
Complice la poesia
L'INDIPENDENTE - Saturday, September 12, 2026Forse non bastano più le parole di un linguaggio ordinario per dire i sentimenti di oggi. Per reagire agli orrori venduti come giusta vendetta, e all’opposto per celebrare la gioia di un silenzioso incantesimo della natura. Che parole scegliere, da quale vocabolario, per far comprendere realmente quel che proviamo e pensiamo, sfuggendo all’ inesorabile sentenziosità dei commenti online, per superare le barriere dell’ovvietà del male.
Come restare veri e giusti in quel che diciamo senza insultare chi ogni giorno ci insulta nei fatti preparandoci al peggio, ostacolando soluzioni ragionevoli dei conflitti, forzando la realtà a essere quel che non è. Troppi politici sono sempre più indegni di rappresentarci, obbedienti all’oscuro, imprigionati nel carcere dell’inevitabile.
Resta comunque una speciale libertà di parola, quella che sfiora l’incomprensione, che si alimenta di piccole mitologie personali oppure di visioni metafisiche, di ribellione e di anacronismi, di utopia e di fedi, di sorrisi e di sogni. Una parola che renda degni, che lasci buoni segni, e semi, di futuro.
In te, poesia ho creduto come in una amica che silenziosa comprende e accoglie, che canta miti, sentimenti e passioni rivoluzionarie, che odia le banalità, che vuole farsi accompagnare da una sana follia e da amore inatteso.
Oggi forse soltanto la poesia, come hanno dimostrato ad esempio le donne poeta in Iran e in Nepal , è capace di cantare autenticamente la ribellione, di mettere in canzone bisogni, fantasie e desideri, di rimarcare le disuguaglianze e insieme i meriti di chi viene trascurato.
Due anni fa stavo lavorando in questi giorni al libro Complice la poesia, pubblicato poi da L’ Indipendente, per dare voce alle passioni che la poesia ha incarnato.
I tempi sono ancora cambiati ma la poesia resta comunque attuale, sopravvive alle follie distruttive, ai governanti senza scrupoli, all’ ignoranza colpevole di chi decide per tutti. E vuole proclamare che ci sono ancora centinaia, migliaia, milioni di piccole voci che chiamano, che piangono, che ci chiedono perché succede tutto questo.
C’è una poesia preghiera che va salvata, ci sono sorrisi e lievi pensieri di gioia che non vanno spenti.
La poesia non si ritira, senza tregua impone la sua difficile logica, si ostina a esternare contraddizioni, utopie e incantesimi, orizzonti di pace e di lotte senza rancore, la poesia canta il suo ruolo di libertà, di fanciulla in fiore, di passione sulle barricate, di verità stupefatta, di sfida all’ovvio, di tentazione invincibile verso l’indicibile.
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