Il cammino condiviso della giustizia: in ricordo di Patrick Boylan

Pressenza - Saturday, October 17, 2026
La scomparsa di Patrick Boylan rappresenta una perdita profonda per tutti coloro che credono nei valori della giustizia, della solidarietà, della libertà e della pace. Patrick è stato una voce appassionata, un compagno di strada generoso e un punto di riferimento umano e ideale per tante persone impegnate nella costruzione di un mondo più giusto, libero da ogni forma di oppressione e capace di riconoscere la dignità di ogni essere umano.

Il nostro incontro, avvenuto anni fa a Venegono, non è stato soltanto un momento di condivisione assembleare, ma l’inizio di un legame autentico, fondato sulla stima reciproca, sulla sensibilità verso le grandi questioni del nostro tempo e sulla convinzione che l’impegno civile debba tradursi in azioni concrete. In Patrick ho trovato una persona capace di ascoltare, di partecipare con entusiasmo e di mettere a disposizione le proprie energie e le proprie competenze per sostenere le cause in cui credeva.

La sua generosità e la sua disponibilità a fare da tramite tra persone, esperienze e realtà diverse hanno dimostrato quanto sia importante costruire relazioni solidali, superando distanze geografiche e culturali. Patrick sapeva trasformare la condivisione di un ideale in un’occasione di incontro, facendo della solidarietà non una parola astratta, ma una pratica quotidiana, fatta di gesti, attenzione e responsabilità.

Dalla solidarietà all’azione concreta

Tra i ricordi più significativi del suo impegno ci sono le maratone e le iniziative di sensibilizzazione, attraverso le quali ha contribuito a dare visibilità a battaglie per la libertà e i diritti umani. In particolare, resta vivo il ricordo della lettera indirizzata al padre di Julian Assange, un gesto che esprimeva la volontà di sostenere una causa che Patrick sentiva profondamente legata alla libertà di informazione, alla giustizia e al diritto dei cittadini di conoscere.

In quelle iniziative emergeva una caratteristica fondamentale della sua personalità: la capacità di non fermarsi alla denuncia, ma di cercare sempre una strada per partecipare, mobilitare le coscienze e costruire solidarietà. Patrick credeva nel valore delle persone e nella possibilità che un’azione, anche quando nasce da un piccolo gruppo di amici e compagni, possa contribuire a una mobilitazione più ampia e incisiva.

Il suo impegno era animato da una visione internazionale della giustizia, dalla consapevolezza che le libertà e i diritti non possono essere difesi soltanto entro i confini nazionali. La sua attenzione alle vicende del mondo, alle ingiustizie e alle persone che ne subiscono le conseguenze, ci ricordava che la pace e la dignità umana sono responsabilità condivise, che richiedono partecipazione e coraggio.

Un’eredità di umanità e impegno

Patrick aveva una simpatia contagiosa, una disponibilità rara e una straordinaria dedizione alle cause che considerava giuste. Sapeva unire alla passione civile la gentilezza, all’impegno politico e culturale la capacità di creare amicizie e rapporti umani profondi. È questa combinazione di generosità, intelligenza e umanità che ha lasciato un’impronta indelebile in quanti hanno avuto il privilegio di conoscerlo e di camminare al suo fianco.

La sua scomparsa ci richiama anche al valore della memoria, che non deve limitarsi al ricordo commosso di una persona cara, ma può diventare una responsabilità verso il futuro. Ricordare Patrick significa custodire le esperienze condivise, continuare a dare forza alle battaglie per la libertà e la giustizia e mantenere viva quella rete di relazioni solidali che lui ha contribuito a costruire.

Nel suo esempio ritroviamo la convinzione che nessuna causa per la dignità umana sia davvero lontana da noi e che ogni gesto di solidarietà possa aprire uno spazio di speranza. La sua vita e il suo impegno ci consegnano un messaggio semplice e profondo: la giustizia si costruisce insieme, attraverso la partecipazione, la cura reciproca e la capacità di non lasciare soli coloro che lottano per i propri diritti.

Nel custodire la memoria di Patrick Boylan e la stima profonda che ci ha legati a lui, esprimiamo, io e Fabrizio Cracolici, gratitudine anche per il gesto compiuto verso di noi, di metterci in contatto con il padre di Assange,  rinnoviamo dunque il nostro impegno a portare avanti quegli ideali di libertà, pace e umanità di cui è stato fiero testimone e compagno di strada. Il cammino continua, anche nel dolore della sua assenza, con la consapevolezza che ciò che abbiamo condiviso resta una parte preziosa della nostra storia e della nostra responsabilità collettiva.

 

Laura Tussi