Rapporto Caritas-Migrantes: 5˙600˙000 stranieri “danno molto al nostro Paese e ricevono poco”

Pressenza - Wednesday, October 21, 2026

“Cos’è un confine e cosa una frontiera? Sono sinonimi?”. Alla tensione semantica tra confini e frontiere è dedicata l’edizione 2026, la 35esima, del Rapporto Immigrazione di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes: 35 anni di testimonianza, analisi e proposte, guardando al presente per immaginare insieme un futuro condiviso.

Pubblicato a cura di Manuela De Marco e Simone Varisco e con disegni di Francesco Piobbichi, raccoglie in 360 pagine il contributo di 32 autrici e autori. 

Il Rapporto Immigrazione nel 2026 è intitolato Confini e Frontiere perché “viviamo in una stagione storica nella quale si moltiplicano i confini e si riducono le frontiere – evidenziano Caritas Italiana e Fondazione Migrantes – Crescono le linee di separazione, mentre si restringono gli spazi dell’incontro. Aumentano i dispositivi di controllo, mentre si indebolisce la capacità di riconoscere l’altro come fratello e sorella”. E, riconoscendo i percorsi positivi di integrazione in atto, denunciano i pericoli della moltiplicazione di barriere fisiche e ostacoli socio-economici, culturali ed esistenziali che creano divari nella società: da inefficienza e opacità dei canali di ingresso regolato dai Paesi di origine alla mancanza di misure che garantiscano l’opportunità di ottenere o conservare un regolare permesso soggiorno in Italia.

Le provenienze si diversificano: restano centrali Romania, Albania e Marocco, ma rispetto al passato cresce il peso delle comunità asiatiche.

In un solo anno gli immigrati sono aumentati di circa 188 mila persone (+3,5%), contribuendo in maniera determinante a mitigare il calo demografico in corso in Italia, dove in confronto ai principali Paesi europei, negli ultimi 10 anni la crescita dell’immigrazione è stata più lenta: +13% tra il 2013 e il 2023, mentre in Francia +18%, in Spagna +33% e in Germania +51%.

Al 1° gennaio 2026 gli stranieri residenti in Italia erano quasi 5,6 milioni, il 9,4% della popolazione.

Nel 2025 i 2,6 milioni di occupati stranieri hanno generato 196 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 9,7% del PIL, quindi più della loro incidenza sulla popolazione, e hanno versato 12,6 miliardi di euro per l’IRPEF. Ma il reddito medio dei contribuenti stranieri è intorno ai 17˙000 euro annui, contro i quasi 27˙000 dei nati in Italia. E il Rapporto Immigrazione 2026 evidenzia che in Italia:

  • i lavoratori stranieri sono il 10,7% degli occupati;
  • gli immigrati sono ‘confinati’ nelle professioni meno qualificate e a basso salario – il 29% contro l’8% degli italiani – e con pesanti divari retributivi e sovra-qualificazione rispetto ai titoli di studio conseguiti;
  • il 60% del bilancio delle famiglie straniere serve a coprire i bisogni essenziali, mentre al risparmio è destinato solo il 13% perché viene eroso dalle rimesse, che assorbono 17% dei guadagni.

Inoltre che a danno dei lavoratori stranieri e dell’intero sistema-Italia persistono preoccupanti sacche di lavoro nero e gravi irregolarità contrattuali, mentre il lavoro su piattaforma si attesta sempre più come nuova frontiera dello sfruttamento lavorativo.

Anche nell’istruzione persistono divari negli apprendimenti e una maggiore propensione all’abbandono della scuola: il fenomeno dei NEET è più diffuso tra i giovani con background migratorio (30% contro 17%).

Il Rapporto Immigrazione 2026 analizza e confronta molteplici indagini e ricerche, tra cui:

  • un sondaggio – svolto nei circa 400 uffici Caritas e Migrantes operativi sul territorio italiano – da cui emerge quali fattori determinano la propensione dei cittadini immigrati a restare in Italia, un desiderio espresso dal 67,4% degli intervistati, i quali dichiarano che a influire positivamente sono l’aver trovato nella società civile e nell’associazionismo laico ed ecclesiale un valido supporto, molta vicinanza e tanta amicizia;
  • un’inchiesta – promossa da Caritas Italiana – sull’opacità delle procedure di ingresso connesse al “Decreto flussi”, che possono nascondere indebitamento, dipendenza e irregolarità;
  • una ricerca – promossa da Fondazione Migrantes – sulle pratiche partecipative e di cittadinanza dei giovani di origine straniera;
  • un’indagine – promossa da Fondazione Migrantes – sulle comunità degli immigrati cattolici
  • per la prima volta, un censimento ragionato di sacerdoti, religiosi e religiose con cittadinanza non italiana che vivono e supportano le comunità di fede e i processi di partecipazione in Italia.

Dieci impegni urgenti per una politica migratoria fondata su legalità, integrazione e partecipazione

Nel corso della sua presentazione, svolta a Roma l’altro ieri, il 19 ottobre scorso, Caritas Italiana e Fondazione Migrantes hanno indicato anche una serie di priorità politiche che emergono chiaramente dalle evidenze descritte nel Rapporto Immigrazione *.

Tra le urgenze, l’istituzione di un permesso di soggiorno per “radicamento sociale” e un adeguato finanziamento del Fondo nazionale per le politiche migratorie.

Come il monsignor Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes, e don Marco Pagniello, direttore della Caritas Italiana, nella prefazione al volume spiegano:

Il confine non è soltanto uno spazio di divisione fisica e valoriale, ma anche di opportunità di vita.

È tempo ormai di affrontarne i limiti con decisione e volontà risolutiva: troppe sono ancora le barriere nell’accesso alla scuola e agli alloggi, nelle possibilità occupazionali e di mantenere la regolarità del soggiorno, fino a quelle della segregazione più esplicita.

Cogliamo, dunque, l’occasione di questa pubblicazione per evidenziarli e restituirli alla comunità civile e cristiana con il consueto sguardo propositivo, che vuole essere un invito anche ai decisori politici perché assumano queste evidenze e agiscano.

*  Dieci impegni urgenti per una politica migratoria fondata su legalità, integrazione e partecipazione

– CONFINI E FRONTIERE – Sintesi del XXXV Rapporto Immigrazione 2026

– XXXV Rapporto Immigrazione 2026 Confini e frontiere (TAU Editrice)

– TAU Editrice : collana RAPPORTO EMIGRAZIONE (edizioni dal 2023 al 2026)

 

 

Giovanni Caprio