BRASILE: ASTENSIONE RECORD, LA DESTRA SFONDA AL PRIMO TURNO DELLE ELEZIONI PRESIDENZIALI

Radio Onda d`Urto - Monday, October 5, 2026

 

Primo turno domenica 4 ottobre per le elezioni presidenziali in Brasile, il più popoloso dei Paesi del SudAmerica, su cui si allunga – anche qui – l’ombra dell’internazionale nera guidata dalla Casa Bianca e che, in LatinoAmerica, si è già presa Argentina, Cile, Colombia, Bolivia, Perù, Paraguay e mezzo CentroAmerica.

Il candidato di ultradestra Flàvio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente e golpista Jair, è in testa e favorito nel ballottaggio del 25 ottobre. Il trumpiano ha ottenuto il 47,03%: l’uscente Lula da Silva, progressista, il 45.16%. Nel ricco sud del Paese, la destra sfonda, mentre è dal nord e soprattutto dal nordest brasiliano che arrivano i voti per Lula e per il suo partito, il Pt.

La differenza tra Bolsonaro e Lula in Brasile è di 2 milioni e 225mila voti in favore della destra, mentre nei sondaggi Lula era dato avanti di un paio di punti. Anche in caso di ballottaggio vittorioso (molto complicato) il 25 ottobre, Lula si troverà a fare i conti con un Parlamento in mano al Partido Liberal, cioè al clan Bolsonaro, festeggiato oggi dalla finanza internazionale e Usa: l’Ibovespa, principale indice della Borsa di San Paolo, cresce dell’8%, mentre il real brasiliano si rafforza di quasi il 5% sul dollaro Usa.

I brindisi del padronato brasiliano e internazionale si spiegano anche con le contestuali elezioni politiche, che vedono i bolsonaristi alla decisiva Camera Alta (simile, per poteri, al Senato Usa) salire a 28 seggi, primo gruppo parlamentare. La destra ottiene poi al primo turno 8 governatori su 27, a cui aggiungere 9 governatori centristi di vario genere ma tutti ostili al Pt di Lula, che prende solo 3 Stati: Bahia, Ceará e Piauí. Negli altri 6 Stati e nella capitale Brasilia si andrà al secondo turno.

A segnare il voto in Brasile è stata soprattutto la bassa affluenza, ferma al 79%, in un Paese dove votare è in teoria obbligatorio. 33 milioni e mezzo di persone non si sono recate alle urne, il 21%, livello più alto registrato dal 1998 (21,5%).

Su Radio Onda d’Urto le valutazioni di Samuele, nostro collaboratore, raggiunto nel pomeriggio italiano a Porto Alegre, Brasile, dove vive da 30 anni. Ascolta o scarica