La protesta contro Eni arriva al festival di Mantova, autrici e autori contestano la multinazionale petrolifera italiana

ReCommon - Wednesday, September 23, 2026

Una prima volta assoluta: mai durante il Festivaletteratura di Mantova un gruppo di autrici e autori internazionali aveva preso posizione pubblicamente contro la sponsorizzazione di Eni e chiesto ai vertici del festival di non rinnovare la partnership in atto. È successo durante l’ultima edizione della kermesse tenutasi nella città lombarda dal 9 al 13 settembre scorsi.

Eyal Weizman, Isabella Hammad, Lina Attalah e altri ospiti internazionali hanno aderito alla lettera promossa da BDS Italia, che sollecita, inoltre, la manifestazione a dotarsi di criteri etici e trasparenti nella scelta dei finanziatori.

“Eni ha un debito da saldare, non dovrebbe essere un sostenitore della letteratura”, ha dichiarato Eyal Weizman, fondatore dell’agenzia di ricerca Forensic Architecture. “Dovremmo invece sostenere e prendere esempio dalle azioni del BDS, uno dei modi più efficaci sul versante della resistenza e della solidarietà con i palestinesi”. La scrittrice britannico-palestinese Isabella Hammad, durante l’incontro con Veronica Fernandes, ha indicato la contraddizione alla base della protesta: “Eni non è interessata alla cultura, né sul palco né fuori dal palco”.

Nel mirino ci sono soprattutto i rapporti economici che legano Eni al sistema energetico israeliano. Nel dicembre 2025 la relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla Palestina, Francesca Albanese, e il Gruppo di lavoro dell’Onu su imprese e diritti umani hanno inviato due comunicazioni al governo italiano e all’azienda, rese pubbliche nel febbraio successivo. Gli esperti hanno contestato tanto le forniture di greggio quanto la partecipazione al bando israeliano per l’esplorazione delle acque palestinesi, denunciando il rischio che possano contribuire al mantenimento dell’occupazione e alle operazioni militari israeliane.

La protesta contro Eni non è del tutto nuova per il Festival di Mantova. Nel 2023 l’attivista di Fridays for Future Sofia Pasotto, invitata alla manifestazione, e il giornalista Ferdinando Cotugno furono identificati dalla Digos durante un evento organizzato dall’azienda. Agli attivisti vennero sottratti anche alcuni cartelli.

Dal 2025 anche la rivista culturale La Balena Bianca, che seguiva Festivaletteratura dal 2012, ha deciso di non raccontare più la manifestazione proprio a causa della presenza di Eni. Una scelta confermata quest’anno, mentre BDS Italia annuncia che continuerà a raccogliere adesioni tra scrittori e scrittrici.