
Vincere a Roma
Sport popolare - Thursday, September 10, 2026
Vincere a Roma. L’indimenticabile impresa di Abebe Bikila dello scrittore francese Sylvain Coher, pubblicato in Italia dalla casa editrice 66thand2nd, è uno dei più bei libri sportivi mai scritti. L’eccezionale prosa e lo stile aggiungono e non tolgono nulla al personaggio di Abebe, né al grandioso merito sportivo di vincere una maratona. La gara delle gare, l’ultima disciplina che chiude da sempre i giochi olimpici. Quella più immaginifica.
Coher adatta la sua prosa al passo instancabile e regolare del maratoneta etiope, un susseguirsi di rettilinei, salite di sanpietrini, le vie millenarie di Roma raccontate alla luce ardente di quel 10 settembre 1960. La fatica, la speranza ha lo stesso ritmo del passare dei chilometri, i tempi sono il respiro di Abebe e dei suoi colleghi in lizza per la vittoria.
Il libro ha lo sorprendente capacità – o meglio lo stile dello scrittore francese – di farti “sentire la polvere in bocca”, l’arsura del corridore, l’enfasi della vittoria. E la fatica estrema del corridore lungo i 42 chilometri crea un lungo monologo interiore con la “piccola voce”. Qui Abebe dialoga continuamente con i suoi pensieri, con il suo padre putativo l’allenatore svedese Niskanen, con sua moglie, col Negus. Pensa, le urla interiori non fermano quei piedi formidabili nudi per l’occasione che accarezzano il basolato di Via Appia come i lunghi rettilinei del Nuovo Raccordo Anulare di Roma.