. U.S. Senate Select Committee on Intelligence, S.4615, Intelligence
Authorization Act for Fiscal Year 2027, as reported on May 20, 2026.
https://www.intelligence.senate.gov/2026/05/20/intelligence-authorization-act-for-fiscal-year-2027-as-reported-on-may-20-2026/
3. GovInfo, Public Law 112-150, United States-Israel Enhanced Security
Cooperation Act of 2012. https://www.govinfo.gov/link/plaw/112/public/150
4. GovInfo, United States-Israel Strategic Partnership Act of 2014.
https://www.govinfo.gov/content/pkg/COMPS-12451/pdf/COMPS-12451.pdf
5. The White House, Fact Sheet: Memorandum of Understanding Reached with
Israel, 14 settembre 2016.
https://obamawhitehouse.archives.gov/the-press-office/2016/09/14/fact-sheet-memorandum-understanding-reached-israel
6. The Guardian, “NSA shares raw intelligence including Americans’ data with
Israel,” 11 settembre 2013.
7. Responsible Statecraft, “Senate wants to force US to share sensitive intel
with Israel,” 10 giugno 2026.
8. FMEP Legislative Round-Up, 5 giugno 2026.
9. Human Rights Watch, “Congressional Proposal Could Deepen US Complicity,” 16
giugno 2026.
10. The Independent, “Trump to massively expand US intelligence sharing with
Israel,” 9 giugno 2026.
Coordinamento Giapponese per la Pace
Pressenza IPA