
L’Europa “indipendente” di von der Leyen: più armi, deregolamentazione e sostegno all’Ucraina
L'INDIPENDENTE - Wednesday, September 16, 2026Energia, competitività, ambiente, IA, commercio, difesa. Sono alcuni dei temi trattati dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo annuale discorso sullo stato dell’Unione. Quest’anno, la presidente ha voluto iniziare il proprio intervento con una citazione di Charles Dickens, per descrivere un’Europa più forte e più fragile allo stesso tempo. Von der Leyen ha annunciato nuove iniziative congiunte con Kiev nell’ambito della difesa aerea e ha lanciato un percorso per rendere il Canada il primo membro associato dell’UE, status dai contorni ancora poco chiari. In generale, il percorso tracciato dalla presidente per rendere l’Europa «più indipendente» riprende la ricetta tradizionale di Bruxelles: deregolamentazione, armi, sostegno all’Ucraina e contrasto alla Russia in quello che viene descritto come un «mondo apertamente ostile». Sulla dipendenza dell’UE dagli Stati Uniti e sulle violazioni del diritto internazionale da parte di Israele, invece, la presidente ha preferito soprassedere, limitandosi a definire «dolorosa» la mancanza di una risposta unitaria da parte dell’UE contro il governo di Tel Aviv.
«Il migliore di tutti i tempi, il peggiore di tutti i tempi». Dickens scriveva queste parole durante i turbolenti giorni della Rivoluzione francese e von der Leyen le ha riprese per descrivere la situazione in cui oggi verserebbe l’Unione Europea: «Se guardo all’Europa di oggi, ecco come la vedo: lo stato dell’Unione è solido come mai prima d’ora e lo stato dell’Unione può sembrare precario come mai prima d’ora». Un’UE più forte, perché più indipendente dal greggio russo, più capace di difendersi e diventata «la prima potenza commerciale del pianeta»; un’UE più debole, che dovrebbe fare fronte a innumerevoli minacce e che si troverebbe davanti a un bivio: «Vogliamo un’Europa forte e indipendente che difenda i propri valori in questo mondo? O vogliamo lasciarci frenare dalle divisioni e dalle dipendenze?».
La domanda di von der Leyen è come, dunque, l’UE possa diventare «più forte e indipendente». Il primo punto affrontato dalla presidente della Commissione è l’energia «pulita»: non importa quale tecnologia, precisa la stessa presidente; «l’importante è che questa energia ci renda indipendenti». L’Europa, continua von der Leyen, va poi «elettrificata», raddoppiando la quota elettrica entro il 2040, accelerando le connessioni alla rete e potenziando lo stoccaggio; anche in questo caso, non è noto come e cosa esattamente la Commissione intenda fare.
Se si vuole essere indipendenti, tuttavia, l’energia non basta. Bisogna, sostiene von der Leyen, rendere le imprese europee competitive a livello globale e permettere loro di operare «in condizioni di parità» con i propri competitori. Nel mirino di von der Leyen c’è, in primo luogo, la Cina: «Il nostro disavanzo commerciale con la Cina ha ormai raggiunto un miliardo di euro al giorno, una situazione che rappresenta un punto nevralgico». Tra le principali voci per le quali l’UE risulta dipendente dai mercati esteri ci sono le materie prime critiche. Secondo la presidente, servirebbe dunque, da una parte, rilanciare il dialogo con la Cina e, dall’altra, rafforzare l’indipendenza del continente nell’approvvigionamento di tali materiali. Per farlo, la Commissione intende istituire una compagnia europea per le materie prime critiche. La dipendenza dalle infrastrutture tecnologiche statunitensi e la pervasività dei sistemi di sorveglianza israeliani nella sicurezza europea, invece, non sono state affrontate.
Parallelamente alla competitività, ci sono i finanziamenti e la semplificazione: «Abbiamo bisogno di un sistema bancario impostato sulla crescita e non solo sulla stabilità». Il settore bancario, sostiene la presidente, va riorientato verso la semplificazione e la ricomposizione della frammentazione; in due parole, accentrato e deregolamentato. Lo stesso vale per le imprese, per le quali von der Leyen ha richiamato i pacchetti Omnibus sulla semplificazione e lanciato una nuova iniziativa, il patto contro la sovraregolamentazione.
La capacità di essere competitivi sul mercato e autosufficienti dal punto di vista energetico dipende «in larga misura dal modo in cui gestiamo le questioni nevralgiche del nostro tempo: i cambiamenti climatici e l’IA». Né sull’una né sull’altra, tuttavia, sono stati forniti dettagli operativi. Von der Leyen ha illustrato i piani della Commissione nell’ambito della mitigazione dei disastri ambientali, senza tuttavia affrontare il proverbiale elefante nella stanza della decarbonizzazione, sulla quale l’UE sta piuttosto puntando – come nel caso delle stesse imprese – sulla deregolamentazione. Quello che è certo è che i partenariati commerciali risultano centrali nella strategia europea, sia in chiave finanziaria sia politica. I partenariati, sostiene la presidente, servono come risposta «alla frattura del sistema internazionale basato su regole». Per tale motivo, andrebbero potenziati; è il caso del Canada, che potrebbe diventare il primo Paese membro associato dell’UE.
Ultimo, ma non meno importante, il settore della difesa, su cui von der Leyen aveva incentrato il proprio discorso dello scorso anno. L’Europa oggi farebbe fronte a «minacce ibride sempre meno ibride e sempre meno minacce». Von der Leyen propone dunque di implementare un meccanismo che affianchi l’articolo 4 della NATO per le minacce ibride. Analogamente, intende aumentare gli investimenti comuni nel settore della difesa, gli aiuti all’Ucraina e le sanzioni alla Russia; a tal riguardo, ha annunciato che lancerà un progetto per lo sviluppo di un nuovo sistema di difesa aerea. Anche parlando di politica estera, la presidente ha evitato di menzionare le violazioni israeliane del diritto internazionale, usando la questione delle mancate sanzioni al governo israeliano come ponte per parlare del Patto su migrazione e asilo, facendo leva sulla necessità di fare fronte comune.
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