PALESTINA: DAL GENOCIDIO NELLA STRISCIA DI GAZA, ALLO STERMINIO IN CORSO IN CISGIORDANIA. LE ACCUSE DELL’ONU A ISRAELE

Radio Onda d`Urto - Tuesday, October 27, 2026

In Palestina il genocidio e la pulizia etnica operate da Israele continuano, a Gaza come in Cisgiordania. A ribadirlo, la Commissione internazionale indipendente d’inchiesta dell’Onu sui Territori Palestinesi Occupati.

Nel suo ultimo rapporto – pubblicato lunedì 26 ottobre, alla vigilia delle elezioni in Israele – la Commissione d’inchiesta sottolinea come nella Striscia di Gaza prosegua “l’intento genocidario di Israele di distruggere, in tutto o in parte, i palestinesi». Ma non solo. Per la prima volta, infatti, la relazione Onu punta apertamente il dito contro i piani espansionistici di Tel Aviv nella Cisgiordania occupata, parlando di un “cambio di strategia” finalizzato, in sintesi, a replicare nei Territori occupati la distruzione e lo sterminio operati a Gaza.

Sotto la lente della Commissione soprattutto l’operazione in corso a Hebron, che al suo quinto giorno assume sempre più i contorni di una vera e propria “punizione collettiva”.
Solo oggi, martedì 27 ottobre, i militari israeliani hanno lanciato gas lacrimogeni contro l’ospedale Al-Ahili, causando problemi respiratori a diversi pazienti, mentre fuori proseguivano sia l’assedio della città palestinese, sia le espulsioni di massa. Attacchi di coloni ed esercito anche a Ramallah, dove si registrano 2 persone ferite. A Nablus un giovane palestinese è colpito al piede da un proiettile sparato da un militare al checkpoint. A Gaza, invece, una bambina di 6 anni è stata uccisa nella zona di Al-Mawasi, a Khan Younis, per mano delle milizie occupanti israeliane, mentre altre 2 persone, tra cui – anche qui – un bambino, sono state uccise dai raid israeliani nel campo profughi di al-Bureij, nella Striscia di Gaza centrale.

Una violenza e una strategia, quella israeliana, che trovano l’ennesima conferma nelle parole del ministro sionista della Sicurezza Nazionale e dell’ultra destra israeliana Itamar Ben-Gvir, che ha chiesto apertamente lo smantellamento dell’Autorità Nazionale Palestinese e ulteriori piani per lo sfollamento forzato dei palestinesi dalla Cisgiordania e dalla Striscia di Gaza, dove in occasione delle elezioni in Israele sono stati chiusi tutti i valichi con l’Egitto e sospesi sia il transito di persone, sia l’invio di aiuti umanitari.

Elezioni, quelle nello Stato di Israele, già contraddistinte da un’affluenza record. Alle 18,00 l’affluenza si attestava intorno 66,7%, mai così alta negli ultimi 50 anni. Al voto 7 milioni e 300mila aventi diritto, che potranno esprimere la loro preferenza fino alle ore 21 (ora italiana), anche se il Likud (partito del premier Netanyahu) ha già presentato una richiesta per prolungare le votazioni fino a dopo la chiusura delle urne, paventando già brogli elettorali.

Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, l’analisi e le riflessioni di Michele Giorgio, direttore di Pagine Esteri e corrispondente da Gerusalemme per Il Manifesto Ascolta o scarica