Enzo Borsellino: Il progetto di ampliamento della Galleria Borghese: Vexata Quaestio

carteinregola - Wednesday, October 14, 2026

Villa Borghese 2026-05-25 (foto AMBM)

Proponiamo un contributo di Enzo Borsellino, già Professore di Museologia e storia del collezionismo e Docente presso il Master biennale di II livello “Esperti nelle attività di valutazione e di tutela del patrimonio culturale” dell’Università degli Studi Roma Tre, al dibattito sorto dall’incredibile – sciagurata – iniziativa che riguarda la Galleria Borghese e la Villa Storica. L’articolo “Il progetto di ampliamento della Galleria Borghese: Vexata Quaestio” è stato pubblicato il 19 settembre 2026 sulla testata Siscaonline* (AMBM)

Il progetto di ampliamento della Galleria Borghese: Vexata Quaestio – Siscaonline 19 settembre 2026 (per visualizzare tutte le immagini ripotate nel testo si rimanda all’articolo originale)

di Enzo Borsellino

Le numerose prese di posizione e riflessioni critiche[1] sul progetto di un nuovo edificio accanto alla Galleria Borghese invitano a fare chiarezza sulla complessa vicenda.

La Galleria Borghese (fig. 1) non è un normale museo, ma una straordinaria collezione artistica privata divenuta di proprietà pubblica nel 1902 per effetto di un oculato acquisto da parte dello Stato italiano. Definirla “museo” è riduttivo e ne svilisce la sua fisionomia storica, culturale e artistica di un unicum al mondo. Contenitore e contenuto convivono in un perfetto equilibrio che la storia del gusto e l’amore per la bellezza sono riusciti a mantenere nel tempo.

Foto  1. Roma. Galleria Borghese, esterno. (Vedi foto in apertura)

Che poi si sia riusciti a trasformare la Galleria Borghese, dal 28 giugno del 1997, dopo 14 anni di chiusura per un necessario restauro strutturale, in un museo a tempo e a ingresso limitato per ragioni di conservazione degli ambienti e delle opere, è una realtà da cui non si può più prescindere. Tanto è vero che fu stabilita allora una norma di contingentamento dei visitatori con tetto massimo di 180 persone per ciascuno dei 10 turni giornalieri di due ore, norma ancora vigente.

Nel 2025 la società privata Proger Spa ha presentato una offerta di sponsorizzazione dei costi del progetto di fattibilità per un ampliamento della Galleria Borghese in cambio di poter pubblicizzare all’interno della Galleria l’attività svolta dalla Proger Spa per la realizzazione di tale progetto.

La direzione della Galleria ha di conseguenza pubblicato sul suo sito web il 18 novembre 2025 un “Avviso Pubblico” di 30 giorni relativo alla possibilità di ricezione di altre offerte di sponsorizzazione finalizzate allo stesso obiettivo. [2]  L’unica offerta pervenuta è stata quella della Proger Spa. La proposta è stata accettata dalla direzione della Galleria il 7 gennaio 2026.[3]

Il 18 maggio 2026 è stata presentata in una conferenza stampa la proposta di ampliamento.

Ma nel documento distribuito durante l’evento non si nomina la costruzione del nuovo edificio; è scritto soltanto che il progetto dovrebbe “rendere ancora più accessibile e comprensibile il patrimonio della Galleria Borghese a chiunque desideri visitarlo, promuovendo la possibilità di effettuare una visita più estesa, con meno limiti di tempo, di spazi e di opere da guardare”.[4]

Soltanto in calce al documento, dove sono citati alcuni atti amministrativi, si evince dai loro titoli che si vuole costruire “un nuovo edificio in uno spazio contermine alla sede del museo, destinato ad ampliare l’offerta espositiva, i servizi al pubblico, le aree didattiche e conferenziali e a migliorare accessibilità, sicurezza e fruizione del complesso museale”.

A parte la poca chiarezza di alcune finalità del progetto (“ampliare l’offerta espositiva”, “migliorare l’accessibilità”) sorprende che nel documento sia scritto che “Galleria Borghese continuerà a condividere pubblicamente gli sviluppi di questo percorso di studio e approfondimento, nel segno della massima trasparenza e del dialogo con le istituzioni, la comunità scientifica, le realtà impegnate nella tutela del patrimonio e la cittadinanza”.

Di questo progetto in realtà non è mai stata fatta alcuna condivisione pubblica né prima della accettazione da parte della direzione della Galleria dell’offerta di sponsorizzazione, né dopo la conferenza stampa del 18 maggio 2026.

Il fugace “Avviso Pubblico” del 18 novembre 2025 non è stato per nulla pubblicizzato, nonostante l’interesse del tema in gioco. Se ne è avuta notizia appunto soltanto il 18 maggio 2026, dopo che già da oltre quattro mesi era stato dato l’incarico alla società Proger Spa di redigere un elaborato “per la consegna al Museo del progetto di fattibilità tecnico economica di un nuovo edificio contermine alla Galleria Borghese”.

Sembra allora di capire che la scelta della costruzione di “un nuovo volume che possa rendere la Galleria un luogo più accogliente, fruibile e sicuro”[5] è già stata approvata, nonostante non siano noti i pareri favorevoli del Ministero della Cultura, né tanto meno quelli del Comitato Tecnico Scientifico e del Consiglio d’Amministrazione della Galleria Borghese. Da considerare inoltre che, essendo l’area della Villa Borghese proprietà del Comune di Roma, dopo un primo atto della Giunta Capitolina del 5 maggio 2026 favorevole all’iniziativa[6], una delibera del II Municipio (dove ha sede la Galleria Borghese) del 2 luglio 2026 ha sconfessato tale decisione.[7]

Sempre nel documento del 18 maggio scorso si afferma inoltre che “L’iniziativa riguarda esclusivamente l’apertura di una fase di approfondimento e confronto, che coinvolgerà competenze scientifiche, architettoniche, paesaggistiche e tecnico-istituzionali, insieme agli organismi preposti”.

Sarebbe stato più corretto coinvolgere preliminarmente tutti gli organi interessati alla tutela e alla salvaguardia del complesso monumentale e ambientale di Villa Borghese e della Galleria, ad iniziare da quelli statali e comunali, sentite anche le associazioni culturali attive sul territorio e le comunità scientifiche e, solo successivamente, valutare se e quale tipo di intervento fosse possibile fare.

Nel documento della conferenza stampa si parla anche di “rafforzare le capacità di accessibilità”; significa forse volere aumentare il numero dei visitatori?

È il caso di osservare a questo proposito che un secondo spazio museale non potrà consentire di aumentare il numero dei visitatori a meno che non si voglia trasferire parte delle opere di Caravaggio, Raffaello, Bernini, Tiziano e di altri artisti e metà della raccolta di sculture oggi nella Galleria Borghese nel nuovo previsto edificio. Tale soluzione sarebbe improponibile perché comporterebbe la divisione di parte della raccolta artistica storica dal suo contesto architettonico originale, atto questo contrario a qualsiasi principio filologico di storia del collezionismo.

Se così fosse, il progetto sembra ricordare quello ancora più irragionevole, dal punto di vista storico collezionistico, della Soprintendenza per il Polo Museale Romano la quale nel 2006-2009 aveva deciso di trasferire la collezione Corsini, conservata nell’omonimo palazzo della Lungara dove era stata formata (fig. 2), presso la Galleria Nazionale di palazzo Barberini dove sarebbe finita quasi completamente nei depositi, a parte qualche capolavoro come il San Giovanni Battista di Caravaggio. E fu proprio Francesco Rutelli, allora ministro dei Beni Culturali e oggi presidente della Business Unit Art&Culture di Proger Spa, a sancire l’inamovibilità della collezione Corsini e non approvare il suo spostamento.[8]

Foto 2. Roma. Galleria Corsini, terza sala.

L’altro poco esplicito obiettivo del progetto è quello di “ampliare l’offerta espositiva”.

Per aumentare il numero dei visitatori si vogliono trasferire forse nel nuovo edificio le opere attualmente in deposito?

In realtà i depositi della Borghese, dopo un loro mirato restauro, sono già visitabili su richiesta, come è segnalato sul suo sito web (fig. 3) [9]. E, d’altra parte, l’interesse per le opere in deposito è in genere ristretto agli studiosi, agli specialisti o ai pochi curiosi.

Foto 3. Roma. Galleria Borghese, depositi.

Il Victoria&Albert East Storehouse di Londra, citato nella conferenza stampa come esempio cui ispirarsi per il nuovo edificio proposto accanto alla Galleria Borghese, non è pertinente in quanto si tratta in quel caso del “deposito aperto” del Victoria&Albert Museum, con oltre 250.00 oggetti (oltre libri e archivi), inserito in una struttura preesistente ristrutturata ad hoc, a circa un’ora di automobile dal museo principale e visitabile gratuitamente, anche con la possibilità di prenotare l’esame di un oggetto in particolare (fig. 4).

Foto 4. Londra. Victoria & Albert Storehouse, interni.

Il futuro edificio accanto alla Galleria Borghese non sarebbe nemmeno paragonabile a una delle famose addizioni architettoniche realizzate in grandi musei come, ad esempio, quella di Ieoh Ming Pei alla novecentesca National Gallery of Art di Washington (fig. 5), o quella di James Stirling e Michael Wilford alla ottocentesca Alte Staatsgalerie di Stoccarda (fig. 6), trattandosi di musei con opere provenienti da numerosi e differenti nuclei collezionistici e con continue nuove acquisizioni.

Foto 5. Washington DC. National Gallery of Art, esterno con la East Building.

Foto 6. Stoccarda. Neue Staatgalerie, esterno.

La collezione Borghese di dipinti e sculture antiche e moderne è, al contrario, una raccolta “chiusa”, perché non suscettibile di nuove acquisizioni, a parte qualche deposito e un recente dono (fig. 7).

Foto 7. Roma. Galleria Borghese, Busto di Clemente XII Corsini già attribuito a P. Bracci (in deposito dal 1910); Ritratto del cardinale Giulio Sacchetti di Pietro da Cortona (dono 2016).

Essa, come è ben noto, fu messa insieme dal cardinale Scipione Caffarelli Borghese agli inizi del 1600 nel “Casino Nobile” costruito appositamente all’interno della sua fastosa villa e i cui ambienti furono ridisegnati e decorati nel tardo Settecento (fig. 8) per volere di Marcantonio IV Borghese.

Foto 8. Roma. Galleria Borghese, Sala Egizia con le decorazioni settecentesche tipiche dell’epoca (1778-82).

Si creò così un prezioso contenitore di straordinari dipinti e sculture che, nonostante l’assenza dei numerosi oggetti antichi ceduti a Napoleone Bonaparte nel 1807 e in parte suppliti da successive sostituzioni (fig. 9) e nuove acquisizioni di Camillo Borghese (fig. 10-11), rappresenta uno dei più significativi allestimenti museologici neoclassici ancora in buona parte conservato.

Foto 9. Roma. Galleria Borghese, Ermafrodito (copia romana con restauri di A. Bergondi che ha sostituito dopo il 1807 l’esemplare antico restaurato da G.L. Bernini ora al Louvre di Parigi).

Foto 10. Roma. Galleria Borghese, Ritratto di Paolina Borghese di A. Canova (1804-1809) commissionata da Camillo Borghese.

11. Roma. Galleria Borghese, Danae del Correggio acquistata da Camillo Borghese nel 1827.

Se, dunque, il poco chiaro obiettivo “rafforzare le capacità di accessibilità” (come si legge ancora nel documento della conferenza stampa), vuole significare aumentare il numero dei visitatori nella Galleria Borghese, esso è impossibile e dietro l’iniziativa sembra piuttosto di intravedere soltanto una operazione commerciale tendente a poter vendere più biglietti, senza aver trovato, tra l’altro, una soluzione agli scandalosi fenomeni di bagarinaggio dei tour operators.

Per quanto riguarda la spesa di questa eventuale nuova costruzione nel documento presentato il 18 maggio 2026 non vi è alcun cenno, anche se da varie testate giornalistiche è stato riferito che durante la conferenza stampa si è parlato di circa 10 milioni di euro, senza indicare come si è giunti a quella valutazione. Anche questa poca chiarezza sui dati economici del progetto e su chi dovrebbe sostenere la spesa è a dir poco inusuale.

Ci auguriamo che ci sia un totale ripensamento su quanto proposto dalla direzione della Galleria, perché, da quanto documentato, non è possibile raggiungere l’obiettivo di consentire ad altri visitatori, oltre i 1800 ora giornalmente ammissibili, di poter accedere alla Galleria Borghese.

Un’altra e più realistica analisi del “progetto” presentato potrebbe essere quella che, accantonata in breve l’idea del nuovo edificio, venga proposto di utilizzare un edificio già esistente nell’area della Villa Borghese che, comunque, non potrà consentire per i motivi prima evidenziati di raggiungere l’obiettivo di aumentare il numero degli ingressi giornalieri nella Galleria Borghese.

Il primo atto di questa seconda fase sembra indentificarsi con quello prima citato del Consiglio del II Municipio di Roma Capitale che ha votato il 2 luglio scorso di “chiedere soluzioni che escludano la realizzazione di un nuovo volume all’interno di Villa Borghese e che prevedano, invece, l’utilizzo del patrimonio attualmente esistente, sia pubblico, ad esclusione della scuola dell’infanzia il Giardino Incantato, che privato, come ad esempio il Villino Pincherle” (fig. 12) [10].

Foto 12. Roma. Villino Pincherle, esterno.

La proposta del Villino Pincherle, come ha riportato recentemente Paolo Boccacci su “La Repubblica”, era stata già avanzata in passato da Claudio Minelli, ex assessore nelle giunte comunali di Rutelli e Veltroni e presidente dell’Associazione Visioneroma; l’edificio degli inizi del Novecento è di proprietà privata e vincolato; se acquistato, sempre secondo quel progetto, esso verrebbe collegato alla Galleria Borghese con un tunnel pedonale sotto via Pinciana, essendo distante solo 180 metri. Costo stimato: 65 milioni di euro! 

Nei documenti finora citati, compreso quello della conferenza stampa, per quanto concerne gli allestimenti delle mostre temporanee organizzate nella Galleria Borghese non è stato mai fatto alcun riferimento alla ipotesi di trovare nuovi spazi.

Va ricordato a questo proposito che durante le continue mostre realizzate nella Galleria è ben nota l’alterazione dell’allestimento di alcune sale con la copertura o lo spostamento di opere normalmente in esposizione per l’inserimento di altre pertinenti alla mostra di turno (figg. 13-17).

Foto 13. Roma. Galleria Borghese, Salone d’ingresso nell’allestimento settecentesco con i mosaici pavimentali romani inseriti nel 1835.

Foto 14. Roma. Galleria Borghese, Salone d’ingresso durante la mostra Metamorfosi. Ovidio e le arti (23.06.2026-11.10.2026).

Foto 15. Roma. Galleria Borghese, La settecentesca Galleria degli Imperatori con i busti in porfido inseriti nel 1832.

Foto 16. Roma. Galleria Borghese, Galleria degli Imperatori durante la mostra Metamorfosi. Ovidio e le arti (23.06.2026-11.10.2026).

Foto 17. Roma. Galleria Borghese, Galleria degli Imperatori durante la mostra Metamorfosi. Ovidio e le arti (23.06.2026-11.10.2026).

Tale deprecabile inconveniente è stato già segnalato in passato da visitatori, studiosi e critici d’arte e da chi scrive nel novembre 2017 in occasione della mostra su Bernini,[11]  ma si sono continuate a organizzare mostre sempre all’interno della Galleria. 

Il reperimento e l’utilizzo di un edificio già esistente vicino alla Galleria Borghese per le future mostre temporanee e, se ci sarà spazio ulteriore, per “le aree di servizio, didattiche e sala conferenze”, sarebbe l’unico aspetto positivo della proposta di modifica dell’attuale assetto della Galleria Borghese perché renderebbe sempre fruibili gli spazi delle sale del “Casino Nobile” e tutte le opere esposte. In questo modo durante il periodo delle mostre ci sarebbero più possibilità di ingresso per chi volesse vedere solo la galleria.

Il futuro edificio, piuttosto che il Villino Pincherle di proprietà privata, potrebbe essere quello delle cosiddette “Scuderie di Villa Borghese” in uso attualmente alla Polizia di Stato (fig. 18) e di proprietà comunale il quale, se ritenuto idoneo e conforme alle esigenze espositive della Galleria Borghese, una volta acquisito e ristrutturato, è ancora più vicino alla Galleria.Foto 18. Roma. Villa Borghese, Scuderie della Polizia di Stato, esterno.

La proposta del riuso delle Scuderie è stata peraltro già avanzata da vari studiosi e associazioni ma mai per trasferirvi le mostre temporanee della Galleria Borghese.[12]

Formalmente spetterebbe all’istituzione proprietaria della Galleria, cioè al Ministero della Cultura, accertare le reali necessità di un altro edificio esistente e, verificati gli eventuali vincoli architettonici, l’adeguatezza dei suoi spazi e, non ultima, una attenta stima dei costi effettivi dell’operazione, farsi carico di acquisire l’immobile prescelto e finanziare la sua ristrutturazione.

É auspicabile perciò che al più presto la direzione della Galleria promuova un incontro con le istituzioni interessate, ad iniziare dal Ministero della Cultura e il Comune di Roma, con le associazioni culturali attive sul territorio e con le comunità scientifiche per competenza artistica, archeologica, architettonica e museologica, per definire finalità e possibili strategie di attuazione del progetto, non essendo finora esse ancora chiare.

*Enzo Borsellino
Già Professore di Museologia e storia del collezionismo e Docente presso il Master biennale di II livello “Esperti nelle attività di valutazione e di tutela del patrimonio culturale” dell’Università degli Studi Roma Tre.

14 ottobre 2026

(*) Per eventuali osservazioni e precisazioni riguardanti il testo pubblicato da Siscaonline scrivere a laboratoriocarteinregola@gmail.com

vedi i nostri articoli:

Sembra una fake, ma non lo è: vogliono costruire un edificio accanto alla Galleria Borghese Maggio 12, 2026

Gino Famiglietti: Le radici storico-giuridiche dell’attuale status di Villa Borghese Maggio 29, 2026

Ampliamento Galleria Borghese, la risoluzione del II Municipio che chiede soluzioni che escludano un nuovo volume nella Villa storica Luglio 8, 2026

NOTE

[1] Ultima quella del 6 settembre 2026 di K. Herrmann Fiore, https://www.aboutartonline.com/riflessioni-sulla-galleria-borghese-un-contributo-di-idee-partendo-dal-genius-loci-delle-origini-per-preservarlo-anche-in-futuro/.

[2]https://www.authorityonline.it/ftptrasparenza/3530057079213221127168231058007187242171053046108074187117108183195116199167172162177105253133103177235051185152153200104008192097238109236159161228190168142?id=%5B86%5D&folders=Avviso%20pubblico%20%20ricezione%20di%20offerta%20di%20sponsorizzazione%20tecnica%20ai%20sensi%20dell%E2%80%99art.%20134%20del%20D.Leg.vo%20n.%2036%20del%202023%20e%20dell%E2%80%99art.%20120%20del%20D.Leg.vo%20n.%2042%20del%202004%20e%20smi%20e%20circ.%20del%20MIC%20n.%2028%20del%2017.06.16; cfr. Avvisi, bandi ed inviti 17/11/2025, Avviso procedura.

[3]https://www.authorityonline.it/ftptrasparenza/3530057079213221127168231058007187242171053046108074187117108183195116199167172162177105253133103177235051185152153200104008192097238109236159161228190168142?id=%5B86%5D&folders=Avviso%20pubblico%20%20ricezione%20di%20offerta%20di%20sponsorizzazione%20tecnica%20ai%20sensi%20dell%E2%80%99art.%20134%20del%20D.Leg.vo%20n.%2036%20del%202023%20e%20dell%E2%80%99art.%20120%20del%20D.Leg.vo%20n.%2042%20del%202004%20e%20smi%20e%20circ.%20del%20MIC%20n.%2028%20del%2017.06.16; cfr. Avvisi, bandi ed inviti 17/11/2025, Avviso aggiudicaz. Proger.

[4] https://www.siscaonline.it/joomla/2019/wp-content/uploads/2026/09/cs.pdf

[5] Come è scritto nell’oggetto dell’Avviso Pubblico del 17 novembre 2025, cfr. nota 2.

[6] https://www.carteinregola.it/sembra-una-fake-ma-non-lo-e-vogliono-costruire-un-edificio-accanto-alla-galleria-borghese/

[7] https://www.carteinregola.it/ampliamento-galleria-borghese-la-risoluzione-del-ii-municipio-che-chiede-soluzioni-che-escludano-la-realizzazione-di-un-nuovo-volume-nella-villa-storica/

[8] E. Borsellino, La collezione Corsini di Roma dalle origini alla donazione allo Stato italiano. Dipinti e sculture, Roma 2017, I vol., pp. 614-616.

[9] https://galleriaborghese.cultura.gov.it/il-museo/i-depositi/.

[10] Cfr. nota 7.

[11] https://www.siscaonline.it/joomla/2019/wp-content/uploads/2026/09/bernini.pdf. Una bella mostra ma problematica.

[12] Anche Icom Italia ha suggerito recentemente l’utilizzo delle Scuderie ma per esporre le opere dei depositi della Galleria. https://www.facebook.com/ICOMItaliaofficial/posts/%EF%B8%8Fcomunicato-sulla-proposta-di-ampliamento-della-galleria-borghese-icom-italia-se/1398092695689251/.

Referenze fotografiche:

Foto 2 Daniele Petrucci

Foto 7, 14, 16-17-18 Enzo Borsellino

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