La Leonardo sbarca in Ucraina

Pressenza - Monday, September 28, 2026

Lo scontro fra eserciti di Paesi Imperialisti e di potenze territoriali, che usano la guerra come sistema di salvaguardia del proprio dominio autocratico, riempie le cronache di questa caldissima estate. I tamburi di guerra fanno sentire le loro macabre note di morte dall’Asia Occidentale, all’Europa Centrale, attraversando il Sahel africano.  Lo scontro tende a ridisegnare la mappa delle ingerenze geostrategiche dell’intero Globo Terracqueo.

I conflitti armati in atto hanno messo in luce il superamento delle vecchie tattiche di guerra e l’obsolescenza di sistemi d’arma costosissimi, messi alla prova da ordigni di nuova generazione e a basso costo. Già con la guerra fra la fallita e corrotta Ucraina e la potenza emergente della Russia degli oligarchi è stato evidenziato come carri armati, veicoli blindati, aeroplani costosissimi possano essere fermati e messi fuori gioco dalle nuove armi a basso costo.

L’effetto delle nuove tecniche di guerra si è visto in modo eclatante anche nel Golfo Persico, dove la potentissima e miliardaria macchina bellica degli Stati Uniti d’America è stata bloccata da sciami di droni e missili della Repubblica islamica iraniana, costruiti a buon mercato, che hanno causato danni gravissimi alle infrastrutture militari statunitensi e dei Paesi alleati in tutta la regione medio-orientale.

Di fronte a questo nuovo scenario della guerra moderna le industrie del settore bellico si stanno velocemente attivando, accelerando la corsa per ammodernare e rendere appetibile il proprio catalogo di strumenti di distruzione e morte.

Il riarmo sta interessando gli eserciti di tutti gli Stati europei, in primo luogo quello tedesco che tende a diventare l’esercito più competitivo di tutto il Vecchio Continente, con una spesa preventivata di oltre 1000 miliardi di euro, facendo risorgere i vecchi spettri del militarismo germanico. Anche l’esercizio italiano è impegnato per ammodernare il proprio magazzino bellico, spinto dalla volontà bellicista del ministro/imprenditore Crosetto.

Le industrie belliche, sollecitate dalle guerre in corso, si sono date da fare, sbracciandosi e mettendo in cantiere nuovissimi strumenti di guerra e stipulando fra loro accordi di collaborazione incrociati. La italica Leonardo spa è in prima fila nell’elaborazione e nella realizzazione di progetti innovativi di armi e veicoli da guerra sempre più sofisticati.

Già da alcuni anni lo Stato è tornato ad essere l’imprenditore di politiche industriali e belliche. Tramite lo Stato vengono progressivamente integrate dentro un medesimo progetto strategico la ricerca, l’università, la scuola, l’innovazione tecnologica, l’industria della difesa, l’energia e le infrastrutture; siamo di fronte ad una evoluzione storica del capitalismo in cui la conoscenza diventa immediatamente produzione di potenza.

Da alcuni mesi è già noto il programma per la costruzione del nuovissimo carro armato Main battle tank  in collaborazione fra la Leonardo spa ed il colosso tedesco Rheinmetal, ma ora vengono allo scoperto i numerosi programmi di nuovi strumenti bellici che arricchiranno il catalogo dell’industria bellica made in Italy. Ne elenchiamo alcuni che sono già in fase di realizzazione.

E’ in fase di costruzione il nuovissimo proiettile di precisione (che minimizza l’eventualità di mancare l’obiettivo), della Leonardo spa, il Vulcano GLR155 che sarà fornito oltre che all’esercito italiano anche a quello statunitense. Il Vulcano GLR155 è una munizione guidata con una gittata di 70 Km se sparata da un cannone terreste e può colpire con un angolo di 90° rendendo praticamente impossibile la sua intercettazione, la stessa munizione acquista una gittata di ben 120 Km se sparata da un cannone navale.

La Leonardo spa ultimamente ha stipulato un accordo storico con la turca Baykar per la collaborazione fra l’aereo italiano M346 e il drone turco Bayraktar Kizilelma. L’Italia punta sui droni turchi per affiancare il caccia di sesta generazione GCAP con il drone Kizilelma, consolidando l’asse industriale fra Leonardo spa e Baykar.

La IDV (la Iveco Defence Vehicles è stata acquistata da Leonardo spa) studiando gli sviluppi della guerra fra Ucraina e Federazione Russa sta sviluppando una serie di UVG (veicoli terrestri senza equipaggio) che possono minimizzare le perdite umane al fronte. Fra le novità troviamo  il Viking un multiruolo 6×6 con una autonomia di 30 km terrestri munito di una torretta ideata della Leonardo corredata da strumenti anti-drone con un cannone da 30 mm. Un mezzo che non si deve preoccupare della vita dei componenti: l’equipaggio è un mezzo maggiormente sacrificabile e quindi più economico. C’è anche una seconda configurazione del Viking per l’impiego anticarro dotata di ben tre missili. Terza novità è il CL2X Hybrid and Crew Light un veicolo cingolato che servirà da nodo fra personale umano e droni. Il CL2X avrà una autonomia di 500 km e una velocità di 70 km/h. Il CL2X è anche dotato di una torretta Leonardo con un cannone da 30 mm anti-drone.

Un nuovo carro armato è stato presentato dall’industria italiana: il CFL-120 Karpat, carro medio costruito in collaborazione con la turca FNSS. Il nuovo carro ha la torretta Leonardo HITFACT MklI armata con un canone da 120 mm. Il CFL–120 è più leggero e maneggevole rispetto ai carri tradizionali e utilizzabile in supporto alle truppe di terra.

Ad arricchire il catalogo Leonardo arriva il VBM 155, obice semovente, che rappresenta il futuro dell’artiglieria italiana. Viene costruito dalla IDV con torretta e canone Leonardo, con l’aggiunta anche di una piccola torretta con cannone anti-drone.

La IDV di Leonardo ha in oltre firmato un accordo industriale con la Spagna per la produzione di un nuovo veicolo anfibio da combattimento col programma VAFIM (veicoli anfibio da combattimento per la fanteria di marina).

Il nuovissimo elicottero Fenice AW249 della Leonardo è l’erede e successore del Mangusta AW129 ed è l’unico elicottero d’attacco di nuova concezione dell’Occidente, progettato per operare in contesti digitali di multi-dominio e in sinergia con i droni, integrando a bordo sistemi di difesa anti-missile e anti-drone.

Il nuovo drone Astore Levante della LBA Sistems, la Joint Venture tra Leonardo spa e la turca Baycar, è stato messo in produzione presso gli stabilimenti Leonardo di Ronchi dei Legionari. L’Astore Levante è il riadattamento del drone Baykar TB-3 con un sistema di missione sensori di marca Leonardo costruito per le esigenze dell’esercito italiana e della NATO.

La Leonardo si è aggiudicata anche un contratto per fornire gli aerei F-35 della marina militare statunitense di ben 6000 sistemi di esche escludibili attivi BriteCloud, che servono per ampliare la capacità di difesa degli aerei da guerra.

La guerra in corso nel cuore dell’Europa è il laboratorio ideale per mettere a punto i sistemi d’arma più innovativi. Il campo di battaglia è il luogo ideale per testare le armi e correggere le criticità. Con molto cinismo la Leonardo spa sotto la guida di Lorenzo Mariani ha creato la Leonardo/Ucraine con sede a Kiev che si occuperà di ricerca e sviluppo del software, ingegneria e tecnologie elettroniche e ottiche. L’Ucraina è anche il terreno ideale per testare il sistema di difesa Michelangelo Dome.

La produzione bellica della Leonardo è esponenzialmente in crescita, basti vedere che è in atto la riconversione delle industrie che operano nel settore civile verso il militare e come lo stabilimento Leonardo di La Spezia, impegnato nella produzione bellica, sia stato addirittura raddoppiato.

La trasformazione della Leonardo spa in leader europeo dell’industria bellica iniziata da Cingolani procede quindi a passi levati sotto la direzione di Mariani, contribuendo ad armare eserciti sanguinari in varie parti del Pianeta, generando profitti miliardari.

La folle corsa al riarmo va fermata e va condotta una seria campagna per riconvertire l’industria bellica e di morte in fabbrica di pace e benessere, dirottando le centinaia di miliardi stanziati per gli armamenti verso la spesa sociale, partendo da sanità scuola, trasporti  e lotta alla povertà.

(pubblicato su sicilialibertaria.it settembre 2026)

Renato Franzitta