L’UE ha approvato il più ampio pacchetto di sanzioni alla Russia dall’inizio della guerra

L'INDIPENDENTE - Tuesday, October 13, 2026

«Non è il momento di allentare la pressione su Mosca, bensì di aumentarla». Con queste parole, l’Alta rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari esteri, Kaja Kallas, ha annunciato l’approvazione di un nuovo pacchetto di sanzioni individuali contro la Russia. Il provvedimento colpisce quasi 1.600 tra persone e aziende e costituisce la più ampia misura di questo tipo mai adottata finora dall’UE; con le nuove designazioni, il numero complessivo dei destinatari delle sanzioni europee sale a quasi 4.600. Le misure prendono di mira soprattutto i fornitori di componenti utilizzati nella produzione di missili. Il pacchetto resterà in vigore per tre anni, anziché per i consueti sei mesi. Le nuove sanzioni arrivano in una fase di distensione nei rapporti tra Stati Uniti e Russia: il presidente statunitense Donald Trump ha infatti raggiunto un accordo con il suo omologo russo Vladimir Putin per l’acquisto di diesel russo, annunciando un conseguente allentamento delle sanzioni statunitensi contro Mosca.

Le nuove sanzioni dell’UE contro la Russia colpiscono complessivamente 1.569 persone ed entità russe, tra cui 826 aziende e 743 dirigenti. Tra le persone coinvolte figurano 77 parlamentari candidatisi nelle aree dell’Ucraina occupate dalla Russia, oltre a centinaia di individui ed entità legati alla produzione di missili, droni e aerei militari. Le misure riguardano l’intera filiera, dai componenti elettronici alle apparecchiature di comunicazione, fino alle munizioni e ai sistemi di navigazione. Secondo l’Alta rappresentante Kaja Kallas, questi ultimi soggetti costituiscono più della metà dei destinatari del nuovo pacchetto. Nel mirino finiscono soprattutto i cosiddetti fornitori di livello intermedio, che, come sottolineato da Kallas, rappresentano il «nucleo» dell’industria militare russa, «con un fatturato annuo di almeno 20 miliardi di euro e oltre 250.000 dipendenti».

L’approvazione delle misure arriva dopo l’intesa raggiunta dagli ambasciatori dei Paesi membri la scorsa settimana: dopo giorni di trattative, i rappresentanti europei hanno risolto il controverso caso di Alisher Usmanov, il miliardario russo che diversi Paesi, tra cui la Francia, chiedevano di rimuovere dalla lista nera dell’UE; alla fine, il magnate è stato depennato dall’elenco, mentre per gli altri soggetti interessati dalle misure è stata stabilita una proroga delle sanzioni senza precedenti, della durata di tre anni. È forse questa la principale novità dell’ultimo pacchetto adottato da Bruxelles: mentre in precedenza le misure sanzionatorie dovevano essere rinnovate ogni sei mesi, il nuovo provvedimento estende notevolmente il periodo di validità della lista nera dell’Unione. Gli altri effetti delle sanzioni restano invariati: i soggetti inseriti nell’elenco sono sottoposti al congelamento dei beni e al divieto di ingresso nell’UE. Inoltre, le misure vietano a imprese e cittadini europei di mettere fondi o risorse economiche a disposizione dei soggetti sanzionati, direttamente o indirettamente.

L’approvazione dell’ultimo pacchetto di sanzioni europee da parte del Consiglio arriva in un momento di tensione. Lo scorso venerdì, Trump ha annunciato un accordo energetico con la Russia, dichiarando che Mosca «fornirà immediatamente oltre 300.000 tonnellate di carburante diesel al mercato americano e globale, altre 500.000 tonnellate durante il mese di novembre e 1.000.000 di tonnellate immediatamente dopo». L’intesa annunciata dal presidente statunitense rappresenta un’apertura nei confronti del Cremlino e si accompagna a un allentamento delle sanzioni sul petrolio russo, una prospettiva che ha suscitato forti critiche da parte delle autorità europee. La pressione di Washington sul fronte ucraino si è manifestata anche nei confronti del presidente Volodymyr Zelensky, di cui Trump ha chiesto la sostituzione, incrinando un rapporto che negli ultimi mesi pareva essersi risollevato, dopo le tensioni iniziali.

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